scheda colturale del melo

Materie:Riassunto
Categoria:Agronomia

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Data:18.04.2007
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Testo

Caratteristiche botaniche
Esigenze pedoclimatiche
Portainnesti
Gestione dell’impianto
Cure colturali
Appartiene al genere Malus e comprende sia specie da frutti che ornamentali.
Le foglie, alterne, hanno piccioli raccorciati e lamina ovale.
Le gemme sono a legno e miste, inserite su rami misti, brindilli o lamburde.
I fiori, riuniti in corimbi, sono bianchi o rosei.
Il frutto è un pomo (falso frutto) con polpa biancastra, dolce o acidula, a volte profumata.
Il melo predilige climi temperato-freschi, vegeta pure ad altitudini notevoli resistendo al freddo anche a causa della ritardata epoca di fioritura.
Nelle zone calde fornisce in moedia prodotti mediocri.
Il melo esige in freddo, con circa 800 ore, che se non concesse ne risente la qualità del prodotto.
A partire da fine aprile a giugno, circa 30 giorni dopo la fioritura, ha inizio la differenziazione delle gemme; tale differenziazione si completa lentamente, interrompendosi in inverno, per poi riprendere nella primavera successiva.
Quelli più utilizzati sono:
• Il franco, ancora utile per l’ottimo ancoraggio e la resistenza a virosi, ma sempre meno utilizzato per l’eccessiva vigoria.
• Serie EM o semplicemente M (M 9, M 26, M 27, tutti molto deboli)
• Serie MM, creata per indurre resistenza all’afide lanigero (MM 109, MM 104, MM 111)
L’impianto del meleto non richiede nessuna particolare specificazione, se non immergere le piantine, al momento dell’interramento, in una poltiglia di terra e sterco bovino, per facilitare un immediato funzionamento radicale.
I sesti di impianto dipendono dalla forma di allevamento:
- vaso classico (7 x 6 m o 8 x 6 m)
- palmetta (5 x 5 m)
- spindlebush (5 x 4 m)
- slender spindle (1,5 x 3 m)
L’allevamento con le forme obbligate deve essere iniziato evitando grandi tagli.
Di solito, in impianti ben eseguiti, al terzo anno le piante hanno costituito una buona struttura.
Con la potatura di produzione si taglia poco se si nota eccesso di vigore, sopprimendo i succhioni.
Per le cultivar che producono principalmente sulle lamburde (spur..) occorre stabilire la carica di tali formazioni, in modo da evitare l’alternanza di produzione.
Solitamente si tende a conservare il 20-30% ogni anno in modo che le formazioni si rinnovino ogni 3-4 anni.

Esempio



  



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