Scheda colturale del Mais

Materie:Riassunto
Categoria:Agronomia
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Data:18.04.2007
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Testo

Caratteristiche botaniche
Ciclo biologico
Esigenze pedoclimatiche
Scelta varietale
Gestione della semina
Pianta appartenente alla famiglia delle Graminacee a ciclo annuale, monocotiledone, primaverile-estiva.
L’apparato radicale molto espanso e fascicolato assicura alla pianta un solido ancoraggio al terreno e tramite radici avventizie aeree ne evita l’allettamento. Lo stelo o culmo ha un’altezza che varia da 1 a 3 m, provvisto di nodo e internodi. Le foglie, opposte e alterne, variano da 10 a 20 a seconda della precocità dell’ibrido e si suddividono in tre parti: ligula, lamina e guaina.
L’infiorescenza femminile è comunemente chiamata pannocchia e si trova in uno dei nodi mediali dello stelo; l’infiorescenza maschile invece è una pannocchia comunemente chiamata pennacchio che si trova all’apice dello stelo.
Il frutto è una cariosside di colore, forma e dimensioni variabili a seconda della varietà.
La durata del ciclo biologico varia a seconda delle classi FAO a cui appartiene l’ibrido che si utilizza.
Il mais svolge il suo ciclo in tre fasi principali:
- Germinazione e attecchimento, periodo in cui la pianta cresce sfruttando le sostanze di riserva che si trovano nel seme;
- Sviluppo vegetativo, periodo in cui la pianta inizia a prodursi da sola le sostanze elaborate che utilizzerà successivamente durante l’accrescimento e avviene inoltre la differenziazione delle infiorescenze maschile e femminile;
- Fioritura e maturazione, periodo in cui le sostanze di riserva vengono accumulate nella granella.
Il mais è una specie generalmente brevidiurna.
Il processo di germinazione si avvia con temperature superiori a 8°C ed è fortemente danneggiato da temperature inferiori; lo sviluppo della pianta è ritardato da temperature sotto i 15°C.
Le temperature migliori per la crescita della pianta sono comprese tra 24° e 30°C.
Il mais è una pianta molto esigente dal punto di vista luminoso e a causa dell’ombreggiamento sulle foglie più basse si possono avere limitazioni della produzione.
Un terreno da mais deve essere particolarmente dotato di sostanza organica e azoto, di cui è molto esigente, e di una buona riserva di fosforo e potassio.
Non si consiglia l’utilizzo di ibridi a ciclo eccessivamente lungo poiché si rischia di raccogliere il prodotto in epoca troppo tardiva; altresì non si consiglia l’utilizzo di ibridi a ciclo eccessivamente breve in quanto le produzioni sarebbero scarse a causa del non adeguato sfruttamento del tempo utile per la coltura.
Per la scelta varietale bisogna tener conto della destinazione e dell’epoca di semina del mais: per mais da granella seminato ad aprile gli ibridi migliori sono quelli della classe 600, mentre per mais da foraggio sempre seminato ad aprile risulta migliore una classse 700; più tardiva è l’epoca e più l’ibrido da utilizzare deve essere precoce.
Generalmente gli ibridi migliori utilizzati nell’Italia settentrionale sono quelli medio-tardivi appartenenti alle classi FAO 600-700.
L’epoca di semina del mais varia a seconda dell’ambiente di coltivazione, tenendo presente che serve una temperatura media di 12°C del suolo per ottenere una buona germinazione,
Le semina possono perciò cominciare dalla prima decade di aprile.
La deposizione del seme viene effettuata da seminatrici di tipo pneumatico, con distanza tra gli elementi distributori di circa 75 cm. Sono consentite interfile variabili da 45 a 75 cm; se si tiene l’interfila a 45-50 cm si può aumentare la densità del 10 %.
Gestione del terreno
Gestione della fertilità
Gestione dell’irrigazione
Gestione del diserbo
Gestione della raccolta
Particolare attenzione bisogna porre alle sistemazioni idraulico agrarie per favorire un’efficace sgrondo delle acque in eccesso.
La lavorazione consigliata consiste in una ripuntatura combinata con una lavorazione leggera non superiore a 30 cm di profondita, operazione da eseguirsi però nell’autunno o nell’estate precedente.
Prima della semina si dovranno effettuare delle lavorazioni superficiali per creare un letto di semina adeguato.
Prima di effettuare la concimazione è necessario conoscere gli asporti di sostanze nutritive.
La concimazione azotata deve essere effettuata o in presenza della coltura o immediatamente prima della semina; si effettuano perciò due interventi: in semina e in copertura
Per il fosforo gli interventi saranno alla semina o in pieno campo e per il potassio con le lavorazioni (se necessario).
È comunque indispensabile per una corretta concimazione la perfetta conoscenza dei fabbisogni della coltura (N 200 Kg/ha; P2O5 90 Kg/ha; K2O 180 Kg/ha) relativa alle analisi chimiche delle sostanze nutritive del terreno.
Il mais ha un coefficiente di evapotraspirazione pari a 250 kg di acqua per ogni kg di sostanza secca prodotta. Tuttavia l’insufficiente disponibilità di acqua durante il ciclo di vita della pianta, specialmente nelle fasi vegetative più critiche, è uno dei fattori limitanti della produttività.
La massima esigenza idrica avviene 10-15 giorni prima della fioritura e prosegue fino a 10-15 giorni dopo l’allegagione.
La coltura richiede complessivamente per produrre 100q/ha di granella una quantità d’acqua pari a 5000m3.
Il controllo delle infestanti è di tipo chimico e si attua tramite interventi erbicidi programmati a seconda del principio attivo, dell’epoca, della dose, delle caratteristiche pedologiche e dalla conoscenza delle infestanti presenti.
E’ necessario conoscere l’ecologia delle infestanti prima di procedere con il diserbo.
I trattamenti possono essere eseguiti in presemina, preemergenza e/o postemergenza.
L’epoca e le modalità di raccolta variano in funzione delola destinazione della coltura.
L’indicatore principale di maturazione del mais è l’umidità che per quanto riguarda la granella deve aggirarsi intorno al 33% .
In base all’umidità si distinguono tre fasi di maturazione:
1. fisiologica, con umidità al 25%
2. cerosa, con umidità al 45%
3. lattea, con umidità al 55%
La granella di mais può essere conservata solo con umidità inferiore al 14%, deve essere perciò essicata e mantenuta in condizioni tali da impedire fenomeni respiratori e sviluppo di muffe.

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