Scheda colturale del Girasole

Materie:Riassunto
Categoria:Agronomia

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Testo

Caratteristiche botaniche
Esigenze pedoclimatiche
Scelta varietale
Gestione della semina
Il girasole è un’oleaginosa.
E’ una pianta da fusto vigoroso che può svilupparsi oltre i 2 metri, con una grossa infiorescenza detta calatide.
Il seme è un achenio.
Ha foglie grandi e ispide, con LAI variabile da 3.2 a 4.8.
Il peso di 1000 semi di girasole si aggira intorno ai 60-90 g.
E’ noto il suo eliotropismo, cioè la tendenza a seguire il moto del sole dall’alba al tramonto , tendenza che si attenua dopo la fioritura.
Il girasole è una pianta molto sensibile alla temperatura; quella ottimale per la germinazione si aggira intorno agli 8-9°C.
Poco esigente per i suoli, anche se predilige terreni freschi e profondi, teme gli eccessi climatici.
E’ una coltura potassivora giacchè i suoi organi sono ricchi di potassio.
Le cultivar attuali sono ibridi, distinti in base alla durata del ciclo in tre gruppi:
• Precoci, con ciclo di 100-115 giorni
• Medie, con ciclo di 115-125 giorni
• Tardive, con ciclo di 125-140 giorni
La semina avvien nel periodo di marzo e può essere anticipata nelle zone non particolarmente fredde.
Prevede una densità di semina di 5-6 piante/m2 con interfila di 45-60 cm.
Le quantità di semi si aggirano sui 6-8 kg/ha
Gestione del terreno
Gestione della fertilità
Gestione dell’irrigazione
Gestione del diserbo
Gestione della raccolta
Sono consigliabili per il girasole le operazioni di aratura, sarchiatura e rincalzatura.
Risulta sconveniente la non lavorazione.
La lavorazione minima può essere effettuata solo su suoli freschi e soffici.
La concimazione preferibilmente localizzata, soprattutto azotata; in media si apportano 8.9 kg/100g di azoto, 1.9 kg/100g di anidride fosforica e 5.3 kg/100g di potassio.
Se si interrano gli stocchi l’apporto di potassio si riduce notevolmente, trattandosi di una coltura potassivora.
Con andamenti meteorici asciutti, in zone meridionali, riesce utile l’irrigazione.
Gli apporti idrici sono necessari tra la fase di emissione del bottone fiorale e il riempimento degli acheni.
Normalmente l’apporto medio è di 2000-2005 m2 di acqua ad ettaro.
Su piantine ben sviluppate è utile procedere con una rincalzatura e sarchiatura che dovrevìbbero ridurre le infestanti, contro le quali si può agire in pre-emergenza con distribuzione localizzata degli erbicidi.
Le infestanti in post-emergenza sono generalmente dicotiledoni.
La raccolta avviene quando gli acheni tendono a distaccarsi dalla calatide, solitamente nel peridi di fine agosto-settembre.
L’operazione si realizza con mietitrebbie normali oppure adattate.
Mediamente si possono ottenere 25-35 q di semi per ettaro, con rese in olio del 32-48%.

Esempio



  



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