Guerra civile spagnola, l'antifascismo, l'URSS prima della 2 guerra mondiale, la seconda guerra mond

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Categoria:Storia
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Testo

Guerra civile spagnola
Spagna: dopo la guerra
• Paese basato su un’agricoltura feudale con latifondisti e una forte chiesa autoritaria
• Rivendicazioni autonomiste nei paesi Baschi e in Catalogna
Fino al 1930 c’era stato il regime autoritario di Miguel primo di Rivera in seguito nelle elezioni del 1931 c’era stata la vittoria delle forze di sinistra, poiché la borghesia agiata era passata al Repubblicano.
Il re fu cacciato e fu proclamata nel1931 la repubblica spagnola.
• Il nuovo governo di sinistra cercò di attuare le seguenti riforme:
• Laicizzazione dello stato
• Riforma agraria
• Nazionalizzazione dei servizi pubblici
Nel 1933 però vinsero le elezioni le forze si centro-destra annullando tutte le riforme attuate da quelle di sinistra.
Nelle elezioni del 1936 le forze di sinistra si unirono nel frente popular formato do:
• Socialisti
• Anarchici
• Comunisti
• Poum ( comunisti anti- stalinisti)
Vittoria del frente popular, che voleva attuare la laicizzazione dello stato e la riforma agraria. A questo si opposero le forze reazionarie (esercito,latifondisti,chiesa).
Francisco Franco con l’esercito a Marocco marciò verso Madrid per rovesciare il governo con la forza. Ne seguì una dura guerra civile che coinvolse tutta la popolazione e anche gli stati esteri come: Italia e Germania a sostegno del “caudillo”, mentre Francia e G. Bretagna non intervennero. Solo l’URSS aiutò il partito repubblicano, ma i comunisti sotto le direttive del Comintern si scontrarono con gli anarco-socialisti. Il governo comunista instaurato da questi ultimi fallì e vinse così Francisco che con il partito unico, la Falange, tenne il potere fino alla morte.
L’ antifascismo
L’affermazione di regimi totalitari in Europa, portò alla nascita di numerosi gruppi antifascisti, alcuni operavano in clandestinità in patria, ma la maggior parte di essi operava all’estero ed era formata dai partiti politici esiliati dal fascismo.
Fino agli anni ’30 il fronte antifascista rimaneva diviso a causa dei contrasti che esistevano fra:
• Liberali democratici
• Cattolici
• Socialisti
• Comunisti
E che erano gli stessi contrasti che avevano portato all’avvento del fascismo.
Nel 1927 fu creata dai socialisti e liberali democratici la “ concentrazione antifascista”, a cui non parteciparono i comunisti che ritenevano queste due forze politiche responsabili dell’avvento del fascismo e non ne condividevano il programma:
• Restaurazione della democrazia
• Nascita della repubblica
La concentrazione però perse molte adesioni, quando fu fondato da Carlo Rosselli, il movimento “Giustizia e libertà” e per la perdita dell’adesione partito socialista.
Nel 1934 dopo l’avvento del nazismo, di fronte al pericolo di un prossimo conflitto mondiale le forze antifasciste si unirono a comunisti e socialisti e siglarono il patto d’unità d’azione.
Anche l’internazionale socialista e comunista diminuirono i contrasti tra loro tanto che in un congresso del Comintern fu creato il “fronte unico” dei lavoratori. Tuttavia al suo interno rimanevano forti tensioni, date dai cambiamenti al loro interno:
• Morte di Gramsci Togliatti leader del partito comunista.
• Assassinio dei fratelli Rosselli, leaders del movimento “Giustizia e libertà”.
Soprattutto notevoli cambiamenti provocò la salita al potere di Togliatti questo divergeva da Gramsci per:
• La vicinanza al modello stalinista e al comintern di cui apparteneva al gruppo dirigente
• Gli obiettivi della lotta antifascista che per Gramsci consisteva nel crollo del fascismo e nella restaurazione della democrazia, per Togliatti nella nascita della repubblica.
Il partito comunista perse adesioni e così il fronte antifascista per il sospetto che fosse diretto da Stalin e per i pochi contatti che aveva con i gruppi antifascisti italiani.
Dopo la morte dei fratelli Rosselli il movimento Giustizia e libertà continuò sotto la guida di Emilio Lussu, che ne accentuò i caratteri socialisti:

Perdita del fronte antifascista
In Italia ci fu una ripresa, soprattutto fra i giovani dell’attività antifascista in seguito a:
• Guerra civile spagnola
• Asse Roma- Berlino 1936
• Leggi razziali contro gli ebrei
• Molti giovani fascisti o no formarono dei gruppi clandestini antifascisti.
URSS
Grazie al piano quinquennale del 1928 e il secondo nel 1933 l’URSS aveva avuto un netto aumento della produzione industriale, mentre l’agricoltura sacrificata all’industria conosceva un peggioramento. Nelle campagne erano state attuate la collettivizzazione e la dekulakizzazione in modo da abbattere i grandi proprietari terrieri e favorire la crescita delle grandi aziende agricole che compravano i macchinari agricoli, sostenendo così il mercato dell’industria statale.
A questa collettivizzazione i contadini si opposero distruggendo campi e bestiame, questo portò a decretare da Stalin una pausa, ma visto l’acuirsi delle proteste riavviò questi processi. Questo generò un incredibile carestia con 6 milioni di morti, per questo moltissimi contadini si riversarono nelle città tanto che fu istituito un passaporto interno.

L’industria disponeva di una grande quantità di manodopera
In dieci anni l’Urss conosceva un forte incremento della produzione industriale (pesante) mai visto in altri paesi

Le tre grandi potenze economiche erano: Usa, Germania, Urss
Sviluppò soprattutto, per paura delle minacce tedesche, un forte apparato militare-industriale. La pianificazione economica portò a degli enormi cambiamenti nel paese in campo:
-Economico
-Sociale (nuovi servizi sociali)
-Culturale (diminuzione dell’analfabetismo)
Trasformazioni ottenute grazie ad un forte controllo burocratico e le conseguenze furono:
• Milioni di persone uccise, deportate dalla campagne alle città, imprigionate o costrette ai lavori forzati nei gulag
• Distruzione dei diritti dei lavoratori e dei sindacati
• Salari ridotti al minimo con incrementi stabiliti in base alla produttività individuale secondo il modello stakhanovista (impiegato modello), sostenuto da una forte propaganda. Nonostante la competitività questo non riuscì ad aumentare la produttività dati i bassi incrementi salariali.

Crescita produzione industriale incentrata sulla grande massa della forza-lavoro.
Rinnovamento del partito:
Con le “purghe” di Stalin venne eliminato chiunque fosse da lui ritenuto non estremamente fedele e che si opponesse all’industrializzazione forzata.
Per queste purghe vennero uccisi o imprigionati dalla polizia segreta, Gpu:
• I capi dell’armata rossa
• Membri del gruppo dirigente del partito
• Membri dell’esercito
• Cittadini
• Uomini di cultura
Stalin poi diffuse il culto della sua personalità imitando i regimi totalitari, fascista e nazista, tutti i poteri dello stato erano sottomessi al suo volere così come tutto il partito. Nonostante il riconoscimento della sua costituzione sui diritti universali degli individui come la più democratica.
Cause della seconda guerra mondiale

Politica estera nazi-fascista e giapponese rivolta a definire i territori stabiliti dai trtati di Versailles
1936 è un anno di cambiamento per l’equilibrio internazionale con l’acuirsi delle tensioni a causa delle espansioni dei fascisti europei contro le condizioni dei trattati:
• Guerra imperialistica di Etiopia condotta da Mussolini
• Militarizzazione a opera di Hitler della Romania,unione della saar al reich dopo un referendum
• Guerra civile in Spagna e presa di potere da parte di Francisco Franco
GERMANIA
La germani era la nazione rimasta più colpita dai trattati di Versailles poiché era stata:
• Ridimensionata territorialmente
• Privata delle sue colonie
• Smilitarizzata
• Colpita duramente sul piano economico a causa dei risarcimenti bellici.
La politica estera di Hitler, il quale non accettava il trattato di pace di Versailles, aveva come obiettivi, secondo il programma pangermanista:
-la riunificazione di tutti gli stati abitati da tedeschi e conquistare lo spazio vitale.
-affermare la supremazia tedesca in Europa (la grande Germania).
La riunificazione di tutti gli stati tedeschi era un progetto sia economico ( portare all’autosufficienza il paese) sia politico che razziale, dati i principi del nazismo che stabilivano la superiorità del popolo tedesco.
Politica estera della Germania dal 1933
• Uscita dalla Società delle Nazioni 1933
• Violazione del trattato di Versailles con il riarmo 1933
• Annessione dell’Austria al Reich 1938 e della regione cecoslovacca dei sudeti
• Annessione della Boemia,1939, con la disintegrazione della Cecoslovacchia mentre la Slovacchia diventava uno stato indipendente alleato dei nazisti.
L’Italia era ormai sotto Hitler a causa dell’asse Roma-Berlino, 1936, e del patto d’acciaio, 1939.
Nel 1938 infatti, in Italia a dimostrazione di ciò vennero promulgate le leggi razziali.

Gli Usa perché chiusi nel loro isolazionismo.
La Francia e la Gran Bretagna per evitare un nuovo conflitto mondiale accondiscendevano alle richieste tedesche, ne era prova la conferenza di Monaco del 1938, in cui si discuteva della questione dei sudeti. Alla fine i ministri inglesi e francesi permisero alla Germania di annettere questa regione sotto la promessa che non ci sarebbero più state annessioni da parte della Germania.

Il primo settembre 1939 le truppe tedesche invasero la Polonia per annettere Danzica e togliere così il corridoio che la separava dalla Prussica orientale, violando la promessa di Monaco.

3 settembre 1939: dichiarazione di guerra da parte di Francia e G.B., mentre gli usa si dichiararono neutrali.
La seconda guerra mondiale negli anni 39, 40, 41
La Germania nel primo settembre 1939 invase la Polonia dopo essersi garantita la neutralità dell’URSS. Infatti nel 23 agosto 1939, nonostante le divergenze il ministro degli esteri russo e quello tedesco firmarono un trattato di non aggressione che stabiliva le zone di rispettiva influenza nell’Europa Orientale.
Stalin firmò questo trattato per tre motivi:
1. recuperare i territori perduti nella prima guerra mondiale
2. non entrare in conflitto con la Germania superiore militarmente e industrialmente
3. per le difficoltà di ottenere un’alleanza anti-nazista con Francia e G.B.
Guerra in Polonia
Secondo la strategia della guerra-lampo, Hitler sganciò, grazie alla forte aviazione tedesca migliaia di tonnellate di bombe sulla Polonia colpendole i punti strategici come: porti, aeroporti, strade, reti ferroviarie, industrie.
Apertosi una breccia su questa vi avanzò con un numeroso esercito. In questo modo la Polonia fu capitolata nel giro di un mese prima che potesse rispondere all’offensiva tedesca, solo Varsavia mostrò una forte resistenza fino a che sotto molteplici bombardamenti tedeschi non fu costretta alla resa.

Inverno 1939-40= momento di stasi per le operazioni belliche: Francia, G.B., Germania rimasero sulle loro linee difensive. Le uniche operazioni belliche si svolsero negli: Stati Baltici, Polonia orientale, Finlandia dove l’URSS, grazie alla neutralità tedesca, ne conquistò i territori.
Aprile-maggio 1940= campagna di Norvegia e Danimarca.
Le truppe tedesche sbarcarono in Danimarca e in Norvegia costringendo in poco tempo questi paesi alla resa. In Norvegia il re fu costretto all’esilio e fu instaurato un governo filo-nazista preseduto da Quisling.

La conquista della Norvegia portò a Hitler numerosi giacimenti di ferro e punti strategici per le basi navali e aeree.
Maggio-giugno 1944= campagna di Francia.
10 maggio 1944: furono invase dalle truppe tedesche il Belgio, l’Olanda, il Lussemburgo nonostante avessero dichiarato la loro neutralità. In questo modo impegnarono le truppe anglo-francesi a Nord mentre altre truppe tedesche sfondarono la linea difensiva a Sedan, a sud della Francia, costringendo alla ritirata numerose truppe alleate.

La Francia fu così invasa rapidamente e a giugno i tedeschi entrarono a Parigi costringendo il maresciallo Petain a firmare l’armistizio il 22 giugno.

Nord della Francia= occupato dai tedeschi
Sud della Francia= instaurazione di un governo autoritario di estrema destra, detto di Vichy.

Il colonnello francese Gaulle lasciò la Francia e dalla G.B. incitò la lotta contro i nazisti fondando l’organizzazione “Francia libera”, futura resistenza francese.
Italia
L’Italia seppure legata alla Germania dal patto d’acciaio decise di non intervenire, con il consenso tedesco, nonostante questo prevedesse l’immediata entrata in guerra dell’Italia a fianco della Germania.
Le cause di della non-entrata italiana in guerra furono l’avversione a questo di:
• opinione pubblica
• re
• esponenti delle gerarchie fasciste
• il maresciallo Pietro Badoglio, consapevole della carenza delle forze armate italiane.
Un altro motivo fu il voler prima capire gli obiettivi di Hitler e vedere gli esiti del conflitto.

Esiti del conflitto favorevoli alla Germania.

10 giugno 1940: entrata in guerra dell’Italia a fianco della Germania.
Agosto-settembre 1940= campagna di Inghilterra.
Dopo la sconfitta francese l’Inghilterra rimase sola a fronteggiare il nemico tedesco. Hitler proseguì la sua campagna in G.B. seguendo due obiettivi:
1. distruggere l’aviazione inglese
2. terrorizzare i civili portando così l’Inghilterra alla resa
Per attuare il secondo obiettivo Hitler bombardò con tonnellate di esplosivo le città e le industrie ma nonostante ciò gli inglesi si rivelarono straordinariamente tenaci, seguendo il modello del loro primo ministro conservatore Winston Churchill.
Nel frattempo l’Italia cercava di isolare la G.B. cercando di rompere i suoi rapporti commerciali con le colonie, attaccando le basi inglesi nel Mediterraneo, non ottenne grande successo.

Fallimento della campagna d’Inghilterra.
Settembre 1940= entrata in guerra di:
• Giappone, insieme a Germania e Italia nel patto tripartito
• Slovenia
• Ungheria
• Romania
Ottobre 1940= campagna di Grecia
Mussolini attaccò questo stato sperando di conquistarlo in poco tempo ma i suoi calcoli si rivelarono errati poiché non aveva tenuto conto della caparbia resistenza dei Greci e l’aiuto degli alleati inglesi.
Le truppe italiane arretrarono fino nei Balcani, finché non intervennero i tedeschi per paura di un espansione mediterranea inglese.
Conquista della Grecia e della Jugoslavia da parte di Hitler nel 1941.
Primavera 1941= campagna d’africa.
Con l’entrata dell’Italia in guerra si era aperto anche il fronte africano dove dall’eritrea alla Somalia gli italiani si scontravano contro gli inglesi. Dopo qualche iniziale successo in africa settentrionale le truppe di Mussolini furono costrette ad arretrare e subirono una pesante sconfitta ad Amba Alagi, perdendo così molti territori africani.
Di fronte alla paura di una possibile conquista di tutta l’Africa da parte della G.B., la Germania decise di intervenire inviando delle truppe guidate dal generale Rimmel. Questi riuscì a far indietreggiare gli inglesi.
Fine 1941= quasi tutta l’Europa continentale è in mano del nazi-fascismo, grazie al:
• Superiorità bellica tedesca
• Forte apparato industriale tedesco che riusciva a tenere alti i consumi della popolazione mentre tutti i costi bellici venivano riversati sui paesi occupati.
Mondializzazione del conflitto
Nella metà del 1941 ci furono due importanti avvenimenti:
• Attacco tedesco all’unione sovietica.
• Entrata in guerra degli Stati Uniti in seguito all’aggressione del Giappone.
L’invasione tedesca nell’URSS infranse il trattato del 23 agosto 1939 tra Stalin e Hitler, quest’ultimo voleva con quest’espansione portare a compimento due suoi obiettivi:
• L’espansione verso Oriente a danno di una popolazione ritenuta “inferiore”
• Distruggere il comunismo.
Per questo attuò il “piano Barbarossa”, nome in codice per l’invasione sovietica, nel 22 giugno 1941. le truppe tedesche insieme a quelle:
- Italiane
- Rumene
- Ungheresi
- Finlandesi
- Volontari spagnoli e francesi
Attaccarono i paesi balcani, l’Ucraina e la Crimea.
Grazie alla numerosità bellica, l’armata tedesca riuscì in poco tempo a penetrare la Russia e ad arrivare fino a Mosca e Leningrado. Tuttavia l’armata rossa non si arrese, ma seppe abilmente organizzarsi e trasferire le industrie per non farle cadere in mano nemica. Con l’avvento dell’inverno 41-42, a causa delle rigide condizioni climatiche, i russi riuscirono a recuperare diversi territori e ad allontanare l’armata tedesca da Mosca e Leningrado. L’avanzata si bloccò e riprese nell’estate del 42 attaccando Stalingrado, ultima linea difensiva russa, dove si trovavano numerosi giacimenti petroliferi a cui i tedeschi miravano.

Fallimento della campagna di Russia.
Stati Uniti
Di fronte alla paura della supremazia tedesca gli usa pur non intervenendo decisero di inviare armi e prestiti alla G.B.
Agosto 1941= Carta Atlantica.
Firmata dal primo ministro inglese Churchill e il presidente americano Roosevelt, conteneva i principi sul diritto internazionale e l’autodeterminazione dei popoli.
7 dicembre 1941= attacco giapponese alla flotta statunitense a Pearl Harbor, nelle Hawaii. Dopo questo attacco a sorpresa i giapponesi proseguirno nella conquista del Pacifico e dell’asia orientale arrivando fino ai confini dell’India.
Germania: conseguenze economiche e sociali della guerra
Nell’inverno del 1941-42 gli Stati occupati dai tedeschi ricevvevano pressanti condizioni economiche con:
- Requisizione di prodotti agricoli e industriali
- Limitait consumi di beni di prima necessità che potevano essere acquistati solo dietro presentazione di un a tessera
- Deportazioni di prigionieri di guerra nei campi di lavoro in Germania per rimpiazzare i contadini e operai chiamati alle armi.
Le conseguenze sociali furono le eliminazioni fisiche di tutte le popolazioni ritenute “inferiori” per attuare così la “germanizzazione”.
Il maggior numero di vittime di questo programma hitleriano furono:
- I russi ne morirono circa venti milioni
- Gli ebrei, dopo la formulazione del gennaio del 42 della formula “soluzione finale”, cioè la distruzione di tutti gli ebrei. La campagna militare condotta nell’Europa orientale era stata fatta proprio per eliminare gl ebrei, per questo in Peonia e nella Germania orientale vennero costruiti numerosi campi di concentramento e sterminio (Auschwitz-Birkenau). Qui gli ebrei erano obbligati a lavorare in condizioni impossibili, sottoposti a torture fisiche e infine eliminati nei forni crematori e nelle camere a gas.
- Gli omosessuali, i zingari, gli oppositori politici, i portatori di handicap.
Controffensiva degli alleati nel 1942-43
Usa: riconquistarono le isole del Pacifico.
URSS: riuscirono a far arrestare i tedeschi dopo l’offensiva a Stalingrado dell’estate del 1942, con la prima grande sconfitta tedesca nel novembre di quell’anno.
Ci fu anche lo sfondamento della linea nazi-fascista del Don, a causa della sconfitta dell’Armir (armata italiana in Russia) che fu costretta ad una dura ritirata, in cui morirono diversi soldati.
Africa: le truppe inglesi sotto il maresciallo Montgomery riuscirono a sconfiggere loe truppe nazi-fasciste a El Alamein costringendole alla resa nel 1943. nel frattempo gli americani sbarcavano in Marocco e in Algeria per poi dirigersi verso l’Italia, approdando in Sicilia.
Italia: l’approdo americano avenne in un momento difficile per l’Italia a causa di:
- Crisi sociale per la mancanza di viveri.
- Crisi politica per le perdite di consenso a Mussolini, a causa della sua conduzione della guerra e della subordinazione dell’Italia ai voleri della Germania.

Il 25 luglio 1943 in una seduta del Gran Consiglio: con 19 voti a favore e 7 contrari fu destituito Mussolini e poi fatto arrestare da Vittorio Emanuele III.

Il governo fu affidato a Pietro Badoglio, che nonostante l’opinione pubblica fosse contraria, dichiarò il proseguimento della guerra. Nel frattempo però stipulò un armistizio segreto a Siracusa con le truppe anglo-francesi reso pubblico nell’8 settembre 1943. dopo aver firmato quest’accordo Badoglio e il re si trasferirono a Brindisi dove dettero vita al governo del Sud.
I tedeschi venuti a conoscenza dell’armistizio accusarono gli italiani di tradimento e sia occuparono il centro-nord della penisola e sia catturarono i soldati italiani che in quel momento combattevano a fianco dei tedeschi. Alcuni soldati riuscirono a tornare a casa o entrarono a far parte della resistenza. A Roma a Porta san paolo i gruppi anti-nazisti combatterono aspramente contro i tedeschi.
Inoltre pochi giorni dopo l’armistizio Mussolini fu liberato dai tedeschi che lo misero a capo della repubblica sociale italiana, con sede a Salò.

L’Italia era divisa tra il centro-settentrione occupato dai tedeschi e sotto la repubblica di Salò e il sud occupato dagli anglo-americani e sotto il governo di Badoglio.

In questa situazione ci furono diverse lotte tra la Resistenza, in cui convivevano persone di differenti ideologie politiche e i nazisti occupanti e i fascisti di Salò.
Nel settembre 1943 ci furono le Quattro giornate di Napoli in cui tutta la popolazione combatte contro i tedeschi, riuscendo in questo modo a liberare la città. Al nord nel frattempo si proseguirono diversi scioperi operai, guidati dal partito comunista.
23 luglio 1943: nacquero i comitati di liberazione nazionale (cln), composti dai rappresentanti delle forze politiche anti-fasciste.
Dopo il crollo del fascismo si riformarono i vecchi partiti politici:
- Il PSIUP (partito socialista di unità proletaria): formato dall’ala riformista e massimalista del partito socialista. Aveva un programma classista ma era favorevole alla collaborazione con il PCI.
- Il PCI sotto Palmiro Togliatti, che ne modificò le posizioni intransigenti per collaborare con tutte le forze antifasciste e costruire uno stato democratico. Questi cambi nel programma furono annunciati nella “Svolta di Salerno”, che fece cambiare idea a Vittorio Emanuele III tanto che fece formare un nuovo governo preseduto da Badoglio e come vice presidente Togliatti.
- Il partito popolare italiano (PPI) cambiò nome in Democrazia cristiana (DC) sotto la guida di Alcide de Gasperi, e vi confluì il movimento di Azione cristiana l’unico rimasto sotto il fascismo. Partito di posizioni moderate ma attento ai problemi sociali.
- Il partito liberale sotto la guida di Einaudi e Benedetto croce.
- Il nuovo partito d’azione, formato dai liberal-socialisti laici e progressisti e con un programma che prevedeva l’instaurazione della repubblica e ampie riforme sociali.

Queste forze politiche formarono nel luglio del 1944 il corpo dei volontari della libertà (Cvl) con a capo il generale Cadorna, con Piazzi e il comunista Luigi Longo.
Nell’italia settentrionale invece agiva il comitato di liberazione nazionale alta italia. I tedeschi nel rispondere alle loro azioni fecero dei veri e propri stermini contro la popolazione civile, come a Marzabotto, da parte delle SS. Queste azioni contro i civili non furono solo opera dei tedeschi ma anche degli italiani, tra cui i fascisti di Salò.
Nell’agosto del 1944 fu formata la linea difensiva tedesca, detta linea gotica, contro questa le truppe anglo-americane sferrarono un violento attacco che portò alla liberazione di Ravenna e che dovette arrestarsi nell’inverno. Il 10 novembre del 1944 il comandante inglese Alexander invitò i partigiani a sospendere la lotta, ma questi sotto gli attacchi tedeschi e in mancanza dell’appoggio alleato continuarono i combattimenti.
La resistenza in Europa
Francia= l’organizzazione anti-nazista “Francia libera”di Gaulle riuscì a raccogliere diverse adesioni e a formare un vero e proprio esercito. A questo si affiancarono le Ffi ( forze francesi dell’interno ) e le Ftp ( franchi tiratori e partigiani ) comuniste.
URSS= le truppe della resistenza si affiancarono all’Armata rossa nel combattere contro le truppe tedesche.
Jugoslavia= la lotta dei partigiani comunisti era guidata dal maresciallo Tito, che organizzò un vero e proprio esercito popolare che condusse sanguinose battaglie, liberando la Jugoslavia nel 1944-45. durante queste lotte furono uccisi o gettati nelle foibe carsiche diversi italiani dell’Istria e della Venezia-Giulia; tra questi c’erano personaggi politici della Repubblica di Salò e civili. Tito voleva eliminare ogni possibile oppositore all’annessione di queste regioni alla Jugoslavia.
Polonia= in Polonia la Resistenza aveva come obiettivo: salvare lo stato, che era diviso in due parti tra la Germania e l’URSS. Questo stato si trovava in una situazione drammatica a causa degli ebrei e dei civili deportati o uccisi. Nella lotta della Resistenza contro i nazisti non furono aiutati nemmeno dall’Unione sovietica che non vedeva di buon occhio un movimento nazionalista e aveva paura della possibile instaurazione di un governo reazionario. Questo spiega il suo atteggiamento durante l’insurrezione di Varsavia nel 1 agosto 1944, in cui fu rasa al suolo la città.
Grecia= qui la resistenza anti-nazista si concentrò nell’Unione nazionale democratica greca (Edes) di posizioni moderate e monarchiche e nell’ esercito popolare di liberazione (Elas) di posizioni comuniste.

Queste lotte partigiane avevano anche come obiettivo risolvere il dopo guerra e il problema che aveva portato alla nascita di questi regimi autoritari di estrema destra.
La sconfitta della Germania e del Giappone
6 giugno 1944= le truppe anglo-americane, sotto il comando del generale Einsenhower, sbarcarono in Normandia e da qui aiutate dalle forze di liberazione riuscirono a liberare la Francia e Parigi nel 24 agosto.

I tedeschi furono così costretti ad evacuare la Francia e il Belgio.
Nel frattempo in Unione sovietica l’armata rossa riprendeva l’offensiva contro i tedeschi, mentre la Grecia e la Jugoslavia venivano liberate dai partigiani.
Nel novembre del 1943 c’era stata un’alleanza, nell’incontro di Teheran, tra gli USA, la G.B., e l’URSS con l’incontro tra il ministro inglese Churchill, Stalin e il presidente americano Roosevelt; in questo incontro si delineò la strategia da seguire per sconfiggere la Germania, un abbozzo della futura spartizione dell’Europa e della teoria dei “quattro poliziotti”. Emerse già il futuro antagonismo tra le grandi potenze: USA e URSS.
Un esempio di ciò è l’insurrezione di Varsavia che Stalin evitò di aiutare, poiché i polacchi in esilio in Gran Bretagna che incitavano alla ribellione volevano poi instaurare un governo reazionario. Proprio per evitare la formazione di questo governo, l’URSS non intervenne. In risposta le truppe anglo-americane per evitare che la sconfitta della Germania fosse portata a termine dell’Unione Sovietica, bombardarono tutto lo stato.
Per stabilire le rispettive zone d’influenza tra le grandi potenze nel febbraio del 1945 si tenne a Jalta, sulla costa della Crimea, una conferenza per stabilire la seguente spartizione dell’Europa:
• Austria, Grecia, Italia= sotto l’influenza anglo-americana
• Romania, Bulgaria= sotto l’influenza sovietica
• Ungheria, Polonia, Jugoslavia= sotto comune influenza
• Germania= divisa in quattro zone
Fu anche stabilita la strategia d’intervento contro la Germania e l’attacco sovietico al Giappone.

L’equilibrio internazionale non è più detenuto dall’Europa, ma dalle due nuove grandi potenze: USA e URSS.
Marzo-aprile 1945= Resa della Germania
La Germania fu attaccata da ambo i lati dalle truppe sovietiche e anglo-americane. In italia in quel momento le truppe alleate continuavano la liberazione aiutate dai partigiani, dagli operai e dai Comitati di liberazione nazionale che presero i pieni poteri il 25 aprile 1945; tre giorni dopo Mussolini venne giustiziato sul lago di Como. Contemporaneamente Hitler si suicidò e il suo successore, l’ammiraglio Donitz, firmò la resa incondizionata della Germania il 7 maggio 1945.

Fine della guerra in Europa, rimaneva sola la guerra nel Pacifico a causa della grande disponibilità di mezzi del Giappone e della loro caparbia resistenza.
Luglio-agosto 1945= Truman, il nuovo presidente americano, lanciò un ultimatum al Giappone e non ricevendo alcuna risposta sganciò su Hiroshima, il 6 agosto 1945, e tre giorni dopo su Nagasaki una nuova micidiale arma: la bomba atomica. Nonostante gli accordi prevedessero la sconfitta del Giappone da parte dell’Unione sovietica, gli USA per paura di una loro espansione in Oriente decisero di portare a termine velocemente la guerra.

14 agosto 1945= resa incondizionata del Giappone.

Fine della seconda guerra mondiale
Dopoguerra
Dopo la fine del conflitto bisognava :
• Definire un nuovo assetto territoriale
• Porre le basi dei nuovi governi, animati da idee di libertà e democrazia, sostenute dai gruppi della resistenza.
Dopo l’incontro di Jalta del febbraio 1945, c’era stato un incontro a Postdam nello stesso anno per delineare il nuovo assetto geo-politico mondiale. Nella sua delineazione furono fondamentali due fattori:
1. le due nuove superpotenze: USA e URSS.
2. la presenza delle truppe delle grandi potenze nei paesi vinti a simbolo delle future zone d’influenza.
Già nell’incontro di Teheran del novembre del 1943 fra Churchill, Roosevelt e Stalin; era stata proposta la teoria dei “quattro poliziotti”, cioè le quattro maggiori potenze come controllori dell’equilibrio internazionale.

Declino dell’Europa come grande potenza. La guerra l’aveva indebitata, impoverita e divisa fra l’USA e l’URSS. Il bipolarismo fra queste due potenze aveva come base ideologie politiche-economiche differenti:
• USA: economia basata sul libero mercato sotto la sua egemonia.
• URSS: economia basata sul mercato chiuso con la nazionalizzazione delle industrie e collettivizzazione della terra.
Per bilanciare questo bipolarismo nell’aprile-giugno del 1945 nacque l’ONU, l’organizzazione delle Nazioni Unite, le cui premesse erano già state poste nell’incontro fra Churchill e Roosevelt del 1941 per la Carta Atlantica; basata sui 14 punti di Wilson che dichiarava il libero commercio e l’autodeterminazione dei popoli.
A San Francisco venne sottoscritta da 50 paesi la Carta delle Nazioni Unite elaborata dalle quattro grandi potenze (URSS, USA, G.B., Francia). L’ONU aveva come organo esecutivo il Consiglio di Sicurezza, i cui membri permanenti erano i rappresentanti delle quattro potenze più la Cina, quest’ organo aveva il potere di veto sulle decisoni prese dall’assemblea dei paesi membri.
Nella definizione del nuovo ordine internazionale gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica divergevano per le loro posizioni:
• Stati Uniti: volevano estendere l’area delle democrazie capitalistiche in modo da allargare il libero mercato e per questo erano interessati alla ricostruzione dei due grandi paesi industrializzati: Giappone e Germania.
• URSS: questa aveva paura di un ricrescita economica-militare della Germania, per questo era contraria alla sua ricostruzione e voleva creare una cintura di suoi paesi satelliti intorno ad essa.
Le divergenze fra USA e URSS aumentarono durante la stipulazione dei trattati di pace a Parigi nel 1946, in cui ci fu una conferenza internazionale, questi furono firmati da: Italia, Romania, Bulgaria, Ungheria, Finlandia, le ex alleate tedesche. Da questa conferenza soltanto l’URSS e la Polonia allargarono i propri territori ristabilendo i confini della prima guerra mondiale.
L’URSS ottenne i seguenti territori:
-dal Giappone le isole Curili e la parte meridionale di una penisola asiatica
-i paesi Baltici
-le regioni polacche
-parte della Finlandia
La Polonia fu risarcita dalla Germania a cui prese la Prussica orientale, la Slesia e la Pomerania; questo provocò l’emigrazione di moltissimi tedeschi in Germania.
L’Italia fu privata di:
-le isole del Dodecaneso che vennero restituite alla Grecia
-parte della Venezia-Giulia e l’Istria, data alla Jugoslavia
-Trieste che diventò “territorio libero”
-le colonie africane tranne la Somalia
-la sovranità sull’Albania
Il Giappone perse tutti i suoi possedimenti coloniali e il suo esercito; le isole del Pacifico passarono sotto l’egemonia statunitense.
Tuttavia le divergenze si intensificarono tanto che nella conferenza di Mosca del 1947 si ruppero definitivamente i rapporti tra i paesi occidentali e l’Unione sovietica. La causa di ciò fu la questione tedesca, inizialmente la Germania fu divisa in quattro zone (sotto l’influenza britannica, francese, sovietica, statunitense), in seguito fu divisa in repubblica federale tedesca, sotto l’influenza statunitense, e Repubblica democratica tedesca, sotto l’influenza sovietica. La stessa divisione fu fatta alla città di Berlino.

Questa divisione del mondo in due blocchi fu chiamata “guerra fredda”, basata su differenze economiche e politiche, le due superpotenze, infatti, modificarono, nei paesi sotto la loro influenza, la struttura politica economica di questi.
L’Europa orientale fu costretta negli anni 46-49 ad una rapida sovietizzazione, che portò alla nascita di una ideale cortina di ferro per dividere l’Europa.
In risposta il presidente americano Truman e il suo collaboratore Kennan elaborarono la “dottrina Truman”: consisteva in aiuti a tutti i movimenti anti-comunisti in una politica di contenimento dell’espansione sovietica. La sua prima concreta realizzazione ci fu in Grecia nel marzo del 1947 dove c’era una guerra civile tra la resistenza comunista, che godeva di un grande appoggio popolare, e lo schieramento politico filo-monarchico e conservatore. Gli USA intervennero aiutando i conservatori e portandoli alla vittoria, il re decise poi di dichiarare fuori legge il partito comunista e di instaurare un regime autoritario. Oltre alla Grecia, Truman aiutò anche la Turchia a cacciare i comunisti.
Inoltre per allargare il mercato e, convinto del fatto che il comunismo fosse un pericolo solo in quei paesi che non godevano di una stabilità economica, annunciò un piano di aiuti volto alla ricostruzione economica dell’Europa occidentale. Noto come il piano “Marshall” dal nome del segretario che lo formulò, ma il cui vero nome è “European recovery program” (ERP). Questo piano consentiva all’Europa di ottenere prestiti a bassi tassi d’interesse da parte degli USA e talvolta gratuiti. Nello stesso anno fu firmato un accordo commerciale, il “General agreement on tariffs and trade” (GATT), con cui si stabilivano i dazi doganali in modo da garantire il libero scambio delle merci. Grazie a questo piano ci furono prestiti per diversi milioni di dollari e per la loro gestione vennero fondati degli enti, composti dai rappresentanti dei paesi aiutati, come l’OECE ( organizzazione europea per la cooperazione economica, trasformata poi in OCSE (organizzazione europea per la cooperazione e lo sviluppo) e l’ECA al quale i paesi europei dovevano rivolgersi per l’acquisto delle materie prime per le industrie finanziate dall’ERP.

Le conseguenze del piano furono:
• Ricostruzione economica dei paesi europei, soprattutto della Germania.
• Nascita di un grande mercato con la partecipazione della G.B. fino ad allora estranea.
• Collaborazione economica fra i vari paesi che portò alla nascita dell’asse franco-tedesco e della CECA (comunità europea del carbone), le cui idee ispirarono poi il Mercato comune europeo (MEC).
• Intensificazione dei rapporti politici tra USA e paesi europei, con l’interferenza nella loro politica da parte degli USA. Dopo il caso greco e quello italiano ci furono anche quelli dei regimi fascisti in Spagna e Portogallo, lasciati per paura di un regime comunista.
Lo stesso fece l’URSS che dal 46 al 49 cambiò i governi di:
• Polonia
• Cecoslovacchia
• Ungheria
• Bulgaria
• Romania
Sostituendoli con governi guidati dai partiti comunisti, sciogliendo gli altri partiti e riorganizzando l’economia secondo il modello sovietico.

1947= nascita del Cominform
Al posto del Comintern per la coordinazione di tutti i partiti comunisti anche quelli occidentali.
1949= nascita del Comecon
Per creare un’area di scambio commerciale chiusa fra l’URSS e i suoi satelliti.
Solo in Jugoslavia si creò una stato socialista indipendente, la Repubblica federale jugoslava, in aperta contrapposizione all’URSS e che includeva:
• Solvenza
• Croazia
• Bosnia-Erzegovina
• Macedonia
• Serbia
• Montenegro
Tito non condivideva il centralismo stalinista e la sua burocrazia ma era a favore di una maggiore indipendenza degli stati membri.
Ci furono due momenti di grave tensione fra i due blocchi:
• La guerra civile in Grecia.
• La chiusura delle vie d’accesso alla città di Berlino, per impedire agli americani di avere contatti con la parte della città sotto la sua influenza, costringendola così alla resa. Ma grazie alla loro aviazione gli americani riuscirono a eludere il blocco.

Di fronte a questa difficile situazione gli Stati Uniti promossero la nascita nell’aprile del 1949 della NATO, un esercito a cui aderirono:
- USA, Canada, G.B., Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Italia, Norvegia, Danimarca, Islanda, Portogallo, Grecia, Turchia. Nata per la difesa reciproca e l’accettazione della protezione americana.

Nei paesi occidentali ci furono ripercussioni sulla loro vita politica interna furono esclusi dal governo le forze comuniste e imposti governi filo-americani. Negli USA, sotto il senatore Mac Carthy, si svilupparono correnti politiche conservatrici che portarono alla promulgazione di restrizioni nell’attività politica e sindacale.
Nasce la nuova repubblica
Dopo la liberazione fu mantenuta l’unità dei partiti antifascisti. Dopo il 25 aprile 1945 il governo era presieduto da Parri, leader del comitato di liberazione nazionale, e ne facevano parte i sei partiti antifascisti:
- il PCI di Togliatti
- il PSI UP di Nenni
- il Partito di Azione di Parri
- la DC di De Gasperi
- il Partito Liberale ci Croce e Einaudi
- la Democrazia del Lavoro, un gruppo raccoltosi intorno a Bonomi.
Di questo governo Nenni era il Vicepresidente, Togliatti il Ministro della Giustizia, De Gasperi il Ministro degli Esteri.
Il “governo del CLN” era accolto con favore dall’opinione pubblica e molti dei suoi membri si insediarono nelle grandi città cercando di risolvere i problemi della sicurezza, del lavoro e dei consumi. Ma questo governo si paralizzò ben presto a causa dei forti contrasti interni fra:
- la sinistra che voleva nuove elezioni, confidando in una vittoria
- la destra che forte del sostegno anglo-americano e della Chiesa voleva prima stabilizzare il paese.
I contrasti fra le due componenti politiche furono alla base delle profonde divergenze su due problemi fondamentali:
- l’epurazione
- la riforma tributaria.
L’epurazione è l’allontanamento dalla: burocrazia, magistratura, esercito, insegnamento; di tutti i membri che avevano avuto importanza nel regime fascista, ma a causa dell’opposizione dei partiti moderati e della burocrazia solo pochi furono allontanati e comunque riammessi con una legge del 1949. La riforma tributaria proposta dal ministro comunista delle Finanze Scoccimarro voleva attuare delle imposte sui profitti di guerra in modo da frenare l’occupazione, ma anche qui incontrò l’opposizione dei liberali.
Nel dicembre del 1945 il governo passò in mano al democristiano Alcide De Gasperi, che era anche ministro degli esteri mentre al ministro del tesoro fu messo un liberale lasciando cosi ai partiti di sinistra l’esecutivo. In questi mesi vennero annullati i decreti del 1944 del ministro comunista Gullo che prevedevano l’assegnazione dei terreni incolti a cooperative di contadini poveri e braccianti, ma furono annullati per l’opposizione dei latifondisti appoggiati dai democristiani e dai liberali. Questo portò a diverse insurrezioni nel mezzogiorno. Rimanevano altri due importanti problemi:
- la nuova forma istituzionale
- la nuova costituzione
Per risolvere il primo problema fu indetto un referendum e contemporaneamente furono indette le elezioni per l’assemblea costituente a suffragio universale.

Il 2 giugno 1946 nacque la repubblica italiana.
Il re Umberto II fu costretto all’esilio. Le elezioni dell’assemblea costituente svolte secondo il sistema proporzionale puro, in base ai voti ottenuti venivano assegnati i seggi, portò alla vittoria la DC, seguita dai socialisti e dai comunisti uniti nel patto di azione. I voti della sinistra venivano principalmente dal nord, mentre al sud aveva ottenuto successo un movimento di destra, l’uomo qualunque.
La nuova carta costituzionale fu approvata il 22 dicembre 1947 dopo otto mesi di discussione fra i vari partiti. L’assemblea era costituita da 75 membri e presieduta da Ruini; la costituzione entrò in vigore nell’anno successivo. Essa dichiara che l’Italia è una repubblica democratica parlamentare basata sul pluralismo dei partiti e il riconoscimento dei diritti fondamentali dell’individuo con il lavoro, lo studio, la salute. Questa costituzione aveva alla base una ideologia antifascista per evitare la formazione di un nuovo regime autoritario. Una costituzione simile fu approvata anche nella repubblica federale tedesca.
Nei trattati di pace di Parigi del 1947 l’Italia né usci come un paese sconfitto con grosse perdite territoriali e militari. Difficile fu soprattutto la questione di Trieste, dichiarata territorio libero, fu divisa in due zone: una sotto l’influenza britannica e l’altra sotto l’influenza iugoslava. Nel 1954 con un accordo tra l’Italia e la Iugoslavia, la prima riuscì ad ottenere una parte di Trieste; solo con il trattato di Osimo del 1975 Trieste rientrerà nell’Italia. In seguito al piano Marschall e agli stretti rapporti politici dell’Italia con l’America, finirà l’intesa che c’era stata tra le forze politiche anti-fasciste dopo la liberazione, a causa delle divergenze sull’entrare o no nel blocco atlantico : la DC, il partito repubblicano, il PLI si dimostrarono a favore; contrari invece erano il PCI e il PSI. Queste divergenze portarono ad una scissione del PSI in :
- una parte filo-americana guidata da Saragat che diventerà il partito Socialdemocratico ( PSDI) di posizioni moderate ed anticomunista.
- Il resto del PSI.
Il PSDI insieme al PRI e il PLI appoggiarono De Gasperi nella creazione di un nuovo governo da cui erano esclusi i comunisti ed i socialisti. Nel 1947 De Gasperi fece un viaggio negli Stati Uniti che oltre a garantirgli un enorme prestito riuscì anche ad assicurarsi l’appoggio americano alla DC.

Si aprì la crisi del governo dal cui esecutivo furono tolti tutti i membri del PCI e del PSI.
La ricostruzione italiana
L’Italia del dopoguerra si trovava in una condizione economica critica a causa delle perdite: industriali, delle infrastrutture, delle vie di comunicazione. Queste perdite comportarono un aumento della disoccupazione, un calo delle materie prime ed una compressione dei salari. De Gasperi al governo essendo di idee liberiste non attuò nessun dirigismo economico, ma lasciò alla libera iniziativa privata il compito della ricostruzione del paese
Questo contribuì a peggiorare la situazione economica italiana finché De Gasperi ed il ministro del Tesoro, il liberale Einaudi non decisero di attuare dei provvedimenti volti a frenare l’inflazione. Questi provvedimenti consistevano nel aumentare il costo del denaro ma questi benché riuscirono a frenare l’inflazione ebbero poi dure conseguenze:
- Difficile riconversione delle industrie belliche
- Aumento della disoccupazione
- Abbandonate le ipotesi riformiste della sinistra, venne decisa la strada degli aiuti economici del piano Marshall che riuscì in parte a favorire la ripresa industriale italiana grazie anche alla compressione dei salari ed alla mancanza di attività sindacali.
- Mancanza di un mercato interno

L’Italia era divisa tra nord e sud: il nord industrializzato e rivolto al mercato estero, dato che quello italiano non poteva sostenere i consumi richiesti dall’industria; il sud invece era caratterizzato da un’agricoltura povera basata sul latifondismo.
L’elezioni del 1948
Prima delle elezioni dell’aprile 1948 ci fu una dura propaganda politica da parte della DC, che mise gli italiani di fronte alla scelta fra totalitarismo comunista e libertà. Appoggiata anche dalla Chiesa, dall’America e dalla brutta immagine diffusa della sinistra a causa del colpo di stato sovietico in Cecoslovacchia e della Jugloslavia socialista di Tito, che aveva tolto all’Italia alcuni territori; la DC vinse le elezioni con una maggioranza schiacciante.
Il nuovo governo era fondato sulla centralità della DC e sull’esclusione della sinistra, che fu manifestata nell’attentato a Togliatti del 1948. Questo provocò diverse insurrezioni da parte dei comunisti e degli ex partigiani, frenati però dallo stesso Togliatti. Intanto la centralità della DC era sancita dalla crescita dell’associazionismo cattolico nel mondo del lavoro con le ACLI e la col diretti di Paolo Bonomi
La fine della collaborazione fra le forze anti-fasciste provocò una scissione anche all’interno dei sindacati. Nel 1944 era nata la CGIL unitaria fra il sindacalismo socialista, comunista e cattolico; che si scisse:
- CGIL , comunista e socialista
- CSIL, cattolica
- UIL, repubblicana e socialdemocratica

A causa di queste divisioni e dell’atteggiamento repressivo del governo nei confronti di tutte le manifestazioni operaie; l’attività sindacale si paralizzò.
Politica estera
Nel 1949 fu sancita l’adesione dell’Italia alla NATO; dopo una violenta discussione tra le forze di sinistra, contrarie e timorose di una possibile subordinazione dell’Italia sotto l’America, e le forze di destra, favorevoli. Tuttavia De Gasperi scelse di aderire perché vedeva come fondamentale, per il mantenimento del proprio governo, l’alleanza americana.
Lotte contadine
Negli anni della ricostruzione le lotte contadine proseguirono con la speranza di attuare i decreti Gullo per la distribuzione delle terre incolte. Nonostante questi e le violenti manifestazioni organizzate dai sindacati, pochissimi terreni vennero assegnati e con l’intervento delle forze dell’ordine e della mafia, come nella manifestazione del maggio 47 in Sicilia, riuscirono a sedare le rivolte.
Nel 1949 vennero approvate le leggi “Stralcio” e “Sila” per favorire lo sviluppo della piccola proprietà e ridimensionare i latifondi. Tuttavia questi non bastarono a causa delle ridotte disponibilità economiche dei piccoli proprietari terrieri, finché nel 1950 venne istituita la Cassa per il Mezzogiorno che forniva crediti e infrastrutture per l’agricoltura. Poco tempo dopo però la distribuzione di questi verrà fatta secondo la logica clientelare.
Il boom economico
Il boom economico iniziò nei primi anni ’50 e riguardò principalmente il settore industriale (industria meccanica, siderurgica, elettromeccanica), mentre l’agricoltura rimaneva arretrata. L’industrializzazione fu indirizzata al Nord del paese e portò alla nascita di grandi imprese (Fiat, Olivetti, Pirelli), ma anche di piccole e medie imprese aiutate da:
- Manodopera a basso costo e scarsa attività industriale prezzi competitivi nel mercato estero
- Aiuti da parte dello stato e dal piano Marshall
- Stabilità monetaria ed assenza di controlli fiscali
- Aumento della manodopera grazie alla emigrazione dei contadini del sud al nord
- Cooperazione economica europea con la nascita del MEC.
Conseguenze dell’arretratezza dell’agricoltura italiana:
i provvedimenti presi per far nascere una borghesia agricola non furono sufficienti a causa delle poche risorse produttive e dalla logica del clientelarismo dietro gli aiuti economici della cassa per il Mezzogiorno. Di conseguenza l’agricoltura italiana, basata sul sistema fondiario e non tecnologicamente avanzata, non bastava a soddisfare i bisogni del paese e ad impegnare la manodopera del sud costretta ad emigrare verso il nord.

L’Italia non possedendo così un’agricoltura meccanizzata, al contrario dell’Europa e degli Usa, era costretta ad importare le derrate alimentari.

Crescita del divario tra nord e sud
Verso la metà degli anni ’50 ci fu un incredibile sviluppo sia dell’industria leggera privata sia di quella a partecipazione statale, che portò alla produzione dei nuovi beni di consumo di massa (automobili, elettrodomestici), portando l’Italia con i suoi prezzi competitivi tra i primi produttori mondiali.

Aumento del benessere italiano, principalmente al nord, nascita del turismo di massa e aumento della scolarizzazione
Accanto al triangolo nord-ovest nacque una “terza” Italia del centro-nord-est .Oltre all’industria leggera e pesante conobbe un importante sviluppo quella edilizia, non sottoposta a controlli.
L’intervento dello stato
Fu elevato e raggiunse grandi fette del prodotto interno lordo. Dopo una fase liberale della ricostruzione, lasciata in mano alla libera iniziativa privata; nel 1953 nacque l’ente nazionale degli idrocarburi (ENI), importante nella gestione delle risorse energetiche fornendo alle industrie e ai privati energia a basso costo. Gestito dal democristiano Enrico Mattei, l’ENI aveva un gruppo dirigente costituito da tecnici di alto livello e si interessò a diversi settori. Nel frattempo Oscar Sinigagliia ideò un piano di ristrutturazione dell’industria siderurgica e meccanica con la creazione della finmeccanica, per disporre di acciaio a prezzi competitivi. L’IRI estese il proprio controllo al settore cantieristico, siderurgico, alla navigazione, all’elettricità e alla telefonia. Nel 1953 fu varata la legge per lo sviluppo ed il credito industriale del Mezzogiorno con lo scopo di gestire la distribuzione dei fondi della Cassa per il Mezzogiorno. Si crearono così dei nuovi “poli di sviluppo” (Bari, Brindisi, Taranto, Cagliari) dell’industria siderurgica e petrolchimica. Tuttavia a causa degli sprechi e della gestione clientelare dei fondi e la poca manodopera utilizzata, queste non servirono a migliorare l’economia meridionale.
Nel 1956 fu creato il Ministero delle Partecipazioni statali con il compito di coordinare le aziende sostenute dallo stato o dello stato stesso.
Le contraddizioni del boom economico:
- Soppressione dei diritti dei lavoratori e delle libertà sindacali
- Poca sicurezza e tutela nel lavoro, che portarono a dei duri trattamenti verso gli operai da parte degli imprenditori, estenuanti ritmi lavorativi e morti sul lavoro
- Molte famiglie erano arretrate economicamente e legate all’acquisto dei soli beni di sussistenza
- Nessun investimento economico nei servizi pubblici
- Nessuna redistribuzione dei redditi come nei paesi europei

Crisi economica alla fine degli anni ’50 a causa anche dell’aumento degli operai, che portò sia ad una ripresa dell’attività sindacale sia ad un aumento dei salari dei lavoratori con il conseguente aumento dei prezzi che fece perdere la competitività ai prodotti italiani.

Nel 1961 ci fu uno sciopero degli elettromeccanici milanesi, a cui seguirono aumenti salariali.

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