Una nuvola di inquinamento sta investendo il paese

Materie:Tema
Categoria:Italiano

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Testo

SAGGIO BREVE.
TITOLO:“UNA NUVOLA DI INQUINAMENTO STA RIVESTENDO IL PIANETA”
GIORNALE DI DESTINAZIONE: Giornale mensile, sezione ATTUALITA’

Televisioni nazionali e regionali, giornali, e tutti gli altri mezzi di comunicazione ne parlano da anni, è un problema che sta colpendo tutto il mondo e che nessuno purtroppo riesce a fermare; sta facendo ammalare migliaia di persone, sta distruggendo l’intera natura, questo fenomeno è il degrado ambientale.
Abbiamo leggi del Codice Civile che si occupano della salvaguardia del territorio datate 1939, troviamo nel 1966 la legge antismog, la prima legge italiana che si occupa dell’inquinamento dell’aria, possiamo leggere la prima legge italiana che si occupa del controllo degli scarichi di qualsiasi tipo in tutte le acque che è del 1976, troviamo poi anche la normativa che regola lo smaltimento dei rifiuti e un decreto che riporta limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi, con questo possiamo capire che un minimo di salvaguardia c’è stata da parte dello Stato e dell’Unione Europea, in questi ultimi anni.
Ma la popolazione aumenta, aumentano le loro esigenze di muoversi e quindi l’uso di trasporto su gomme accresce sempre di più. Abbiamo dati che affermano che in Italia il trasporto urbano si svolge per il 75% con autovetture, mezzi commerciali e autobus, e diminuisce invece sempre più le reti metropolitane e tranviere. Questo fenomeno provoca un inquinamento sempre maggiore nelle città, dove lungo i marciapiedi troviamo bimbi piccoli, anziani e adulti costretti a camminare in una nuvola di gas. In Francia questo problema è minore rispetto a Germania ed Italia, dove i veicoli circolanti sulla strada sono il 32.5%.
Lo Stato cosa fa? Propone le targhe alterne nei periodi di estrema allerta come durante la stagione invernale. Ma questo non basta!
Anche i rifiuti urbani hanno un peso sull’inquinamento del nostro paese. Ogni anno nelle città italiane si producono 20 tonnellate di rifiuti di cui solo il 5% viene riciclato. Avete capito? Solo il 5% viene riciclato, e il rimanente 95%? Si pensa che venga collocato in discariche e impianti autorizzati, e invece no, solo il 27.1% del totale va a finire in impianti controllati, i rimanenti 15 milioni di tonnellate vengono smaltiti in modo illegale in circa 4000 discariche incontrollate di piccole o grandi dimensioni.
Va ricordato che questi dati sono riferiti alle famiglie e bisogna aggiungere i materiali inerti e gli scarichi del sistema industriale che sono in tutto circa 80 tonnellate annue.
Anche la televisione propone quasi ogni giorno questo tipo di problema, mandando in onda filmati che riprendono cassonetti dell’immondizia pieni di rifiuti e circondati da centinaia di sacchetti contenenti spazzatura che occupano interi marciapiedi sotto le finestre magari di una cucina o di una camera da letto. Vi sembra questo poter respirare liberamente?
E qui lo Stato come si muove? Consiglia ai comuni di impegnare i cittadini a far la raccolta differenziata dei materiali. Ma nemmeno questo basta! Non tutti gli abitanti purtroppo sono rispettosi dell’ambiente che li circonda, ma non lo sono nemmeno di sé stessi e di chi li circonda.
Ma per salvare la nostra adorata terra non occorrono solo interventi di tipo tecnico poiché il problema è soprattutto ambientale; infatti disboscamento ed incendi contribuiscono alla definitiva scomparsa del verde nel nostro Paese e fuoco e acqua costituiscono un duplice colpo da cui difficilmente il territorio si riprende in tempi brevi.
La nostra attenzione all’ambiente è cresciuta molto in questi ultimi anni, il movimento ecologista è sempre maggiore, uno dei grandi gruppi ambientalisti internazionale è il WWF, ma poi possiamo trovare altre organizzazioni nazionali o semplicemente gruppi locali, che nel loro piccolo studiano il territorio e denunciano i casi estremi di inquinamento nella loro città. Troviamo gruppi locali organizzati per la difesa di parchi, biotopi, ecosistemi delicati, e per l’opposizione verso nuovi interventi strutturali nocivi poiché è dalla singola persona che bisogna iniziare per riuscire ad avere un mondo migliore di come lo abbiamo oggi, siamo noi singoli cittadini del pianeta che dobbiamo attuarci per ridurre il problema dell’inquinamento che ci circonda.

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