Scienza: amica o nemica?

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Testo

SCIENZA: AMICA O NEMICA?

«L’intelligenza umana va oltre il misurabile e l’enumerabile»
Ch. Schoenborn

Ciò che distingue l’uomo dall’animale, si sa, è l’intelligenza. Ma intelligenza è anche sinonimo di capacità di comprendere, e ciò che scopriamo grazie ad essa, cela mille altri misteri da svelare e quesiti che necessitano di una risposta. L’uomo è curioso, deve sapere, vuole avere il potere su ogni cosa, ed il potere si ha solo con la conoscenza. Così, quando l’uomo non tollerò più di essere al secondo posto dopo il suo Dio, inventò la scienza, fonte di ogni sapere, strumento di potere.
Ma davvero la scienza è l’unica via verso la conoscenza? E’ davvero in grado di spiegarci tutto ciò che ci circonda, quello che siamo ed il nostro destino? C’è da dire che la scienza ha svelato molti misteri che fino al secolo scorso si credevano irrisolvibili, ha migliorato lo stile di vita dell’uomo, introducendo la tecnologia nella quotidianità, contribuendo allo sviluppo della società e semplificando ciò che prima era un ostacolo invalicabile. Ma è anche vero che la sua totale razionalità non le permette di rispondere a tutti i quesiti dell’uomo, ma soprattutto la sua complessità la rende incomprensibile per la maggior parte di noi.
L’uomo non si accontenta di sapere solo il come, ma pretende di conoscere il perchè. La scienza ci insegna come e perchè l’acqua bolle a cento gradi; da lei abbiamo imparato come funziona un corpo formato da cellule e atomi, e come può vivere, ma non sa dirci perchè l’uomo esiste, e ancora non sa perchè l’universo è stato creato. Può spiegarci la teoria del Big Bang, ma non il perchè della sua nascita.
E’ forse la scienza troppo superficiale? No, solamente si basa su calcoli e misure, strumenti che talvolta non bastano a spiegare tutto.
E forse colpa dell’uomo, che come sosteneva Giacomo Leopardi, una volta ottenuta una risposta, quale insaziabile lupo, vuole dell’altro perchè non si sente completamente felice? E’ una teoria. In fondo l’uomo non sarà mai completamente felice, e più verrà a conoscenza dei segreti dell’esistenza, più sentirà il bisogno di andare avanti nella sua interminabile ricerca, probabilmente vana.
O forse il vero il limite è l’intelligenza stessa? Dunque la scienza sarebbe giustificata della sua ignoranza. Eppure lo stesso Schoenborn afferma che l’intelligenza va oltre il misurabile e l’enumerabile; perchè non crederci? Dopotutto, se la scienza è basata su numeri e misure, evidentemente è lo strumento sbagliato, non abbastanza potente per un essere così speciale come l’uomo. Se continuiamo a basarci sulle teorie di un mezzo poco efficace non potremo mai raggiungere il nostro scopo. Ma l’uomo è fatto così: se non vede non crede. La razionalità è il suo credo. Forse è questo il suo sbaglio, il nostro sbaglio.
Una volta eravamo disposti a credere che fosse un Dio onnisciente ed onnipotente il creatore di ogni cosa, l’inizio e la fine di tutto, il giudice supremo, «colui che tutto move» (Dante, Divina Commedia). Oggi non basta. L’uomo ha abbandonato la fede in cerca di qualcosa di più reale, credibile, razionale appunto. Forse però questo abbandono è la cosa giusta, perchè l’uomo può arrivare da solo alla risposta, il mezzo per farcela ce l’ha. Basti chiedersi: l’uomo è in grado di comprendere il senso dell’infinito? Molti penseranno che non sia possibile, che la mente sia limitata e non possa raggiungere tali livelli di conoscenza. Ragionamento del tutto errato. Quando pensiamo a quanto amiamo una persona, genitore, compagno o amico che sia, percepiamo un senso di illimitato ed incalcolabile. Ecco, l’infinito è quello, se lo possiamo comprendere possiamo anche renderci conto dell’estensione dell’universo, del nostro percorso esistenziale e del senso della nostra vita. Possiamo credere ad un universo fatto di materia, di energia o a nostra immagine e somiglianza, ma non si faccia legge per tutti della verità a cui ognuno di noi crede, perchè la verità non esiste, come neppure il giusto e lo sbagliato.
La libertà di credere e giudicare è nostra, e se ci basiamo solo sulla verità imposta dalla scienza aspettandoci che sia lei a svelarci tutte le risposte, questa libertà viene meno. Ed è qui che la scienza fallisce, qui vi è il limite che non potrà mai superare: la sua razionalità la rende limitata. Forse è meglio così, perchè essa non dovrebbe ostacolare la sfera dei valori dell’uomo, tra i quali la libertà. Certo ci potrà arricchire di nozioni, calcoli, curiosità, ma non è giusto che superi i fini a cui dovrebbe servire.
La verità non è così distante da noi, e non sempre dobbiamo ricorrere alla scienza per trovarla; essa è solo dentro di noi.

Alessandra de Marchi
04/03/09, Focus

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