I limiti della scienza

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Testo

Introduzione
Il mio percorso si articola attorno alla questione dei “limiti della scienza” con i vari collegamenti che esso comporta nelle materie umanistiche e in quelle scientifiche.
Tale questione ha suscitato in me molto interesse nonostante la poca attenzione dedicata allo all’approfondimento delle discipline scientifiche. Il rapido sviluppo della scienza continua a sollevare una serie di problemi per gli strettissimi rapporti che lo legano a uno dei campi più delicati della morale.
Se da una parte si è assunto nei confronti della scienza un atteggiamento più cauto sia per quanto riguarda le possibilità conoscitive,sia per quanto riguarda i suoi esiti pratici,d’altra parte si ritiene che la scienza e la tecnica se ben dirette possono aiutare individui e popoli a raggiungere sempre migliori condizioni di vita.
Io comunque sono del parere che oggi più di ieri è necessario ridimensionare la portata pratica della scienza poiché essa può mettere dell’uomo un potere gigantesco,che rischia,se mal usato, di annullare la vita sul nostro pianeta.
Gli effetti della bomba atomica ne sono un esempio.
inoltre gli ultimi sviluppi raggiunti dalle scienze biomediche e dall’ingegneria genetica,hanno riportato un accentuato distacco tra scienza e morale
Bisogna dunque convincersi della priorità dell’etica sulla tecnica,del primato delle persone sulle cose,della priorità dello spirito sulla materia.
Ciò non significa che bisogna mettere in discussione la ricerca scientifica in quanto tale ma solo evitare che la scienza possa arrogarsi il diritto di stravolgere il corso dell’esistenza. L’impegno degli scienziati deve essere perciò solo quello di esplorare sempre più a fondo l’affascinante mistero che è l’uomo,di sventare le minacce che incombono sul nostro pianeta in misura ogni giorno più grave.

Hiroshima polverizzata
L’uomo, che Dio aveva creato a sua immagine e somiglianza,
ha compiuto, con l’aiuto della scienza che dicono dovrebbe civilizzare ,
il primo tentativo per annientare se stesso.
Gli studi sulla fissione nucleare da una parte fu una grande scoperta per gli scienziati dell’epoca,ma dall’altra la loro applicazione pratica portò alla realizzazione dell’arma più catastrofica del XX secolo:la bomba atomica. Siamo di fronte a un altro esempio di mal utilizzo della scienza,mirata all’autodistruzione.
6 agosto 1945,un giorno indimenticabile per l’umanità.
Si,perché dagli studi sulla fissione nucleare si passò rapidamente all’applicazione pratica della potenza sviluppata dai neutroni. In questo giorno gli Stati Uniti d’America lanciarono la prima bomba atomica su Hiroshima.
una nube di vapori rosso-giallognoli dalla caratteristica forma a fungo si elevò in cielo per circa 10.000 metri;in un raggio di 1.6 km dal punto centrale dello scoppio dove 2/3 degli edifici esistenti andarono distrutti:rimasero in piedi solo le travature degli edifici costruiti in cemento armato.
Quando la nuvola a fungo della bomba si dissipò,70.000 dei 343000 abitanti giacevano morti per gravi ustioni, una parte dei 80.000 feriti morì successivamente a causa delle irradiazioni e fino ai giorni nostri molte persone sono rimaste vittime delle conseguenze di dell’esplosione.
Per la statistica la bomba atomica di Hiroshima era lunga 7 metri e pesava 4 tonnellate; essa fu sganciata da un grosso bombardiere B29 appositamente attrezzato Enola Gay.
Dal punto di vista militare la seconda guerra mondiale si svolse rapidamente,soprattutto a causa dei nuovi mezzi di trasporto ,di comunicazione e di nuove armi messe a disposizione dalla scienza e dalla applicazione tecnica.
Nel Blitzkrieg (guerra lampo) tedesco la popolazione nemica veniva dapprima fiaccata dalla propaganda e poi messa in fuga con i bombardamenti in modo che ostacolasse i movimenti delle forze difensive mentre l’aviazione mitragliava le strade.
Per conquistare la Polonia ci volle un mese. Nell’aprile del 1940 il Blitzkrieg colpì la Norvegia e la Danimarca; in maggio le forze tedesche marciarono verso l’Olanda e il Belgio sino alle coste della manica e invasero la Francia che si arrese a Giungo.
Nel giugno del 1940 anche l’Italia entrò in guerra con Mussolini e le truppe italiane si spinsero dalla Libia verso Suez e dall’Albania penetrarono in Grecia,ma con poco successo. Allora intervenne Hitler occupando la Grecia,aggredendo la Jugoslavia e occupando il Nord Africa.All’asse vittorioso si unirono Ungheria,Romania e Bulgaria.
Dopo la caduta della Francia ci si aspettava che Hitler invadesse l’Inghilterra ma le incursioni aeree non riuscirono a sconfiggere l’aviazione britannica poco numerosa ma efficiente e con un primo ministro Wiston Churchill dotato di flessibile energia e di grandi capacità organizzative. Allora Hitler nel giugno del ‘41 rivolse la sua attenzione a oriente invadendo la Russia. Nel novembre del 1942 Hitler toccava l’apice del suo successo: la Germania occupava e controllava 16 paesi europei. Nei paesi conquistati l’industria e l’agricoltura furono riorganizzate in modo da rispondere alle esigenze tedesche e centinaia di migliaia di operai furono deportati in Germania, mentre 5-6 milioni di ebrei venivano messi a morte organizzando il più grande sterminio della razza ebraica. Gli Stati Uniti erano neutrali al conflitto e fornivano viveri e armi all’Inghilterra senza dichiarare guerra. Ma nel dicembre 1941 con un incursione aerea su Pearl Harbor (Hawaii ) il Giappone affondò metà della flotta statunitense e gli Stati Uniti furono costretti ad entrare in guerra. Entro il settembre 1943 le forze anglo-americane avevano allontanato gli eserciti dell’Asse dall’Africa ed erano sbarcati in Italia, mentre a Oriente l’armata rossa travolgeva il fronte tedesco. Nel giugno del 1944 gli anglo-americani aprirono un secondo fronte in Normandia; nell’aprile del ‘45 si incontrarono con i Russi sull’Elba e il 30 aprile, mentre già le armate sovietiche erano a Berlino, Hitler si uccideva. Per mettere fine al conflitto mondiale gli Americani decisero di utilizzare le armi atomiche di recente invenzione. Dopo lo sgancio della bomba su Hiroshima, tre giorni dopo sganciarono un secondo ordigno ancor più potente sulla città di Nagasaki. Il Giappone distrutto e annientato si arrese. La seconda guerra mondiale era finita portandosi dietro tante vite umane innocenti e una minaccia che incombe tuttora sulla popolazione mondiale. I terrificanti effetti delle armi atomiche inducono a considerare se non si sia raggiunto ormai quel limite di potenza oltre il quale la guerra si risolverebbe nella distruzione totale. Sembra ormai che l’unica difesa possibile dagli apocalittici effetti dell’offesa atomica debba ricercarsi in un sicuro accordo internazionale il quale, col bandire dagli uso di guerra l’impiego delle bombe atomiche, assicuri la distruzione di quelle già costruite. Il che è stato tentato, ma sin ora senza concreti risultati.
Leopardi: “Il progresso alimenta la sofferenza”
Il pensiero del Leopardi trae origine dalla concezione meccanicistica del mondo, che egli aveva appreso dall’illuminismo e fatta propria al tempo della conversione filosofica. Meditando su di essa, egli giunse ad una forma di materialismo assoluto. Il mondo dunque è governato da leggi meccaniche, da una “forza operosa” immanente che trasforma continuamente la materia, senza che di questo processo di trasformazione si possa comprendere il fine ed il significato. Anche l’uomo è soggetto alle leggi di trasformazione della materia. Non solo è una creatura debole ed indifesa , che dopo una vita di inutili sofferenze senza senso si annulla totalmente con la morte , ma è anche un essere insignificante nel contesto della vita universale;
è come una pagliuzza nel turbinio del vento o una goccia nel grembo dell’oceano. A tale concezione materialistica del mondo e dell’uomo il Leopardi resterà sempre fedele , polemizzando contro le correnti idealistiche del suo tempo e ironizzando sulle pretese di grandezza e di superiorità del genere umano. Tuttavia questa concezione, che per i pensatori del ‘700 era motivo di orgoglio e di ottimismo, per il senso di liberazione che esso comportava dalle superstizioni del passato e per la nuova fede nella scienza, come strumento di progresso umano e sociale, per il Leopardi è motivo di tristezza e di pessimismo, perché egli avverte dolorosamente i limiti della natura umana, tutta chiusa nella prigione della materia, in contrasto con l’innata aspirazione dell’uomo all’assoluto e all’infinito .
Il Leopardi si accorge che la felicità degli altri è solo apparente; che la vita umana non ha uno scopo, un ideale degno per il quale valga la pena di lottare. Indagando sulla causa dell’infelicità umana, il Leopardi afferma che gli uomini furono felici soltanto nell’era primitiva, quando vivevano allo stato di natura; ma poi essi vollero uscire da questa beata ignoranza e innocenza istintiva e, servendosi della ragione, si misero alla ricerca del vero. Le scoperte della ragione furono catastrofiche: essa rivelò la vanità delle illusioni che la natura, come una madre benigna e pia, aveva ispirato agli uomini, scoprì le leggi meccaniche che regolano la vita dell’universo, scoprì il male, il dolore, l’infelicità, l’angoscia esistenziale. La storia della scienza non è progresso, ma decadenza da uno stato di inconscia felicità naturale ad uno stato di consapevole dolore, scoperto dalla ragione.
Ma l’opera più ricca di pensiero è La Ginestra.
E’ un documento d' umanità oltre che di poesia. La lirica fu scritta nel 1836, meno di un anno prima della morte del poeta; egli si rivolge alla ginestra che fiorisce alle falde del Vesuvio, ove un tempo sorgevano ville e si estendevano campi e giardini: adesso tutto è arida lava, ecco il destino dell’uomo.
“Qui mira e qui ti specchia, Secol superbo e sciocco”: con un passo decisamente polemico, il Leopardi deride l’ingenua vanteria umana, l’uomo egli dice, pur essendo una creatura altrettanto fragile, debole ed insignificante in mezzo ad una natura ostile, invece di credere alla ragione e alla scienza, la verità del suo stato, ritorna alle credenze religiose tradizionali e si proclama signore e padrone dell’universo, crede nel magnifico progresso umano e s' illude di sicure conquiste; unica vera conquista è il pensiero che sa scorgere la verità e non deve aver paura di guardarla se non vuole essere un servo vile ipocrita dei propri terrori. La verità è che con terribile indifferenza si erge dinanzi all’uomo un destino che ha suoi propri fini, sconosciuti a noi, e che di fronte ad esso, non resta agli uomini che rendersi coraggiosamente consapevoli della loro condizione e stringersi in fervida solidarietà perché solo il loro reciproco amore potrà costituire una realtà umana. Dagli antichi ai moderni, secondo Leopardi, non c’è evoluzione ma decadenza. Il progresso che porta dallo stato di natura alla civiltà, dalle illusioni al vero, è una degradazione. I lumi della ragione non sono fattori di progresso e di trasformazione sociale, ma inducono l’uomo alla coscienza del suo stato reale d' infelicità.
Qui mira e qui ti specchia,
secol superbo e sciocco,
che il calle insino allora
dal risorto pensier segnato innanzi
abbandonasti, e volti addietro i passi,
del ritornar ti vanti,
e procedere il chiami.
Al tuo pargoleggiar gl’ingegni tutti
di cui lor sorte rea padre ti fece,
vanno adulando ancora
ch’a ludibrio talora
t’abbian fra se. Non io
Con tal vergogna scenderò sotterra;
Ma il disprezzo piuttosto che si serra
Di te nel petto mio
Mostrato avrò quanto si possa aperto:
Ben ch’io sappia che oblio
Prema che troppo all’età propria increbbe
Di questo mal , che teco
Mi fia comune , assai finor mi rido
Libertà vai sognando , e servo a un tempo
Vuoi di nuovo il pensiero,
Sol con cui risorgemmo
Della barbarie in parte, e per cui solo
Si cresce in civiltà , che sola in meglio
Guida i pubblici fati.
Così ti spiacque il vero
Dell’aspra sorte e del depresso il tergo
Vigliaccamente rivolgesti al lume
Che il fé’ palese: e , fuggitivo , appelli
Vil chi lui segue , e solo
Magnanimo colui
Che se schernendo o gli altri , astuto o folle,
Fin sopra gli altri il mortal grado estolle.
Qui (nelle rovine provocate dal Vesuvio, simbolo della potenza malefica della natura matrigna) guarda e qui rifletti su te stesso, o secolo presuntuoso e stolto (cioè uomini di questo secolo), ma piuttosto prima di morire avrò mostrato, quanto possibile apertamente, il disprezzo verso di te che si racchiude nel mio cuore, sebbene io sappia che l’oblio ricopre chi fu troppo avverso alle credenze dei suoi contemporanei. Di questo male (di essere dimenticato) che a me sarà comune con te (perché anche tu sarai dimenticato) fin da ora assai rido (cioè non faccio alcun conto , mi burlo ).
Tu o secolo superbo e sciocco sogni la libertà nel campo politico e sociale, mentre invece nello stesso tempo rispolverando le vecchie dottrine medioevali metafisiche e dogmatiche rendi di nuovo schiavo il pensiero, quel pensiero razionalistico e scientifico mediante il quale soltanto, noi uscimmo parzialmente dalla barbarie dell’oscurantismo medioevale, e mediante il quale soltanto si progredisce nella civiltà, la sola civiltà che può migliorare i destini dei popoli.
Tu hai asservito di nuovo il pensiero, perché ti dispiacque la verità scoperta dalla ragione circa la dura condizione degli uomini e il grado assai basso che la natura assegnò ad essi nella struttura dell’universo. Per questo vilmente volgesti le spalle alla luce della filosofia sensistica che aveva rivelato ciò, e mentre fuggi la verità da quella luce, chiami codardo chi invece la segue (crede in essa) , e chiami magnanimo solamente colui che, illudendo se stesso e gli altri, o con astuzia per ottenere facile popolarità, se in mala fede , o con follia se in buona fede, innalza fin sopra le stelle la condizione umana seguendo le dottrine metafisiche, spiritualistiche ed ottimistiche oggi in voga.
Il diagramma di una costante evoluzione in positivo viene contestato dall’imponderabilità dei condizionamenti naturali ma anche da una debolezza più interna alla società, dalla sua incapacità di fissare e stabilizzare le proprie conquiste per portarle più avanti, dal perpetuo discrimine progresso regresso, che grava su ogni suo moto. Alla precarietà materiale del rapporto uomo-ambiente fa riscontro quindi una sorta di assurda presunzione (è la violenza dell’individuo che rompe e rende impossibile l’equilibrio auspicato tra uomo e natura), che induce appunto a scambiare il moto con la direzione e copre di una falsa immagine rettilinea la lunga curva dei cieli, l’itinerario vacillante e frastagliato che riconduce verso il baratro.
Un’ altra opera in cui il Leopardi esprime i motivi originali del suo pessimismo nei confronti delle innovazioni sono le operette morali . Tra queste ricordiamo “La proposta di premi fatta dall’Accademia dei Sillografi”” in cui il Leopardi esprime appunto il suo atteggiamento antitecnologico deridendo le invenzioni della sua epoca e prospetta la realizzazione di nuove macchine create dall’uomo che oltre a peggiorare la sua vita, rendendola più meccanica, annullano l’esistenza del vivente stesso. In questa operetta il Leopardi, immagina una severa istituzione culturale composta non da veri studiosi, ma da Sillografi (scrittori di satire, di componimenti burleschi). L’accademia, dunque è mossa da ideali progressisti in quanto il nostro secolo è stato ritenuto “l’età delle macchine”. Questo pur apportando dei vantaggi nel modo di vivere grazie ai maggiori espedienti tecnici, la vita stessa si è inaridita di fronte ai prodotti sterili della ragione .
Dunque l’accademia, viste le capacità dell’uomo della sua epoca, dovrà creare una macchina che oltre ad assomigliare all’uomo nella materia, contenga anche doti spirituali. E’ qui il paradosso degli obbiettivi dell’accademia. Le macchine hanno sostituito l’uomo anche nell’attività spirituali, e come sono stati trovati strumenti che proteggono dalle difese della natura, così se ne troveranno altri che allontanano dai mali della vita sociale, parainvidia, parafrodi , tutti mali che hanno reso non-umano l’uomo moderno. L’assurdità della soluzione sta nel fatto che il rimedio a questa perdita di umanità consiste proprio in uno strumento meccanico, che non può migliorare l’uomo ma solo sostituirlo. Inoltre egli asserisce che anche i filosofi si sono resi conto della condizione disperata del genere umano a causa dei numerosi difetti e sono giunti alla soluzione che sia più facile sostituire l’uomo che correggerlo.
Vista questa situazione l’accademia ritiene utilissimo che gli uomini cedano il posto alle macchine e deliberano un concorso con tre premi per coloro che inventeranno tre macchine. La prima macchina dovrà non solo recitare ma anche impersonare la parte di un amico, il quale non prenda in giro il suo amico quando questi è assente, non smetta di sostituirlo e sia spiritoso o divulghi i segreti confidati, non approfitti delle confidenze che gli fa l’amico e non sia invidioso dei suoi vantaggi, abbia cura delle sue avversità e sia pronto ai suoi bisogni. L’accademia dunque ritiene che la realizzazione di questo automa non è impossibile, in quanto sono stati visti automi che giocano agli scacchi, del resto la vita stessa è un gioco, talmente lieve e facile (annullamento della consistenza della vita e la sostituzione della macchina ) da essere superato in complessità dal gioco degli scacchi .
La seconda macchina sarà un uomo artificiale a vapore, adatto a fare qualsiasi cosa. Il vapore darà la mossa giusta per creare le virtù e la gloria. Il premio sarà una medaglia d’oro di 400 zecchini . La terza macchina deve essere disposta a fare la parte della donna. All’autore di questa macchina verrà assegnato un premio di 500 zecchini, posati sopra una pianta di specie europea (le donne fedeli sono più rare in Europa che in altri paesi). Sulla medaglia da un lato vi sarà configurata un araba fenice, un uccello immaginario, come la fedeltà che non esiste. Dall’altra sarà inciso il nome del premiato con il titolo “Inventori delle donne fedeli e della fedeltà coniugale “. L’accademia contribuisce per sostenere le spese dei premi con i soldi che si trovano nella bisaccia di Diogene (filosofo che visse in assoluta povertà) segretario di questa accademia.
In questa operetta quindi il Leopardi immagina che un Accademia che vive dei proventi di Diogene, filosofo straccione, decide di bandire un concorso per l'invenzione di esseri perfetti, dotati di virtù che l’uomo ha perso, o non ha mai posseduto: l’onestà, il valore, la fedeltà .
Egli ironizza contro gli ideali progressisti della sua epoca, contro coloro che osannano “il fortunato secolo in cui siamo”. Egli asserisce che se l’uomo ogni giorno va inventando macchine che lo proteggono dagli assalti della natura, tanto più sarà in grado con le sue nuove scoperte scientifiche di creare un perfetto “replicante “ meccanico, eliminando in un solo colpo tutti i difetti costituzionali che i pensatori cercano di rimediare da sempre. Ma proprio in questo modo si crea il paradosso più stridente. L’automa infatti, dovrà possedere tutte le qualità che l’uomo ha ormai perduto e che costituivano la sua vera essenza. L’essenza dell’uomo sarà dunque assorbita dalla macchina e l’uomo, il vivente, verrà completamente annullato, non certo migliorato. E’ dunque l’utopia della tecnica che svuota di senso l’esistenza. La vita è definita come un gioco talmente leggero da essere superato per complessità dal gioco degli scacchi. Si vede dunque in questo l’inconsistenza della vita .
Buco dell’ozono,un pericolo per l’umanità
È ormai assodato che le attività umane stanno cambiando la composizione dell'atmosfera della Terra. La prima eclatante dimostrazione di questo si è avuta con la scoperta del cosiddetto"buco dell'ozono" o, più correttamente, della diminuzione dello strato di ozono stratosferico.
L'atmosfera della Terra viene comunemente rappresentata divisa in livelli di altezza. Il primo livello, che si estende dal suolo fino a circa 10 km è chiamato troposfera. Il successivo livello che si estende da 10 a 50 km viene chiamato stratosfera. Nella stratosfera risiede il 90% dell'ozono presente nell'intera atmosfera. L'ozono stratosferico, originato da processi naturali, ha l'importante funzione di filtro della radiazione solare ultravioletta (UV) e una sua diminuzione causa un aumento della radiazione UV che raggiunge la superficie terrestre, con gravi rischi per l'uomo quali l'aumento dell'incidenza del cancro della pelle e della cataratta e alterazioni del sistema immunitario. Un aumento della radiazione UV alla superficie terrestre ha anche effetti sugli ecosistemi, quali la riduzione della produzione agricola o l'alterazione della catena alimentare nell'ecosistema marino.
Il primo luogo dove l'influenza delle attività umane sullo strato di ozono stratosferico è stato rilevato è l'Antartide, la regione più remota e più fredda del pianeta. Nel 1985, scienziati inglesi riportarono per primi il fatto che durante la primavera australe (l'autunno nell'emisfero nord) il livello di ozono stratosferico sull'Antartide era diminuito di quasi il 50% rispetto ai decenni precedenti. Sulla base di precedenti studi, poi confermati dalle ulteriori ricerche che furono subito avviate, questo vistoso calo dei livelli di ozono stratosferico fu collegato alle emissioni in atmosfera di composti gassosi conosciuti sotto il nome di clorofluorocarburi (CFC). Questa classe di composti, interamente di origine sintetica, sono stati prodotti a partire dagli anni Cinquanta e impiegati come refrigeranti, solventi, propellenti per spray e per produrre schiume espanse. Essendo i CFC chimicamente inerti, permangono molto a lungo nella troposfera e possono quindi essere trasportati alle alte quote nella stratosfera dove l'intensa radiazione UV causa la rottura delle molecole e il rilascio di atomi di cloro che iniziano il complesso ciclo di distruzione dell'ozono. Un atomo di cloro pur causare la distruzione di più di 100 000 molecole di ozono. Nell'atmosfera antartica questo processo viene facilitato dalle bassissime temperature e dalla presenza di nubi stratosferiche ghiacciate.
La diminuzione dello strato di ozono stratosferico avviene anche nelle regioni artiche, sebbene con minore intensità, dato che le temperature dell'atmosfera artica sono mediamente più elevate rispetto all'Antartide. In anni recenti sono comunque state osservate diminuzioni dell'ozono stratosferico dell'ordine del 30% anche nell'Artico durante la primavera.
Anche sulle aree densamente popolate delle medie latitudini si sta verificando una diminuzione dello strato di ozono stratosferico dell'ordine di qualche percento per anno. Queste variazioni, pur non estreme come sulle aree polari, sono comunque preoccupanti, date le implicazioni per l'uomo e gli ecosistemi terrestri. Anche in questo caso il fenomeno è da collegarsi alla presenza dei CFC, oltre a quella di altri composti di origine antropica.
Rispondendo all'allarme degli scienziati sulla diminuzione dello strato di ozono nella stratosfera ed a pressanti sollecitazioni da parte della pubblica opinione, dal 1987 i governi di tutto il mondo hanno convenuto, con il Protocollo di Montreal, una drastica riduzione della produzione e dell'uso dei CFC. Il trattato, cui aderiscono a tutt'oggi 170 paesi, prevede il bando completo dei CFC dopo il 1995 da parte dei paesi economicamente sviluppati e, in un'ulteriore fase, anche da parte dei restanti paesi. Ci si attende che, come risultato di questa azione concordata a livello mondiale, lo strato di ozono stratosferico si ripristini, ma questo richiederà molto tempo. Infatti i CFC persistono nell'atmosfera per tempi che vanno da 50 fino a 500 anni, a seconda delle diverse molecole. Questo significa che, anche assumendo un'effettiva e piena aderenza di tutti i paesi al bando dei CFC prescritto dal Protocollo di Montreal, le molecole di CFC già attualmente presenti in atmosfera continueranno a distruggere l'ozono stratosferico per molti decenni ancora.
La ricerca scientifica su questa tematica di vitale importanza ambientale comunque continua e la comunità scientifica internazionale, sotto l'egida delle Nazioni Unite e dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale, è periodicamente chiamata a redigere un Rapporto sullo "stato di salute" dello strato di ozonostratosferico.
L’Etica in Psicologia clinica
Gli psicologi si confrontano con una serie di problemi che possono avere dei risvolti di carattere etico,in parte comuni ad altre discipline,in parte tipici della loro professione.
Tutte le discipline rivolte alla cura della salute di una persona,sia fisica che mentale,hanno come obbligo quello di rispettare il cosiddetto “principio di benevolenza”,quello cioè di fare del bene a una persona evitando di svolgere azioni che possono avere conseguenze dannose o negative. Nel Giuramento di Ippocate i medici si impegnavano a operare per il bene dei loro pazienti,a compiere una serie di azioni improntate appunto sul principio di benevolenza.
Fare del bene sul piano psicologico non significa solo curare un suo aspetto del comportamento: alcune terapie infatti possono avere conseguenze anche su altri aspetti del comportamento. Man mano che la psicologia ha acquisito tecniche terapeutiche più efficaci ci si è resi conto che il concetto di benevolenza è più complesso di quanto potesse sembrare all’inizio.
La maggior parte degli psicologi che operano nel campo clinico devono tener conto dei problemi etici legati al modo in cui viene disegnato e attuato un esperimento: alcuni protocolli sperimentali messi a punto per comprovare una particolare ipotesi o teoria e ottenere alcuni risultati,potrebbero infatti essere lesivi dei diritti delle persone coinvolte.
Un altro aspetto dei rapporti tra psicologia ed etica,più recente dei precedenti,è legato allo sviluppo di una serie di terapie e tecnologie della medicina e della biologia sviluppatesi negli ultimi anni e in continua evoluzione.
Prendiamo per esempio le tecnologie della riproduzione come la fecondazione assistita,la fertilizzazione in vitro,l’impianto di embrioni ai primi stadi di sviluppo…: queste nuove tecnologie hanno risvolti etici generali,riguardano cioè la liceità di alcune scelte da parte della società o del singolo individuo e sono oggetto di discussione e studio da parte dei comitati biologici. Alcune di queste tecnologie,hanno anche un impatto sulla psiche delle persone quindi si può dire che esiste una dimensione bioetica della psicologia: per esempio,nel caso della fecondazione assistita si possono verificare dei problemi psicologici tra i sue partner.
Altri problemi che riguardano i rapporti tra bioetica e psicologia sono quelli legati a interventi neurochirurgici o farmacologici:questi interventi possono modificare radicalmente la personalità di un individuo.
L’eutanasia è un'altra questione che riguarda non solo il corpo ma anche la psiche delle persone.
Uno degli esperimenti che ha suscitato numerose polemiche in campo etico è stato l’esperimento effettuato da Skinner, comportamentista,che aveva studiato il cosiddetto comportamento operante nel ratto utilizzando quella che è nota come “la gabbia di Skinner”,un apparato sperimentale dove l’animale viene premiato con un rinforzo alimentare quando compie correttamente un’operazione: in questo modo lo sperimentatore modellava il comportamento dell’animale. Confortato dai risultati ottenuto sugli animali,Skinner era totalmente convinto che le leggi generali che sono alla base di questi comportamenti fossero identiche in tutti gli animali,dai piccioni agli esseri umani ed era talmente preso dall’entusiasmo per la sua gabbietta che ne costruì una per la propria figlia: la bambina trascorreva ore del giorno in una specie di grande box in cui riceveva ricompense concrete o simboliche se eseguiva correttamente determinate operazioni.
Delle gabbie di Skinner per bambini furono addirittura commercializzati diversi esemplari tanto che si riteneva che potessero strutturare di modo rapido e corretto l’apprendimento infantile.
Skinner per aveva sottovalutato le implicazione affettive ed emotive di tali test: non sappiamo se l’esperienza cui fu sottoposta la figlia fu la causa delle sue gravi nevrosi in età adulta,ma un simile esperimento sarebbe oggi eticamente condannato e non soltanto dagli psicologi.
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