Il giovane Holden di J.D. Salinger

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano
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Testo

ANALISI DEL TESTO NARRATIVO
• INTRODUZIONE
“Il giovane Holden” è l’opera più importante di Salinger. Inizialmente le avventure del giovane Holden Caulfield furono pubblicate sul New Yorker sotto forma di racconti, ma nel 1951, visto l’enorme successo che avevano riscosso, furono unite in romanzo.
Il protagonista della storia è Holden ed è lui a raccontarci la sua avventura. Dopo essere stato espulso dalla scuola, prima di tornare a casa inizia la sua piccola fuga e con essa il suo “viaggio” interiore.
• BIOGRAFIA DELL’AUTORE
Jerome David Salinger nacque a New York nel 1919. Dopo essersi diplomato all’accademia militare di Pennsylvania ed aver terminato gli studi universitari, Salinger partecipò alla seconda guerra mondiale. Al suo ritorno, intraprese la carriera dello scrittore, pubblicando sul “New Yorker” e sul “Collier’s” i suoi primi racconti e novelle: essi esprimevano le preoccupazioni e le angosce della gioventù americana del secondo dopoguerra e per questo ebbero molto successo tra la popolazione ancora scossa. Successivamente pubblicò altre opere tra le quali “Alzate l’architrave, carpentieri” (1951), “Il giovane Holden” (1951), “Franny e Zooey” (1961), “Seymour” (1963) ed il suo ultimo racconto “Hapworth 16” (1965), dopodiché, avvicinatosi al buddismo zen, si isolò nella sua casa nel New Hampshire e di lui si perse ogni notizia.
• I PERSONAGGI
I personaggi sono molti, ognuno di essi è importante e ricopre un ruolo fondamentale, infatti,essi sono tutti antagonisti del protagonista perché lo aiutano, direttamente o indirettamente, a compiere delle scelte, come ad esempio i compagni di scuola: Ackley, un odioso vicino di camera, il compagno di stanza Stradlater e Frederick Woodruff che acquista la macchina da scrivere di Holden, cosicché abbia i soldi per scappare.
HOLDEN
Holden Caulfield è il giovane protagonista della storia. Non ci viene presentato direttamente poiché è lui la voce narrante, tuttavia all’inizio del libro ci fornisce una breve descrizione di sé, che riguarda per lo più i suoi genitori e suo fratello D.B. La sua è una famiglia normale, ha una sorella, che si chiama Phoebe, e due fratelli: D.B, un affermato scrittore che vive e lavora a Hollywood, ed Allie, che purtroppo è morto.
Studia a Pencey, un college che si trova ad Agerstown, in Pennsylvania, ma da qui viene espulso per lo scarso rendimento scolastico ed è così che comincia la sua avventura. È un sedicenne coraggioso e ribelle, che vuole essere libero e perciò si comporta come un “grande”, ma in realtà non vuole crescere. Holden, infatti, detesta il mondo degli adulti, che lui definisce corrotto, falso e privo di sentimenti autentici. Questo suo concetto lo esprime molto chiaramente quando si immagina la scena in cui lui è il protettore dei bambini che giocano nella segale: Holden vuole salvarli e non farli “cadere” nel mondo adulto.
Non è certamente un ragazzo facile, ama l’avventura e trasgredire le regole, lo si può definire anche impulsivo, perché quando si trova davanti ad una scelta non dubita a seguire il suo istinto, che, però, non sempre lo consiglia bene. Al contrario dell’impressione che può dare ad un osservatore esterno, Holden è un ragazzo molto sensibile e profondo e lo dimostra quando si trova a far colazione con due suore: pur essendo quasi ateo si intenerisce davanti alla bontà e alla grazia delle due donne e pur avendo pochi soldi, decide di donarne a loro una parte.
PHOEBE
Phoebe è la sorellina minore di Holden, frequenta le scuole elementari nello stesso istituto in cui ha studiato il fratello. È una ragazzina di dieci anni carina e sveglia, una persona piena di buonsenso. Fisicamente è molto carina: magra, con i capelli rossi che d’estate porta cortissimi per mostrare le graziose orecchie, mentre in inverno sono raccolti in una treccia o lasciati morbidi sulle spalle. L’unico difetto che ha è l’essere, in cetre occasioni, troppo affettuosa ed emotiva, ma sembra che a Holden questo non dia fastidio perché per lei ha una vera e propria adorazione.
ALTRI PERSONAGGI SECONDARI
Jane Gallagher
È un’amica di Holden, che conobbe un’estate nel Maine. Per una strana coincidenza Stradlater ha un appuntamento con lei e il protagonista comincia a ripensare ai momenti passati insieme. Ricorda le loro partite a dama e la sua strana abitudine di non usare mai le dame, ma di lasciarle tutte schierate nell’ultima fila.
Jane è stata il suo primo amore, anche se tra loro non c’è mai stato niente di fisico: “Non dico che ci fosse qualcosa di fisico o che so io- non c’era niente- ma ci vedevamo tutto il tempo. Non c’è sempre bisogno di darsi al sessuale per conoscere una ragazza.”
• LO SPAZIO
La storia è ambientata in America nella città di New York, dove vive il protagonista e in Pennsylvania, dove egli studia; si svolge in molti ambienti, sia esterni sia interni, come l’istituto Pencey, la casa del vecchio professore Spencer, il treno della metropolitana, un albergo di New York, un night-club, il museo di New York, Central Park… tuttavia quelli principali sono due: la stanza di Holden all’Istituto Pencey e la camera del fratello D.B.
Nel testo, l’autore ha creato con abilità un continuo passaggio da luoghi chiusi a luoghi aperti, riportando simbolicamente ai concetti di benessere (chiuso) e malessere (aperto).
Il primo luogo in cui ci troviamo è la camera di Holden al college, l’autore non dà una descrizione diretta della stanza ma lascia che siano i personaggi a descriverla: “Nella nostra ala c’era una doccia ogni due stanze…” “Scese dal bordo della doccia ed entrò nella stanza.” “…toccando tutta la roba che tenevi sulla scrivania o sul comò” “L’aveva presa sul comò di Stradlater, e quindi la buttò sul letto di Stradlater.” “Appena aprii lo sportello dell’armadio, mi cadde dritta sulla testa la racchetta di Stradlater…”.
Della stanza del fratello, invece, è Holden stesso a darcene una descrizione, anche se poco precisa: “Mi ero dimenticato che (Phoebe) dorme sempre nella stanza di D.B. Le piace perché è la stanza più grande della casa. E anche perché c’è quell’enorme vecchia scrivania…e quell’enorme letto gigantesco che è largo una quindicina di chilometri e largo altrettanto… e accesi la lampada sulla scrivania… I vestiti della vecchia Phoebe stavano sulla sedia vicino al letto.”
Questa stanza è l’ambiente in cui Holden si sente al sicuro, in cui sa di essere veramente a casa: “Girellai per la camera, pianissimo eccetera eccetera, e per un po’ guardai tutto quello che c’era. Miracolo, mi sentivo in gamba. Non sentivo più che stavo per buscarmi la polmonite o chi sa che. Mi sentivo proprio bene, miracolo.”
• IL TEMPO
Il tempo in cui si svolge la storia non ci viene detto esplicitamente dal narratore, ma grazie all’ambientazione, al modo di vestire delle persone, e all’atmosfera in generale possiamo dedurre che ci troviamo nei primi anni ’50, nelle vicinanze delle vacanze di Natale: “ Gli è venuta la leucemia ed è morto quando stavamo nel Maine, il 18 luglio 1946…Ad ogni modo, era dicembre e tutto quanto, e l’aria era fredda… Lei si mise a ballare il jitterbug con me, ma proprio un jitterbug carino e tranquillo…sicché le dissi che avevo appena visto Gary Cooper, il divo dello schermo…E quella storia di alzarsi presto la mattina per vedere il primo spettacolo di Radio City Music Hall mi deprimeva…”
La vicenda si svolge nello stesso periodo in cui l’autore compone l’opera e per questo, alcuni passaggi sono così ben descritti, ricchi di particolari, come l’atteggiamento dei ragazzi e i modi di dire, le espressioni familiari che cambiano continuamente, che sembra di essere dentro alla storia.
• FABULA E INTRECCIO
Il testo è divisibile in tante microsequenze narrative, riflessive e dialogiche alternate a brevi analessi, perciò fabula e intreccio non corrispondono.
Tutto il libro è raccontato sottoforma di analessi: il narratore-protagonista, del quale all’inizio non sappiamo assolutamente nulla, con un balzo nel tempo ci porta indietro i tre giorni e da lì ripercorre la sua vita fino a tornare a quello che per lui è il presente.
Il tempo della storia dura tre giorni, ma con l’inserimento delle analessi il tempo della narrazione si allunga creando un effetto di suspance e di attesa.
• LINGUA-STILE-PUNTO DI VISTA
Il genere letto è il romanzo di indagine psicologica, ossia un testo narrativo in prosa, di una discreta ampiezza, che tratta di vicende reali o fantastiche di uno o più personaggi, basato principalmente sullo studio della personalità dei suoi protagonisti.
Le tecniche narrative usate sono molteplici, quelle più frequenti sono il discorso diretto, che confluisce al testo dinamicità, il monologo interiore, che rallenta la storia soffermandosi sulle sensazioni e sui sentimenti del protagonista, e l’analessi, che oltre a frenare il ritmo narrativo, chiarisce alcuni aspetti della vita del protagonista.
Nelle lunghe sequenze dialogiche i personaggi ricorrono spesso a forme gergali giovanili come “e compagnia bella” (“L’acqua mi gocciolava sul collo a litri e finiva tutta sul colletto e sulla cravatta e compagnia bella),“eccetera eccetera” (“Lo so che al cimitero c’è soltanto il suo corpo eccetera eccetera…”), “e via discorrendo” (“Diceva che uno come niente poteva diventare finocchio dalla sera alla mattina, se ne ha tutte le caratteristiche e via discorrendo.”), “mi lasciò secco” (“Disse che a Gesù lui parlava sempre. Perfino quando portava la machina. Mi lasciò secco.”).
La maggior parte delle frasi è breve (“Ha appena preso una Jaguar. Uno di quei gingilli inglesi che arrivano sui trecento all’ora, Gli è costata uno scherzetto come quattromila sacchi o giù di lì.”), e la costruzione è sia ipotattica (“Ho questa nonna che è molto larga coi quattrini.”) sia paratattica (“Non ricordo esattamente quanto avevo, ma ero abbastanza fornito.”).
La voce narrante è quella del protagonista, che interagisce nella storia esprimendo giudizi personali, perciò la narrazione avviene in prima persona. Trattandosi perlopiù di dialoghi tra ragazzi giovani, riscontriamo un registro stilistico medio-basso e un lessico comune, “di strada”.
L’uso delle figure retoriche è abbondante, soprattutto nella parte narrata, ma si limita a quelle più comuni come le similitudini (“Una volta la guardavo dalla finestra mentre attraversava la Quinta Avenue per andare al parco, ed è proprio così, magra come un pattino”) e le metafore (“Era un’oca perfetta”).
• RIASSUNTO
La storia vede come protagonista Holden Caulfield, un giovane ragazzo di sedici anni. Cacciato dall’istituto Pencey, Holden decide di non tornare subito a casa, ma di aspettare e dare tempo ai suoi genitori per accettare l’espulsione. Comincia così il suo piccolo viaggio a New York, la città dove viveva e che era anche allo stesso tempo il luogo ideale per fare nuove esperienze.
Holden trascorre la sua prima notte di libertà nella sala da ballo dell'albergo in cui alloggiava, e nella sua stanza con una ragazza a pagamento. Quest’ultima, però è stata tutt’altro che un’esperienza piacevole, anzi nei suoi ricordi resta avvolta da un alone di paura: essendo troppo depresso per “spassarsela”, Holden si tira indietro all’ultimo minuto e scusandosi con la ragazza la prega di andarsene, pagandole ovviamente la quota stabilita, ma proprio quando la situazione sembrava essere tornata alla normalità, ecco che questa ritorna accompagnata dal suo protettore. Il motivo per il quale era tornata era chiaro, voleva altri soldi e Holden inizialmente si oppose, ma il protettore era più robusto e così ebbe la meglio.
Il dì seguente proseguì più tranquillo, l’unico evento emozionante è stato l’incontro con una vecchia fiamma, una certa Sally, durante il quale il nostro protagonista le chiese di scappare via, ricevendo però una risposta negativa. La notte, forse una delle più lunge, si articola in tre momenti importanti: l’incontro con un vecchio amico, la visita alla sorella Phoebe e ad un professore.
Durante il secondo giorno, quello conclusivo, Holden si reca al museo con la sorella e confessa anche a lei di voler scappare, costruirsi una casa nel bosco per vivere in pace e per risposta, Phoebe gli chiede insistentemente di poterlo seguire. Holden però, non aveva il coraggio di coinvolgere la sorella in una simile avventura e per non ferirla decide di restare e di tornare a casa con lei.
• COMMENTO
“Il giovane Holden” è scritto in uno stile molto “alla mano” e giovanile, inizialmente si presenta come una lettura di svago, ma il suo scopo è di far riflette: attraverso la vita di Holden, Salinger ci pone davanti alle scelte più importanti e difficili, che un giovane adolescente deve compiere.
Per Holden alcune volte non posso fare a meno che provare un sentimento di compassione, perché ha paura di non trovare un ruolo nella società e perciò cerca di crearsi un mondo tutto suo, nel quale ha un compito ben preciso: salvare i bambini dalle insidie dei “grandi”.
Quindi, ciò che il protagonista rappresenta è il bambino che in ognuno di noi si rifiuta di crescere ed entrare a far parte del mondo adulto, forse per timore o forse per la consapevolezza che quel mondo a noi non piace.
Questo libro per me è stato fonte di molte riflessioni, e sono giunta alla conclusione che i problemi che la mia generazione vive attualmente, sono gli stessi che hanno affrontato altri i giovani prima di noi.
In definitiva questo romanzo mi è piaciuto davvero tanto e dalla sua lettura ho tratto molti spunti per affrontare i miei dubbi adolescenziali.
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Esempio



  



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