"II giovane Holden" di J.D. Salinger

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale
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Testo

IL GIOVANE HOLDEN
AUTORE: J.D. Salinger
Contenuto dell’opera
Breve sintesi del racconto
Dopo la notizia dell’espulsione dalla scuola, il giovane Holden fugge dall’Istituto. Siccome non se la sente di affrontare la reazione dei genitori alla notizia, vaga per due giorni in ambienti diversi dove incontra le persone più disparate. Cerca più volte di comunicare e di mettersi in sintonia con qualcuno che lo capisca; l’unica con cui riesce a farlo è la sorellina Phoebe alla quale confida la propria decisione di abbandonare tutto e andarsene a vivere in un luogo dove nessuno lo conosce, per ricominciare tutto daccapo, con un lavoro e una vita semplice.
L’atteggiamento risoluto della sorella, che si mostra decisa a seguirlo, gli apre gli occhi e gli fa capire come il suo progetto sia utopistico.
Si convince così ad affrontare la realtà: Phoebe ritorna la ragazzina che si diverte sulla giostra e Holden il fratello maturo che tornerà a casa, assumendosi le proprie responsabilità.
Ordine
Il racconto è l’autobiografia di un periodo decisivo della vita di Salinger.
Dopo un brevissimo esordio riguardante il momento della malattia, inizia il flashback che riporta ai tempi del college; al suo interno altri piccoli flashback che presentano i personaggi “chiave”.
Durata
Il ritmo è incalzante; tranne che in rarissimi casi (museo), non esistono pause di tipo descrittivo, moltissime invece quelle di tipo riflessivo ed espressivo.
Luoghi:
Non vengono mai descritti a lungo e in modo approfondito, ma vengono riportati solo alcuni dettagli. Holden passa da uno all’altro senza darvi troppa importanza.
Ospedale
E’ il luogo in cui si trova Holden (malato di tubercolosi) mentre scrive il suo racconto; non se ne parla come ospedale, ma come luogo in cui ci si annoia, un “lurido buco” in cui ci si sente isolati.
Scuola
I fatti, ricordati nella prima parte del racconto, avvengono all’Istituto Pencey, in Pennsylvania, scuola ad alto livello, che ospita ragazzi di famiglie abbienti e che, secondo la pubblicità, prepara gioventù dalle idee chiare. In realtà Holden verifica falsità e carenze (bistecca al sabato prima dell’arrivo dei genitori, cavalli e giocatori di polo inesistenti…).
In particolare si accenna alla camera di Holden e di Stradlater, al bagno in comune con quella di Ackley, nell’ala Ossenburger Memorial, riservata ai licenziandi e agli studenti dell’ultimo anno.
Come racconta a Sally il Pencey è simile a tutti i collegi maschili, snob e pieni di palloni gonfiati; tutto il giorno non vi si parla che di ragazze, liquori e sesso; tutti si danno da fare per far lega in gruppi (cattolici, intellettuali, giocatori di bridge …); si studia tanto per imparare solo ad essere abbastanza furbi per arricchirsi.
Albergo Edmont
Arredato con cattivo gusto (atrio color vomito), frequentato da pervertiti e sudicioni, con stanze deprimenti e prospettive sconcertanti; dotato di un night club (la sala Lilla), frequentato da gentaglia, persone di una certa età, donne superficiali che hanno interesse solo per gli attori, prostitute.
Holden vi si rivela un ottimo ballerino.
Stazione
Holden vi si reca per depositare le valigie e precisamente viene nominata la tavola calda dove incontra due suore.
Parco
Si tratta del Central Park di New York.
Squallido e freddo, con un laghetto ghiacciato; Holden va alla ricerca di Phoebe, ma non la trova; incontra una ragazzina che la conosce e lo indirizza al museo. Il parco e i giochi dei bambini, in modo particolare i pattini, gli ricordano la sua infanzia.
Museo
Viene descritto in modo particolareggiato e costituisce un importante ricordo della sua infanzia.
Pista di pattinaggio-Radio City-Wicher Bar
Tutti luoghi sofisticati, inadeguati agli interessi di Holden che li frequenta solo per passare il tempo.
Cabine telefoniche
Luoghi simbolici che lo attirano quando si sente solo e sente l’esigenza di comunicare con qualcuno.
Casa di Holden
Condominio munito di liftman, appartamento di benestanti. Holden vi riconosce al buio l’odore di casa. In particolare viene sottolineata la dimensione della camera di Phoebe (di proprietà del fratello maggiore): il letto, la scrivania, tutto è sproporzionato rispetto alla piccola sorellina.
Casa di Antolini
Appartamento molto chic ma in disordine in seguito a un ricevimento.
Personaggi
Holden Cawlfield (protagonista)
E’ un ragazzo di diciassette anni, molto alto, cresciuto molto in fretta nell’ultimo anno; la corporatura magra e fragile, la scarsa alimentazione e il vizio del fumo favoriranno la sua futura malattia (TBC).
Porta i capelli tagliati a spazzola, si veste con eleganza grazie al suo stato benestante, ma non dà importanza né a questo né all’aspetto fisico: indossa ciò che gli piace anche se gli sta male (berretto rosso), infischiandosi altamente del giudizio altrui.
Ama moltissimo leggere soprattutto gialli e libri di guerra, ma che siano anche un po’ comici.
E’ uno studente dell’Istituto Pencey, ma viene espulso per mancanza assoluta di impegno nello studio, cosa che del resto è già accaduta due volte in altri istituti.
Si definisce l’unico deficiente della famiglia, ma, in realtà, non s’impegna perché sta attraversando una profonda crisi che gli toglie ogni interesse per la scuola e per la vita che gli si prospetta.
E’ molto sensibile e attento al punto di vista altrui ed è proprio questo che lo rende generoso, spesso disponibile e tollerante anche nei confronti di coloro che non stima.
Sostiene di essere bugiardo: spesso pensa una cosa e ne dice un’altra, gli piace inventare cose assurde alle domande più banali; nei momenti difficili ricorre alla sua immaginazione per evadere.
E’ convinto di essere un vigliacco: non è violento, odia le guerre e le risse, preferisce sostenere le proprie ragioni con le parole, senza l’uso della forza. In situazioni critiche, piuttosto di prenderle, è un rinunciatario a meno che la motivazione sia molto forte.
E’ estremamente anticonformista e fatica ad accettare le regole dell’ambiente che lo circonda.
Detesta tutto ciò che è snob, superficiale, falso; non può soffrire gli adulatori e i “palloni gonfiati”.
Ciò che gli piace , come dirà alla sorellina, sono cose semplici: due simpatiche suore col cestino della questua, l’ex compagno che si è buttato dalla finestra piuttosto che ritrattare la propria opinione con ragazzi prepotenti, il fratello Allie (anche se morto), la vicinanza di Phoebe.
I FRATELLI
Phoebe
E’ la sorellina di dieci anni, una ragazzina magrissima, dai capelli rossi, ben vestita. Viene descritta come una persona piena di buon senso; fin da piccola fa sentire la sua presenza, ascolta tutti e dà consigli; è vivace e sveglia, sempre attiva e attenta a ciò che la circonda; è molto impegnata nello studio e le piace molto scrivere libri, recitare e ballare.
Ha un carattere risoluto e deciso, se s’infuria sa fare la sostenuta; in modo particolare parla a Holden come se fosse una sua coetanea o addirittura come una professoressa che lo sgrida e gli chiede spiegazioni del suo comportamento, o come una mamma che lo consola.
Mantiene comunque anche le caratteristiche dei ragazzi della sua età (le piace andare sulle giostre…).
Anche con la madre dialoga come un’adulta e le dà consigli.
E’ un personaggio molto significativo nel racconto perché compare spesso come esigenza nei momenti di solitudine di Holden; non solo, con il suo modo di fare riesce a scombinare i progetti evasivi del fratello riportandolo alla realtà.
E’ un importante punto di riferimento per Holden.
D.B.
E’ il fratello maggiore di Holden, scrittore affermato, intellettuale, ha raggiunto un’ottima posizione economica che gli permette certi lussi come una Jaguar. Vive e lavora a Hollywood; è affezionato ad Holden e lo va a trovare ogni fine settimana in ospedale.
Odia l’esercito che ha frequentato per quattro anni, impegnato anche nello sbarco in Normandia; non è mai stato ferito, e non ha mai sparato contro qualcuno; gli piacciono però i libri di guerra.
Holden lo stima molto, l’unica cosa che non approva è la sua decisione di andare a Hollywood.
Allie
Era il fratello minore di due anni di Holden, morto a tredici anni di leucemia; un ragazzo rosso di capelli sempre allegro, il più simpatico della famiglia, molto intelligente e portato per lo studio. Per le sue caratteristiche era amato da tutti. Il particolare che lo caratterizza è il guantone da baseball che riporta poesie scritte in inchiostro verde, da leggere nelle pause del gioco; è un oggetto quasi sacro per Holden che lo conserva con grande affetto.
Dopo la reazione drammatica di Holden per la sua perdita, questo rimane una figura molto importante per lui: spesso rivive con l’immaginazione alcuni momenti significativi della loro infanzia, lo “vede” e arriva al punto di parlare con lui.
I GENITORI
Vengono definiti “carini” ma suscettibili; sono di religione diversa.
Il padre è un benestante, avvocato aziendale; Holden non ne parla direttamente, ma si deduce che deve essere molto severo, perché Phoebe è ossessionata dall’idea che il padre lo possa ammazzare per l’espulsione dalla scuola.
Si può pensare che Holden non lo stimi: quando quest’ultimo ragiona riguardo al fatto di diventare un futuro avvocato, egli afferma che non gli andrebbe perchè gli avvocati dovrebbero salvare la gente, invece pensano solo ad accumulare solo soldi e si danno alla bella vita oppure salvano la gente ma solo per la propria fama.
La madre è una persona molto nervosa e fragile, specialmente dopo la morte di Allie. Holden la immagina mentre gli sta comprando un regalo (inadatto).
Egli prova tenerezza nei suoi confronti e l’unico motivo per cui gli dispiace per essere stato espulso è proprio la paura di ferirla.
I PROFESSORI
Spencer
E’ il vecchio e malandato professore di storia, sulla settantina; viene presentato su una grande poltrona di pelle, avvolto in una coperta Navajo, con una vecchissima vestaglia, circondata dall’odore dei medicinali. E’ protettivo, quasi paterno, nei confronti di Holden, ma gli fa notare con una certa durezza i suoi sbagli e gli anticipa le preoccupazioni future dicendo che cerca di aiutarlo.
Holden è infastidito dall’atteggiamento di Spencer, ma risponde con educazione e, per non ferire l’anziano professore, nasconde le proprie reazioni.
Antolini
E’ un amico di D.B., intellettuale e quasi suo coetaneo. E’ un tipo allegro con cui si può scherzare. Holden lo stima, perché si è dimostrato sensibile in occasione del suicidio.
Vive con la moglie, molto ricca e più anziana di lui, con la quale deve avere una relazione distaccata (sono sempre in camere diverse).
Fuma e beve in abbondanza e viene presentato in vestaglia, pantofole e cocktail in mano.
Si dimostra molto disponibile ad accogliere Holden, fa con lui riflessioni che colpiscono molto il ragazzo e gli dà validi consigli, ma alla fine ha un comportamento equivoco: nel dubbio di essere vittima di un approccio da omosessuale e pedofilo, fugge in fretta e furia, scombussolato e deluso.
I COMPAGNI
Ackley
E’ il ragazzo della camera accanto. E’ un gran ficcanaso ; inventa avventure per darsi importanza ; con finta noncuranza, cerca spesso la compagnia di Holden che lo accetta anche se di lui non gli vanno i modi da bifolco, l’invadenza , la scarsa cura della persona. Tutto ciò naturalmente lo rende piuttosto antipatico ai compagni che lo scansano.
Alto e ben messo, è più vecchio di Holden che però lo chiama “pivello”. Holden, in effetti, compatisce Ackley e si sente superiore a lui.
Stradlater
E’ il compagno di stanza di Holden.
Tipico ragazzo alto e ben piantato, dai riccioli fatali, piace a sé stesso e cura in modo ossessivo la propria presenza per piacere agli altri soprattutto alle ragazze, con le quali è sempre in cerca di avventure.
Pare sempre a posto, ma ha una sua “sudiceria nascosta”.
E’ abbastanza cordiale, ma non si mette mai in vera comunicazione con gli altri: non vede, non ascolta, non prova nessun interesse per ciò che riguarda i compagni o le ragazze che frequenta. Sembra che il suo unico interesse sia ciò che riguarda il sesso di cui parla sempre con aria da maestro.
Pretende che gli altri siano sempre pronti a fargli dei favori (Si fa fare il tema da Holden, si fa prestare gli abiti ..), ma non ha la minima sensibilità nei loro confronti.
Holden tollera il suo comportamento e si presta a fargli dei favori fino al litigio furibondo che lo spingerà poi alla fuga dal Pencey. Sradlater è uscito con Jane e Holden non può sopportare l’idea dell’atteggiamento volgare del compagno nei confronti della ragazza dolce e sensibile che lui, in passato, ha frequentato a lungo.
LE RAGAZZE
Jane
E’ una ragazza non particolarmente vistosa; Holden la definisce buffa (bocca come un forno, sempre aperta). Ha avuto un’infanzia difficile: era figlia di genitori separati e la madre, con cui lei viveva, si era risposata con uno scrittore alcolizzato di dubbia moralità.
All’inizio viene presentata come la ragazza di Sradlater, ma in realtà viene descritta come una vecchia conoscenza di Holden.
Qualche anno prima l’aveva conosciuta in seguito a un litigio tra i loro genitori. Erano diventati amici inseparabili, tra loro si era instaurata una profonda intimità, Holden non lo definisce amore, ma era comunque un sentimento molto forte.
Egli la ricorda come una ragazza dolce, amante della danza classica, della lettura e della poesia,
Il solo sentirla nominare lo manda in ebollizione e durante la sua fuga più di una volta sente il bisogno di chiamarla al telefono.
Sally
E’ una ragazza dall’aspetto fantastico, elegante, snob, chiacchierona e sbruffone.
E’ uscita con Holden ma è pronta ad uscire qualsiasi altro ragazzo purché sia ricco e bello.
Ama il teatro e sa tutto sulle commedie e sugli attori.
La sua superficialità non le permette di capire la grande crisi di Holden, ascolta il suo sfogo, ma non lo comprende e non sa assolutamente aiutarlo.
E’ una ragazza estremamente conformista e insensibile; Holden se ne allontana dopo averla volutamente ferita nell’orgoglio: se poco prima aveva affermato di essere pronto a darle l’anima, un momento dopo le diceva che in realtà non gli era mai piaciuta.
Personaggi secondari
In due giorni di fuga Holden passa da un ambiente all’altro incontrando tantissimi personaggi: la mamma di uno studente, ex compagni, amici di D.B., autisti di taxi, una prostituta e il suo protettore, due suore e personaggi vari.
Di ciascuno di loro l’autore puntualizza gli aspetti significativi che permettono di capire come si possano dividere in categorie: gli snob (superficiali ed egoisti), i semplici (onesti, generosi ed attenti al prossimo), i deviati e pervertiti.
Nei confronti degli altri Holden prova spesso “pena”.
Il messaggio
Si è maturi non quando si muore per i propri ideali ma quando si vive per i propri ideali. (Antolini)
Secondo me questa frase detta dal professor Antolini è la trama essenziale del racconto, poiché Holden per tutto il libro cerca la fuga, pensando di rispettare i suoi ideali, ma non capisce che per rispettarli bisogna vivere e affrontare i problemi senza scappare. Alla fine del racconto Holden è maturato, cresciuto e ha imparato ad affrontare i problemi.
Temi principali
ADOLESCENZA: momento di crisi, difficoltà di essere tollerati, difficoltà nel decidere e capire quello che realmente si vuole.
RAPPORTO TRA HOLDEN E GLI ALTRI PERSONAGGI: tra Holden e i suoi compagni esiste una forma di cameratismo, con le ragazze esiste amore e amicizia, con i genitori Holden si sente sotto le loro dipendenze e con i fratelli esiste un rapporto solidale, affettivo e fedele.
SOLITUDINE: la solitudine si presenta come difficoltà a comunicare.
Curiosità
Nella speranza che Salinger non lo venga mai a sapere, ho scoperto che esiste addirittura una scuola intitolata a Holden Caulfield, il ragazzino che non ne voleva sapere di scuole, colleges, insegnanti, materie ed esami.
Commento
Ho scoperto “Il giovane Holden” leggendo l’articolo che ne commemorava l’anniversario sul “Corriere della Sera”. Fin dalle prime pagine il libro mi è molto piaciuto soprattutto perché il protagonista della vicenda è un ragazzo che ha più o meno la mia età e quindi tutte le caratteristiche che la contraddistinguono, come l’insicurezza, la difficoltà a comunicare con il mondo degli adulti del quale non si fa ancora parte completamente. L’adolescenza quindi è un momento difficile della vita dal quale tutti passano; è l’età in cui finalmente si cominciano ad aprire gli occhi sul mondo che ci circonda, mettiamo in discussione gli ideali che ci erano stati insegnati fin da piccoli da professori e genitori, ma così cominciano a crescere i dubbi, diventiamo insicuri e ci scontriamo con la realtà. Comunque prima o poi le difficoltà vanno affrontate per cominciare a crescere e a capire veramente chi siamo.
Questo libro pur avendo mezzo secolo è ancora molto attuale, l’ho trovato molto intrigante e avvincente, dove si alternano momenti di umorismo a momenti di serie riflessioni o di tristezza. Non possiamo sapere con certezza se i fatti narrati siano avvenuti realmente: certo è che sono verosimili e che rispecchiano le caratteristiche tipiche degli adolescenti di allora e di sempre.
L’Autore
Jerome David Salinger nacque nel 1919 a New York. Per molto tempo aveva creduto di essere mezzo ebreo perché i genitori gli avevano nascosto le vere origini della famiglia. Solo da adulto venne a sapere che sia da parte di padre che di madre era ebreo, e questo lo condizionerà ed influenzerà negativamente per tutta la sua esistenza successiva. La sua è stata una vita turbolenta per quanto concerne la scelta delle religioni cui rifarsi, visto che ha cambiato più volte la sua dottrina spirituale. Pubblicò nel 1951 il libro che lo ha reso famoso in tutto il mondo: “Il Giovane Holden”, che divenne quasi subito un modello di tutta una generazione. Si sposò numerose volte ed ebbe molte donne, sempre fedele al suo spirito libero. Talmente forte era la volontà di Salinger di vivere come un eremita che neppure un invito alla Casa Bianca lo smosse; Insomma la sua è una vita movimentata, volutamente vissuta al di sopra delle righe e lontano dai media, sebbene questi ultimi cercassero insistentemente, ma anche inutilmente di avvicinarlo ed intervistarlo. È ancora vivo e da sempre protegge gelosamente la sua privacy vivendo recluso nella sua casa di campagna del New England.

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