la birmania

Materie:Altro
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La Birmania

Grande più del doppio dell’Italia, la Birmania è il più vasto tra gli stati dell’Asia sud-orientale.
La popolazione è di quasi 40 milioni di abitanti. Le coltivazioni occupano una percentuale relativamente ridotta (16%) del territorio. Tra esse la grande prevalenza spetta alla risaia inondata.
Oggi la Birmania è al settimo posto fra gli esportatori mondiali di riso e, tra le esportazioni, il primato è passato al legname.
La Birmania, è un paese essenzialmente agricolo: il 66% della sua popolazione attiva, lavora in agricoltura e solo il 12% nell’industria.
Le risorse di una certa importanza sono rappresentate dalla pesca, dalle pietre prezione, dai giacimenti di petrolio e di gas naturale. Il debito estero è considerevole: lo stato di guerra permanente, rende assai elevata la spesa per l’importazione di armi.
La Birmania è un paese sostanzialmente povero. La mortalità infantile è dell’8,3%; la speranza di vita alla nascita è di soli 57 anni; il tasso di fecondità è di 2,9, ed il tasso di crescita annua della popolazione è di 2,3. La popolazione urbana è del 28%. L’analfabetismo, riguarda il 15% della popolazione. C’è solo un medico per poco meno di 5000 abitanti.
Passando ai consumi, la disponibilità quotidiana media di calorie è di 2800.
La sua storia spiega l’attuale distribuzione della popolazione che costituisce un autentico mosaico etnico.
Le popolazioni delle montagne sono economicamente più arretrate; praticano un’agricoltura itinerante.
I Birmani, sono nella grande maggioranza Buddisti.
Gli Inglesi rivolsero presto le loro attenzioni alla Birmania, infatti ci fu un susseguirsi di guerre che portarono il Paese alla perdita dell’indipendenza.
Un momento assai importante, fu rappresentato dall’occupazione giapponese, infatti molti nazionalisti Birmani, videro in questo fatto, una occasione favorevole per lottare contro gli inglesi. A guerra finita, la Birmania ottenne l’indipendenza. La costituzione era di tipo federale, ma in realtà sanciva il netto predominio della Birmania sulle minoranze, che diedero vita a numerosi tentativi di guerriglia, che in alcuni casi durano ancora oggi. Di fatto il paese è governato dall’esercito.
Nel 1988, gli intellettuali, studenti e monaci, scesero in piazza contro il regime, ma la rivoluzione fu repressa nel sangue e non cambio niente.
La superficie coltivata copre solo 1/10 della terraferma ed è quindi molto limitata.

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