1984

Materie:Scheda libro
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Testo

1984
1) DATI EDITORIALI
AUTORE: George Orwell
TITOLO: 1984
LUOGO DI PUBBLICAZIONE: Milano
EDITORE: Classici Moderni – Oscar Mondadori
DATA DI EDIZIONE:

2) BREVE PRESENTAZIONE DELL’AUTORE
Il vero nome di George Orwell è Eric Arthur Blair. Nasce a Motihari, nel Bengala, nel 1903, perché suo padre era un modesto impiegato inglese al Dipartimento coloniale dell'oppio in India. Nel 1907 è mandato in Inghilterra a studiare all'esclusivo collegio St. Cyprian di Eastbourne. Nel 1917 ottiene una borsa di studio e riesce ad entrare a Eton, dove rimane fino al 1921. Ma paga a caro prezzo la permanenza nell'esclusivo collegio, a causa delle umiliazioni che gli infliggono gli altri studenti, ostili verso quanti appartengono a ceti inferiori. Questo opprimente complesso di inferiorità è raccontato nel saggio autobiografico "Such, such were the Joys" del 1947.
Un'altra amara esperienza è quella della Birmania dove, arruolatosi nella polizia coloniale (Indian Imperial Police di Mandalay) per seguire le orme paterne, trascorre cinque anni, dilaniato dal contrasto tra dovere e orrore per qualsiasi forma di colonialismo. Si dimetterà nel 1928. Questa traumatica esperienza ispirerà però il suo primo romanzo in ordine di composizione, ma esito solo nel 1934, "Giorni in Birmania". Lasciata la polizia coloniale parte per Parigi, dove sceglie di condividere la vita degli "ultimi tra gli ultimi", sopportando fame, promiscuità e sporcizia.
Tra il 1932 e il 1936 svolge anche il mestiere di insegnante e di commesso di libreria. Nel 1936 sposa Eileen O'Shaughnessy e, approdato al socialismo, in dicembre parte come volontario per la guerra di Spagna, nel corso della quale viene ferito. Deluso dai comportamenti della sinistra, si riappropria degli antichi ideali britannici: senso comune, parsimonia e decoro; però continua la sua collaborazione a giornali e riviste ("Partisan Review", "New Statesman and Nation", "Poetry London", "Horizon"), cura per la BBC una serie di trasmissioni propagandistiche dirette all'India, è redattore del settimanale socialista "Tribute", che gli affida una rubrica (As I please, A modo mio).
Nel 1945 muore la moglie e due anni dopo si stabilisce con il figlio adottivo a Jura, nelle isole Ebridi. Nel 1949 si risposa con Sonia Bronwell e muore il 22 gennaio 1950 in un sanatorio di Londra, a causa della tubercolosi.
Come narratore esordisce nel 1933 con "Senza un soldo a Parigi e Londra", incentrato sui diciotto mesi trascorsi tra gli emarginati delle due città. A questo fa seguito "Giorni in Birmania" (1934), un'amara condanna del colonialismo, primo romanzo in ordine di composizione. "La figlia del reverendo" (1935) e "Fiorirà l'aspidistra" (1936) riflettono le sue tristi esperienze di insegnante e di commesso di libreria. Nel primo si tratta il tema della perdita della fede; nel secondo l'autore di declassa volontariamente in opposizione al mito del denaro. "La strada di Wigan Pier" (1937) scaturisce da un'inchiesta sui minatori per il Partito socialista inglese ed è la seconda tappa dell'accostamento al socialismo. "Omaggio alla Catalogna" (1938) si ispira alla repressione contro chiunque dissentisse dalle idee di Stalin ed è la storia di una rivoluzione tradita.
Da allora in poi, come dirà nel saggio "Why I Write" (1946), ogni riga di Orwell sarà contro il totalitarismo. "Una boccata d'aria" (1939) è intriso di profetiche minacce.
Moltissimi sono i saggi, che spaziano da tantissimi temi. Questi vanno da argomenti letterari come ad argomenti. La produzione saggistica esamina anche la funzione sociale dello scrittore e rischi di un uso banalizzato ed ideologico del linguaggio. Tra tutti i suoi saggi sono da ricordare "Uccidendo un elefante" (1936), che parla della questione coloniale, "Le frontiere di arte e propaganda" (1941), "Perché scrivo" (1946), "Gli scrittori e il Leviathan" (1948) e "Riflessioni su Gandhi" (1948).
Il fine della sua scrittura è quello di saldare "proposito artistico" e "proposito politico" nell'unico intento di servire la verità. E' l'urgenza della sua forza morale che lo spinge a difendere cause impopolari e a combattere tutto ciò che offende la propria concezione del diritto, della giustizia, della coerenza intellettuale e morale.
Anche se uomo di sinistra, Orwell non si fa scrupolo, quando ritiene giusto, di smitizzare gli idoli e spesso sceglie di affiancarsi agli uomini di destra.
3) ESPOSIZIONE SINTETICA DELLA VICENDA
La scena, con cui si apre il romanzo, mostra il protagonista Winston Smith impegnato a compiere un'azione molto comune, come lo scrivere un diario nella tranquillità della sua stanza. Questo, che a noi appare come un gesto banale, nella società dominata dal Partito Unico e dal Grande Fratello, era invece un atto che comportava molti rischi: essere sorpresi a fare cose "vietate" significava l'arresto, la tortura e la sparizione fisica. Winston, come tutti i membri del partito, sapeva che la propaganda da esso diffusa era tutto un imbroglio; ma, a differenza di quasi tutti gli altri, non era disposto ad accettare la falsificazione della realtà. Per questo andava in cerca di informazioni diverse da quelle ufficiali.
Una sera, mentre stava passeggiando nel quartiere dei Prolet in cerca di notizie, si accorse di essere seguito da una ragazza, che egli conosceva solamente di vista. Julia aveva tutta l'apparenza di una fedelissima delle idee del Partito e questo gli fece pensare di essere stato spiato. Dopo alcuni giorni passati nel terrore di una denuncia alla Psicopolizia, la realtà mutò in suo favore, in quanto Julia, con un'abile mossa, gli passò un biglietto, su cui stava scritto semplicemente "Ti amo"; questo leva ogni dubbio sul fatto che lei fosse una spia. Nasce così una vera e propria storia d'amore, che viene obbligatoriamente vissuta in luoghi segreti: un bosco, un campanile abbandonato e infine la soffitta della bottega di un vecchietto di nome Charrington.
Dopo una fase felice inizia tutta una serie di avvenimenti tragici. Charrington non era un innocuo negoziante, ma un agente della polizia segreta, che li tradì consegnandoli al Ministero dell'Amore. Da qui uscirono entrambi privi della loro personalità, svuotati, rieducati secondo le idee del Partito.
Durante il felice periodo passato con Julia, Winston aveva preso contatti con O'Brien, un membro del Partito Interno, che egli ritiene essere un esponente dell'opposizione (Fratellanza). Quando il protagonista viene rinchiuso nelle celle di tortura, scopre chi era in verità O'Brien: non un oppositore, ma uno dei massimi dirigenti del regime. Fu proprio lui a dirigere i feroci e spietati maltrattamenti che hanno portato Winston alla "guarigione", cioè all'amore forzato verso il Grande Fratello.

4) PRESENTAZIONE E ANALISI DEI PERSONAGGI PRINCIPALI
Winston Smith è un uomo di trentanove anni, molto magro con capelli di un biondo chiarissimo. Il colorito della sua faccia è lievemente sanguigno e la sua pelle è raschiata dalle ruvide saponette che il Partito offriva, dalle lamette, oggetto ormai introvabile, e dal freddo dell'inverno.
Lavora al Ministero della Verità (Miniver in neolingua), dove ci si occupa della stampa. Il suo era un impiego che poteva risultare monotono, ma esso comprendeva pure certi lavoretti di falsificazione difficili e complessi. Nello svolgimento di essi le uniche cose a far da guida erano la conoscenza dei principi sui quali si fondava il Partito e il calcolo approssimativo di quel che il Partito si sarebbe atteso. Winston riusciva veramente bene in queste cose. Ma in genere un lavoro di falsificazione molto delicato non veniva mai affidato ad una sola persona. Una volta che si fossero create varie versione del discorso del Grande Fratello, qualcuna delle menti dirigenti del Partito avrebbe scelto la versione più soddisfacente, l'avrebbe ristampata, e avrebbe messo in moto il complesso di verifiche e sostituzioni che si rendeva necessario. Alla fine la menzogna scelta sarebbe diventata la verità.
Non è il tipico eroe. E' pieno di incertezze e di paure, ma sa esattamente cosa vuole: egli odia il Partito, odia il Grande Fratello, crede nella Fratellanza (l'opposizione del Partito), nella memoria storica e nella positività dell'animo umano.
Attraverso il personaggio di Winston l'autore presenta il suo modo di vedere le cose, particolarmente la sua avversione per i sistemi totalitari, che annullano l'uomo e lo rendono schiavo del potere. Ma Winston è anche il tramite attraverso il quale si riesce a conoscere la società in cui egli vive. Attraverso le sue esperienze quotidiane e i suoi stati d'animo, si riesce a capire cosa dovesse significare vivere in quel mondo e, nello stesso tempo, lo si immagine e lo si capisce.
Julia è una ragazza dall'aria risoluta, con una grande capigliatura nera, la faccia lentigginosa, gli occhi scuri, le anche formose e i movimenti svelti e atletici. Ha ventisei anni e vive in un convitto assieme ad altre trenta ragazze
Lavora anch'ella al Ministero della Verità, ma in un reparto diverso da quello di Winston. Lavora infatti nel Reparto Amena e ha un incarico d'ordine tecnico in una delle macchine per redigere romanzi. Il suo impiego consiste nel far funzionare, e spesso nel riparare, un potente e complicato apparecchio a motore elettrico. Le piace lavorare di mano e si sente a suo agio nella meccanica. Non le interessa molto il prodotto finito: per lei i libri erano solo una cosa da produrre e basta.
Possiede un'incredibile sagacia, è sveglia, determinata, concreta, è sempre di buon umore ed è capace di una straordinaria penetrazione nei discorsi. Odia il Partito e lo dice con le parole più chiare e violente; ma non tenta di muovere contro di esso alcuna critica, finché questo non influisce sulla sua vita privata. Non crede nella Fratellanza e comunque è convinta che l'unica cosa da fare sia di violare le regole e godersela, e cercare di restare in vita lo stesso. Ciò nonostante, chi non la conoscesse bene, potrebbe credere che sia la ragazza tipo del Partito: è brava in ginnastica, fa del lavoro volontario, passa ore e ore a sentire conferenze, a distribuire volantini, a raccogliere fondi, ecc.. Ma Julia fa tutto questo perché è convinta che se si osservano le regole piccole e stupide del Partito, si possono violare quelle grandi e importanti, come ad esempio fare del sesso per seguire il puro istinto animale e per divertirsi, piuttosto che al semplice fine della riproduzione. Proprio riguardo a questo argomento, ella ha colto il significato del puritanesimo del Partito. C'è un rapporto diretto e intimo tra l'astinenza sessuale e l'ortodossia politica. Infatti l'astinenza sessuale produce l'isterismo; fenomeno da favorire, perché lo si può facilmente trasformare nell'infatuazione per la guerra e nell'adorazione dei capi.
O'Brien è un uomo grosso, tarchiato, con un collo largo e una faccia rozza e brutale. Nonostante il suo aspetto, definibile quasi da lottatore, ha maniere affabili e ben educate. Ha il vizio di sistemarsi di continuo gli occhiali sul naso. Sulla sua faccia si possono leggere una certa arguzia, ma soprattutto una sorprendente intelligenza. Ha l'aspetto di una di quelle persone con le quali ci si può aprire e ci si può confidare.
E' un membro del Partito Interno e in esso occupa un posto molto importante, considerato addirittura inarrivabile. Ma un qualcosa nel suo sguardo suggerisce un non so che di eterodossia politica. Infatti una volta Winston, durante i Due Minuti d'Odio, aveva incontrato il suo sguardo ed ha avuto l'impressione che anche O'Brien stesse pensando la stessa cosa che stava pensando lui. Winston è convinto che anche O'Brien odi il Partito e il Grande Fratello; anzi, lo crede addirittura un membro della Fratellanza.
Ma questo importante membro del Partito Interno non è altro che un doppiogiochista. Egli non fa parte dell'Opposizione al Partito, ma al contrario è uno dei massimi dirigenti del regime. O'Brien è una mente sottile, che conosce tutti i meccanismi ideologici che stanno alla base del sistema. Quando Winston viene rinchiuso nel Ministero dell'Amore per essere rieducato, è proprio lui a dirigere i feroci e spietati maltrattamenti che il protagonista del romanzo deve subire.
Si può considerare una sorta di portavoce: quando egli interroga Winston, non fa altro che svelare i meccanismi su cui si basa il Partito. Oltre a questo è anche l'autore del famoso libro segreto, creduto scritto da Goldstein, il capo della Fratellanza.
Charrington è il proprietario del negozio, dove Winston ha comprato il suo diario e dove i due amanti si incontrano. E' un uomo vedovo di sessantatré anni, dall'aspetto malaticcio, curvo, con un naso lungo e occhi dolci, leggermente deformati da un paio di grossissimi occhiali. I suoi capelli sono quasi bianchi, ma le sue sopracciglia sono ancora nere. Ha una voce dolce, quasi sommessa, e ha un accento cockney. Indossa spesso una vecchia giacchetta di velluto nero, che insieme agli occhiali e ai movimenti cortesi e complimentosi, gli dà un'aria da collezionista, più che da semplice negoziante.
E' un uomo rispettoso e discreto. Lo si può definire un uomo all'antica, uno di quegli uomini che si possono definire "per bene". Pare sempre assorto nei suoi pensieri, nel passato; sembra viva in un suo mondo, distante da quello reale.
Questo gentile e discreto vecchietto invece si è rivelato un agente della Psicopolizia. E' stato proprio lui a consegnare Winston e Julia al Ministero dell'Amore. Ora è cambiato anche fisicamente: è un uomo di circa trentacinque anni, dalla faccia fredda e attenta. I suoi capelli sono nerissimi e il suo corpo è come raddrizzato ed è più alto. Le rughe non ci sono più, il naso pare più corto: tutti i lineamenti della sua faccia sembrano diversi.
Tramite questo personaggio l'autore fa capire quanto è forte il Partito, che tutto e tutti può corrompere. Non ci si può fidare di nessuno, neanche del più innocuo e gentile vecchietto.
Ci sono poi una lunga serie di personaggi secondari. Tra di essi spicca Parson, un vicino di casa di Winston. E' un uomo piuttosto grasso, ma molto attivo. E' impiegato, come Winston, al Ministero della Verità, ma non svolge il suo stesso mestiere. Lo adoperano in qualche posto secondario, nel quale non è richiesta una grande intelligenza. Infatti la caratteristica che colpisce il lettore, oltre al fatto che è sempre accompagnato da una spossante puzza di sudore, è la sua stupefacente stupidità e il suo esagerato entusiasmo. Non si domanda mai nulla ed è proprio su uomini come lui che si fonda il Partito. Tutto ciò che dice il Partito è legge per lui, non ragiona, è orgoglioso dei suoi "pargoletti", che alla fine lo denunceranno alla Psicopolizia.
Altro personaggio secondario, importante per capire la vita sotto il regime del Partito, è Katharine, la moglie di Winston, che ora però non vive più con lui. E' una persona estremamente ortodossa, incapace anche soltanto di pensare qualcosa di male. Non ci avrebbe pensato due volte a denunciare il marito alla Psicopolizia, se non fosse stata troppo stupida per scoprire l'eterodossia delle sue opinioni. Non ha mai fatto sesso col marito, se non per "dovere verso il Partito". E' insomma l'esatto contrario di Julia: Julia fa del sesso per seguire il puro istinto animale e per divertirsi; Katharine lo fa al semplice fine della riproduzione.
5) ANALISI DELL’AMBIENTE E DEL TEMPO
Winston, impiegato del Partito Esterno, vive in un piccolo e misero appartamento, simile a molti altri destinati alle persone del suo stesso livello sociale. Si chiamano "appartamenti della Vittoria" e richiamano fin dal nome la vittoriosa presa del potere da parte del regime padrone di ogni cosa e unico distributore dei beni.
Non sono locali dotati di molti comforts, le tubature dell'acqua sono spesso rotte, l'elettricità è sospesa quasi ogni giorno e vi regna un permanente odore di cavoli bolliti e di tappeti invecchiati. L'arredo fisso è costituito dal teleschermo, una placca di metallo che trasmette i messaggi del Grande Fratello e che serve anche per tener d'occhio i membri del Partito, in qualunque luogo siano, nelle parole che dicono e perfino in ogni minima espressione di noia, di disgusto, di insoddisfazione, perché questo poteva nascondere un segreto odio verso le idee ufficiali del Socing (socialismo inglese), l'ideologia della classe dominante.
Solo gli appartenenti al Partito venivano spiati, mentre l'enorme massa dei Prolet, vivendo nella più completa ignoranza, non era ritenuta pericolosa. Mai le sarebbe venuto per la testa di mettersi a fare opposizione: non sapeva nemmeno cosa fosse.
I Prolet vivono in un quartiere assai degradato, fatto di vicoli angusti, privi di luce, su cui si affacciano misere case, in cui le persone conducono una misera vita. Queste devono conoscere bene l'arte di arrangiarsi, dato che i servizi forniti dal Partito sono assai precari. Il cibo è distribuito in quantità minime ed è di qualità molto scadente; ogni tanto il regime decide di ridurre ulteriormente le già scarse razioni di cibo, ma la notizia delle riduzioni viene data come se si trattasse invece di un accrescimento di offerta alimentare: sono i miracoli della falsificazione delle cifre.
La città in cui si svolge la vicenda è Londra, che è immaginata come una delle città più importanti dell'Oceania. L'Oceania non corrisponde al continente che attualmente si conosce, ma è intesa come il vasto territorio di una superpotenza, dominata dal Partito unico e dal Grande Fratello.
La finzione orwelliana ha diviso il mondo in tre grandi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. La prima comprende le Americhe, le isole dell'Atlantico (comprese le isole britanniche) e la parte meridionale dell'Africa. L'Eurasia comprende grossomodo la parte settentrionale dell'Europa e dell'Asia; l'Estasia, che è lo stato meno esteso, comprende Cina, Giappone e altri territori a sud di questi. I confini fra le tre aree sono piuttosto mutevoli e si trasformano a seconda delle vicende militari: i tre stati infatti sono in permanente guerra tra loro, ma lo scopo della guerra non è la ricerca di materie prime, come nei conflitti del passato. Ora si fa in modo di consumare nelle spese militari gran parte delle risorse che altrimenti servirebbero a rendere più ricca e intelligente la vita dei cittadini. Questo naturalmente non rientra negli scopi dei poteri assolutistici, che preferiscono dominare su masse ignoranti o adeguatamente "educate".
Nel corso della narrazione prevalgono i luoghi chiusi; infatti si vedono i personaggi del romanzo muoversi quasi sempre tra interni di appartamenti, stanze e corridoi di luoghi di lavoro e nelle ultime pagine si conosce una specie di carcere destinato alla tortura e all'eliminazione dei dissidenti. Sono tutti spazi che suggeriscono un'impressione di freddezza, di buio, di desolazione: spazi cupi e freddi, per un'esistenza altrettanto cupa e fredda.
Nella vita del protagonista un luogo di particolare interesse è la camera presa in affitto sopra il negozio di antiquariato: qui Winston trascorre i giorni più felici della sua vita, rallegrati dalla storia d'amore con Julia. Subito dopo questo, il racconto si sposta alle allucinanti celle del Ministero dell'Amore, in cui, a dispetto del nome, tutto si può sperimentare meno l'amore e la gentilezza, ma solo la tortura, la ferocia e l'annientamento della personalità.
Il titolo stesso del romanzo indica in quale tempo si svolgono le vicende narrate. ;L'autore si sposta avanti nel futuro, ma in un futuro non lontanissimo rispetto agli anni in cui egli scrive. I fatti principali vanno quindi collocati nel 1984: in tale anno si pone il tentativo di resistenza operato da Winston, che purtroppo è destinato a cadere nel più totale fallimento. Si assiste al suo ultimo anno di vita e si viene a sapere che egli veniva già spiato e controllato da ben sette anni.
Gli altri riferimenti temporali sono un po' più vaghi: sembra di capire che il Grande Fratello abbia preso il potere con una rivoluzione intorno alla metà del secolo XX, ma non viene mai detto in quale preciso momento. Si nominano qualche volta gli anni Cinquanta e Sessanta, come "gli anni dei grandi repulisti", quando cioè sono stati eliminati con la vaporizzazione moltissimi uomini e donne sospetti al regime; tra questi vi erano anche i genitori di Winston, scomparsi quando egli era ancora bambino.
In conseguenza di tali repulisti, sono ormai pochi gli uomini viventi nel 1984 che si ricordino con precisione cosa ci fosse prima della rivoluzione. Ma anche se esistessero, non potrebbero dare delle testimonianze valide sul passato, dato che la propaganda, così come è capace di alterare il presente, riesce anche a far credere circa il passato, tutto ciò che le piace. Così i dati sulle epoche precedenti, o vengono modificati a piacimento, oppure si preferisce cancellare completamente la memoria storica. Le persone non devono avere termini di confronto, in modo da credere di trovarsi nel migliore dei mondi possibili e che non ci sarà mai niente di diverso e di migliore.
6) TECNICHE NARRATIVE
Non è un racconto in prima persona: gli avvenimenti sono esposti da una voce narrante esterna, impersonale e oggettiva, che guida dall'alto lo svolgersi dell'azione. Si può parlare per questo di narratore omniscente, che conosce già l'ordine e la concatenazione dei fatti. L'autore non interviene mai in maniera diretta esprimendo valutazioni e giudizi, ma fa intuire il suo pensiero attraverso le cose stesse, attraverso i materiali narrativi. Per esempio, il finale pessimistico e tragico equivale ad una valutazione negativa sul regime del Grande Fratello e dei suoi valori; oppure il fatto che esistono continue falsificazioni, censure, che tutto sia diretto all'autorità, senza libertà per i singoli, non sono certo elementi evidenziati con simpatia e approvazione.
La fabula ha un andamento ordinato cronologicamente e non vi è un intreccio particolarmente complesso; i fatti che si verificano non sono numerosi e si possono ricondurre a quest'ordine: tentativo di opposizione - storia d'amore - tradimento da parte dei presunti amici - arresto - torture - vittoria del nemico.
Va però detto che l'attenzione del narratore scivola via spesso dal racconto principale e si diffonde su un gran numero di particolari, su fatti, persone e cose di ruolo secondario, e questo crea l'effetto di distrarre dalle cose essenziali. Esemplare in questo caso è la prima parte del romanzo, in cui veramente non accade nulla, o accade pochissimo; si è costretti a seguire l'autore dilungarsi su cose minime, senza afferrare ancora un chiaro disegno narrativo. Decisamente più interessanti sono le parti seconda e terza del testo, nelle quali il racconto si fa più vivace, le vicende scorrono, si conoscono personaggi di rilievo e si assiste a dei veri e propri colpi di scena.
Come si è già detto prima, l'autore esprime il suo punto di vista soprattutto attraverso i fatti stessi, ma anche il personaggio di Winston è un tramite attraverso cui Orwell presenta il suo modo di vedere le cose, particolarmente la sua avversione per i sistemi totalitari, che annullano l'uomo e lo rendono schiavo del potere.
In alcune pause sono raccontati i sogni e i ricordi del protagonista; i sogni di Winston sono dominati dalla figura della madre, morta, o meglio, fatta sparire dal regime quando il ragazzo era ancora piccolo. I ricordi sono anch'essi rivolti verso l'infanzia, segnata dalla povertà, dalla fame e dalle ristrettezze economiche; spesso i ricordi (particolare proustiano) sono suscitati da piccole realtà esterne, come il profumo del caffè o la vista di alcuni vecchi oggetti nella camera del signor Charrington.
7) STILE E SCELTE LINGUISTICHE
Il linguaggio di cui si fa uso nel romanzo non è molto vario: domina quasi sempre un tono linguistico medio, né troppo formale, né troppo colloquiale. Qualche eccezione si ha solo nei dialoghi tra Winston e Julia, nei quali è proprio la ragazza che ricorre ad espressioni molto libere, gergali e piuttosto efficaci.
Nello stile dell'autore non si rilevano caratteristiche fortemente personali: è un modo di scrivere, quello di Orwell, molto "normale", quasi piatto, senza pagine che emergano dal resto con particolare evidenza.
Un tono formale hanno le parti in corsivo, in cui si riportano alcuni capitoli del libro segreto della Fratellanza; qui si trova il linguaggio tipico dei trattati politici, ricco di argomentazioni, di riflessioni e di concetti.
Sparse qua e là nel testo compaiono delle strane parole in neolingua, come ad esempio socing, prolet, miniver, bispensiero, ecc. Sono esempi di quella lingua che il sistema sta perfezionando e che nel corso del tempo diventerà la lingua ufficiale per i sudditi del Grande Fratello. Si tratta di una lingua che tende all'essenziale, all'eliminazione di tutti i termini non strettamente necessari e che risponde ad un preciso progetto politico. Si vogliono cancellare dalla mente delle persone tutte le parole sgradite al regime: togliendo di mezzo le parole, si elimina anche il pensiero corrispondente, così che non sia più possibile concepire idee come la libertà, la verità, il passato, ecc.
8) SEGNALAZIONE DEI MOMENTI PIU’ SIGNIFICATIVI DELLA STORIA
• La prima delle tre parti in cui è diviso il romanzo, anche se non è narrativamente molto intensa, mostra però i principali aspetti della vita quotidiana nel regno del Grande Fratello. E' una realtà in cui manca sempre tutto, c'è poco cibo, non si trovano mai lamette per radersi o lacci per le scarpe, mentre il teleschermo sbraita ogni momento cifre ottimistiche su una produzione di beni sempre più abbondante e sempre in crescita. Si può, come Winston, lavorare al Ministero della Verità e passare tutto il giorno a falsificare dati e notizie. E soprattutto non si può mai stare da soli con sé stessi, poiché la sorveglianza raggiunge tutti ovunque, e dove non arriva il teleschermo, arriva l'azione delle spie.
• La relazione tra Winston e Julia rivela come debba vivere completamente nascosto chi voglia realizzare una storia d'amore. L'attività sessuale deve svolgersi solo nel matrimonio e solo al fine di procreare dei figli; non sono permessi altri modi di stare insieme tra uomo e donna. Si impedisce il sesso, perché con questo ciascuno può crearsi un suo mondo e può vivere una vita serena e senza odio. Si vuole invece incanalare le energie dell'uomo in modo che egli provi soprattutto odio e ostilità verso i nemici del Grande Fratello.
• Significative sono le pagine in cui si narra il duplice tradimento del falso negoziante Charrington e del falso oppositore O'Brien. In un primo tempo sembrano dei fedeli alleati di Winston nel suo progetto segreto. Si rivelano invece due pie ben addestrate simili a moltissime altre che agiscono in quell'infelice mondo, nel quale chiunque può denunciarti per la minima infrazione, per un sospiro, uno sguardo o una parola detta durante il sonno. Non c'è limite al tradimento ed anche i figli sono buoni cittadini se consegnano alla Psicopolizia i loro stessi genitori.
• La terza parte del libro è occupata per intero dalla "rieducazione" a cui è sottoposto Winston. Mentre subisce torture fisiche e psicologiche di inaudita crudeltà, l'efficiente O'Brien spiega i principali fondamenti su cui regge la "civiltà" del Grande Fratello. I dominatori cercano il potere solo per i propri fini; vogliono che ogni singolo individuo perda sé stesso e si immedesimi nei voleri del Partito: Non si richiede agli uomini solo obbedienza, ma si vuole infliggere loro sofferenza e mortificazione: si prospetta così un mondo fatto di paura, di sospetti, di gente che calpesta ed è calpestata, un mondo che diventerà sempre più spietato man mano si perfezionerà. Un simbolo di tutto questo è "uno stivale che calpesta un volto umano: per sempre". La cancellazione dell'uomo è totale: "Tu non sarai mai più - dice O'Brien a Winston - capace di sentimenti umani. Ogni cosa sarà morta dentro di te. Tu non sarai mai più capace di sentire amore, amicizia, gioia di vivere, di ridere, di sentire curiosità, onestà. Sarai vuoto. Ti spremeremo fino a che tu non sia completamente svuotato e quindi ti riempiremo di noi stessi." (pag 269)
9) INDIVIDUAZIONE DELLA TEMATICA PRINCIPALE E DI ALTRE TEMATICHE AD ESSA COLLEGATE
Orwell spostando la sua attenzione in avanti di circa trent'anni, ha immaginato un mondo futuro in cui non esiste più nulla di giusto, libero e umano. Egli immagina l'uomo reso schiavo, obbligato ad amare i suoi dominatori, privato del libero pensiero e ridotto ad un meccanismo soggiogato ed obbediente. Il Grande Fratello domina su tutto e tutti, e questo può già accadere nel 1984; non è una cosa che accadrà in un futuro lontanissimo.
C'è un po' di esagerazione in questo, ma vi è pure nel testo qualcosa che va tenuto ben presente. Esso mostra quale sia il potere opprimente di molti regimi, che nella storia sono realmente esistiti, come il nazismo, il fascismo e il comunismo sovietico.
La loro forza stava anche, e forse soprattutto, nella loro abilità nel farsi accettare, nel saper convincere che l'unica verità pensabile era quella che piaceva al dominatore di turno e che l'accettazione passiva dei voleri superiori era la massima virtù dell'uomo.
Si pensi solo allo slogan del fascismo: "credere, obbedire, combattere" o al famoso detto: "il duce ha sempre ragione". Si pensi ad Hitler, che opprimeva milioni di ebrei innocenti, portando la gente a credere che fossero esseri mostruosi, meritevoli di sterminio. Il Partito comunista sovietico scriveva la sua versione dei fatti su un unico giornale intitolato la "Pravda", cioè la "Verità"; era, naturalmente, una verità addomesticata, la verità a cui si doveva credere.
Queste sono cose reali, ma piuttosto vicine a quanto prospettato dal romanzo orwelliano, il quale ha ben colto che il punto di forza di tutti i totalitarismi sta nel possedere e nel manovrare i più opportuni strumenti di comunicazione, di propaganda e di convincimento.
Lo strumento preferito dal Grande Fratello è un teleschermo; questo non abbandona mai la vita dei sudditi, è collocato in ogni luogo e non si può mai spegnere. Viene usato come mezzo per sorvegliare le mosse di qualcuno e come un apparecchio che diffonde notizie, dati, cifre, e tutti quei messaggi che siano più adatti a plasmare la mente degli ascoltatori.
Anche in questo caso Orwell vede le cose in maniera dilatata, ma ha saputo pur cogliere qualche elemento di verità: anche nel mondo di oggi la televisione gioca un ruolo centrale nella nostra vita personale e collettiva ed essa non è affatto indipendente dai gruppi di potere, siano essi politici o economici. Anche nella realtà il televisore può diventare, se non si sta attenti, la guida, il suggeritore e il padrone dei cervelli di tutti. E' sotto gli occhi di tutti, quanto siano persuasivi i messaggi inviati dal teleschermo, che con la piacevolezza dei suoni e delle immagini, riesce a imprimere delle tracce importanti nella fantasia e nella mente.
Con questo mezzo ed altri simili, è possibile dunque controllare i pensieri della gente e chi controlla questi, come ben sa il Grande Fratello, ha nelle sue mani il potere più alto che si possa concepire. Non è allora mai inutile lo stare in guardia, il non credere con troppa facilità a tutti quei messaggi che invadono il nostro spazio vitale, e sono da coltivare l'indipendenza di giudizio e la capacità di fare delle scelte libere, anche se queste vanno controcorrente o possono essere scomode per qualcuno.
Credo sia importante ora fare un confronto tra 1984 e Il mondo nuovo di Aldous Huxley, dato che 1984 è un romanzo antiutopico, sulla scia dei romanzi Noi (1905) del russo E. I. Zamjatin e, appunto, di Il mondo nuovo (1932).
1) In entrambi i testi ci sono delle precise classi sociali:
• Nel Mondo Nuovo cinque sono le classi sociali previste, indicate come Alfa, Beta, Gamma, Delta ed Epsilon; procedendo dalla prima all'ultima si passa da ruoli sociali elevati e prestigiosi, fino ad arrivare, negli ultimi livelli (Gamma, Delta, Epsilon) ad un tipo di vita da povere larve, destinate solo alla fatica e ai lavori meno gratificanti.
• In 1984 in cima alla piramide sta il Grande Fratello, essere infallibile e onnipotente. Si può dire che il Grande Fratello è la forma con la quale il Partito ha deliberato di presentarsi al mondo. Appena sotto il Grande Fratello si trova il Partito Interno, che si può raffigurare come il cervello dello Stato. Al di sotto di questo si trova il Partito Esterno, che si può rassomigliare alle mani dello Stato. Al disotto del Partito Esterno si trovano le masse mute alle quali ci si riferisce con la parola Prolet. L'appartenenza o meno a uno di questi gruppi non è ereditaria. Infatti l'ammissione a una delle due categorie del Partito avviene in seguito a un esame cui ci si presenta all'età di sedici anni.
2) In entrambi i testi la gente non è libera di pensare ciò che vuole:
• Nel Mondo Nuovo, un pilastro del sistema educativo è la lezione di coscienza di classe, attraverso dei nastri fatti ascoltare per un numero infinito di volte durante il sonno (ipnopedia); si ottiene da ciascuno la presa di coscienza del suo livello sociale e dei comportamenti che ne conseguono.
• In 1984 c'è il teleschermo, che non abbandona mai la vita dei sudditi, è collocato in ogni luogo e non si può mai spegnere. Viene usato come mezzo per sorvegliare le mosse di qualcuno e come un apparecchio che diffonde notizie, dati, cifre, e tutti quei messaggi che siano più adatti a plasmare la mente degli ascoltatori.
3) In entrambi i testi c'è un personaggio, circondato dal mistero, che è il simbolo del potere
• Nel Mondo Nuovo c'è il culto per Ford. In suo onore vengono svolti degli incontri di adorazione
• In 1984 c'è il Grande Fratello. Nessuno lo ha mai visto, ma il suo faccione di un uomo di circa quarantacinque anni, con grossi baffi neri e lineamenti rudi ma non sgradevoli, è onnipresente. "Il Grande Fratello vi guarda" diceva la scritta appostavi sotto. Contro i suoi nemici vengono svolti periodicamente i "Due Minuti d'Odio"; inoltre tutti devono amare e adorare il Grande Fratello
4) In entrambi i testi non c'è la memoria storica:
• Gli uomini del Mondo Nuovo non devono sapere cosa c'è stato prima di loro. Tutte le realtà precedenti sono state opportunamente cancellate per lasciare spazio alla omologazione culturale: uno solo deve essere il modo di pensare, una sola deve essere la filosofia a cui sia permesso di esistere ne mondo futuro. Si tratta di una filosofia collettivistica, che vuole l’uomo come un essere sempre proiettato al di fuori di se stesso e che non deve impegnarsi mai in prima persona ma nella ricerca sul senso delle cose. La visione della realtà gli è trasmessa già pronta e confezionata dall’educazione e dai condizionamenti; vi è così, una completa e rigida pianificazione anche sul piano culturale.
• In 1984 si nominano qualche volta gli anni Cinquanta e Sessanta, come "gli anni dei grandi repulisti", quando cioè sono stati eliminati con la vaporizzazione moltissimi uomini e donne sospetti al regime; tra questi vi erano anche i genitori di Winston, scomparsi quando egli era ancora bambino. In conseguenza di tali repulisti, sono ormai pochi gli uomini viventi nel 1984 che si ricordino con precisione cosa ci fosse prima della rivoluzione. Ma anche se esistessero, non potrebbero dare delle testimonianze valide sul passato, dato che la propaganda, così come è capace di alterare il presente, riesce anche a far credere circa il passato, tutto ciò che le piace. Così i dati sulle epoche precedenti, o vengono modificati a piacimento, oppure si preferisce cancellare completamente la memoria storica. Le persone non devono avere termini di confronto, in modo da credere di trovarsi nel migliore dei mondi possibili e che non ci sarà mai niente di diverso e di migliore.
5) Nonostante in tutti e due i testi non ci sia libertà, la vita descritta in 1984 è più dura e il regime più crudele:
• Nel Mondo Nuovo gli infedeli o comunque gli uomini pericolosi vengono portati su delle isole, in isolamento totale
• In 1984 gli oppositori del Partito vengono uccisi, o meglio, fatti sparire. Ma prima essi vengono rieducati, svuotati e fatti sentire in colpa per ciò che hanno fatto.
6) Nei due testi si nasce in maniera differente:
• Nel Mondo Nuovo non esiste la famiglia. I futuri individui vengono fatti nascere, con sofisticate tecnologie, artificialmente. Si inizia con la fecondazione in provetta, condotta secondo il metodo "Bokanovsky", che mira ad ottenere "novantasei esseri umani dove prima ne nasceva solo uno". Spesso si creano degli individui gemelli, ma non a due per volta "come accadeva negli antichi tempi vivipari, ma a dozzine, a ventine per volta". Il vantaggio di tutto questo è ben evidente: si può creare con un solo colpo tutto il personale di un piccolo stabilimento, "novantasei gemelli identici che lavorano a novantasei macchine identiche". Si mettono al mondo, dunque, uomini in massa, su scala industriale, da inviare là dove c'è richiesta in quel dato momento, come si trattasse di merce qualsiasi. I bambini vengono poi educati in collegi particolari.
• In 1984 si nasce in maniera naturale, tramite l'incontro di un uomo con una donna, e si vive in famiglia. Ma in questa famiglia non c'è un rapporto di affetto tra genitori e figli. Infatti i bambini vengono educati a denunciare i propri genitori, se questi assumono comportamenti non ammessi dal Partito. In pratica, sono delle vere e proprie spie.
7) Anche il sesso viene inteso in maniera diversa nei due testi:
• Nel Mondo Nuovo il sesso è visto per i bambini come il più normale dei giochi, ed essi sono liberi di praticarlo all'aria aperta in appositi giardini. Con queste premesse si inizia a condizionare anche la pratica sessuale che essi adotteranno da adulti, quando saranno spinti decisamente verso la poligamia, affinché evitino di dare vita a dei legami di tipo famigliare.
• In 1984 il sesso si deve fare al semplice fine della riproduzione, non per seguire il puro istinto animale, né per divertirsi, né per dimostrare il proprio amore verso il partner. Nel mondo del Grande Fratello c'è un rapporto diretto e intimo tra l'astinenza sessuale e l'ortodossia politica. Infatti l'astinenza sessuale produce l'isterismo; fenomeno da favorire, perché lo si può facilmente trasformare nell'infatuazione per la guerra e nell'adorazione dei capi.
8) Nei due testi sono descritte due diverse filosofie di vita:
• Nel Mondo Nuovo si deve essere forzatamente felici, bene inseriti nella vita sociale, contenti del ruolo che c’è stato fissato e ben disposti alla obbedienza. In caso di qualche malumore, ecco pronte le dosi “soma” , una droga che ci fa evadere nei paradisi artificiali per periodi anche lunghi e fa scordare, un volta tornati nel mondo, ogni problema. Ogni volta che si vuole qualcosa lo si deve avere subito e non è previsto un intervallo tra desiderio e sua realizzazione, perché ciò porterebbe a conoscere la malinconoia, la precarietà, l’incertezza e il dubbio. Guai se l’individuo si ponesse a riflettere su questi aspetti della realtà e cercasse magari delle soluzioni religiose al “male di vivere”.
• La società descritta in 1984 è fondata sull'odio, sui tradimenti, sulle torture, sulla crudeltà; non ci sono altri sentimenti se non la paura, il furore, il trionfo e l'automortificazione. E' un mondo che diventerà sempre più spietato man mano che si perfezionerà. Qui non esiste più il concetto di lealtà, se non la lealtà verso il Partito. Non ci sono più legami di affetto, né tra figli e genitori, né tra uomo e uomo, né tra uomo e donna; c'è solo l'amore per il Grande Fratello. Non si può più ridere, se non per il trionfo su un nemico sconfitto. C'è sempre e solo il brivido della vittoria, perché l'eretico è sempre sconfitto.
10) INTERPRETAZIONE DELLE INTENZIONI DELL’AUTORE
George Orwell ha tracciato con la sua fantasia le linee di una società che si presenta come il contrario di ciò che la ragione si aspetta quando pensa ad una civiltà ideale.
Nella letteratura inglese vi è un'opera che descrive una società perfetta e giusta: si tratta dell'Utopia di Thomas More. Mentre More, per polemizzare contro le ingiustizie del suo tempo, propone un modello verso cui tendere, Orwell, al contrario, pensa ad una realtà da cui è conveniente prendere le distanze: si può quindi parlare di antiutopia.
L'autore intende dimostrare a quali conseguenze disumane e assurde si giunge quando si vuole creare un mondo troppo pianificato, troppo uniforme e rigidamente controllato da un unico, fortissimo potere. Orwell presenta un mondo futuro, indicato con una data simbolica, il 1984; si tratta di un futuro a tinte molto nere, nel quale è ormai morta ogni forma di libertà e le menti umane sono tutte sottoposte alla più totale, ceca e crudele obbedienza alle direttive verso un misterioso personaggio e verso il partito che lo sostiene.
Orwell scrive il suo testo pochi anni dopo la seconda guerra mondiale, quando ormai l'Europa ha conosciuto due feroci sistemi dittatoriali: quello mussoliniamo e quello hitleriano, espressione di un potere politico concentrato nelle mani di pochissimi uomini, ma ben deciso a tenere sotto il suo pugno milioni di persone. In quegli anni esisteva poi un'altra zona governata in modo totalitario, cioè l'Unione Sovietica, sottomessa ad un solo partito e ad una sola ideologia, contrari al pluralismo e alle libertà.
L'autore guarda con preoccupazione verso questo tipo di organizzazione statale e conduce in alcune sue opere una vivace polemica politica; tra queste vi è anche 1984, che è una riflessione sul futuro, ma anche sul presente. Se nel momento in cui Orwell scrive ci sono ancora delle dittature, è probabile - egli sembra pensare - che ce ne saranno anche in futuro ed esse diventeranno probabilmente sempre più minacciose, più perfezionate e talmente forti da sopprimere ogni minimo tentativo di rivolta.
Ma perché ci sia una rivolta, occorrono uomini consapevoli, capaci di avere idee proprie e una intelligenza critica. Questo è il più grande pericolo per tutte le dittature, le quali cercano sempre di avere al loro servizio uomini ben manovrati a credere vero ciò che gli si dice che sia vero, anche se si tratta di menzogne e invenzioni.
L'intento dello scrittore è dunque quello di smascherare le falsità della propaganda e di tutti quei meccanismi che vogliono far credere che due più due non fa quattro, ma cinque o tre, a seconda di come conviene al governo, al Partito o al Grande Fratello.
11) COMMENTO PERSONALE SUL LIBRO LETTO
La lettura del romanzo 1984 è stata per me abbastanza ricca di interesse e mi ha per alcuni aspetti anche sorpreso.
Mi ha interessato il motivo della lotta del singolo contro un potere infinitamente più grande di lui; sembra una ripresa della simbolica lotta fra il piccolo Davide e il gigante, anche se nel nostro caso non vince la parte più debole, ma purtroppo quel mostro che si chiama stato totalitario.
Mi ha sorpreso leggere a quali estremi si spinge la concezione del potere presso i dirigenti della società del Grande Fratello. Essi fanno ogni cosa mossi da un solo fondamentale obiettivo: la ricerca del potere per il potere; di solito chi sale al governo, lo fa perché ha in mente un progetto di giustizia e spera di cambiare le cose in meglio. Invece al Grande Fratello e ai suoi uomini non importa nulla né di giustizia, né di eguaglianza, né di altre cose simili, ma si appagano solo quando hanno raggiunto il potere più esteso che si possa pensare: quello di possedere il cervello degli uomini.
Anche in passato sono esistiti sistemi che hanno fatto di tutto per entrare nella testa delle persone e piegarla a proprio vantaggio, ma nel momento in cui si condannavano gli oppositori, si permetteva loro almeno di morire conservando la loro idea, pur considerata irregolare ed eretica. Nel mondo ipotizzato da Orwell invece non c'è scampo e chi è condannato a morte deve prima subire un dolorosissimo trattamento, nel corso del quale egli viene privato della sua volontà e condotto a diventare diverso da sé stesso, cioè capace di amare insensatamente tutto ciò che prima odiava.
Questi sono i casi estremi, ma anche nella vita quotidiana i sudditi del Grande Fratello sono sempre controllati dall'onnipotente teleschermo, che diffonde la sua strana logica chiamata "bispensiero". Il bispensiero è la possibilità di ritenere vera un'affermazione e di considerare altrettanto vero anche il suo contrario; con questo mezzo è possibile alla propaganda far credere che il bianco è nero, che la pace è guerra, che una riduzione di cibo è un aumento di cibo, ecc. Viene insomma tolto ogni valore alla realtà esterna e diventa vero ciò che il Partito ritiene sia vero.
Ma al di là delle esagerazioni romanzesche, c'è qualcosa di molto attuale in 1984; l'anno 1984 è cronologicamente ormai passato e le cose, per fortuna, non sono andate come nel romanzo. Non ci si può dire però totalmente liberi da influenze esercitate su di noi con vari mezzi, e specialmente con la televisione. Essa non spia le mosse delle persone, come nel testo orwelliano, ma è presente per molte ore nella giornata di chiunque e in tal modo riesce spesso a sottrarre del tempo che si potrebbe impiegare più utilmente in altre cose. Ma non c'è solo questo: la televisione infatti è veicolo di messaggi continui, che non sono mai neutrali, ma intendono convincere di un'idea o di un'altra, oppure guardano al pubblico come a dei semplici consumatori. I messaggi più ripetuti sono quelli pubblicitari, i quali non fanno altro che introdurre nella gente un preciso modo di pensare e uno stile di vita segnato dal consumismo. Esso consiste nel mettere in primo posto tutta una serie di oggetti e di cose, in modo tale che il resto (cultura, valori, ecc.) diventi secondario. Si tenga poi anche conto del fatto che le televisioni sono sempre gestite da gruppi che detengono il potere politico o economico: per questo non bisogna dimenticare il necessario sguardo critico, che analizza ogni cosa senza passività o conformismo.
DOMANDE
1) Che cos'è il bispensiero?
Il bispensiero è la possibilità di ritenere vera un'affermazione e di considerare altrettanto vero anche il suo contrario; con questo mezzo è possibile alla propaganda far credere che il bianco è nero, che la pace è guerra, che una riduzione di cibo è un aumento di cibo, ecc. Viene insomma tolto ogni valore alla realtà esterna e diventa vero ciò che il Partito ritiene sia vero.
Il procedimento deve essere conscio, altrimenti non sarebbe preciso, ma deve essere anche inconscio, perché altrimenti le persone potrebbero sentirsi in colpa, in quanto bispensiero è anche menzogna.
Il bispensiero sta alla base del Socing ed è stato grazie a questo che il Partito è stato capace di arrestare il corso della storia

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