Il fu mattia pascal

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Testo

IL FU MATTIA PASCAL di Luigi Pirandello

I Premessa. Il protagonista si accinge a narrare la sua storia; lascerà il manoscritto alla biblioteca Boccamazza, dove lavora, ma questo potrà essere letto soltanto postumo.
II Premessa 2°(filosofica) a mo’ di scusa. Il suo amico don Eligio lo ha consigliato di scrivere, ma al protagonista sembra inutile, ora che Copernico ci ha fatto rendere conto della nostra piccolezza di fronte all’universo. Tuttavia l’uomo, provvidenzialmente, si dimentica di questa sua condizione, ed è in virtù di ciò, oltre che della singolarità del caso, che egli si accinge a raccontare la sua storia.
III La casa e la talpa. Infanzia di Mattia. Il padre muore quando lui ha 4 anni, lasciando la moglie e i 2 figli(Roberto è maggiore di Mattia di 2 anni) con una buona rendita: con i soldi che aveva guadagnato aveva acquistato vari poderi e case in paese, immobili che però ora la moglie affida a Batta Malagna(la “talpa”), che li deruba senza scrupoli conducendoli ben presto alla rovina. Invano zia Scolastica(sorella del padre) cercava di convincere la cognata a sposare Gerolamo Pomino, unico tra i suoi ex corteggiatori ad essersi rivelato un integerrimo uomo di famiglia. La vedova non ritiene nemmeno necessario mandare i figli a scuola: li affida all’aio Pinzone, personaggio buffo e subdolo, che li educa a modo suo tralasciando le nozioni di reale uso pratico. Prima che Mattia compisse 20 anni, i poderi dei Pascal erano già in mano agli usurai: Berto si salva grazie ad un buon matrimonio.
IV Fu così. Si narra in principio la vicenda matrimoniale di Malagna, oppresso dalla moglie malata di stomaco; si insinua l’ipotesi che i furti sul lavoro servissero proprio da distrazione all’uomo, non di sicuro per assicurare un avvenire ai figli che non aveva. QUANDO Guendalina muore, l’uomo sposa immediatamente Oliva, figlia del fattore delle “2Riviere”,un podere dei Pascal. Mattia, che l’aveva corteggiata prima che sua madre glielo proibisse, non approva questo matrimonio di convenienza, peraltro senza figli. Nel frattempo Gerolamo Pomino figlio si era innamorato di una cugina di Malagna, e Mattia le fa la corte per conto dell’amico troppo timido; se non che Romilda si innamora del protagonista. Quando la ragazza scopre di essere incinta, taglia i ponti col giovane che crede perciò che il figlio sia di Malagna; e convince Oliva, disperata anch’essa per il presunto tradimento del marito, ad avere un bimbo da lui. Così Malagna non può prendersi in casa il nipotino e costringe Mattia a sposare Romilda, tra le ire della suocera.
V Maturazione. Il clima in casa Pascal è insostenibile: quando Marianna Pescatore si scaglia contro la madre di Mattia, egli la manda via di casa; in realtà è la vedova Pascal che dopo poco va via con zia Scolastica. Malmenato dalla pescatore, Mattia esce di casa e incontra Pomino, che gli procura il lavoro di bibliotecario. Un giorno lo mandano a chiamare: Romilda partorisce 2 gemelle. Una muore subito, l’altra dopo circa un anno, contemporaneamente alla madre di Mattia. Berto manda al fratello 500 £ per provvedere alla sepoltura della madre.
VI Tac tac tac. Mattia se ne va con le 500£ dirigendosi verso Marsiglia, con l’intenzione di imbarcarsi per le Americhe. Si ferma però al casinò di Montecarlo dove, in 2 settimane, mette da parte 82.000£. Il suicidio di un giovane sommerso dai debiti di gioco, proprio nel parco del casinò, gli fa decidere di tornare a casa.
VII Cambio treno. Mattia riflette se sia davvero una buona idea ritornare a casa, dove sarà mal accolto da moglie e suocera; se riscatterà con i soldi vinti i poderi di famiglia, cresceranno per lui le preoccupazioni. Sempre che i soldi non finiscano tutti nelle tasche dei creditori. Alla prima stazione italiana, compra un giornale sul quale legge che Mattia Pascal si è tolto la vita il giorno prima. Riesce a procurarsi il giornale di Miragno, e qui legge effettivamente il “suo” elogio funebre; decide così di fingersi morto.
VIII Adriano Meis.
Per prima cosa Mattia si reca dal barbiere, per modificare il suo aspetto; quindi sul treno per Torino, da una conversazione estrapola il suo nuovo nome: Adriano Meis. Getta la fede, e si accinge a stilare una biografia per la sua nuova identità, con la quale si mette a viaggiare per l’Europa; tuttavia comincia a sentirsi un po’ solo.
IX Un po’ di nebbia.
Adriano fa amicizia con un altro avventore della locanda nella quale alloggia, il cav. Tito Lenzi; capisce tuttavia che non può stringere un rapporto di amicizia quando deve mentire sulle proprie origini.
X Acquasantiera e portacenere.
Adriano si alloggia a pensione presso una famiglia di Roma: il padrone di casa, Anselmo Paleari, è un appassionato di teosofia. Vive con la figlia Adriana e con un’altra coinquilina, la sig.na Caporale, una zitella insegnante di piano, alcolista. Il sig. Paleari coinvolge Adriano nelle sue speculazioni filosofiche attorno alla morte.
XI Di sera, guardando il fiume.
Adriano prova una crescente simpatia per Adriana; superata la diffidenza iniziale, trova un passatempo nel narrare alle due donne i suoi viaggi. Anche la signorina Caporale si invaghisce di Adriano, indaga sul suo passato e gli dà consigli per migliorare l’aspetto. Una sera Adriano sente la Caporale che parla di lui con il genero di Paleari, Papiano. L’antipatia per lui è immediata, anche se l’uomo si comporta in modo amabile nei confronti di Adriano. Questi in realtà è geloso della confidenza che Papiano usa con Adriana.
XII L’occhio e Papiano.
La Caporale confessa ad Adriano che Papiano, mentre la moglie era malata, aveva tentato di intrecciare una relazione con lei, e che ora tenta di circuire Adriana. Papiano un giorno porta a casa un uomo che sostiene di essere un parente di Adriano; un altro giorno conduce in casa lo spagnolo che Mattia aveva conosciuto al Casinò e che è genero del datore di lavoro di Papiano. Per non farsi riconoscere da questi, Adriano decide di farsi operare all’occhio strabico.
XIII Il lanternino.
Adriano deve passare 40 giorni al buio: Paleari e Papiano fanno a gara per fargli compagnia. Un giorno decidono di tenere una seduta spiritica nella sua camera: per la prima volta, vi prende parte anche Adriana, oltre alla figlia dello spagnolo con la governante e un amico.
XIV Le prodezze di Max.
Durante la seduta spiritica, Adriana viene fatta sedere accanto a Meis, che approfitta del buio per baciarla: proprio in quel momento, Scipione, il fratello di Papiano, ha un attacco epilettico alle loro spalle. Così tutti, eccetto il signor Anselmo, comprendono che era lui lo “spirito” evocato dalla Caporale. Il giorno seguente, Adriano apre le finestre.
XV Io e l’ombra mia.
Meis riflette sull’impossibilità di una relazione con Adriana: lui infatti rimane pur sempre sposato. Ecco quindi un ulteriore limite alla libertà tanto sospirata. Un giorno, accingendosi a pagare il medico per l’intervento all’occhio, scopre il furto di 12000lire: si intuisce che è stato Papiano, ma Adriano non può denunciare il furto per timore che si scopra il suo inganno.
XVI Il ritratto di Minerva.
Adriano decide così di fingere di aver ritrovato il denaro; questo sarà il primo passo per far disamorare Adriana. Quindi tutta la famiglia si reca in visita al marchese Giglio d’Auletta, datore di lavoro di Papiano. Qui, la nipote di questi civetta con Adriano che sta al gioco, facendo però ingelosire l’amante di lei, un pittore spagnolo che lo sfida. Non trovando appoggio in Papiano e Paleari, deve rivolgersi a due sconosciuti ufficiali che gli facciano da padrini, ma le formalità da espletare lo spaventano al punto che fugge e, vagando, si ritrova sul Ponte Margherita. Adriano medita di gettarsi nel Tevere, poi escogita di meglio: inscenerà il suicidio di Adriano Meis, per quindi rifarsi vivo a Miragno come Mattia Pascal. Avrà così la sua vendetta.
XVII Rincarnazione.
Mattia prende il primo treno per Pisa, dove trascorre un paio di giorni: per fortuna i giornali di Roma non danno gran peso al suo suicidio, fornendo vaghe notizie in proposito. Quindi si reca dal fratello Berto ad Oneglia; questi, come tutta la famiglia, lo riaccoglie a braccia aperte. Mattia viene però a sapere che Romilda si è risposata con Pomino: contro il parere del fratello e del cognato, decide di recarsi a Miragno la sera stessa, con la prospettiva di riprendersi la moglie.
XVIII Il fu Mattia Pascal.
Giunto in casa Pomino, Mattia scopre che dal secondo matrimonio di Romilda è nata una bambina. Non ha cuore di separare una famiglia a quanto sembra felice, e così decide di andare a vivere con la vecchia zia Scolastica; ritorna al suo posto di bibliotecario, e ogni tanto porta dei fiori sulla sua tomba.

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