"Il fu Mattia Pascal" di Luigi Pirandello

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Testo

“Il fu Mattia Pascal”
Scheda di lettura
Autore: Luigi Pirandello
Titolo: Il fu Mattia Pascal
Prima pubblicazione: 1904
Casa editrice: Garzanti, Milano
Data dell’edizione: 1994
0) Significato del titolo:
Il titolo significa che Mattia, dopo aver cercato di vivere una vita diversa, ne ha scoperto l’impossibilità e non è riuscito neppure a riprendere quella di una volta.
1) Intreccio:
Mattia Pascal, timido provinciale, si allontana da casa dopo una delle solite liti con la moglie Romilda e la suocera Marianna Pescatore e, arrivato a Montecarlo, vince, giocando a caso, diverse decine di migliaia di lire. Il possesso di questa grossa somma e la lettura di una notizia di cronaca che annunzia la sua morte, (si tratta dell'erronea identificazione del cadavere di un disperato che s'è ucciso buttandosi in un pozzo) lo spingono a simulare davvero la morte, e a tentare di cominciare una nuova vita. Mattia Pascal diventa così Adriano Meis, e va a stabilirsi a Roma, in una curiosa pensione di famiglia, tenuta dal signor Anselmo Paleari e dalla figlia Adriana, ma dominata da un tale Terenzio Papiano, vedovo di un'altra figlia del Paleari, un furfante spregiudicato e pericoloso. Nella casa vivono anche un fratello di Terenzio, Scipione, mezzo epilettico e mezzo ladro, e una pensionante, Silvia Caporale, maestrina di musica. Sono questi i personaggi che cominciano a ricreare attorno a Mattia la vita sociale alla quale egli aveva pensato di sfuggire. Alla fine il protagonista, non potendo liberarsi altrimenti dalla nuova realtà cresciutagli intorno se non "morendo " di nuovo, decide di uccidere Adriano Meis e di riprendere la sua antica personalità di Mattia Pascal. Così ritorna al paese, trova la moglie sposata a un suo antico innamorato e con una figlioletta, si rifiuta di riprendere il suo posto nella vita civile e familiare, rimane il fu Mattia Pascal che ogni tanto si reca a visitare, fra la curiosità beffarda dei concittadini, la propria tomba.
2) Spazio narrativo:
Lo spazio del racconto è in parte immaginario e in parte reale, un paesino della Liguria di nome Miragno, Montecarlo e Roma. L’ambiente sociale è quello della piccola borghesia.
3) Tempo:
• EPOCA STORICA:
Non vi sono riferimenti all'epoca storica d'ambientazione, ma essa si dovrebbe collocare negli anni contemporanei alla vita dell'autore, tra fine ottocento e primi del novecento.
• DURATA COMPLESSIVA:
Non si può definire una precisa durata del racconto che comunque occupa uno spazio di alcuni anni.

• RIFLESSIONE SUI RAPPORTI SU TEMPO REALE E TEMPO NARRATIVO:
La narrazione è una ricostruzione della vicenda immaginaria avvenuta a Mattia. Alcuni eventi acquistano particolare rilievo e durata narrativa, mentre le vicende di anni vengono riassunte nell’arco di poche pagine. E’ un romanzo psicologico che dà particolare risalto al risvolto soggettivo con cui vengono vissute le vicende.
4) Personaggi:
• PROTAGONISTA: Mattia Pascal, è un personaggio diverso dagli altri, un inetto. La sua diversità è sottolineata anche dalle sue caratteristiche fisiche, come i capelli rossi e un occhio storto, che poi correggerà con un’operazione durante il periodo romano per nascondere la sua vera identità. Ha una capacità di guardare la vita con distacco ironico e con il desiderio di libertà.
• PERSONAGGI PRINCIPALI:
Romilda: Moglie di Mattia, è una donna giovane e bella, che vive un desiderio d’amore, ma ha un carattere debole per cui si lascia dominare dalla madre e dai suoi piani rivolti ad un profitto economico.
Marianna Pescatori: Suocera di Mattia, ha un carattere prepotente e autoritari, basato sul disprezzo delle persone, che utilizza come strumenti per realizzare un suo profitto in genere di natura economica.
Anselmo Paleari: E’ il proprietario della pensione familiare n cui Mattia va a vivere durante il periodo trascorso a Roma. Padre di Adriana, è un vecchio simpatico, filosofo e amante dello spiritismo.
Terenzio Papiano: Intrigante e profittatore è il genero di Anselmo e cognato di Adriana. Sfrutta l’ingenuità del suocero e la sua propensione per lo spiritismo per impossessarsi del denaro di Mattia con l’aiuto del fratello.
Adriana: E’ la figlia di Anselmo, una donna dolce e religiosa, che spera nell’amore e nella giustizia
Scipione Papiano: E’ il fratello di Terenzio, che approfittando della sua epilessia deruba Mattia di una parte del suo denaro.
Silvia Caporali: E’ una maestrina di musica, amica di Adriana, che vive nella pensione dove è ospite Mattia. Vittima degli intrighi di Terenzio cerca di aiutare i due giovani e di proteggerli nel loro amore.
5) Narratore:
La narrazione è tutta in prima persona, il narratore è omodiegetico, cerca di penetrare nel misterioso mondo della psiche umana e dei rapporti sociali sotto vari profili, che vanno dal piano della narrazione al dialogo, alle analisi d’ambiente e al saggio filosofico.
6) Principali temi trattati:
Pirandello analizza l’ansa di libertà dell’uomo costretto dagli altri e dalla società entro ruoli fissi, dai quali vorrebbe evadere.
Proprio nel momento in cui il protagonista sembra più vicino a realizzare il sogno di una vita fondata sull’amore, scopre l’impossibilità di realizzarlo al di fuori delle regole sociali, privo com’è di un’identità precisa e di documenti che la comprovino.
Si decide così per un ritorno all’antica forma di vita che aveva creduto di poter abbandonare, ma anche questa via si rivela impossibile da percorrere, ed egli è costretto a restare quasi un escluso dalla vita e a finire per portare i fiori alla sua finta tomba. L’uomo vive una dialettica, fra la prigionia della forma di vita in cui è rinchiuso e da cui vorrebbe evadere e l’esigenza di libertà che si esprime nel sogno di una vita autentica alla quale aspira, ma che non potrà mai raggiungere la sua pienezza.
7) Struttura sintattica:
La sintassi è varia, a volte semplice e paratattica, a volte più complessa ed ipotattica, a seconda del piano narrativo di cui l’autore sia avvale.
Es. “Mi trovai, senza saperlo davanti allo specchio, come se qualcuno mi ci avesse condotto per mano. Mi guardai. Ah quell’occhio maledetto! Forse per esso colui mi avrebbe riconosciuto.
8) Lessico:
Il lessico è di tipo comune, si parla di una lingua nazionale che è rivolta ad esprimere la profondità delle cose.
Es. “ E questo sentimento della vita per il signor Anselmo era appunto come un lanternino che ciascuno porta in sé acceso; un lanternino che ci fa vedere sperduti sulla terra e ci fa vedere il male e il bene…”
9) Stile:
Lo stile più complesso e confuso nella prima parte del romanzo diviene nella seconda più elaborato e ricco.
Es. “Eppure, conoscendo Papiano, avrebbe dovuto nascermi il sospetto che, se egli si rassegnava a lasciarmi accanto Adriana e, contrariamente a’ miei timori, non ci faceva mai disturbare dallo spirito di Max, anzi pareva che ci favorisse e ci proteggesse, doveva aver fatto qualche altra pensata.”
10) Osservazioni personali:
Il libro non mi è piaciuto, in quanto ho trovato la prima parte estremamente inefficace e noiosa.
La seconda parte, specialmente la pre-finale è più interessante perché presenta un’analisi psicologica e filosofica da parte di Mattia.
Il finale è un po’ scontato e meccanico.

CITAZIONE:
“Se la morte insomma, che ci fa tanta paura, non esistesse e fosse soltanto non l’estinzione della vita, ma il soffio che spegne in noi questo lanternino, lo sciagurato sentimento che noi abbiamo di essa, penoso, pauroso perché definito da questo cerchio di ombra fittizia oltre il breve ambito dello scarso lume, che noi, povere lucciole sperdute ci proiettiamo attorno e in cui la vita nostra rimane come imprigionata, come esclusa per alcun tempo dalla vita universale eterna nella quale ci sembra che dovremo un giorno rientrare, mentre già ci siamo e sempre vi rimarremo, ma senza più questo sentimento d’esilio che ci angoscia?”

Questo passo mi è piaciuto perché Pirandello coglie il senso di esclusione che l’uomo sempre avverte e che lo fa vivere con un senso di esilio dalla vita. Nello stesso tempo individua nella coscienza che l’uomo ha di sé e della propria esistenza una luce, che proietta però un’ombra tutt’intorno a lui. Conclude con un interrogativo su quello che avverrà dopo la nostra morte. Potremmo sprofondare nel nulla, come ritrovarci in una luce più grande in quanto parti dell’esistenza universale.

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