Kant

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Testo

IMMANUEL KANT
Nasce vive e muore a Konigsberg. Insegna all'università della città. È a cavallo dell'illuminismo e del romanticismo.
Nella sua vita si occupa di tutto: è paragonabile ad Aristotele nel senso che cerca di mettere tutto insieme, sistemare tutto quanto che c'era prima di lui. Prende le due grandi correnti di pensiero: empirismo (Locke e Hume) e razionalismo (Cartesio, Hobbes). Kant cerca di mettere insieme queste due correnti e la sua filosofia è il criticismo, ovvero la ragione critica. Criticare vuol dire giudicare, bene o male. Kant dice che dobbiamo portare la ragione davanti al tribunale della ragione stessa. Ovvero dobbiamo cercare di capire se hanno ragione gli empiristi, i razionalisti o se hanno ragione entrambi.
Scrive tre critiche:
1. Critica della ragion pura
2. Critica della ragion pratica
3. Critica del giudizio.
Tratteremo la prima critica.
Tratta della nostra conoscenza del mondo e della nostra gnoseologia. Tratta la nostra conoscenza per ciò che è vero e ciò che è falso. E' puramente illuminista.
La seconda critica riguarda la ragione pratica, ovvero i nostri comportamenti e parla di ciò che è bene e ciò che è male.
La critica del giudizio riguarda il giudizio di tipo estetico, ciò che è bello e ciò che è brutto. E' romantico.

Kant dice che i giudizi veri e perfetti sono un mix fra i giudizi dati dai razionalisti e quelli dati dagli empiristi. I razionalisti dicono che i giudizi devono essere giudizi analitici a priori ovvero che si può esprimere un giudizio ancor prima dell'esperienza e analitico ovvero che analizza una caratteristica del corpo. Per i razionalisti questi giudizi sono sempre veri ed universali; necessari perchè sono sempre veri; hanno il difetto che non aumentano la mia conoscenza.
Tautologia: qualcosa che è sempre vero ma che appunto non aumenta la mia conoscenza. Per poter conoscere di più allora kant va a prendere i giudizi degli empiristi. I loro giudizi non sono universali ma sono sintetici a posteriori ovvero che prima di formulare un giudizio io devo fare sempre un'esperienza. Sono giudizi particolari, ovvero si basano su un soggetto e non sono necessari ma hanno il vantaggio che aumentano la conoscenza perchè io ho bisogno dell'esperienza.
Kant prende il buono di entrambi e li mette insieme. I suoi giudizi divetano sintentici a priori, universali necessari e che aumentano la conoscenza. Questi giudizi sono i giudizi della matematica.
Allora la matematica da dove salta fuori? Adesso si spiegherà

Trascendentale: chiamo trascendentale ogni conoscenza che si occupa non di oggetti ma del nostro modo di conoscenza degli oggetti in quanto questa deve essere possibile a priori. E' il nostro modo di conoscere gli oggetti. Cerco di capire come faccio io conoscere gli oggetti cioè se prima tutto girava intorno all'oggetto adesso ci preoccupiamo di noi stessi,dei soggetti, come facciamo a conoscere gli oggetti e come facciamo ad interfacciarci con il mondo esterno. Noi abbiamo tre livelli di conoscenza degli oggetti: i sensi (estetica), intelletto e ragione.
Estetica: deriva da aisthesis che in greco vuol dire sensibilità. L'estetica quindi sono le percezioni sensoriali. E' la nostra prima facoltà che per kant sono le intuizioni. E' una facoltà conoscitiva che deriva dall'uso dei 5 sensi. Noi sentiamo il modo esterno tramite i 5 sensi (come dicevano gli empiristi e Hume). Mette insieme due filoni di pensiero: per Kant abbiamo delle forme dentro di noi, dei tratti caratteristici della nostra persona. Noi abbiamo sia i dati che ci provengono dall'esperienza e delle forme date a priori che non ci vengono dalle esperienze. Abbiamo una forma del senso interno e una forma del senso esterno. Queste forme sono lo spazio per l'esterna e il tempo per l'interna. Tempo=forma a priori del senso interno. Spazio=forma a priori del senso esterno. Non si può pensare nessun oggetto senza una di queste due forme. Noi percepiamo le cose sia per le loro dimensioni che per la successione temporale. La matematica quindi salta fuori dalla geometria (spazio) e dell'aritmetica (tempo) che è una successione di numeri ed è una successione temporale. La matematica si fonda su tempo e spazio che sono forme a priori della sensibilità quindi la matematica è una opinione di noi umani, la costruiamo sui fondamenti della nostra interfaccia sul tempo. Non è il mondo che è matematico ma siamo noi che lo vediamo in maniera matematica. Noi intuiamo (intuizione della sensibilità) le cose del mondo esterno. Il mondo esterno esiste. Degli oggetti noi possiamo conoscere ciò che i nostri sensi ci dicono i fenomeni che accadono (fenomeni=phainomenon, ciò che appare,cià che si manifesta). E' ciò che possiamo sapere grazie ai nostri sensi. Al massimo noi possiamo pensare che le cose non siano così ma appunto possiamo solo pensarlo, non ne possiamo avere esperienza. Noumeno (nous=pensiero). La realtà si divide in due: ciò che ci appare e la cosa in se, ovvero il noumeno. Se togliamo gli attributi delle cose rimane solo la cosa in se. Noi possiamo conoscere i fenomeni ma non possiamo conoscere il noumeno. Ciò che è lo possiamo conoscere solo dopo attraverso i fenomeni.
Puro per kant vuol dire a priori, ciò che c'è a prescindere dall'esperienza.
Kant divide intelletto e ragione.
L'intelletto è la seconda delle nostre facoltà sensitive. L'intelletto ci aiuta a unificare le conoscenze e a fare concetti in base alle nostre esperienze. Quindi creiamo i concetti di ciò che c'è in natura. L'intelletto ci serve per capire ill mondo e il mondo lo conosciamo, ancora una volta, per le cose che noi ci abbiamo messo dentro. I concetti aiutano a vedere il mondo senza dover ogni volta rifare l'esperienza di ogni oggetto. I concetti derivano dall'esperienza. La differenza fra la sensibilità e l'intelletto è che la sensibilità è passiva e non si può fare esperienze prive di sensi, non si può fare a meno di fare esperienze con i sensi, L'intelletto è attivo invece perchèè lui che fa i concetti e qundi da dei giudizi e ci fa associare per analogia gli oggetti simili (per analogia il simile conosce il simile).
I concetti sono tenuti insieme dall'io penso. Io penso e quindi io penso. L'io penso è l'autocoscienza originaria. Abbiamo detto che i concetti non sono altro che giudizi: quando mettiamo insieme due concetti si crea un giudizio. Per mettere insieme i concetti ci sono 4 forme: quantità, qualità, relazione e modalità. Per ognuna di esse ci 4 sottocategorie.
Kant dice che la causa effetto non ha un legame ma noi non lo usiamo per abitudine come diceva Hume (gli eventi causa effetto non sono legati necessriamente) ma perchè siamo noi che abbiamo dentro di noi le forme pure a priori dell'intelletto e quindi la causa effetto c'è.
Come le categorie sono dentro di noi il nostro intelletto e il suo modo di filtrare il mondo sono denro di noi e quindi le categorie sono dentro di noi. E' la natura che si piega alle nostre strutture intellettuali. Unifichiamo i dti che ci veengono dalle esperienze. Non è il mondo che funziona in un certo modo ma siamo noi che diciamo che funziona così. Possiamo pensare anche ad altri mondi. Il mondo non è come lo vediamo ma lo vediamo come noi lo vogliamo vedere.
Per kant siamo noi i legislatori della natura, quindi le leggi di natura sono fatte da noi e non sono dentro la natura. La legge di natura non è altro che un giudizio alla fine, sono leggi che vengono fuori dal nostro modo di filtrare la natura tramite le categorie per quanto riguarda l'intelletto
La ragione è diversa dall'intelletto. La ragione si occupa si idee. Le idee sono quelle che stanno lassu, da cui derivano gli oggetti. ci sono domande a cui il nostro intelletto non riesce a dare risposta. Sono domande che kant chiama antilogie. Un antilogia (logos=discorso, anti=opposto) è un discorso opposto. E' una qquestione a cui io posso dare due risposte completamente opposte ma non posso dimostrare che una delle due è vere. Kant individua 4 antilogie:
-il mondo (l'universo) è eterno ed infinito oppure è stato creato e quindi ha una dimensione temporale? Noi, non potendo esserci all'origine dell'universo, non possiamo sapere
-esistono sostanze semplici ed indistruttibili come l'anima oppure no? Non possiamo dire se c'è perchè quando moriamo non abbiamo i sensi per poterlo dire
-nel mondo è tutto causalmente determinato oppure c'è spazio per la liberta? cioè il mondo è già stato determinato o no? Non si può dire se c'è solo caso o necessità
-l'esistenza del mondo deriva necessariamente a una causa prima oppure no? insomma c'è un dio creatore oppure no?
L'intelletto di queste cose non può avere materiale su cui lavorare perchè la nostra sensibilità non può fare esperienze di cose.
La ragione entra in gioco dove l'intelletto si ferma. La matematica e la fisica sono possibili come scienza ma la metafisica non è possibile che sia una scienza dato che c'è bisogno della ragione ma la ragione dopo un po' va fuori di senno. Noi per natura abbiamo un bisogno di metafisica; gli uomini hanno sempre avuto i loro miti sulle origini del mondo, le loro religioni, le loro idee del post morte. La storia delle civiltà che gli uomini hanno bisogno di metafisica che è dentro di loro. L'uomo è sempre stato condizionato ma abbiamo il bisogno di non esserlo, di non essere dipendenti da qualcosa. Quindi abbiamo il bisogno di pensre che questa situazione sia possibile e creiamo la forma di dio. Dio non dipende da nessuno e fa quello che vuole. I nostri bisogni ci portano fuori dalla fisica e entriamo nella metafisica.
Kant è il primo filosofo che dice che non possiamo con la ragione spiegare queste cose. Quindi la metafisica non può spiegare queste cose e ci porta alle antilogie. Le antilogie violano il principio di non contraddizione.
La critica alla ragione pura quindi deriva da ci che noi possiamo conoscere o no; la ragione però si inventa delle idee ad un bisogno, un esigenza che c'è dentro di noi ma queste idee ssono idee metafisiche che portano alle antilogie. La metafisica non ha ragion d'essere sotto punto di vista scientifico.
Kant dice che dal punto della vista della conoscenza queste idee non servono a nulla e allora dobbiamo andare via dalla gnoseologia (filosofia della conoscenza) ma le dobbiamo usare al di fuori in un altro modo. Allora parte la second critica, la critica della ragion pratica. Queste idee mi servono per comportarmi nel mondo, riguarda le nostre azioni. L'als ob è il modo in cui Kant recupera le idee cacciate via dalla filosofia della conoscenza e le mette nella filosofia dell'esistenza. Dobbiamo trovare dei principi morali assoluti, che valgono sempre. Queste leggi morali che valgono sempre e comunque dove possiamo trovarle?
I principi che regolano le nostre azioni sono degli imperativi. Ce ne sono due tipi: imperativi ipotetici e imperativi categorici. Gli ipotetici sono quelli se...allora..., se vuoi...allora puoi... . Gli imperativi categorici sono quelli del DEVI. Kant trova tre di queti imperativi categorici.
1)Agisci come se la tua massima dovesse essere una legge universale. Una massima è una regola generale di comportamento. Agisci come se quella tua regola diventasse universale per tutti. Se io metto in atto un comportamento malevolo allora anche gli altri avranno un brutto comportamento su di me e vale anche il contrario.
2)Agisci trattando l'umanità come un fine e mai come un mezzo.
Quindi per fare le nostre scelte dobbiamo tenere conto di queste regole generali. Ciò che kant butta fuori dalla critica della ragion pura diventa il fondamento della ragion pratica.

Esempio



  


  1. lidia

    vorrei conoscere la posizione che ha Kant nei riguardi del concetto d'infinito

  2. lidia

    vorrei sapere il concetto di infinito in Kant