Kant

Materie:Appunti
Categoria:Filosofia

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Testo

INTRODUZIONE, VITA E SCRITTI (par. 1-5)
Vive fra il 1700 e il 1800, non è collocabile all’interno di uno schema predefinito, è una figura di transizione che presenta caratteristiche illuministe (valore ed attenzione particolare per la ragione) e romantiche (riconosce i limiti della ragione ed il bisogno dell’uomo di metafisica, che fuoriescono dalla realtà naturale).
L’attività di Kant può essere distinta in due periodi:
PERIODO PRE-CRITICO: attività anteriore al 1770 – definizione ed inizio della trattazione delle sue problematiche filosofiche.
PERIODO CRITICO: produzione rapportabile alle tre critiche – trattazione approfondita scientifica e filosofica.
L’attenzione di Kant sarà sempre volta alla ragione; la differenza fra i due periodi sta nel modo di considerare i temi della sua filosofia.
Kant era un prussiano (1724-1804), nasce da una famiglia molto modesta. Fu influenzato dalla madre, molto umile e religiosa; all’università comincia a riflettere su Newton. Fece il precettore, attività che gli permise di mantenere i propri studi.
Nel 1755 viene pubblicata la prima opera importante del periodo pre-critico [“Storia naturale, generale e teoria del cielo”]: sembra una riconferma dei principi di Newton, ma aveva delle innovazioni (Kant rivede la concezione newtoniana di Dio per spiegare l’armonia della natura).
Dio è per Kant l’essere di cui abbiamo bisogno per vivere, ma di cui non possiamo dimostrare l’esistenza.
IPOTESI COSMOLOGICA DI KANT E LAPLACE: “L’universo ebbe origine da un moto vorticoso della nebulosa” (→ concezione meccanicistica dell’universo).
OPERE PIÙ IMPORTANTI:
“Saggio sull’esistenza di Dio” (1763): saggio che ha come oggetto l’esistenza di Dio.
L’unico elemento che ci fornisce una prova dell’esistenza di Dio è la CONTINGENZA del mondo. Egli vuole manifestare le prove dell’esistenza di Dio.
“Sogni di un visionario” (1766): Kant costruisce un dialogo fra uno scienziato ed un metafisico, attraverso il quale evidenzierà l’inadeguatezza della metafisica, il cui unico scopo è di limitare la ragione. Parla di una facoltà scientifica limitata (RAGIONE).
“Dissertatio” (1770): Kant prende in considerazione i caratteri della conoscenza (distinzione fra conoscenza sensibile ed intellettiva, fra materia e forma, fra uso logico ed uso reale dei concetti).
Nel 1770 egli ha definito tutte le premesse del suo pensiero filosofico, definendo il terzo sistema dopo il RAZIONALISMO e l’EMPIRISMO: il CRITICISMO.
1770-1781 → Kant non pubblica nulla di importante.
1781 → esce la prima edizione della “Critica della ragion pura” (bozza).
1783 → pubblicazione dei “Prolegomeni”, chiave di lettura della “Critica della ragion pura”.
1784 → saggio “Risposta alla domanda: che cos’è l’Illuminismo?”: esprime la soddisfazione di vivere in un momento come quello in cui la ragione era stata rivalutata. Kant fa riferimento come alla Francia illuminata si contrappone una Prussia arretrata.
1787 → esce la seconda edizione della critica, molto più consistente.
1788 → “Critica della ragion pratica”: nasce dalla prima critica, è la sua continuità.
1790 → “Critica del giudizio”: meno legata alle altre due. Kant indaga sul problema della bellezza e principi di finalità della natura.
L’indagine di Kant sulla ragione è ampia e volta a considerare tutte le attività della ragione che non è solo TEORETICA, ma anche PRATICA.
Negli ultimi anni della sua vita, Kant perse la memoria e la parola e non scrisse più niente; morì nel 1804.
Perché la filosofia Kantiana viene chiamata “FILOSOFIA DEL LIMITE” (CRITICISMO)?
Perché consiste nel tentativo critico di superare lo scetticismo di Hume senza tornare al dogmatismo cartesiano. La riflessione Kantiana verte sulla ragione per verificare il campo d’azione, i limiti e le pretese della stessa. Il filosofo si chiederà quali siano gli strumenti per convalidare l’attività della ragione; l’indagine che egli compie è CRITICA e parte dalla credenza che la ragione sia una FACOLTÀ LIMITATA.

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