Epicuro:Il tetrafarmaco

Materie:Riassunto
Categoria:Filosofia

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Data:23.11.2005
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Testo

Epicuro

Il tetrafarmaco
La sua filosofia vuole servire da pratica terapeutica dell’anima, infatti si definisce tetrafarmaco. Attraverso esso si può curare l’anima:
-Dal timore degli dei;
-Dal timore della morte;
-Si può dimostrare che il dolore è breve e provvisorio;
-Dimostrare quale piacere debba essere perseguito.
Così agisce:
-Gli dei sono beati, imperturbabili e indistruttibili, vivono negli intermundia, spazi tra un mondo e l’altro, sono quindi lontani da noi e non possono ricevere o arrecare affanni;
-Se la vita è legata al “sentire”, che paura può fare la morte? Essa è la privazione del senso e per noi non è nulla, poiché quando noi siamo la morte non c’è e quando c’è la morte noi non siamo più;
-Ci sono le malattie di breve durata e quelle croniche, le prime finiscono con il ripristino della salute o con la morte, le seconde possono quasi divenire una seconda natura e il dolore può essere controllato con un corretto uso della ragione;
-Il piacere da ricercare è essenzialmente l’assenza di turbamento (aponia) e l’assenza di dolore (atarassia), è un piacere catastematico. I bisogni da soddisfare sono quelli necessari e naturali, come cibarsi, bere, etc..; quelli naturali ma non necessari, come il cibo raffinato, non sono proibiti ma vanno tenuti sotto controllo; i bisogni non naturali e non necessari sono effimeri e dannosi.

Autosufficienza e amicizia
Il saggio soddisfa solo i desideri e i bisogni naturali e necessari, non si affida alla fortuna, afferma la propria libertà perché è padrone di se e basta a se stesso.
La pace e l’ordine sociale aiutano il saggio a vivere in tranquillità, possono così coltivarsi delle amicizie, vero e autentico legame umano liberalmente scelto.

Atomismo
La riprende da Democrito perché permette di vivere liberi dalla morte e dalla paura degli dei. Tutto è atomo e composto da essi, nulla nasce dal nulla quindi l’universo è sempre stato. Gli atomi sono invisibili e si muovono nel vuoto in continui aggregamenti e disgregamenti, da cui nascono infiniti mondi. I fenomeni celesti si svolgono lontanissimi da noi e sono espressione dello stesso modo di aggregarsi e disgregarsi del nostro mondo, quindi il mondo celeste non è molto diverso da quello terrestre. Corregge Democrito in due punti:
-Gli atomi sono caratterizzati dal peso che ne determina il movimento;
-le aggregazioni atomiche si possono formare solo grazie al clinamen declinazione degli atomi rispetto alla verticale del moto di caduta), che è caratterizzato dall’imprevedibilità, che permette raggruppamenti casuali e sempre diversi.

Il criterio della verità
Per condurre il processo di liberazione umana si passa da quello della liberazione della conoscenza da paure infondate e false opinioni. Ciò si può fare quando abbiamo un canone cui paragonare la verità. Questo criterio viene individuato in primo luogo dalle sensazioni (primato del senso sull’intelletto) che rispecchiano la realtà perché ne sono la rappresentazione, e quindi non possono essere confutate; in secondo luogo dall’anticipazione che si forma in noi attraverso la memoria, ad esempio se vediamo un uomo che cammina sappiamo che è un uomo perché è le caratteristiche per cui lo è sono impresse nella nostra memoria,quindi con l’uso dell’empiria; infine entrano in gioco i sentimenti, specie di piacere o dolore che ci indicano le cose da cercare e quelle da evitare.

Esempio



  



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