Analogie tra il pensiero di Epicuro e il cattolicesimo

Materie:Appunti
Categoria:Filosofia

Voto:

2 (2)
Download:188
Data:27.06.2000
Numero di pagine:13
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
analogie-pensiero-epicuro-cattolicesimo_1.zip (Dimensione: 12.16 Kb)
trucheck.it_analogie-tra-il-pensiero-di-epicuro-e-il-cattolicesimo.doc     95 Kb
readme.txt     59 Bytes



Testo

Epicuro o Gesù?
Parte Prima
M.t. 5-1,2
Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
...Come ho scritto le altre opere, mi accingo a scrivere anche questa trattazione che tu ritieni potrà essere utile anche a molti altri...
Epistola a Pitocle:
Diogene Laerzio X,85
M.t. 5-3
Beati i poveri in spirito,
perché di essi sarà il regno dei cieli.
La stessa natura fa ricco il sapiente; la natura i cui beni, dice Epicuro, sono facili a procacciarsi.
Cicerone: De finibus bonorum et malorum.
II 28,90 (U468)

M.t. 5-4
Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
Ogni dolore è facilmente disprezzabile: ciò che ha intensa la sofferenza ha anche breve la durata, e ciò che a lungo dura nella carne reca una sofferenza mite.
Sentenza vaticana IV

M.t. 5-5
Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
Chi conosce i limiti della vita, sa che è facile rimuovere il dolore che proviene dal bisogno e ottenere ciò che rende la vita perfetta; si che non ha fatto bisogno di tendere a cose che comportino lotta.
Massima capitale XXI

M.t. 5-6
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.



M.t. 5-7
Beati i misericordiosi.
perché troveranno misericordia.
Se un nemico ti prega, non respingere la sua richiesta: prendi però le tue precauzioni, perché non è diverso da un cane.
Maximus Abbas, Gnomol. 66 (Trad. Stefano Maso)

M.t. 5-8
Beati i puri di cuore,
perché troveranno Dio.
Per prima cosa devi ritenere che la divinità sia un essere vivente immortale e felice (...) e non attribuirle niente che sia discorde dalla beatitudine .

Poiché in niente è simile a un mortale l’uomo che viva fra beni immortali.
Diogene Laerzio
X 123




Diogene Laerzio
X 135

M.t. 5-9
Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio.



M.t. 5-10,12
Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa dei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.
Il saggio non soffre più se è messo alla tortura che se è messo alla tortura un amico, e saprà morire per lui; se mai tradisse l’amico, la sua vita per questa infedeltà sarà sovvertita e sconvolta
Sentenze vaticane LVI-LVII

M.t. 5-13,16
Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il suo sapore, con che cosa lo si potrà rendere salato? A null’altro serve che a essere gettato via e calpestato dagli uomini.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, ne si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.
Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro padre che è nei cieli.



M.t. 5-17,20
Non pensate che io sia venuto ad abolire la legge o i profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure uno iota o un segno dalla legge senza che tutto sia compiuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e insegnerà agli uomini a fare altrettanto , sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Poiché io vi dico se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entreremo nel regno dei cieli.
Il giusto fondato sulla natura è l’espressione dell’utilità che consiste nel non recare ne ricevere reciprocamente danno.

(...) Ma quando, essendo sopravvenute nuove circostanze, quelle cose che erano prescritte come giuste non sono più utili, allora bisogna dire che esse sono state giuste fino a che sono state utili per la vita in comune dei cittadini, che in seguito, quando non sono state più utili, non sono state più nemmeno giuste.
Massime capitali XXXI




Massime capitali XXXVIII

M.t. 5-21,26
Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello sarà sottoposto a giudizio, chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio e chi gli dice pazzo sarà sottoposto al fuoco della Geenna.
Se dunque presenti la tua offerta sull’ altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia li il tuo dono davanti all’altare e va prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice ed il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. In verità ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
Se l’ira dei genitori verso i figli è coerente a giustizia, è cosa stolta opporvisi e non pregare per non ottenere il perdono, ma se è contro il giusto e irragionevole, è ridicolo esasperare questa irragionevolezza opponendovisi con la forza anziché cercare di ricondurlo alla tranquillità diversamente con buoni ragionamenti.
Sentenza vaticana LXII

M.t. 5-27,30
Avete inteso che fu detto: non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso con lei adulterio nel suo cuore.
Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.
E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno solo dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.
Amplesso carnale non giovò mai; già molto se non fa danno .

Se si sopprime il vedersi, il conversare, la continua vicinanza, si dissolve anche la passione amorosa.

(...) Talora rifiutiamo molti piaceri quando ne seguirebbe per noi un dolore maggiore; e consideriamo anche molti dolori preferibili al piacere, per il piacere maggiore che in seguito deriva dall’averli lungamente sopportati.
Diogene Laerzio X,118 (trad. Carlo Diano)

Sentenza Vaticana XVIII


Diogene Laerzio X,129 (Lettera a Meneceo)

M.t. 5-31,32
Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto di ripudio; ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto in caso di concubinato, la espone ad adulterio e chiunque sposa una ripudiata commette adulterio.



M.t. 5-33,37
Avete inteso che fu detto agli antichi: non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: ne per il cielo, perché è il trono di Dio; ne per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi, ne per Gerusalemme, perché é la città del gran re.
Non Giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di render bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare si, si; no, no: il più viene dal maligno.
Tutti coloro che hanno avuto la possibilità di godere della massima sicurezza nei riguardi di coloro che li circondavano vivono in comunità gli uni con gli altri nel modo più piacevole e nella più sicura fiducia; (...)
Massima capitale XL

M.t. 5-38,42














M.t. 5-43,48
Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio , tu fanne con lui due. Da a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle.
Avete inteso che fu detto: amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.
Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.



Parte Seconda
M.t. 5-1,2
Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
...Come ho scritto le altre opere, mi accingo a scrivere anche questa trattazione che tu ritieni potrà essere utile anche a molti altri...
Epistola a Pitocle:
Diogene Laerzio X,85
M.t. 5-3
Beati i poveri in spirito,
perché di essi sarà il regno dei cieli.
La stessa natura fa ricco il sapiente; la natura i cui beni, dice Epicuro, sono facili a procacciarsi.
Cicerone: De finibus bonorum et malorum.
II 28,90 (U468)

M.t. 5-4
Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
Ogni dolore è facilmente disprezzabile: ciò che ha intensa la sofferenza ha anche breve la durata, e ciò che a lungo dura nella carne reca una sofferenza mite.
Sentenza vaticana IV

M.t. 5-5
Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
Chi conosce i limiti della vita, sa che è facile rimuovere il dolore che proviene dal bisogno e ottenere ciò che rende la vita perfetta; si che non ha fatto bisogno di tendere a cose che comportino lotta.
Massima capitale XXI

M.t. 5-6
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.



M.t. 5-7
Beati i misericordiosi.
perché troveranno misericordia.
Se un nemico ti prega, non respingere la sua richiesta: prendi però le tue precauzioni, perché non è diverso da un cane.
Maximus Abbas, Gnomol. 66 (Trad. Stefano Maso)

M.t. 5-8
Beati i puri di cuore,
perché troveranno Dio.
Per prima cosa devi ritenere che la divinità sia un essere vivente immortale e felice (...) e non attribuirle niente che sia discorde dalla beatitudine .

Poiché in niente è simile a un mortale l’uomo che viva fra beni immortali.
Diogene Laerzio
X 123




Diogene Laerzio
X 135

M.t. 5-9
Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio.



M.t. 5-10,12
Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa dei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.
Il saggio non soffre più se è messo alla tortura che se è messo alla tortura un amico, e saprà morire per lui; se mai tradisse l’amico, la sua vita per questa infedeltà sarà sovvertita e sconvolta
Sentenze vaticane LVI-LVII

M.t. 5-13,16
Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il suo sapore, con che cosa lo si potrà rendere salato? A null’altro serve che a essere gettato via e calpestato dagli uomini.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, ne si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.
Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro padre che è nei cieli.



M.t. 5-17,20
Non pensate che io sia venuto ad abolire la legge o i profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure uno iota o un segno dalla legge senza che tutto sia compiuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e insegnerà agli uomini a fare altrettanto , sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Poiché io vi dico se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entreremo nel regno dei cieli.
Il giusto fondato sulla natura è l’espressione dell’utilità che consiste nel non recare ne ricevere reciprocamente danno.

(...) Ma quando, essendo sopravvenute nuove circostanze, quelle cose che erano prescritte come giuste non sono più utili, allora bisogna dire che esse sono state giuste fino a che sono state utili per la vita in comune dei cittadini, che in seguito, quando non sono state più utili, non sono state più nemmeno giuste.
Massime capitali XXXI




Massime capitali XXXVIII

M.t. 5-21,26
Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello sarà sottoposto a giudizio, chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio e chi gli dice pazzo sarà sottoposto al fuoco della Geenna.
Se dunque presenti la tua offerta sull’ altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia li il tuo dono davanti all’altare e va prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice ed il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. In verità ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
Se l’ira dei genitori verso i figli è coerente a giustizia, è cosa stolta opporvisi e non pregare per non ottenere il perdono, ma se è contro il giusto e irragionevole, è ridicolo esasperare questa irragionevolezza opponendovisi con la forza anziché cercare di ricondurlo alla tranquillità diversamente con buoni ragionamenti.
Sentenza vaticana LXII

M.t. 5-27,30
Avete inteso che fu detto: non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso con lei adulterio nel suo cuore.
Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.
E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno solo dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.
Amplesso carnale non giovò mai; già molto se non fa danno .

Se si sopprime il vedersi, il conversare, la continua vicinanza, si dissolve anche la passione amorosa.

(...) Talora rifiutiamo molti piaceri quando ne seguirebbe per noi un dolore maggiore; e consideriamo anche molti dolori preferibili al piacere, per il piacere maggiore che in seguito deriva dall’averli lungamente sopportati.
Diogene Laerzio X,118 (trad. Carlo Diano)

Sentenza Vaticana XVIII


Diogene Laerzio X,129 (Lettera a Meneceo)

M.t. 5-31,32
Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto di ripudio; ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto in caso di concubinato, la espone ad adulterio e chiunque sposa una ripudiata commette adulterio.



M.t. 5-33,37
Avete inteso che fu detto agli antichi: non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: ne per il cielo, perché è il trono di Dio; ne per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi, ne per Gerusalemme, perché é la città del gran re.
Non Giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di render bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare si, si; no, no: il più viene dal maligno.
Tutti coloro che hanno avuto la possibilità di godere della massima sicurezza nei riguardi di coloro che li circondavano vivono in comunità gli uni con gli altri nel modo più piacevole e nella più sicura fiducia; (...)
Massima capitale XL

M.t. 5-38,42














M.t. 5-43,48
Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio , tu fanne con lui due. Da a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle.
Avete inteso che fu detto: amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.
Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.


Parte Terza
M.t. 7-1,5
Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c'è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per tugliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.



M.t. 7-6
Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle hai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.



M.t. 7-7,11
Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? O se gli chiede un pesce, darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano!



M.t. 7-7,12
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i profeti.
Non può essere senza timore chi è causa di timore.
Gnomologo Cod. Paris. 1168f.115 V
(trad. Stefano Maso)

M.t. 7-13,14
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!
(...) Talora rifiutiamo molti piaceri quando ne seguirebbe per noi un dolore maggiore; e consideriamo anche molti dolori preferibili al piacere, per il piacere maggiore che ne deriva dall’ averli lungamente sopportati.
Diogene Laerzio X,129 (Lettera a Meneceo)

M.t. 7-15,20
M.t. 7-21,23
Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, nè un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere.
Non chiunque mi dice; Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demoni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; alluntanatevi da me, voi operatori di iniquità.



M.t. 7-24,27
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile ad un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparoni i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruitio la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparoni i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande.
Le cose che ti ho di continuo raccomandate, falle ed esercitati in esse, considerandoli i principi del ben vivere.
Diogene Laerzio X,123 (Lettera a Meneceo

M.t. 7-28,29
Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle restarono stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi.
Testimoniano a sufficienza in favore di quest’ uomo (...) tutti coloro che lo frequentarono e che restarono avvinti dalle sirene della sua dottrina.

Esempio