Concetti principali-Immanuel Kant

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Testo

Immanuel Kant.
(1724-1804)
Vita.
Nasce in Prussia nel 1724 & viene educato nello spirito religioso del pietismo*.
*PIETISMO: corrente religiosa formatasi dal luteranesimo tedesco nella seconda metà del XVII sec.& sviluppatasi nel XVIII anche fuori dalla Germania.
Il pietismo rivendicava una religione attiva, sostanziato di fervore (pietas) & fondato su una pratica morale rigorosa.
Kant studiò filosofia, matematica & teologia & dopo fu precettore privato in alcune case patrizie. Svolse, poi, corsi liberi su varie discipline per 15 anni all’Università di Kònigsberg.
 L’esistenza di Kant è dedita al pensiero, accompagnata da uno stile di vita legato a rigide abitudini;
 Egli delineò il suo ideale politico nello scritto “Per la pace perpetua” del 1795: era una costituzione repubblicana fondata
I. Sul principio di libertà dei membri di una società, come uomini;
II. Sul principio di indipendenza di tutti, come sudditi;
III. Sulla legge dell’uguaglianza, come cittadini.
 Episodio notevole della sua vita è il contrasto in cui venne a trovarsi col governo prussiano dopo la pubblicazione della 2^edizione della “Religione nei limiti della ragione”.
 Muore nel 1804.
Scritti del primo periodo.
• Il primo periodo va fino al 1760: prevale l’interesse per le scienze naturali.
 1746: Kant, studente, compone “Pensieri sulla vera valutazione delle forze vive”.
 1754: Pubblica una “Ricerca sulla causa della questione del mutamento della terra nel suo movimento intorno all’asse” & un’altra intorno alla questione “Se la terra invecchia”.
 1755: Opera principale di questo periodo, “Storia naturale universale & teoria dei cieli”.
L’opera, che comparve anonima, descrive la formazione dell’intero sistema cosmico, a partire da una nebulosa primitiva, conformemente alle leggi della fisica newtoniana. L’ipotesi era stata suggerita a Kant dalla “Storia naturale” di Buffon.
Pubblica, nello stesso anno; un’altra ricerca fisica, “De igne” & la dissertazione per la libera docenza ”Principiorum primorum cognitionis metaphysicae nova dilucidatio”, nella quale si riconosce come principio supremo quello di identità.
 1756: compaiono tre scritti di Kant sui “Terremoti”, uno sulla “Teoria dei venti” & la “Monadologia Physica”.
 1759: Appare un saggio sul “Movimento & la quiete” & lo scritto sull’ “Ottimismo”.
Gli scritti del secondo periodo.
• Il secondo periodo che va sino al 1781(anno in cui viene pubblicata la “Critica della ragion pura”), è caratterizzato dall’interesse filosofico & si ha l’orientamento verso l’empirismo inglese & il criticismo.
 1762: “La falsa sottigliezza delle quattro figure sillogistiche”.
Critica il valore della logica aristotelica-scolastica, paragonandola ad “un colosso che ha la testa nelle nuvole dell’antichità & i cui piedi sono d’argilla”.
 1763: “Unico argomento possibile per una dimostrazione dell’esistenza di Dio”.
Kant chiama la metafisica un “abisso senza fondo”. Lo scritto parte dalla distinzione netta dell’ESISTENZA dagli altri predicati o determinazioni delle cose: i predicati o determinazioni sono caratteri di una cosa; l’esistenza è la posizione assoluta della cosa in se stessa.
Nello stesso anno Kant pubblica una “Ricerca sul concetto delle grandezze negative”, nella quale Kant cerca di utilizzare per la filosofia i concetti della matematica, viene ribadita la distinzione tra il pensiero logico & quello della realtà.
 1764: Le “Osservazioni sul sentimento del bello & del sublime” mirano a distinguere dal punto di vista psicologico il sublime dal bello, perché il primo commuove &d esalta, il secondo alletta & rapisce. Appare, poi, “La ricerca sulla chiarezza dei principi della teologia naturale & della morale”.
In questo scritto la metafisica è definita una filosofia sui fondamenti delle nostre prime conoscenze, poiché Kant è un deciso sostenitore dell’applicabilità del metodo matematico alla filosofia.
Per ciò che riguarda la morale egli si sofferma a considerare soprattutto il concetto dell’obbligazione .
Per Kant il bene si identifica con la NECESSITA’ morale & perciò la conoscenza non dice nulla sulla sua natura, che è invece rivelata dal semplice “sentimento morale”.
 1765:”Notizia sull’indirizzo delle sue lezioni”.
Distacco dal dogmatismo & adesione allo spirito di ricerca & all’empirismo dei filosofi inglesi.
 1765:”Sogni di un visionario chiariti coi sogni della metafisica”, è l’opera che documenta più significativamente il distacco di Kant dal dogmatismo: lo scritto spiga che la metafisica è la scienza dei limiti della ragione umana, perché per essa è più importante conoscere bene & mantenere i propri possedimenti, anziché andare alla cieca alla ricerca di conquiste.
 1768: Nel breve saggio “Sul primo fondamento della distinzione delle regioni dello spazio”, Kant dimostra come le posizioni reciproche delle parti della materia suppongano già le determinazioni spaziali & che per conseguenza il concetto dello spazio è qualcosa di originario.
La “Dissertazione “del 1770.
La dissertazione “De mundi sensibilis atque intelligibilis forma et principi” che Kant presentò per la nomina a professore di logica & metafisica nel 1770, segna la soluzione critica del problema dello spazio & del tempo.
a. Distinzione tra conoscenza sensibile & conoscenza intellettuale:
 La conoscenza SENSIBILE è dovuta alla ricettività (o passività) del soggetto;
• Ha per oggetto il fenomeno, cioè la cosa come appare nella sua relazione al soggetto.
 La conoscenza INTELLETTUALE è una facoltà del soggetto;
• Ha per oggetto la cosa così come è essa, nella sua natura intelligibile, cioè come noumeno*.
Noumeno*: dal greco noumenon ”ciò che è pensato”; è l’oggetto intelligibile, contrapposto all’oggetto della sensibilità.
➢ Nella conoscenza sensibile si deve distinguere la MATERIA dalla FORMA:
 La materia è la sensazione, che è una modificazione dell’organo di senso & perciò testimonia la presenza dell’oggetto dal quale è causata;
 La forma è la legge , indipendente dalla sensibilità, che ordina la materia sensibile.
La conoscenza sensibile si chiama APPARENZA, & la conoscenza che riflessa che nasce dal confronto, fatto dall’intelletto, di molteplici apparenze, si chiama ESPERIENZA.
La forma, cioè la legge CHE CONTIENE IL FONDAMENTO DEL NESSO UNIVERSALE DEL MONDO SENSIBILE, è costituita dallo spazio & dal tempo: ma tempo & sapzio non derivano dalla sensibilità, che li presuppone.
QUINDI tempo & spazio sono intuizioni, ma intuizioni che precedono ogni conoscenza sensibile & sono quindi indipendenti da essa, quindi PURE. Non sono REALTA’ OGGETTIVE, ma solo CONDIZIONI SOGGETTIVE & necessarie, alla mente umana, per coordinare a sé tutti i dati sensibili.
Gli scritti del periodo critico.
Nei 10 anni che seguono la Dissertazione, Kant elaborò la sua filosofia critica.
 1781: Esce la “Critica della ragion pura”.
 1783: Escono i “Prolegomeni ad ogni metafisica futura che si presenterà come scienza”, esposizione più breve & in forma popolare degli stessi temi della Critica.
 1785:”Fondazione della metafisica dei costumi”.
 1786: “Principi metafisici della scienza della natura”.
 1787:”Critica della ragion pratica”.
 1790: “Critica del giudizio”.
 1793: “La religione nei limiti della semplice ragione”.
 1797: “La metafisica dei costumi”.
 1798: “Antropologia dal punto di vista pragmatico”.
In breve:
negli studi giovanili di filosofia naturale, Kant familiarizza con la filosofia naturalistica illuminista, ispirata da Newton. Questa filosofia, che idealizza la descrizione dei fenomeni & che rinuncia ad ammettere cause & forze che trascendono tale descrizione, spinge Kant al prospetto di una metafisica che si costituisse in base agli stessi criteri limitativi. Le analisi degli empiristi inglesi, gli prospettano prima la metafisica come SCIENZA LIMITATIVA & NEGATIVA, quindi come autocritica della ragione.
DAL 1781 IN POI, IL PUNTO DI VISTA CRITICO VIENE ESTESO A TUTTO IL MONDO.
Il Criticismo come “filosofia del limite”.
Il pensiero di Kant viene designato “Criticismo”, perché contrapposto all’atteggiamento mentale del “dogmatismo”( il quale accetta dottrine & nozioni senza interrogarsi sulla loro effettiva validità), fa della CRITICA, lo strumento per eccellenza della filosofia.
Nel linguaggio kantiano, criticare corrisponde alla sua etimologia greca, cioè:
 interrogarsi programmaticamente sul FONDAMENTO di determinate esperienze umane, chiarendone:
A) la possibilità(ovvero le condizioni che ne permettono l’esistenza);
B) la validità (i titoli di legittimità o non-legittimità che la caratterizzano);
C) i limiti (i confini di validità).
A. La “critica” in senso kantiano non nascerebbe se non ci fossero, in ogni campo, dei termini di validità da fissare. Per questo il Criticismo si configura come una filosofia del limite & può essere definito un’ermeneutica della finitudine, cioè un’interpretazione dell’esistenza volta a stabilire il carattere finito o condizionato delle possibilità esistenziali, che non sono mai tali da definire l’onniscienza o l’onnipotenza dell’individuo.
Questa filosofia del finito, non equivale allo scetticismo, perché tracciare il limite di un’esperienza significa nel contempo garantire, entro il limite, la sua validità. In tal modo, il riconoscimento & l’accettazione del limite diviene la NORMA che dà legittimità & fondamento alle varie facoltà umane.
➢ QUINDI, l’impossibilità della conoscenza di trascendere i limiti dell’esperienza, diviene il fondamento dell’effettiva validità della conoscenza;
➢ L’impossibilità dell’attività pratica di raggiungere la santità diventa la norma della moralità propria dell’uomo.
➢ L’impossibilità di subordinare la natura all’uomo diventa la base del giudizio estetico & teologico.
 Kant si propone di rinunciare ad ogni evasione dai limiti dell’uomo & deve questa rinuncia a Hume che ha rotto il suo “sonno dogmatico”. Però ciò non equivale per lui alla rinuncia a fondare la validità delle varie attività umane.
Il kantismo si inserisce nello specifico orizzonte storico del pensiero moderno, definito dalla Rivoluzione scientifica, da un lato, & dalla crisi progressiva delle metafisiche tradizionali, dall’altro.
Le tre opere maggiori di Kant, si riferiscono agli interrogativi principali del Criticismo, ovvero:
• Fondamenti del SAPERE (Critica della ragion pura);
• Fondamenti della MORALE (Critica della ragion pratica);
• Fondamenti dell’esperienza estetica & sentimentale (Critica del Giudizio).
Quindi il kantismo può venir considerato come la prosecuzione dell’empirismo inglese & dell’Illuminismo, riconoscendo & segnando i limiti della ragione umana.
• Il k., però, al contrario dell’empirismo, spinge più a fondo l’analisi critica &, più che soffermarsi sulla descrizione dei meccanismi conoscitivi, etici & sentimentali, si sforza di fissarne le condizioni di possibilità & i limiti di validità.
• Si distingue dall’Illuminismo per una maggiore RADICALITA’ d’intenti. Kant, infatti, porta dinanzi al tribunale della ragione, la ragione stessa, PER CHIARIRNE IN MODO ESAURIENTE STRUTTURE & POSSIBILITA’.
• Per K. i limiti della ragione tendono a coincidere con quelli dell’uomo: volerli varcare in nome di presunte capacità superiori alla ragione significa avventurarsi in sogni arbitrari o fantastici.
IL PROBLEMA GENERALE DELLA “Critica della ragion pura”.
La “Critica della ragion pura” è un’ANALISI CRITICA DEI FONDAMENTI DEL SAPERE.
Dal momento che ai tempi di Kant il sapere si articolava in scienza & metafisica, la sua opera idaga valutativamente circa queste due attività conoscitive.
Kant respinge lo scetticismo scientifico di Hume, ritenendo il valore della scienza un fatto ormai stabilito. Egli ne condivide, invece, lo scetticismo metafisico.
• La ricerca di Kant, quindi, prende la forma di uno studio teso a stabilire, da un lato, come siano possibili la matematica & la fisica in quanto scienze, dall’altro, come sia possibili la metafisica in quanto disposizione naturale & in quanto scienza.
 Vi sono 4 domande di base:
1. Com’è possibile la matematica pura?
2. Com’è possibile la fisica pura?
3. Com’è possibile la metafisica in quanto disposizione naturale?
4. Com’è possibile la metafisica come scienza?
 Nel caso della matematica & della fisica, si tratta di giustificare una situazione di fatto, chiarendo le condizioni che le rendono possibili.
 Nel caso della metafisica si tratta di scoprire SE esistano veramente condizioni tali da legittimare il suo porsi come scienza, o se essa sia inevitabilmente condannata alla non-scientificità.

I “giudizi sintetici a priori”.
La “Critica della ragion pura” si apre con un’ipotesi gnoseologica di fondo, cioè:
* Ogni nostra conoscenza comincia con l’ESPERIENZA, ma ciò non vuol dire che essa derivi totalmente dall’esperienza. La nostra conoscenza empirica, infatti, potrebbe essere un composto di quello che riceviamo mediante le impressioni & di ciò che la nostra FACOLTA’ CONOSCITIVA aggiunge da sé. Si arriva a dedurre l’esistenza di “GIUDIZI SINTETICI A PRIORI”.
Secondo Kant la conoscenza umana, &d in particolare la scienza, offra il tipico esempio di principi assoluti, cioè VERITA’ UNIVERSALI & NECESSARIE, che valgono ovunque & sempre allo stesso modo.
* La scienza, infatti, pur derivando dall’esperienza & nutrendosi continuamente di essa, presuppone anche, alla propria base, principi immutabili che ne fungono da pilastri.
Ad es. le proposizioni “Tutto ciò che accade ha una causa”, “tutti i fenomeni in generale cadono nel tempo & stanno necessariamente fra loro in rapporti di tempo”.
I principi di questo tipo sono detti dal filosofo “GIUDIZI SINTETICI A PRIORI”:
 GIUDIZI in quanto aggiungono un predicato ad un soggetto;
 SINTETICI perché il predicato dice qualcosa di nuovo & di più rispetto ad esso;
 A PRIORI perché essendo universali & necessari non possono derivare dall’esperienza che non ci dica che ogni evento debba necessariamente, anche in futuro, dipendere da cause, ma che sinora è stato così.
Per Kant i giudizi fondamentali della scienza non sono né GIUDIZI ANALITICI A PRIORI né GIUDIZI SINTETICI A POSTERIORI.
I GIUDIZI ANALITICI A PRIORI sono quelli che si enunciano senza dover ricorrere all’esperienza, perché in essi il predicato non fa che esplicitare quanto è già implicitamente contenuto nel soggetto (ad es.: “I corpi sono estesi”). Questi giudizi, pur essendo UNIVERSALI & NECESSARI, sono infecondi perché non ampliano il nostro preesistente patrimonio conoscitivo.
I GIUDIZI SINTETICI A POSTERIORI sono quelli in cui il predicato dice qualcosa di nuovo rispetto al soggetto, aggiungendosi o sintetizandosi a quest’ultimo in virtù dell’esperienza/a posteriori. Questi giudizi, pur essendo fecondi - perché sintetici -, sono privi di universalità & necessità perché poggianti unicamente sull’esperienza
A. Nella visione kantiana, quindi, la scienza risulta feconda sotto 2 punti di vista:
B. Da quello della MATERIA, cioè il contenuto, che le deriva dall’esperienza,
C. Da quello della FORMA che le deriva dai giudizi sintetici a priori, che ne rappresentano i quadri concettuali di fondo.
QUINDI:
I giudizi sintetici a priori stanno anche alla base della metafisica, ad esempio: “Il mondo deve avere un primo cominciamento.
La “rivoluzione copernicana”.
Kant si propone, poi, di spiegare la provenienza dei giudizi sintetici a priori; il problema è:
E. SE NON DERIVANO DALL’ESPERIENZA, DA DOVE DREIVERANNO I GIUDIZI SINTETICI A PRIORI?
Egli elabora, dunque, una nuova teoria della conoscenza intesa come sintesi di materia & forma.
 Per MATERIA della conoscenza si intende la molteplicità caotica & mutevole delle impressioni sensibili provenienti dall’esperienza elemento empirico o a posteriori
 per FORMA si intende l’insieme delle modalità fisse attraverso cui la mente umana ordina, secondo determinati rapporti, tali impressioni elemento razionale o a priori.
Ma se in noi esistono certe forme a priori universali & necessarie (SPAZIO, TEMPO & 12 CATEGORIE), resta spiegato perché si possano formulare dei giudizi sintetici a priori intorno ad essa senza timore di essere smentiti dall’esperienza.
S. Kant afferma, poi, che NON E’ LA MENTE CHE SI MODELLA PASSIVAMENTE SULLA REALTA’, ma la realtà che si modella sulle forme a priori attraverso cui la percepiamo.
T. Vi è inoltre la distinzione tra fenomeno & cosa in sé:
U. Il fenomeno è la realtà quale ci appare tramite le forme a priori: il fenomeno non è un’apparenza, ma un oggetto reale nel rapporto con il soggetto conoscente;
V. La cosa in sé è la realtà considerata indipendentemente da noi & dalle forme a priori mediante cui la conosciamo.
La facoltà della conoscenza & la partizione della “Critica della ragion pura”.
La conoscenza si articola, per Kant, in 3 facoltà principali:
A. Sensi;
B. Intelletto;
C. Ragione.

Su questa tripartizione è basata sostanzialmente la divisione della Critica della ragion pura :
C.d.R.P.
1) Dottrina degli elementi 2)Dottrina del metodo
[isolandoli, si propone di scoprire quegli elementi [determina il metodo della
formali della conoscenza che Kant chiama PURI conoscenza]
o A PRIORI]
Estetica trascendentale
[studia la sensibilità & le sue forme a
priori di spazio & tempo, dimostrando
come su di essa si fondi la matematica]
Logica trascendentale

Analitica trascendentale Dialettica trascendentale
[studia l’intelletto & le sue forme a priori [studia la ragione & le sue tre idee di anima,
(12 categorie), dimostrando come su di mondo, Dio, mostrando come su di esse si
esse si basi la FISICA] fondi la METAFISICA]
L’uso kantiano del termine “trascendentale” connette il concetto con quello di forma a priori, che esprime una condizione che rende possibile la conoscenza della realtà fenomenica. Il trascendentale NON coincide con l’a priori inteso come contrario di empirico.
 Principale significato di TRASCENDENTALE:
Il significato del titolo dell’opera kantiana può essere interpretato in questo modo:
 la critica è della ragione, in quanto argomento della critica è la ragione & nello stesso tempo in quanto la ragione è colei che mette in atto la critica.
L’Estetica trascendentale.
* La teoria dello spazio & del tempo.
Nell’Estetica Kant studia la sensibilità & le sue forme a priori . Egli considera la sensibilità “recettiva” perché NON GENERA i propri contenuti ma li ACCOGLIE per intuizione, dalla realtà esterna o dall’esperienza interna.
La sensibilità non è solamente recettiva, ma attiva, perché organizza il materiale delle sensazioni(intuizioni empiriche) attraverso lo spazio & il tempo, che sono le forme a priori(intuizioni pure) della sensibilità.
* Lo SPAZIO è la forma del senso esterno, rappresentazione a priori necessaria, a fondamento di tutte le intuizioni esterne, & del disporsi delle cose l’una accanto all’altra.
* Il TEMPO è la forma del senso interno, che sta a fondamento del disporsi dei nostri stati interni in successione.
1. Kant giustifica l’apriorità dello spazio & del tempo nell’esposizione metafisica & in quella trascendentale:
1. Nell’esposizione metafisica Kant confuta :
1. La visione EMPIRISTICA che considerava spazio & tempo come nozioni tratte dall’esperienza;
2. La visione OGGETTIVISTICA che considerava spazio & tempo come entità a sé stanti o recipienti vuoti;
3. La visione CONCETTUALISTICA che considerava spazio & tempo come concetti esprimenti i rapporti fra le cose.
1. Contro l’interpretazione empiristica dice che spazio & tempo NON POSSONO derivare dall’esperienza: infatti per fare un’esperienza qualsiasi dobbiamo già presupporre le rappresentazioni originarie di spazio & tempo;
2. Contro l’interpretazione oggettivistica, Kant sostiene che se spazio & tempo fossero recipienti vuoti, dovrebbero continuare ad esistere anche nell’ipotesi che in essi non vi fossero oggetti, anche se non si può concepire qualcosa che senza un oggetto sia tuttavia reale. Spazio & tempo non sono contenitori in cui si trovano gli oggetti, ma quadri mentali a priori entro cui connettiamo i dati fenomenici.
3. Contro l’interpretazione concettualistica, Kant afferma che spazio & tempo non possono essere trattati come concetti perché essi hanno una natura intuitiva & non discorsiva.
* La fondazione kantiana della matematica.
Nell’esposizione trascendentale Kant giustifica ulteriormente l’apriorità dello spazio rispetto al tempo.
 QUAL’E’ ALLORA IL PUNTO D’APPOGGIO DELLE COSTRUZIONI SINTETICHE A PRIORI DELLE MATEMATICHE?
 Esso risiede nelle intuizioni di spazio & tempo: la geometria dimostra sinteticamente a priori, le proprietà delle figure mediante l’intuizione pura di SPAZIO & l’aritmetica determina sinteticamente & a priori la proprietà delle serie numeriche, basandosi sull’intuizione PURA di tempo.
Per quale motivo, allora, le matematiche, pur essendo una costruzione della nostra mente valgono anche in natura?
Galileo aveva risposto che Dio, creando, geometrizza, postulando così una struttura ontologica di tipo matematico. Kant, dichiarando la cosa in sé inconoscibile, non poteva presupporre queste armonie prestabilite. Escludendo ogni garanzia di tipo metafisico o teologico, egli afferma, invece, che le matematiche possono venire applicate agli oggetti dell’esperienza fenomenica perché quest’ultima possiede già di per sé una configurazione geometrica &d aritmetica.

L’analitica trascendentale.
* Le categorie.
La seconda parte della Dottrina degli elementi è la Logica trascendentale, ovvero
Un tipo di logica che presenta una fisionomia originale rispetto a quella della tradizione, cioè ha come specifico oggetto di indagine l’ORIGINE, l’ESTENSIONE & la VALIDITA’ OGGETTIVA delle conoscenze a priori che sono proprie dell’intelletto & della ragione.
Sensibilità & intelletto sono entrambi indispensabili alla conoscenza perché “Senza sensibilità nessun oggetto ci verrebbe dato & senza intelletto nessun oggetto verrebbe pensato. I pensieri senza contenuto sono vuoti, le intuizioni senza concetti sono ciechi”.
Kant sostiene che le intuizioni sono delle AFFEZIONI, ossia qualcosa di passivo; I concetti sono invece delle FUNZIONI, cioè operazioni attive che ordinano o unificano diverse immagine sotto una comune.
2. I concetti si dividono in 2 categorie:
3. CONCETTI EMPIRICI, cioè ricavati dall’esperienza &
4. CONCETTI PURI, cioè presenti a priori nell’intelletto.
7. I concetti puri sono le categorie, i CONCETTI BASILARI DELLA MENTE CHE RAPPRESENTANO LE SUPREME FUNZIONI UNIFICATRICI DELL’INTELLETTO.
A differenza delle categorie aristoteliche che hanno un valore ontologico & gnoseologico al tempo stesso, le categorie kantiane hanno esclusivamente una portata gnoseologico-trascendentale, poiché rappresentano i modi di funzionamento dell’intelletto, che non valgono per la cosa in sé, ma solamente per il fenomeno.
* Kant formula la tavola delle categorie secondo questo criterio:
poiché pensare è GIUDICARE(cioè attribuire un predicato ad un soggetto), ci saranno tante CATEGORIE(predicati primi), quante sono le maniere fondamentali di giudicare.
TAVOLA DEI GIUDIZI.
QUANTITA’
QUALITA’
RELAZIONE
MODALITA’
Universali
Affermativi
Categorici
Problematici
Particolari
Negativi
Ipotetici
Assertori
Singolari
Infiniti
Disgiuntivi
Apodittici
TAVOLA DELLE CATEGORIE.
QUANTITA’
QUALITA’
RELAZIONE
MODALITA’
Unità
Realtà
Dell’Inerenza & sussistenza(sostanza & accidente).
Possibilità/impossibilità
Totalità
Negazione
Della Causalità & dipendenza(causa &d effetto)
Esistenza/inesistenza
Pluralità
Limitazione
Della Comunanza(azione reciproca tra agente & paziente)
Necessità/contingenza
* La deduzione trascendentale.
Dopo aver formulato la tavola delle categorie, Kant deve giustificare la loro validità & il loro uso, problema che egli denomina DEDUZIONE TARSCENDENTALE.
* Deduzione non in senso logico-matematico, bensì in senso giuridico-forense, cioè la dimostrazione della legittimità di diritto di una pretesa di fatto.
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