Genealogie del surrealismo

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Testo

2 – Genealogie del surrealismo

Sul piano strettamente filosofico, i surrealisti si sentirono molto vicini al pensiero tedesco di Kant e di Hegel, di Feuerbach e di Marx.
Hegel appare più importante di tutti gli altri. Non si deve pensare con questo che i surrealisti si presentino come degli hegeliani ortodossi. Molte delle loro concezioni si allontanano da quelle dell’idealismo hegeliano: basti pensare alla distanza intercorrente fra il razionalismo di Hegel e la sua teoria del potere assoluto e le concezioni “antirazionalistiche” ed “anarchiche” dei surrealisti. Ma ciò nondimeno, il surrealismo farà suoi certi concetti che si ritrovano nel pensiero hegeliano: si pensi, per esempio, al concetto di “humor oggettivo” o a quello di “poetizzare dell’arte”. Fondamentale è inoltre la dialettica hegeliana che verrà pienamente adottata dal surrealismo come metodo di superamento delle contraddizioni generalizzandola al fine di trarne nuove conclusioni.
L’importanza della psicanalisi nell’ambito del surrealismo può essere vista soprattutto in relazione a quella categoria del desiderio a cui per prima la psicanalisi freudiana ha dato dignità scientifica. Per i surrealisti, in tal senso, il desiderio è visto come la grande forza unificatrice, la “causa” delle cause e il motore di ogni superamento delle contraddizioni. È il desiderio, inoltre, che ci rende ribelli alle censure, ai tabù sessuali, intellettuali e morali e anima l’anticonformismo violento e salutare di coloro che rifiutano di abbassare la testa di fronte all’arroganza e alle lusinghe del potere. Ed è il desiderio, inoltre, che ci porta a glorificare l’universo e ad erotizzarlo, a cogliere in esso il meraviglioso, così come a denunciare le forme di soggezione, economiche e non, che ostacolano nell’uomo l’esercizio più pieno della propria creatività e la manifestazione, in tutti i modi possibili, di nuove pratiche liberatorie. “Il desiderio, sola molla del mondo, il desiderio, solo rigore che l’uomo debba conoscere”, scrive Breton il L’amour fou.

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