l'architettura del postmodernismo

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L’architettura postmoderna

La nascita del postmoderno e
La sua definizione
Si cominciò a parlare del postmoderno a partire dagli anni sessanta,dapprima in area statunitense e poi europea, con riferimento a tendenze affermatesi in quel periodo e accomunate da un atteggiamento di distacco o di aperta polemica nei confronti dei fondamenti teorici del movimento moderno. Sebbene il fenomeno abbia interessato anche l’arte e la letteratura, è nel campo dell’architettura che il postmoderno ha avuto la sua più rapida e significativa diffusione. Sia pur con molte oscillazioni che ne caratterizzavano l’impiego, il concetto di questo movimento si può definire anzitutto in riferimento a una presa di distanza nei confronti del moderno inteso come epoca dominata dall’ideale del progresso, dell’accentuazione del valore del nuovo e dell’originalità. Questo comporta un generale atteggiamento di recupero critico delle tradizioni e delle convinzioni linguistiche proprie nei vari campi e una riflessione, talvolta ironica, su forme o moduli ereditati dal passato. in architettura, ciò si è espresso nella ripresa in chiave eclettica degli stili del passato, che permette una maggiore libertà compositiva, una ricchezza decorativa , una nuova apertura verso i significati simbolici dell’immagine architettonica. In questo senso il post modernismo assume un carattere specifico nell’ambito nordamericano, dove si arricchisce mediante il contatto con tutti quei fenomeni( dal passaggio metropolitano, al kitsch, alla pubblicità ) che aveva già ispirato l’arte pop: si realizza così un tratto comune a tutto il post modernismo e cioè il rinnovato rapporto con le tradizioni e i codici costruttivi locali, in polemica con il loro azzeramento totale e la generale omologazione dei linguaggi operata dallo stile internazionale.
L’iniziatore del postmoderno si può considerare Robert Venturi, che se già in “Complessità e contraddizione in architettura” (1966), aveva accusato pubblicamente la dottrina modernista di aver escluso dai suoi canoni il ricorso alla metafora e all’ambiguità, in “ Imparando da Las Vegas” ( 1972) opera quella contaminazione propria del postmoderno fra pop art e repertorio classico,coniugando la lezione storicistica di Kahn con la fervente vitalità dello scenario di Las Vegas.
Il concetto di “doppio codice“di Jencks
La teorizzazione del concetto di postmoderno in architettura si deve a Jencks, che, in “LInguaggio dell’architettura postmoderna” (1977), lo adopera per definire certi fatti salienti delle opere di architetti come Venturi,Moore, Graves etc.,nei quali si manifesta un’evoluzione decisiva rispetto ai codici propri del moderismo.Nell’ambito di una produzione varia e diversificata Jencks individua nel concetto di –doppio codice- il principale connettivo fra questi architetti:- Un edificio postmoderno è per dirla in poche parole un edificio che comunica almeno a due livelli in uno stesso tempo: agli altri architetti e a una minoranza che comprende i significati specifici dell’architettura, e a un più vasto pubblico che si occupano di altri problemi quali comfort, la costruzione tradizionale e lo stile di vita. Così l’architettura postmoderna appare un ibrido e si può riferire a una facciata di un tempio classico greco. Quest’ultima è un’architettura geometrica di eleganti colonne scanalate nella parte inferiore, mentre in alto presenta un tumultuoso bassorilievo di giganti in lotta, un frontone dipinto in rosso e blu profondi. Gli architetti possono leggervi le implicite metafore, mentre il pubblico può reagire alle metafore esplicite e ai messaggi degli scultori. Di fatto,ognuno risponde in qualche modo a entrambi codici di significato, così come fa di fronte a un edificio postmoderno, ma certamente con una diversa intensità e comprensione : è questa discontinuità di gusti e di cultura la base teorica del “doppio codice” del modernismo.-
L’architettura post moderna è veramente in opposizione a quella moderna?
Nel dibattito critico si ripropone continuamente il problema se il postmoderno sia un’autentica alternativa rispetto alla modernità o non ne sia, invece, una prosecuzione; il dubbio su questo punto è soretto anche dal fatto che il postmoderno si presenta come una ripresa di molti elementi delle tradizioni precedenti,e,talvolta, anche di quella moderna.Mentre per Jencks il postmoderno non è rivoluzionario, me evolutivo rispetto aiò che lo procede, Rowe condanna tutta l’arte moderna: Più equilibrata,forse, è la posizione di Portoghesi, secondo il quale non si deve rifiutare tutta l’eredità del movimento moderno, ma solo l’irrigidimento dai suoi canoni.
La diffusione e la conseguenza
del postmoderno
La produzione in stile postmoderno è stata molto vasta, soprattutto in America, e ha interessato tutte le tipologie: dal grattacielo alla casa unifamiliare, dalla villa in campagna all’allestimento di mostre. I risultati sono stati estremamente eterogeri, ma è indubbio un progressivo scadimento della qualità e il frequente intrecciarsi con il kitsch.
I maggiori esponenti
dell’architettura postmoderna
Tra i molti esponenti dell’architettura postmoderna possiamo ricordare: Robert Venturi, Charles Williard Moore, Michael Graves e Aldo Rossi.
Robert Venturi
Robert Venturi è stato un grande architetto statunitense, che come si è detto prima, si può considerare l’iniziatore dell’architettura postmoderna. Venturi è nato a Philadelphia nel 1925. la sua esperienza parte dalla problematica aperta da Kahn come reazione al purismo razionalista e si accosta,nella ironica messa in crisi dei codici canonici del movimento moderno, alle sperimentazioni del pop ( caso emblematico, la Guild house a Philadelphia, del 1961).Tra le sue molte opere citiamo: La casa Person a Chestnut Hill ( 1957) ; una facciata per un edificio ad abescon, New Jeresy (1977), in cui si mescolano temi rinascimentali e manieristi;; la Brant house Turchers Town, Bermuda 8 1978), in cui gli elementi mescolati nella facciata sono tratti dalla tradizione classica e rinascimentali.
Non vanno dimenticati i suoi saggi: “Complessità e contraddizioni nell’architettura” (1966), “Imparando da Las Vegas” ( 1972), e “ Veduta dal Campidoglio”.
Charles williard Moore
Charles williard Moore è nato nel 1925 a Benton Harbor.Il suo lavoro si sviluppa dall’evento che sta alla base dell’dea progettuale e che può essere, di vota in volta, una concreta richiesta del committente, una specifica conformazione del suolo o una presidenza. Tale definizione rende discutibile la lettura dei suoi lavori come insieme coerente e ordinato, in quanto essi sono per lo più iò risultato di una particolare suggestione o emozione. Tra i sui progetti un posto importante è occupato dalle case unifamiliari. Prendiamo ad esempio la Moore House a Orinda,California (1962), una costruzione a padiglione con copertura a piramide tronca nella quale due edicole,inserite nell’unico grande spazio centrale, hanno la funzione di introdurre un salto di scala rispetto alle dimensioni esterne dell’edificio e indicare alcuni luoghi privilegiati creando gerarchie spaziali. Gli stessi temi compositivi si ritrovano nel complesso residenziale SeaRanch Condominium, California ( 1963-65). Partendo, invece, da una cultura di intrattenimento: La piazza d’Italia (1975), opera che segna il trionfo del kitsch nella storia dell’architettura contemporanea, e il Wonderwall (1982-84) entrambe a New Orleans. Inoltre Moore realizza una serie di opere ispirate a una poetica del “grande gesto”.Tra queste la Biblioteca humboldt(1987-88).
Aldo rossi
Aldo Rossi è nato a Milano nel 1931. Oltre a essere stato uno dei più significativi protagonisti dell’architettura italiana del secondo dopo guerra, si ricorda anche per il suo contributo nel campo teorico.Tappe fondamentali della sua formazione è l’esperienza maturata tra il 1958 e il 1964. nella redazione della rivista “Casabella-continuità”.Agli inizi degli anni sessanta, Rossi avvia un’originale ricerca sulla relazione tra le tipologie architettoniche e la morfologia urbana che trova una sistematica formazione nel libro “ l’architettura della città” (1966).Reinterpetandro il fenomeno urbano come manufatto architettonico,Rossi,sviluppa in tale saggio alcune tesi di teoria della progettazione : l’autonomia della forma,la presenza di elementi primari nei processi di costruzione della città, la continuità della storia come riproposizione ciclica dei problemi di architettura costantemente attuali e altre. Tutta l’architettura realizzata o fatta da Rossi non si riduce a un meccanico sviluppo dimostrativo delle sue teorie. Al contrario il fascino singolare della sua opera deriva proprio dalla voluta ambiguità tra la rigorosità razionale della teoria e la dimensione poetica della pratica progettuale. I suoi disegni oscillano costantemente tra i poli opposti del realismo e del surrealismo, del razionale e dell’irrazionale. Tra i suoi primi progetti importanti: il monumento alla Resistenza a Cuneo (1962),il Ponte di ferro a Milano (1964), la piazza del municipio di Segrate (1966), Il Teatro Del Mondo , costruito per la Biennale Di Venezia ( 1979), la ricostruzione di Carlo Felice A Genova ( 1981-90) .

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