La vite ed il pesco

Materie:Appunti
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Testo

Il pesco
(persica vulgaris)

Le regioni maggiori coltivatrici di ulivo sono l’Emilia Romagna, Piamonte; Il Veneto, la Basilicata; la Puglia, la Sicilia, la Calabria, la Campania, il Lazio e la Toscana. Oltre che in Italia questa pianta viene coltivata anche in Spagna, Grecia e Francia
Il pesco è una pianta che non è molto longeva infatti vive circa 15 e poi muore. Non è consigliabile ripiantare dei peschi a causa di una particolare tossina che rilasciano nel terreno. La pianta di pesco ha un’altezza che varia tra i 4-6 metri. Le radici sono più espanse che profonde e sono di color arancio. Il tronco è più o meno contorto. Le foglie sono lanciolate, verdi nella pagina superiore e grigie in quella inferiore, ed hanno la lamina liscia a margine seghettato. Le gemme sono inserite sul nodo o isolate o riunite in gruppi. I fiori sono soli o raccolti in gruppi compaiono prima della fogliazione. La corolla è composta da 5 petali rosati. Il frutto è una drupa tondeggiante divisa in due parti. La polpa ha consistenza diversa secondo la cultivar può essere più o meno attaccata al nocciolo. Le pesche vengono divise per epoca di, precoci, a media maturazione e tardive; Per colore e consistenza della polpa; per utilizzazione del frutto (comuni e nettarine, per il consumo fresco e percoche per industria.
Le pesche nettarine (persica laevis) hanno il frutto glabro, in parte colorato di rosso vivo, con polpa gialla o bianca, spesso con venature rosse, ed ha un sapore moscato. In Italia sono arrivate nel 1973 dal nord America.
Le percoche presentano frutti tomentosi, gialli o lievemente colorati in rosso con polpa gialla soda ed è ideale per la sciroppatura. Sono coltivate principalmente in Campania.
La propagazione del pesco avviene per gemma dormiente in agosto settembre o a triangolo a febbraio marzo. I porta innesti franchi sono quelli maggiormente usati in ragione del discreto vigore della buona affinità d’innesto e dell’elevata produttività. Il pesco può anche essere innestato su un susino che però anno una vita più breve rispetto al pesco. Questa pianta richiede un clima mite e terreni sciolti di facile sgrondo, per questo motivo si è ambientato in molte zone frutticole d’Italia. Non resiste ai forti freddi e risente di temperature inferiori ai – 13 gradi. La potatura si effettua prima o dopo il freddo. Il fabbisogno di freddo è molto importante e oscilla tra 500 ore al nord e 1100ore al sud. Anche le brine sono molto pericolose. Le piogge insistenti ostacolano la fioritura. Il terreno deve essere di medio impasto o sciolto, fresco, fertile, neutro o debolmente alcalino. Il pesco in cultura protetta consente la maturazione di frutti a fine aprile con un anticipo di 15 giorni. Spesso però i frutti difettano di colore, pezzatura e qualità.

La vite
(Vitus Vinifera)

E’ una pianta coltivata n tutti i paesi del mondo, ad eccezione fatta per i paesi Africani. Questa pianta presenta diverse caratteristiche di qualità, l’allettamento e le varietà. Si adatta bene a tutti i terreni.
L’uva può essere divisa in due grandi categorie: Uva da tavola e una da vino. Questa pianta in Italia viene coltivata dovunque e il nostro maggior concorrente, nella produzione dell’uva da vino, è la Francia. Tuttavia le qualità delle uve italiane sono superiori, grazie al clima. Infatti al sud il grado alcolico è più alto rispetto a quello delle uve del settentrione. Dal sud Italia proviene l’uva da tavola.
In genere si usa mescolare il vino proveniente dalle uve del sud con quello proveniente dalle uve del nord. Invece in Francia si usa aggiungere al mosto dello zucchero, affinché il grado alcolico divenga più alto, cosa che però in Italia non avviene. Infatti il vino per poter essere commercializzato ha bisogno di avere un certo grado alcolico. In più se nella botte il grado alcolico è troppo basso il vino può diventare aceto.
Le radici dell’uva sono a fittone, nel caso dei semi e nel caso della talea sono fascicolate; sono comunque sempre superficiali ed estese; il fusto forma con il terreno un angolo di circa 90 gradi.
La corteccia del fusto si stacca facilmente e così gli insetti possono facilmente trovarvi rifugio. Le gemme possono essere pronte ed emettono i germogli a frutto o dormienti e entrano in vegetazione quando non ci sono le altre. Il ramo viene detto tralcio se si trova ancora attaccato alla pianta, se invece è staccato dalla pianta è dello saramenti. L’infiorescenza è a grappolo, i fiori sono piccoli e bianchi e la foglia presenta i cirri viticci che sono delle foglie modificate, che aiutano la pianta ad arrampicarsi e a sostenersi. Le foglie sono di verde intenso nella parte superiore e presentano della peluria nella parte inferiore; sono alternate e possono essere di grandezza diverse. Nella vite le gemme sono miste. Lo sviluppo secondario avviene nel periodo estivo. I tralci che si formano cosi vengono rimossi perché scarsamente produttivi o addirittura improduttivi. Il frutto è un acino e contiene dei semi. Del frutto non viene buttato nulla. Da ogni frutto otteniamo circa il 70 – 75 % di mosto e la parte rimanente si può utilizzare come concime o come combustibile. Infine dai semi si può ottenere olio.

Esempio



  


  1. enzo

    robinia pseudoacacia


Come usare