La Francia degli Enrichi

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Testo

“FRANCIA DEGLI ENRICHI”

Enrico II: Durante l’ultimo periodo del suo regno, ci fu una grande diffusione del calvinismo; In Francia quindi si crearono due grandi forze religiose: gli Ugonotti(calvinisti francesi), e i cattolici.
_I primi, gli Ugonotti, ricevero numerosi proseliti non solo dalla piccola borghesia, ma anche da numerosi nobili, impoveriti dalla guerra contro gli Asburgo; questi erano guidata dal re di Navarra Antonio di Borbone e da numerosi esponenti dell’alta aristocrazia di lignaggio come il principe di Condè e l’ammiraglio Coligny.
_L’altra parte religiosa, i cattolici, era sostenuta dal potente duca Francesco di Guisa e dal fratello cardinale Carlo di Lorena, ma anche da una folta e compatta clientela nobiliare.
Tutti e due i partiti disponevano di notevoli risorse economiche e militari; dato che la spaccatura diventa anche politica l’unico che riusciva a tenere la pace nel regno era il sovrano.
Nel 1559 morì Enrico II e il regno andò nelle mani di suo figlio Francesco II ancora quindicenne e marito di Maria Stuart nipote dei Guisa; i Guisa si ritrovarono così a capo della Francia. Gli Ugonotti, inferociti presero le armi e si verificarono i primi disguidi.
Un anno dopo morì anche Francesco II e l’erede al trono fu il fratello minore Carlo IX di dieci anni, che però era ancora troppo piccolo per regnare quindi fu affiancato dalla regina madre Caterina de’ Medici. Questa regina madre, non avendo i soldi per armare un esercito decise di emanare nel 1562 un EDITTO DI TOLLERANZA che diede agli ugonotti la libertà di professare la propria religione nelle case di nobili, fuori dalle mura delle città, per placare gli ormai giornalieri scontri tra bande religiose. I cattolici, non mandarono giù questo editto e quindi nel marzo dello stesso anno ammazzarono una settantina di ugonotti riuniti a Vassy per una congregazione religiosa (STRAGE DI VASSY), dando inizio ad una guerra civile. Questo periodo di scontri continui durò per circa 36 anni.
L’obbiettivo di Caterina era di mantenere intatta la supremazia della corona così da consegnarla intatta ai propri figli. Questa per un certo periodo si mostrò accondiscende con gli ugonotti, che dopo la morte del re di navarra furono capeggiati da Coligny. Caterina inoltre dichiarò il matrimonio tra propria figlia Margherita di Valois e l’erede di Antonio di Borbone, Enrico di Borbone. Accortasi dello scompiglio che aveva creato nel regno con il matrimonio, decise di far uccidere il capo ugonotto (Coligny) proprio durante questa cerimonia (22 agosto 1572) questo però causo una strage nei giorni seguenti, difatti ci fu la strage della notte di San Bartolomeo (23-24 agosto 1572) dove persero la vita migliaia di calvinisti, ma Enrico di Borbone riuscì a salvarsi.
Una parte di cattolici, fondarono i POLITIQUES erano sostenuti dal giurista Jean Bodin e il duca Francesco d’Angiò figlio minore di Caterina; questi erano disposti a sacrificare l’unità religiosa del regno per salvare quella politica.
Due anni dopo la notte di S. Bartolomeo, Carlo IX morì e salì al trono suo fratello Enrico III di Valois sospettato di avere simpatie calviniste e quindi riaccese il conflitto; così gli ugonotti si fecero guidare da Enrico di Borbone, e i cattolici riformarono la lega santa(1576) alla cui prese la guida un altro Enrico, da casa Guisa.Tutto sembrava essere sistemato ora, ma con la morte del fratello minore di EnricoIII (Francesco), l’erede + diretto era Enrico di Borbone. Lo scontro si riaccese + forte che mai ed Enrico III si pose sotto la guida di Enrico di Guisa, che però lo fece assassinare perché lo aveva umiliato; quindi prima di morire Enrico III lasciò il trono a Enrico di Borbone(EnricoIV) supplicandolo di convertirsi. Enrico IV impiegò 4 anni per piegare la resistenza dei cattolici insediti a Parigi , ed arrivò anche a chiedere aiuto a FilippoII il quale voleva sua figlia sul trono di Francia. EnricoIV si convertì al cattolicesimo nel febbraio del 1594 e la guerra civile terminò, però finì definitivamente nel 1598 senza né vincitori né vinti con la pace di Vervins.
Enrico IV salito sul trono di Francia attuò una politica di indulgenza e di riconciliazione nazionale, i suoi ex correligionari ottennero la libertà religiosa e fu il trionfo delle idee dei politiques. Nel 1598 emanò l’EDITTO DI NANTES concesse la professione del calvinismo in tutta la Francia tranne a Parigi e gli concesse gli stessi diritti dei cattolici. Questo re si impegnò nella ricostruzione politica ed economica del regno, si impegnò a spianare la strada dell’assolutismo regio ai suoi successori ed affidò il compito di riorganizzare le finanze all’abile ministro Sully fedele compagno di armi che attuò la vendita delle cariche pubbliche e fece un’importante riforma fiscale(riduce la taglia imposta pagata dalle famiglie non privilegiate, ma alza le imposte indirette), introdusse una nuova tassa la paulette(tassa pagata dai funzionari pubblici per trasferire la propria funzione ai suoi successori). Nel 1610 morì pure Enrico IV assassinato da un monaco fanatico.
Questo drammatico fatto apre un nuovo vuoto di potere e per l’ennesima volta sale al potere una donna, la moglie dell’ex re Maria de’Medici, d'altronde suo figlio Luigi XII aveva solo 8 anni. Questo fu ancora un momento difficile per la Francia, difatti un bambino inesperto ed una regina straniera è difficile che riescano a governare comeun re energico come enrico IV. I nobili iniziarono a rivendicare le proprie libertà ed i contadini e gli operai erano affamati; i funzionari statali si misero contro la politica finanziaria di Sully e lo stato sembra ricadere nell’ANARCHIA.
La regina madre nel 1614 fu costretta a convocare gli stati generali (riunione tra i rappresentanti dei 3 stati francesi: clero, nobiltà e resto) ma la riunione finì con un nulla di fatto.
Nel 1624 Luigi XIII ebbe la brillante idea di affidare la direzione del consiglio della corona al cardinale RICHELIEU, un uomo quarantenne energico determinato e scaltro che aveva un solo obbiettivo: accrescere la potenza dello stato francese all’interno e sul piano internazionale.
Innanzitutto fece una strage di nobili che si opponevano alla sovranità assoluta della corona; affidò il compito di salvaguardare il regno agli intendenti (polizia, giustizia e finanze); in campo economico, applicò pesanti dazi doganali all’importazione di manufatti e agevolò l’importazione di materie prime e l’esportazione di prodotti francesi; in campo politico affidò tutti i poteri decisionali al CONSIGLIO DALL’ALTO molto + ristretto e + manovrabile del consiglio della corona; in campo religioso, nel 1627 assediò la Rochelle piazzaforte calvinista e la costrinse alla resa, e nel 1629 con l’ATTO DI ALES gli ugonotti ottennero la libertà religiosa ma senza le loro fortificazioni e senza il loro esercito.
Nel Dicembre del 1642 il cardinale Richelieu morì, ed il re LuigiXIII era ad un soffio dalla morte quindi il potere entrò in una nuova fase di reggenza, perché il figlio del re (LuigiXIV) aveva soli cinque anni, e come al solito, durante questi periodi vi erano dei grandi disordini e rivolte antifiscali e antimonarchiche; il potere lo presero quindi la regina madre Anna d’Austria e il cardinale, creatura di Richelieu, Giulio Mazarino.
Le finanze dello stato stavano cedendo, difatti la Francia, già impoverita dalla guerra contro gli Asburgo, s’impoverì ancora di più grazie alla resistenza nel pagare le tasse applicata da nobili, contadini e borghesi; la riscossione delle tasse fu così affidata ad appaltatori senza scrupoli ed agli intendenti, aumentarono così gli spargimenti di sangue.
Quest’iniziativa danneggiò il ceto dei funzionari pubblici, che vede una riduzione di stipendi e nel 1648 la corte emanò un editto che sospese i loro stipendi per ben quattro anni; il parlamento rifiutò questo provvedimento ed oltre a ridurre le imposte ridiede i poteri degli intendenti ai funzionari, il parlamento si comportò così per rivendicare a sé ampi poteri di controllo sul governo, limitando l’assolutismo regio.
Un’altra guerra civile stava per iniziare, questa è quella della FRONDA (deriva da fionda, arma usata dai piccoli parigini insorti a sostegno del parlamento).
Questa guerra era basata da due proteste (fronde) contro Mazarino, la prima era quella parlamentare che si concluse nel 1649 perché le due forze contro si resero conto dell’impossibilità di prevalere l’una sull’altra. Il principe di Condé, vincitore della battaglia contro gli spagnoli durante la guerra dei trent’anni, pretendeva onori e poteri eccezionali per sé ed i suoi seguaci, ma Mazarino lo fece arrestare nel 1650. Questo fatto fece scattare la fronda principesca formata dai principi appoggiati segretamente dalla Spagna; questi principi volevano l’allontanamento della regina e di Mazarino accusati di tirannia, così Mazarino uscì un’altra volta da Parigi.
Questa guerra intestina portò ad una situazione drammatica di miseria e lo stato si stava scompaginando; però, nel 1652, finì con la vittoria dei realisti, così il nuovo re LuigiXIV ritornò a Parigi nell’ottobre del 1652 e Mazarino nel febbraio del 1653.
Occorsero parecchio tempo e molta fatica prima di riordinare tutto, e gli intendenti, per essere accetti dalla popolazione dovevano cambiare la denominazione della loro carica.
Ora vi era da eliminare anche il giansenismo, movimento ispirato alle opere del vescovo Giansenio e del teologo Antoine Arnauld; questa religione era basata sulla peccaminosità dell’uomo e sulla predestinazione alla salvezza.
Il papa dichiarò eretiche alcune proposizioni contenute nel libro del vescovo e scoppiò una disputa, a favore del Giansenismo vi era il filosofo Blaise Pascal condannato eretico pure lui.
Il re era tenuto a combattere l’eresia così intervene il governo per abbattere i giansenisti.
Mazarino aveva completato così l’opera di Richelieu e LuigiXIV era ormai adulto; questo come disse lui era il primo ministro di sé stesso.

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