Armature Medievali

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Testo

ARMATURA
L’armatura a maglia di ferro, costituita da piccoli anelli di ferro o di acciaio collegati tra loro, fu il principale tipo di armatura usata dal periodo celtico fino al XIII secolo. Dopo di allora i cavalieri cominciarono a trovare poco confortevoli tali armature ma, soprattutto, poco protettive nei confronti di armi quali i martelli da guerra e le spade a due mani.
All’inizio l’armatura in lamiera (o a piastre), che era stata appunto introdotta nel XIII secolo, fu semplicemente aggiunta all’armatura a maglia. Dal 1400, invece, fino all’avvento delle armi da fuoco nel 1600, i cavalieri andarono in guerra completamente incapsulati in armature di lamiera.
È opinione comune che le armature a piastra fossero goffe e rigide. Ma se fosse stato veramente così, non sarebbero mai state usate in battaglia. In realtà, un uomo in armatura poteva fare ogni cosa che fosse capace di fare quando non la indossava. Il “segreto” stava nel modo in cui gli armaioli sagomavano le piastre perché potessero muoversi l’una rispetto all’altra seguendo i movimenti del cavaliere. Alcune piastre erano incernierate e potevano ruotare una sull’altra. Altre erano unite da perni scorrenti in un’asola, in modo da poter non solo ruotare ma scorrere. Molte erano connesse mediante stringhe interne di cuoi che ne facilitavano lo scorrimento reciproco. Quelle sagomate a tubo avevano imbocchi a flangia o a manicotto così da infilarsi l’una nell’altra e da ruotare senza scoprire parti del corpo.
Le armature si possono suddividere in tre categorie principali in base al loro peso, quindi si ha:
- l’armatura leggera;
- l’armatura media;
- l’armatura pesante.
Le armature leggere sono quelle più semplici le cui protezioni sono fatte di cuoio, placche o anelli metallici. Sono vulnerabili a perforazioni di frecce scoccate su lunga distanza, armi pesanti da botta e taglio. Nonostante ciò esse consentono un'ottima libertà di movimento, la corsa e movimenti piuttosto scattanti.
Giaco Imbottito (Quilted Armor)
Protezione imbottita, simile ad una casacca; leggera, non ingombrante, ma offre una protezione minima se non nulla a qualsiasi attacco a distanza o ravvicinato. Solitamente portata sotto ad una corazza più pesante.
Corazza in cuoio (Leather Armor)
Le armature di cuoio sono composte da diversi pezzi: casacca, spalline, guanti, bracciali, stivali.
Semplici corsetti di cuoio, a volte rafforzati con borchie metalliche; leggere e garantiscono una discreta protezioni da colpi ravvicinati di armi leggere da taglio. Inefficaci contro armi pesanti di qualsiasi genere.
Armatura a Maglia d' Anelli
Questa armatura è formata da anelli piani di metallo cuciti sull'armatura di cuoio o imbottita. Assomiglia all'armatura a maglia (chain mail), ma i collegamenti degli anelli non sono strettamente intrecciati. Non molto ingombrante, preventiva per danni da taglio e da perforazione, assolutamente inefficace contro danni da botta. Solitamente vengono abbinate a questa corazza altri tipi di protezione più pesanti.
Cotta di Maglia (Coat o Chain Mail)
Armatura leggera è formata da anelli rivettati chiusi e uniti, copre sino a sopra le ginocchia e sino ai polsi.
Può essere completa di camaglio, cioè una copertura per il capo fatta da anelli rivettati, o con camaglio a parte.
Sotto alla cotta di maglia spesso è usato un leggero giaco di cuoio che non era mai fissato agli anelli della cotta.
Attutisce in parte i colpi di spada mentre fornisce una scarsa protezione dai colpi di mazza o dai dardi di balestra.
Armatura a scaglie
Questo tipo di armatura è creata, utilizzando una combinazione di pelle e metallo tagliato a forma di piccole, medie o grandi scaglie, interlacciate fra loro e cucite sul cuoio. Le Armature a scaglie offrono più protezione delle armature di cuoio, ma senza la rigidezza, il peso e la grossa massa propria delle armature di metallo. Garantisce una discreta protezione da tagli, perforazioni e botte, ma resta vulnerabile agli attacchi particolarmente vigorosi.
Seconda categoria era quella delle armature medie. Hanno un peso medio e sono le migliori per il corpo a corpo. Sono solitamente costituiti da parti essenziali:
- corsetto;
- spallacci;
- gonna e cosciali.
Questa armatura consente la corsa per brevi tratti, movimenti piuttosto liberi, media la protezione da frecce, protezione da perforazione, taglio e urti da armi leggere e medie. Ma nonostante ciò ci sono anche dei difetti di questa armatura infatti il peso è aumentato, equilibrio è diminuito ed è inefficace contro armi pesanti.
Armatura a Piastre da Busto
Non prevede la copertura delle braccia e delle gambe consentendo, cosi, movimenti più rapidi con la consapevolezza di un’ottima copertura della cassa toracica anteriore e posteriore.
Armatura a Stecche di ferro (Splint Mail):
La Splint mail è una variante dell'armatura a bande ( Strisce di metallo orizzontali) in cui le strisce di metallo sono applicate verticalmente sulla protezione di maglia d'anelli, di cuoio o dell'abito indossato piuttosto che orizzontalmente come nell'armatura a bande. Poiché il corpo umano non ruota ad altezza "metà torso" per quanto possa invece flettere verso avanti e indietro questo tipo di armatura è più restrittiva e comoda in battaglia rispetto ad altri tipi di armature.
Ultima classe è quella delle armature pesanti. Si tratta delle classi di corazze più pesanti, complete e resistenti. Sono anch'esse forgiate sotto forma di piastre.
Possiamo suddividere un'armatura completa in due parti fondamentali: la superiore e l'inferiore.
Un'armatura pesante garantisce un'ottima protezione di tutto il corpo, ma ne sacrifica agilità e movimenti a causa dei numerosi componenti che la completano e del loro peso non indifferente.
Infatti se un soldato cadeva, gli risultava difficile alzarsi e anche pericoloso. Con l'allenamento e l'uso gli appartenenti a gilde guerriere riescono ad ottenere un buon equilibrio pur mantenendo il malus della lentezza.
Armatura a Piastre
L`armatura a Piastre è una combinazione di varie parti di piastra metallica collegate da piccole sezioni di armatura chainmail. Il vantaggio di quest'armatura è che lascia poche parti del corpo non protette. Armi e stili che si basano sull'attacco di punti non protetti e deboli dell'armatura sono poco efficaci contro questo tipo di armatura.
Armatura a Piastre Completa
Versione integrale della precedente che comprende anche gambali e stivale oltre che bracciali e guanti ed elmo
RADIOGRAFIA DI UN’ARMATURA
Ogni armatura era composta da varie parti che coprivano completamente il guerriero.
Queste parti erano:
➢ Elmo;
➢ Gorgiera;
➢ Spallaccio;
➢ Avambraccio;
➢ Manopola;
➢ Guanto;
➢ Parte anteriore della corazza;
➢ Cosciali;
➢ Ginocchiera;
➢ Gambali;
➢ Sabaton.
• ELMO
I guerrieri hanno sempre indossato elmi fin dall’età del bronzo, ma solo nel Medioevo questi divennero più grandi, e più pesanti, in modo da proteggere anche il viso e il collo. Il più grande e pesante di tutti era il modello “heaume”, un enorme elmo che il cavaliere portava attaccato alla sella quando non era in combattimento. Nel tardo Medioevo gli elmi chiamati bacinetti erano assicurati al resto dell’armatura che proteggeva il corpo con viti e anelli, come pure esistevano tipi con parti imperniate, quali le visiere degli elmi chiusi. Un ulteriore sviluppo fu costituito da elmi più piccoli e leggeri quali il morione e il pentolare. Dopo il 1600 gli elmi furono generalmente sostituiti da copricapo militari farri di ottone oppure di cuoio, feltro o pelliccia.
Tipi di elmo:
• Elmo chiuso; il più caratteristico del XVI secolo che copriva anche il mento e comprendeva una gorgiera.
• Elmo a parte superiore piatta; elmo indossato dai Crociati e altri cavalieri europei dall’inizio del 1200. Le strisce di rinforzo sono a forma di croce.
• Elmo conico; dopo il 1350 l’elmo fu usato principalmente nei tornei. Questo elmo veniva indossato sopra un bacinetto, costituendo un notevole peso sulle spalle del cavaliere.
• Morione crestato; era peculiare nelle fanterie, specialmente arcieri e moschettieri, che trovavano l’elmo aperto più adatto per poter prendere la mira.
• Barbuta; tipico elmo italiano, realizzato a modello degli elmi corinzi. Le borchie fissate sulla parte superiore reggevano un serto di tessuto; a quelle inferiori era invece assicurato il sottogola che tratteneva la barbuta non appena veniva rialzata sul capo e buttata all’indietro.
• Bacinetto; nato in Italia nel XIV secolo, aveva probabilmente in origine una celata ribaltabile sulla fronte. Ma venne poi affermandosi la più pratica incernieratura laterale che in Germania veniva scherzosamente chiamata “Hundsgugel”, cioè museruola per cani.
• Cappello di ferro; un elmo piuttosto insolito è a forma di cappello dall’alto cocuzzolo, dotato di una piastra scorrevole davanti per la protezione del naso. Era indossato dai cavalieri durante la guerra civile inglese. Ricoperto da un altro materiale e abbellito da una piuma, era del tutto simile ai cappelli civili dell’epoca.
• Pentolare; può essere “da picchiere” o “a coda d’aragosta”; entrambi sono del XVII secolo: il primo aveva tese piatte e lamine paraguance, mentre il secondo era conosciuto “a coda d’aragosta” perché era dotato di una protezione per il viso, una per il collo e due per le guance.
• GORGIERA
Protezione per il collo composto da collari di lamiera. È stato aggiunto in tutti i tipi di armatura a partire dal XIII secolo.
• SPALLACCIO E AVAMBRACCIO
Grosse piastre metalliche che proteggono le spalle. Nelle armature complete le protezioni del braccio e gli spallacci sono "fuse" in un unico componente, formato appunto da spallacci e copribraccio collegati da piastre metalliche rivettate e snodabili per agevolare i movimenti. Il gomito e l'incavo di questo sono celati dalla cubitiera, che funge anche da cerniera per permettere il movimento del braccio. La parte a protezione dell'avambraccio è chiuso tramite cinghie o ganci.
• MANOPOLA E GUANTO
È formata da piastre che proteggono e seguono il movimento delle dita. Alla manopola era fissato un guanto interno di cuoio. Al bordo era incernierata la piastra a protezione del pollice. I guanti a piastra proteggevano le mani molto meglio della maglia metallica, in quanto erano più solidi e non si flettevano non appena ricevevano un colpo.
• CORSETTO
Protezione del busto dai bordi coordinati per deviare i colpi delle armi da taglio. Presenta delle cinghie per collegare la parte frontale con quella posteriore (a protezione della schiena). I bordi inferiori si aprono formando la cosiddetta gonna, alla quale si fissano i cosciali.
• COSCIALI
Costituiti da una serie di piastre metalliche rivettate tra loro per consentire all'armigero di sollevare la gamba. Sono protezioni per la parte superiore delle cosce collegati al Corsetto per mezzo di cinghie.
• GAMBALI E SABATON
Trattasi di protezioni per la parte anteriore dello stinco (schinieri). I gambali avvolgono l'intera parte inferiore delle gambe e vengono chiusi mediante ganci. Tramite cerniere e rivetti vi è collegato il Sabaton, la protezione del piede, formata da piastre metalliche rivettate e snodate per consentire al piede di piegarsi e quindi camminare correttamente.
ARMATURE DEL PRIMO MEDIOEVO
Nell'XI secolo l'armatura dei cavalieri consisteva di una tunica, detta usbergo, lunga fino alla coscia, tessuta in maglia di ferro, con maniche lunghe fino al gomito, e di un elmo conico dotato di protezione per il naso. Nel XII secolo l’usbergo fu esteso a coprire le braccia e le gambe; completavano l’armatura guanti e scarpe di ferro. La maglia di ferro offriva resistenza alle armi da taglio, ma poteva essere penetrata dalle punte di lance e frecce e non offriva un’efficace difesa contro colpi inferti con mazze ferrate o proiettili. Per assorbire gli urti venne allora adottata un’imbottitura; sotto l’elmo veniva indossato un cappuccio detto camaglio.
Nell'XI secolo il combattimento con lancia in resta, cioè tenuta sotto l'ascella destra, divenne una tecnica di battaglia codificata. Durante i combattimenti il lato sinistro del cavaliere, cioè il lato dello scudo, era sempre rivolto verso il nemico, e l'antico scudo ovale venne modificato in una forma allungata, che terminava inferiormente a punta in modo da proteggere il cavaliere dagli occhi alle ginocchia. Quest'armatura limitava fortemente i movimenti del combattente. In seguito fu aggiunta all'elmo una visiera per la protezione del volto e furono introdotte robuste protezioni per le gambe. Dal momento che la visiera rendeva irriconoscibile il cavaliere, l'identità di questi era dichiarata dalle insegne raffigurate sullo scudo: fu questa l'origine dell'araldica. Per proteggersi dalla pioggia e dal sole i cavalieri indossavano sopra l’armatura una tunica di stoffa detta giornea, a sua volta recante le insegne.
Nel corso del XIV secolo le armature vennero modificate in modo da deviare i dardi scagliati dalle balestre che, viaggiando a elevata velocità, penetravano facilmente la maglia di ferro. Vennero realizzate così nuove “pezze d’arme” per braccia e gambe e una sorta di giubba che, dotata di piccole piastre fissate internamente, si chiudeva sul davanti aderendo al corpo. Siccome durante il combattimento il lato sinistro del corpo era quello maggiormente esposto, la giubba doveva essere chiusa sovrapponendo il petto sinistro al destro (questo sistema è tuttora utilizzato nell’abbigliamento da uomo).
ARMATURE TARDOMEDIOEVALI
L'armatura completamente articolata sviluppata nella prima metà del XV secolo è detta gotica a causa dell'enfasi data alle linee verticali e al caratteristico profilo dotato di punte, sul modello dell'architettura gotica. Intorno al 1500 lo stile cambiò e cominciarono a prevalere forme più arrotondate, caratteristiche di uno stile rinascimentale.
Poiché l'armatura doveva garantire la massima protezione con il minimo peso, nella sua realizzazione era di importanza cruciale la scelta dei materiali e la disposizione delle varie parti. Un completo da battaglia non doveva superare i 29 kg circa e una tale armatura, ben articolata e aderente al corpo, doveva consentire al cavaliere una piena mobilità, così da poter montare su un cavallo anche senza staffe, in caso di emergenza. L'armatura da torneo pesava almeno il doppio, infatti la sicurezza in questo caso doveva prevalere sulla mobilità.
DECLINO DELL’ARMATURA
L’armatura completa rendeva un cavaliere quasi invulnerabile alle armi appuntite o taglienti, ma non resisteva all'impatto di una pallottola di piombo, che poteva forare agilmente una corazza di ferro. Pertanto, in seguito allo sviluppo delle armi da fuoco, l'armatura venne gradualmente rinforzata. Le piastre più spesse, necessarie per resistere ai proiettili, resero però intollerabile il peso di un'armatura completa, che poteva raggiungere diverse decine di chili. Per questa ragione, verso la fine del XVI secolo, la protezione totale fu sostituita da un'armatura parziale, che alla metà del XVII secolo si era ulteriormente ridotta ai soli corazza ed elmo.
A partire dal XVIII secolo tali armature vennero utilizzate quasi esclusivamente per scopo ornamentale in alcuni corpi speciali, come ad esempio nel caso dei corazzieri
VERSIONI MODERNE DELL’ARMATURA
Durante la prima guerra mondiale il corpo di un soldato era completamente riparato finché questi stava appostato in trincea, ma occorrevano elmetti in acciaio per la protezione contro gli shrapnel; il primo di tali elmetti fu introdotto dall'esercito tedesco nel 1915. L'elmetto, di metallo o di materiali plastici ad alta resistenza, è tuttora in uso, e il succedaneo della corazza, il giubbotto antiproiettile, imbottito con lamine di titanio, viene sempre più utilizzato, anche durante operazioni di guerra. Una sorta di armatura costituita da elmetto con visiera, giubbotto antiproiettile e scudo (di materiale plastico trasparente) viene utilizzata ai nostri giorni dalla polizia in servizio di ordine pubblico.

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