Sub

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Testo

IL SUB
L’attività subacquea ha origini alquanto remote; risale certamente agli albori della civiltà e ne sono prova parecchie testimonianze.
In tempi recenti sembra che il primo europeo a tuffarsi nel mare con lo spirito del sub di adesso sia stato un italiano, Luigi Miraglia, il quale fin dal 1932, esplorava i fondali di Capri con un paio di occhiali giapponesi di legno ( del tipo usato dai pescatori di perle del Pacifico) e una lunga lancia di tipo polinesiano. Nel 1934 ripeterono le imprese di Miraglia i coniugi Gilpatric. Dal 1936 Hans Hass, studente austriaco che può essere considerato uno dei primi pionieri subacquei, compì famose immersioni. E dopo la guerra si ebbe il “boom” dell’immersione.
Nel 1946, in Francia, nacque il primo club di subacquei, il “ Club Alpin sousmarin”, fondato a Cannes da Broussard.

Attrezzatura per l’immersione subacquea

Gli appassionati di immersioni subacquee utilizzano un equipaggiamento che comprende bombole di ossigeno e respiratore, compensatore galleggiante, pesi per rimanere in immersione, pinne per spostarsi velocemente e maschera. Devono in oltre servirsi di indicatori di pressione e di profondità per individuare la loro posizione, una muta per proteggersi dalle basse temperature ed avere in dotazione una fonte d’aria alternativa per le emergenze.

Immersione in apnea
Sport nel quale il subacqueo si immerge sott’acqua e cerca di resistere il più possibile senza l’uso delle bombole. L’equipaggiamento necessario è formato principalmente da: una maschera, che copre gli occhi e il naso, provvista frontalmente di un vetro trasparente per permettere una chiara visione , ingrandita di circa 1/3 rispetto alle dimensioni reali ; un boccaglio composto da un tubo ricurvo che serve per respirare quando si è in superficie;le pinne, molto utili per velocizzare gli spostamenti in acqua; una muta, di materiale termoprotettivo, che consente al nuotatore di difendersi dalle basse temperature; una cintura zavorrata, per compensare il galleggiamento della muta.
Le competizioni di immersioni in apnea si suddividono principalmente in pesca subacquea e fotografia sottomarina.
Pesca Subacquea
La pesca subacquea è senz’altro l’attività più appariscente di tutte quelle che si possono praticare sotto la superficie del mare. Oltre alle normali attrezzature per l’immersione, il sub dovrà avere anche un fucile adatto alla scopo.

Per pescare sott’acqua bisogna avere una buona acquaticità. Il problema dell’acqua non deve più esistere, bisogna muoversi sul fondo con la stessa naturalezza con cui si cammina per una strada. Gli sforzi e le attenzioni del subacqueo devono essere rivolte esclusivamente verso l’avvistamento del pesce e la successiva cattura.
Il pescatore subacqueo penetra nel mare come un uccello da preda. Deve essere silenzioso, veloce, deciso nei suoi movimenti. Ogni frazione di secondo persa può significare l’insuccesso e in molti casi anche la morte.
La pesca subacquea è un’attività sportiva vera e propria, con gare e campionati.

La fortuna, in una competizione di questo genere, contrariamente a quanto si crede, è ridotta al minimo. Ne è prova il fatto che gli atleti nei primi posti delle gare più importanti sono sempre gli stessi.
Quando il pesce si trova in profondità, in fondali lontani dalla costa e profondi, irraggiungibili diversamente, l’immersione viene con l’autorespiratore ad aria compressa. La tecnica quindi di caccia assume un aspetto particolare. E’ impossibile essere silenziosi, perché lo scarico dell’aria fa rumore, perciò la possibilità di sorprendere una preda fuori della tana è piuttosto scarsa. E’ indispensabile una lampada subacquea impermeabile per illuminare le grotte e le tane dove si nasconde il pesce.

Fotografia sub
La fotografia subacquea è un’altra delle attività più diffuse nel mondo sommerso e annovera fra le sue file, numerosi appassionati che si immergono per il solo scopo di fotografare. In principio, a spingere il subacqueo verso la macchina fotografica è il desiderio di far partecipi dei propri godimenti gli amici che restano in barca, ma poi questa attività si tramuta in una vera e propria specializzazione, di cui si riesce ad essere padroni solo dopo anni e anni di tentativi. Per fotografare bene ed avere ottimi risultati è necessario essere bravissimi sommozzatori. Bisogna muoversi sul fondo molto lentamente per non intorbidire l’acqua e assumere, in sospensione nell’elemento liquido (senza andare né su né giù), le posizioni più diverse. Generalmente, chi si immerge per fare fotografie usa l’autorespiratore ad aria o ad ossigeno. Per profondità non superiori ai 18 metri è decisamente più adatto il secondo, in quanto permette di essere più silenziosi e cogliere particolari, specialmente della micro fauna, non alterati dalla presenza dell’uomo.
Per fare fotografie sott’acqua si usano macchine fotografiche anfibie purchè dotate di ottimi obiettivi. Al di sotto dei primi 10 metri di profondità è indispensabile l’uso del flash o una lampada alogena, perchè la luce del sole penetra nell’ambiente con difficoltà e non è sufficiente.

Malacologia
Numerosi sono i subacquei che si dedicano alla raccolta di conchiglie (malacologia).
Non è una ricerca facile, perché le conchiglie, nel loro ambiente naturale, non sono lucide e pulite come siamo abituati a vederle nelle vetrine ma sono mimetizzate alla perfezione. Quello del malacologo è un paziente lavoro di esplorazione metodica in tutti gli anfratti delle scogliere sommerse. Ma anche un lavoro di grande soddisfazione.

Archeologia
Una branca molto importante dell’attività subacquea è l’archeologia.
Trovare un relitto sommerso non è facile, perché la vita del mare (alghe, madrepore, celenterati ) ha ricoperto tutto e consumato irrimediabilmente la parte del legno delle navi affondate.Rimangono il carico e le parti metalliche. Ecco perché i ritrovamenti più frequenti riguardano navi onerarie.
Gli antichi, che ancora non conoscevano l’uso delle casse, usavano le anfore per trasportare le merci. E una grande quantità di anfore è l’indizio più sicuro di un antico naufragio.
E’ dalla posizione delle anfore sul fondo che si possono trarre tutte le notizie utili all’archeologo.Per questo, quando si trovano, non si possono, non solo recuperare, ma nemmeno spostare.
La ricerca archeologica porta, a volte, anche alla scoperta di intere città sommerse.

Speleologia
Anche gli speleologi, per penetrare in grotte con presenza di acqua, impiegano equipaggi per l’immersione subacquea e con gli autorespiratori si addentrano negli stretti e bui cunicoli. Naturalmente essi possono procedere nell’oscurità illuminando il percorso con potenti lampade subacquee. E’ un lavoro decisamente pericoloso che richiede la massima conoscenza dell’immersione autonoma.
La speleologia subacquea si può praticare con molta soddisfazione anche al mare dove il costante movimento delle onde ha aperto nel corso dei millenni tortuose gallerie che si inoltrano nelle scogliere per centinaia di metri.
Famose sono le grotte di Capo Caccia in Sardegna.

Ricerca biologica
Quando l’attività subacquea non era ancora diffusa, i naturalisti dovevano fare le loro ricerche fra le reti dei pescatori. Soltanto così potevano scoprire nuovi pesci, studiarli, catalogarli. Si tratta ovviamente di un lavoro quanto mai difficile ed approssimativo, perché gli studiosi dovevano affidarsi alla loro immaginazione per tentare di ricostruire la vita dei pesci. Ora la situazione è cambiata. Il biologo moderno indossando pinne e maschera può immergersi nel mare e seguire di persona la vita dei pesci, scegliere tra le tante specie e trarre conclusioni scientifiche.

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