Truman show

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daniele Priano

RECENSIONE DI “THE TRUMAN SHOW”
Titolo originale: Truman Show
Titolo in italiano: The Truman Show
Anno di produzione: 1998
Regia: Peter Weir
Genere: commedia/ drammatico
Soggetto e sceneggiatura: Andrew Niccol, Peter Weir
Fotografia: Peter Biziou
Cast: Jim Carrey, Laura Linney, Ed Harris, Noah Emmerich, Natascha McElhone,
Holland Taylor
Produzione: Scott Rudin, Andrew Niccol, Edwards Feldman
Durata: 1h 43’

Trama: è la storia di un uomo normale, Truman Burbank, che lavora in una compagnia d’assicurazioni in una piccola città, Seahaven. L’unica caratteristica “diversa” è che la sua vita è uno show televisivo seguito fin dal giorno della sua nascita. Il mondo in cui Truman vive è artificiale, anche se lui ovviamente non lo sa; a sua insaputa, infatti, la casa, la città dove vive non sono altro che un immenso set televisivo costruito apposta per lui, anche il sole, la pioggia, i temporali sono effetti speciali. Persino i suoi amici sono “finti”, sono, infatti, attori pagati per quel ruolo, come anche sua moglie.
Truman per molti anni non si accorge della finzione fino a quando un’ex attrice pentita gli rivela che la sua vita è stata filmata attimo per attimo, perfino nell’utero della madre.
Da quel momento avviene in Truman una trasformazione, un cambiamento che lo porta a rendersi conto dello show in cui aveva sempre vissuto.
Cerca così di scappare, di liberarsi delle telecamere nascoste ovunque; solo dopo molti tentativi riuscirà ad arrivare ad un’estremità del set e uscirà da una porta, entrando finalmente nel mondo vero.
Personaggi: Truman è una persona ingenua, che in trent’anni non si accorge dello show in cui sta vivendo. Nella sua città tutto è perfetto: i cittadini, i vicini, il tempo, il traffico, il giardino. Non si stupisce neanche quando cade un faretto dal cielo, e quando è sulla spiaggia, e c’è un fascio di pioggia che segue solo lui: per lui è tutto normale. Fino a quando grazie anche ad una sua amica inizia a chiedersi se quella è davvero la sua vita e così scopre telecamere e lo show intero. È l’unico personaggio dinamico della storia.
Christof è il regista dello show. È lui che segue passo per passo il protagonista riuscendo sempre a tenerlo sotto controllo e facendo in modo che non si accorga di nulla.
Gli altri personaggi, la moglie, il migliore amico, i vicini, il giornalaio, il padre e la madre, sono tutti attori che interpretano un ruolo nella vita di Truman, anche se lui pensa che siano tutte persone sincere e veramente sue amiche. A parte Truman tutti gli altri personaggi sono statici, immobili nel loro finto ruolo.
Altri aspetti: l’inizio del film non coincide con l’inizio dello show, perché il film narra di Truman quando ormai ha trent’anni, passando quindi sopra gli anni passati e non dicendo nulla del passato del protagonista, a parte qualche accenno qua e là.
Togliendo l’inizio, il tempo dell’azione coincide sempre con lo svolgimento della vicenda.
Il film è ambientato in una piccola città, Seahaven, negli USA, una sorta di “città artificiale” situata in una piccola isoletta, costruita proprio per lo show.
Nel film non è specificato l’anno in cui si svolge la storia, ma si capisce che è abbastanza attuale.
Durante lo svolgimento del film ci sono diverse riprese: dall’alto( quando viene fatta una panoramica di tutta la città ), primi piani di Truman( soprattutto quando avviene in lui il cambiamento), riprese ad altezza uomo( quando è raccontata la vicenda e il suo svolgimento), alcune volte anche assumendo il punto di vista del protagonista o del regista.
All’inizio del film ci sono molte scene abitudinarie, quando si alza, si veste, fa colazione, esce da casa, va al lavoro, dopo aver comprato il solito giornale…ecc.
È girato completamente a colori, anche molto sgargianti che conferiscono vivacità e un velo di falsità alla storia (per esempio il colore del sole, del prato del giardino di casa).
Gli effetti speciali sono moltissimi e avvengono in pochi secondi: la nascita del sole durante la notte, l’improvvisa tempesta che si abbatte su Truman mentre è in barca, il fascio di pioggia che segue solo lui, la coda d’automobili che appare dal nulla nel momento in cui cerca di scappare.
E’ un film che fa riflettere su ciò che è vero e ciò che è finzione. In un certo senso denuncia un pericolo che potremmo avere tutti, al giorno d’oggi si tende a passare oltre la privacy altrui. Nello scioglimento però Truman riesce a impossessarsi della sua vita, lasciando perdere la gloria e la fama che avrebbe ancora potuto guadagnare facendosi riprendere. Lui però riesce a rinunciare a ciò per entrare nel mondo vero.
Ci pone indirettamente davanti ad una domanda: saremmo anche noi capaci di rinunciare a gloria e celebrità per vivere una vita vera? Non penso che tutti sarebbero capaci di farlo. È un film “duro” che di certo fa riflettere lo spettatore sul mondo e sulla vita al giorno d’oggi.

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