Scheda di lettura: Promessi Sposi

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano
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Data:21.03.2005
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Testo

Scheda di lettura:
I Promessi Sposi

1. AUTORE: Alessandro Manzoni
Titolo : I Promessi Sposi
2. Anno I edizione: febbraio 2000 Alessandro Manzoni nacque a Milano nel 1785. Visse nel periodo del Risorgimento. Non prese personalmente parte ai moti patriottici, ma coltivò l'ideale dell'unità italiana e fu un sostenitore di Roma capitale. Pur vivendo in un territorio sottomesso all'Austria, nel 1848, durante le cinque giornate di Milano, mandò i figli a combattere sulle barricate. Nel 1861, fu nominato senatore e partecipò alla seduta del primo parlamento italiano a Torino. Nonostante godesse di grande fama tra i suoi contemporanei, visse sempre modestamente e nell'intimità della famiglia. Grazie alla fede riuscì a sopportare la morte della prima moglie, della seconda, Teresa Borri Stampa, e di cinque figli. Morì nel 1873 e Giuseppe Verdi gli dedicò la Messa da requiem.
3. Editore: Bulgarini Firenze
Collana:
Anno 1° Pubblicazione: 1827
Ultima Edizione: 2000
4. L’editore ha voluto fare un piccolo riassunto della vicenda alla fine di ogni capitolo integrandolo anche con un breve commento e con degli esercizi per verificare la conoscenza del testo.
5. Il contenuto è diviso in XXXVIII capitoli per un totale di 989 pagine.
6. All’interno dei vari capitoli non vi è nessun elemento grafico come fotografie, disegni, carte geografiche o altro al di fuori della copertina e di alcune figure presenti nella prefazione.
7. Nel libro si dà più importanza ai fatti e alla realtà.
8. Dal finale del libro secondo me, anche se non sono molto esplicite, si possono capire le idee del Manzoni e cioè che chi fa del bene sarà ricompensato (come ad esempio Lucia che grazie al suo animo pio potrà alla fine realizzare quel sogno in cui ormai cominciava a perdere le speranze) mentre chi commette ingiustizie, cattiverie verrà punito, a volte persino con la morte (emblematico il personaggio di Don Rodrigo che morì di peste).
9. Nella lettura mi ha sorpresa il mio crescente interesse per la storia d’amore tra i protagonisti (Renzo e Lucia). Il libro mi è piaciuto e mi ha sorpresa molto in quanto non avevo aspettative molto positive riguardo a quest’ultimo.
10. I personaggi principali (non in ordine d’importanza) sono: Renzo, Lucia, Don Abbondio, Don Rodrigo, L’Innominato, Fra Cristoforo, la Monaca di Monza (Gertrude), Agnese, Cardinale Federico Borromeo. Don Abbondio: Il primo personaggio del libro “I Promessi Sposi” è Don Abbondio, il curato di un paesino sulle rive del Lago di Como. Questo personaggio lo vediamo subito entrare nel vivo del libro, con l’incontro dei bravi che gli vietano di celebrare il matrimonio tra Lorenzo e Lucia. L’autore coglie questa occasione per cominciare a descrivere Don Abbondio, in questo modo viene fuori che il curato era un gran fifone e che faceva di tutto per non mettersi nei guai. Proprio per questo Don Abbondio aveva scelto di diventare prete, infatti questa scelta non era stata fatta dopo attenta riflessione ma solo perché quel mestiere gli garantiva protezione. Manzoni per descrivere questo personaggio usa una metafora molto convincente: “Don Abbondio era come un vaso di terracotta, costretto a viaggiare con molti vasi di ferro”. L’autore non vede di buon occhio il curato: infatti, lui più che dei diritti dei suoi fedeli, pensa a se stesso. Quando c’era una disputa in paese lui non esprimeva nessuna opinione e se proprio era costretto si schierava dalla parte del più forte. Nonostante avesse paura di tutto Don Abbondio, si trovava sempre in situazioni molto pericolose come ad esempio l’incontro con i bravi. Questo personaggio, si presenta anche molto attaccato ai beni materiali e a volte, è anche un po’ ignorante. Manzoni quindi critica il curato anche perché, se avesse avuto solo un po’ più di coraggio avrebbe evitato ai due promessi tutte le avventure che dovranno affrontare. Renzo: Lorenzo "o, come dicevan tutti, Renzo" è sicuramente (con Lucia) il personaggio principale del romanzo di Manzoni. È una delle figure più simpatiche del romanzo, grazie soprattutto alla sua forza e alla sua perspicacia. E’ un ragazzo impulsivo e vivace ma allo stesso tempo molto religioso e generoso. Crede, come del resto fa anche Lucia, nella Provvidenza Divina che nel romanzo ha un ruolo fondamentale. Renzo è un uomo semplice e vero, onesto lavoratore che vive alla giornata fuori dalla politica; ci tiene ad essere un operaio qualificato e a far bene il suo lavoro di filatore di seta. Renzo era rimasto orfano sia di padre che di madre sin dall’infanzia e, nel periodo in cui è ambientato il romanzo, aveva all'incirca 20 anni. Il ragazzo era un giovane pacifico, odiava la violenza, l'inganno, era credente, ma la sua impulsività poteva portarlo a perdere il controllo e a trasformarlo in una persona ingenuamente minacciosa, se ferito nella sua appassionata ricerca della giustizia. Ad esempio s'insospettì subito dello strano comportamento misterioso di Don Abbondio e quando questi gli riferì che il matrimonio non si poteva celebrare, i suoi modi calmi e gentili si trasformarono subito in ira e ribellione. L'ira di Renzo, una volta suscitata crebbe gradualmente e provocò immagini sempre più fosche spingendo il giovane ad ingenue o affrettate conclusioni.
Renzo non è privo d’intelligenza e furbizia che lo aiutano nei momenti critici ma che forse non bastano quando si trova immerso nei problemi fuori del suo paesello, perso tra le mura della città. Giudica il prossimo con ottimismo, ma quando è sicuro di essere oggetto d'ingiustizie si ribella, mettendo in moto la sua scaltrezza. Contro il rivale, Don Rodrigo, si scaglia furiosamente, ma alla fine il suo equilibrio e la sua fede in Dio lo inducono a perdonare.
Lucia: Lucia già dalle prime pagine assume il ruolo della santa, di una donna molto sensibile e con un gran senso del pudore. Possiede una grande forza di volontà e una personalità eroica. In molte occasioni ci appare nobile d’animo, innocente e molto saggia. Anche lei come il fidanzato lavora nella fabbrica di seta ma allo stesso tempo aiuta in casa la madre. Troviamo in lei la Provvidenza e la religiosità che coronano tutto il romanzo. Il rapporto con la madre sembra molto buono anche se alcune volte fa fatica ad accettare le sue idee, come ad esempio quella del matrimonio a sorpresa. Manzoni non fa una grande descrizione fisica di Lucia, descrive solo le sue ciglia e i suoi capelli neri.
Il Manzoni scrive inoltre che tutti quelli che la conoscono rimangono turbati dal suo comportamento (ad esempio Gertrude o l’innominato). La sua età non è indicata, ma emerge dalla descrizione che Lucia è nel fiore della giovinezza e che rimase orfana di padre.
Agnese: Il personaggio di Agnese non è particolarmente importante nel brano. Lei era la tipica contadina dell’epoca, un po’ ignorante. E’ messo in risalto il suo umorismo e la sua bontà. Agnese viveva grazie all’agricoltura, il suo ruolo, come quello di padre Cristoforo, è di aiutante. Infatti è lei a consigliare a Renzo sia l’incontro con l’Azecca-Garbugli sia l’idea del matrimonio a sorpresa. I suoi consigli però non raggiungono l’effetto sperato, persino Renzo che non è di grande cultura, rifiuta le sue idee. Il suo rapporto con gli altri è buono, soprattutto con sua figlia, le due infatti sembrano avere uno stupendo rapporto; sembra che lei, al contrario di Lucia, non abbia una grande fede nella provvidenza divina.
Nemmeno lei fisicamente è descritta molto dal Manzoni, le mie riflessioni al riguardo sono abbastanza buone, anche se alcune volte provo pena per lei perché è disprezzata dagli altri personaggi per le sue idee non molto buone.
Padre Cristoforo: Padre Cristoforo è l’aiutante di Renzo e Lucia, lui ci appare immediatamente come un grande uomo di rara bontà e umiltà. Lui svolge al meglio il suo mestiere di frate, al contrario di Don Abbondio che diventa l’aiutante di Don Rodrigo. Di certo la sua condizione sociale non era delle migliori, essendo un cappuccino non poteva che essere un uomo umile. Come sappiamo bene il suo ruolo era quello di aiutare i promessi sposi, in tutti i modi, infatti, cerca di far pentire Don Rodrigo giungendo perfino alla maledizione e alla minaccia, andando anche contro i suoi principi. Il rapporto con gli altri è buono, dal racconto è facilmente intuibile che egli è amato dalle altre persone, a tal punto che anche Renzo e Lucia si affidano a lui e alla provvidenza divina che egli predica. E’ un uomo di circa 60 anni, con la barba e i capelli bianchi. Il suo abbigliamento era quello tipico di un frate cappuccino, con una corda legata alla vita. Personalmente mi piace il personaggio di Padre Cristoforo che dopo un drammatico passato sceglie di prendere la retta via dell’amore e della bontà. Don Rodrigo: Secondo me Don Rodrigo reincarna la negatività e la cattiveria. È la causa dei problemi di Renzo e Lucia,il tutto per una sciocca scommessa fatta con il cugino, il conte Attilio. Manzoni ci dice poco o nulla di lui (non abbiamo neppure una descrizione fisica) ma verso la fine del Romanzo, con la sua morte, l’autore mette in risalto la pietà che prova per lui. Don Rodrigo rappresenta quello che in quel tempo era il tipico nobile di provincia, che opprime le persone più deboli. Ovviamente il suo ruolo è quello dell’antagonista, senza di lui, infatti, i promessi sposi si sarebbero potuti sposare tranquillamente, ma per una stupida scommessa lui rovina la vita ai due giovani. Il rapporto suo rapporto con gli altri non è buono, tranne con i frequentatori del suo palazzotto. Andando avanti nella lettura del romanzo però si può notare che nel fondo del suo cuore c’è qualche buon sentimento, che lo rende pensoso davanti alle parole di fra Cristoforo. Cardinale Federigo Borromeo: All’epoca della vicenda è Arcivescovo di Milano e lo troviamo in visita al paese dell’Innominato nei giorni di Pentecoste. E’ presentato come un uomo dotato di eccezionali risorse di volontà, intelligenza e zelo religioso, egli sa veramente applicare alla vita i principi della religione cattolica. Modesto, umilissimo, dedica tutta la sua vita alla carità e allo studio, tanto da essere considerato uno degli uomini più dotti del secolo tanto da mettere tutto il paese in festa al suo arrivo. Innominato: L’Innominato è una delle figure psicologicamente più complesse e interessanti del romanzo. È una figura storica realmente esistita. L’Innominato, figura malvagia la cui malvagità più che paura forse incute rispetto, è il potente cui Don Rodrigo si rivolge per mettere in atto il piano di rapire Lucia. Ad un tratto del racconto, in preda ad una profonda crisi spirituale, l’Innominato vede nell’incontro con Lucia un segno che lo porta alla conversione. Durante la famosa notte in cui la ragazza è prigioniera nel castello, la disperazione dell’Innominato giunge al massimo, tanto da farlo pensare al suicidio, ma ecco che il pensiero di Dio e le parole di Lucia lo salvano e gli mostrano la via della misericordia e del perdono.
Gertrude (la Monaca di Monza): Ultima figlia di una nobile famiglia di Monza fu costretta a prendere i voti nel convento di Monza (dove fu educata alla vita monastica). Continuò a vivere e ed essere trattata da principessa, con tante piccole distinzioni e privilegi al punto tale da non essere più una semplice monaca ma “la Signora”. Fu a lei che Agnese e Lucia chiesero aiuto per risolvere il guaio causato da Don Rodrigo. Nessuno mai avrebbe potuto pensare a ciò che faceva la Signora, e cioè che aveva una relazione con il giovane Egidio dal quale ebbe una figlia. Geltrude fu complice anche del delitto di una consorella venuta a sapere della loro relazione. Perpetua: Perpetua, la donna di servizio del parroco, aveva all’incirca 40 anni ed era celibe per aver rifiutato tutti i partiti a lei offerti. Oltre ad una semplice donna di casa, era anche rifugio e appoggio per il curato. Fra i due vi era molta confidenza e Perpetua era molto intraprendente e ben decisa a far parlare il curato che era trattenuto soltanto dalla sua grande paura. Perpetua non era così riservata come voleva far credere, aveva compreso al meglio il carattere ed il sistema di vita del suo “padrone”, e cercava di fargli capire che un atteggiamento più deciso e meno pauroso gli avrebbe risparmiato molti guai. Alcuni personaggi secondari sono: Tonio: Tonio è un contadino amico di Renzo, che con il fratello Gervaso prende parte al tentativo del matrimonio a sorpresa. Griso: Il Griso è il capo dei bravi di Don Rodrigo al quale venivano affidate le imprese più rischiose e malvagie; è infatti il Griso a doversi incaricare del rapimento di Lucia. Tutti gli altri bravi agiscono ad ogni suo comando.
11. I personaggi sono presentati via via che appaiono e sono messi in contrapposizione l’uno con l’altro, ad esempio umili contro potenti.
12. I Promessi Sposi sono un romanzo storico ambientato negli anni tra il 1628 e il 1630 tra i dintorni di Lecco e Milano, che venne tradotto in molte lingue ed è un classico della letteratura mondiale.
13. I promessi sposi narrano la storia di due ragazzi del territorio di Lecco, Renzo Tramaglino e Lucia Mondella. Loro vorrebbero sposarsi ma il signorotto locale Don Rodrigo per un capriccio manda tutto all’aria, egli infatti si è innamorato di Lucia. I due giovani cercano di sposarsi lo stesso, cogliendo di sorpresa il curato, ma il tutto fallisce, come fallisce il tentativo di Don Rodrigo di far rapire Lucia. Cosi, per sottrarsi a eventuali altre rappresaglie, Renzo e Lucia lasciano il paese e poi si separano. Renzo si reca a Milano e assiste alla sommossa dell’11 novembre1628 e involontariamente si trova implicato nei tumulti e viene sospettato di essere uno dei capi della rivolta. Si sottrae all’ arresto solo con la fuga e riesce a rifugiarsi in un paesino del Bergamasco, fuori dallo stato di Milano, sotto la giurisdizione dello stato di Venezia. Lucia, intanto, si è rifugiata in un monastero a Monza, da dove però viene ugualmente rapita da un potente signore, l’Innominato, che lavora per conto di Don Rodrigo. Lucia però con il suo animo umile tocca il cuore al terribile signore, che si converte e la libera, restituendola, per il tramite del Cardinal Federigo, a sua madre Agnese. Per ultimo la peste che si abbatte sul Milanese e che uccide, tra gli altri Don Rodrigo, avvia a soluzione la vicenda e i due possono finalmente sposarsi. Quindi si, i personaggi raggiungono il loro scopo.
14. Nel romanzo Renzo commette delle sciocchezze. Il Manzoni gli fa rappresentare il personaggio del giovane inesperto che matura commettendo errori e sbagli e imparando da essi. Al contrario, Lucia, non modifica il suo comportamento con l’esperienza perchè è già una persona matura. In occasione del matrimonio a sorpresa mostra la sua morale: non vuole risolvere il problema compiendo una scorrettezza perchè male, e come tale non deve mai essere commesso.
15. La storia è narrata in prima persona.
16. Come ho già affermato nel punto 9 la lettura di questo libro mi ha colpita parecchio e grazie ai molti dialoghi tra i personaggi la narrazione è stata ravvivata. Non posso non ammettere che il libro mi è piaciuto e ne consiglio la lettura, non solo perché fa parte di quei “classici” che non possono non venir letti ma perché la storia presentata è parecchio coinvolgente.

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