La Casa In Collina di C. Pavese

Materie:Altro
Categoria:Italiano

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Data:18.08.2005
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Testo

LA CASA IN COLLINA – Relazione

Il romanzo “La casa in collina” è ambientato nel periodo storico della seconda guerra mondialeI in cui la gente è chiamata a fare una scelta in campo politico: se stare dalla parte dei fascisti e dei tedeschi o se prendere parte alle organizzazioni clandestine di gruppi di partigiani. Da parte di quest’ultimi si verificherà un periodo di resistenza, dopo che si avrà la caduta del fascismo e l’invasione da parte dei tedeschi.
Nel libro si parla di Corrado, un professore di scienze; egli vive sulle colline di Torino, in una casa (dove ha affittato una stanza) di due donne: Elvira e la madre di leie che in cambio dell’ospitalità chiedono chiacchiere e attenzioni.
Nella casa vi è anche un cane, Belbo, con cui Corrado instaura un rapporto intenso: attraversano insieme i boschi e vivono in contatto diretto con la natura.
Nel protagonista si riflette la tematica della solitudine e per questo ama la collina, selvatica e sola come lui. Proprio in questo posto si concentrano tutti i suoi miti infantili.
Una sera però, camminando nei boschi viene attirato da voci e canti che provengono da un’osteria : le “Fontane”. Qui viene accolto da un gruppo di persone (i sovversivi), che egli continuerà poi a frequentare sempre più spesso. Tra questi ritrova Cate, la sua ragazza ai tempi della scuola, la quale ora ha un figlio, Dino. Corrado la ricordava una ragazza goffa, beffarda e insicura, ma ora era cambiata; ora è più sicura, più matura (forse grazie all’esperienza della maternità vissuta in solitudine), padrona di sé stessa e molto coraggiosa, in quanto riesce a mantenere la calma anche nei momenti più difficili, anteponendo sempre a tutto il bene di suo figlio. Il protagonista ha anche sospetti sulla possibile paternità di Dino, bambino vispo, allegro e intelligente, notando spesso in lui somiglianza con i suoi modi di fare; il suo dubbio però non verrà mai alimentato.
A causa del carattere solitario di Corrado, vi è un egoismo nei confronti dell’impegno politico, e Cate spesso cerca di mettere in prova la sua posizione, cercando di suscitare in lui una maggiore sensibilizzazione ai discorsi politici che si svolgono all’osteria. Ma Corrado preferisce vivere tranquillo, al riparo da emozioni e pericoli, anche se è attratto da persone ardite come i partigiani e spesso dà loro consigli, ma dentro di lui vi è un’incapacità all’azione; infatti quando arriva il momento di agire non li segue nel loro impegno nella resistenza, ma ritorna a rifugiarsi nel mondo della sua infanzia e del suo passato.
Un giorno però, Corrado deve compiere una fuga per non farsi catturare dai nazisti che stanno rastrellando le colline le colline dove lui vive e che hanno già catturato tutti i suoi amici delle “Fontane”, in quanto hanno scoperto che l’osteria veniva usata come deposito di materiale saccheggiato da magazzini e di armi che Fonso (un ragazzo facente parte al gruppo di amici e organizzatore di azioni partigiane) avrebbe mandato a ritirare dai suoi.
Corrado si rifugia nel collegio di Chieri, in cui però rinnegherà Dino, che Cate gli aveva affidato perché aveva fiducia in lui. Il figlio, nonostante la giovane età, dimostra più sicurezza e fermezza del padre nelle proprie scelte: infatti fugge dal collegio per unirsi a Fonso e alla lotta partigiana, mentre in Corrado si instaura la vigliaccheria, non adempiendo ai suoi doveri morali, abbandonando Dino al suo destino e decidendo di fuggire dal collegio per tornare sulle sue colline per salvarsi dai tedeschi, per poi andarsene nel suo paese natio.
Nel suo ritorno però, assiste ad un’imboscata tesa dai partigiani ai fascisti diretti verso la Repubblica di Salò, e la vista del sangue e dei corpi senza vita, comincia a risvegliare nel protagonista dei sentimenti che neppure l’arresto e le deportazione (e quindi forse l’uccisione) dei suoi amici erano stati capaci di far nascere.
Quando Corrado giunge finalmente a casa, dopo quest’esperienza, comincia a meditare e a mutare le sue idee, scoprendo di aver vissuto la sua intera vita nell’isolamento e si rende conto che non avrebbe più rivisto le colline delle corse e dei giochi, ma quelle dove si organizzava la resistenza, dove si moriva per un ideale da lui sempre represso e respinto e dove vi era l’orrore della morte.
Nel romanzo si presentano anche altri personaggi, oltre a Cate, la quale lavora in ospedale ed è una donna schietta e decisa e con idee politiche decise, in quanto partecipa al gruppo dei partigiani; e oltre a Dino, che da bianco ragazzo vestito alla marinara, quasi comico, diventa un monello vispo con i capelli negli occhi e la maglietta rattoppata. Troviamo tutti i compagni partigiani, che si ritrovano tutte le sere alle “Fontane” per discutere i fatti di quei giorni e ascoltare radio Londra. Tutti loro sono persone semplici ma con un grande coraggio dimostrato nel difendere i loro ideali e con la determinazione di voler cambiare il mondo sporco di sangue. C’è Elvira, donna sui quarant’anni che vive con la madre e che riempie di attenzioni Corrado anche per dimostrargli il suo amore e sperare di essere ricambiata. Lui però non la ama, ma anzi, si sente oppresso da queste attenzioni. Infine vi si trova Egle, ragazzina che vive con la sua famiglia vicino alla casa di Elvira. E’ una ragazza sveglia e spensierata e considera i partigiani causa di sofferenza e li accusa di voler continuare una guerra già conclusa. Egle ha anche un fratello, Giorgi, il quale è arruolato nell’esercito fascista e pronto a difendere il suo giuramento, ma in seguito passerà dalla parte dei partigiani forse per la consapevolezza che gli ideali che difendeva non erano più gli stessi o non esistevano più.
Il personaggio principale, Corrado, ha un carattere malinconico e quasi difficile da comprendere, a causa anche del suo turbamento interiore. Egli intuisce il desiderio di partecipare alla lotta politica e di prendere posizione, ma non lo fa e per questo a volte si sente in colpa.
Dentro di sé vi è un senso di solitudine e nonostante frequenti le “Fontane” con gli amici non riesce a superare il suo isolamento.
Per lui la guerra è interminabile e per sfuggirvi cerca il riparo sulle colline dove rivive tutti i suoi ricordi di infanzia.
Con la cattura dei suoi amici comincia anche a tormentarlo la domanda del perché la salvezza sia toccata a lui e non agli altri e solo alla fine di tutto capisce che ogni caduto, nemico o amico che sia, somiglia a chi resta e che la guerra è finita solo per lui, mentre per gli altri finirà soltanto quando si renderanno conto dell’inutilità e dell’ingiustizia che essa porta.

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