La banca etica

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Testo

Seicentoventi milioni di persone di cui l’85% al di sotto della soglia della povertà,sterminati da malattie,fame,guerre e sfruttamento. Questi non sono solo numeri ma vite di uomini come noi,uomini che non riescono a mantenere le proprie famiglie poichè il proprio stipendio medio non supera la cifra di un dollaro al giorno,uomini che sono costretti a vendere,far lavorare o combattere i propri figli fin dalla tenera età,uomini che non hanno cultura,speranze,futuro;la loro unica speranza è quella di arrivare vivi al giorno dopo. Tutto ciò non è un libro di Stephen King o un film di Spielberg,questa è la realtà e questa realtà si chiama Africa.
La situazione africana è da ormai da molti anni sulla bocca di tutti,ogni tanto i tg ricordano la tragica situazione ma a pochi importa davvero di tutto ciò perchè la società moderna avanza senza riposo,non ha tempo di fermarsi ad aspettare chi è rimasto indietro e per il più lento rimangono solo le briciole. Ai “piani alti” i funzionari si riempono la bocca di belle parole senza mai giungere ad una soluzione concreta; chi sa davvero qel che significa aiutare il prossimo sono le persone comuni che conoscono le inumane condizioni del terzo mondo e si mobilitano con ogni mezzo per alleviare il peso dell’arretratezza. Un esempio lampante è “il banchiere dei poveri” Muhammad Yunus,l’uomo che ha ridotto la condizione di povertà di mezzo milione di africani. Yunus, laureato in economia,dopo aver capito le condizioni inumane in cui viveva la sua gente, ha aperto negli anni 70 la Grameen Bank (banca rurale N.d.R.),una banca alternativa, economicamente definibile come banca etica. La banca etica è un sistema di finanziamento alternativo che opera attraverso il prestito di moderate somme a persone,soprattutto piccoli artigiani,contadini e nullatenenti, con tempi di resa molto lunghi ed interessi quasi inesistenti. Le banche etiche sono enti che non perseguono il profitto, ma hanno come scopo la crescita dell’economia sociale, attenta cioè ai valori della solidarietà, del rispetto dei diritti umani, dell’ambiente, della cooperazione, dell’educazione. Grazie a questo tipo di banche due milioni di persone hanno ottenuto un prestito per avviare una piccola attivita utile a mantenere la propria famiglia e a dar loro vitto alloggio e medicinali.
E proprio i medicinali,a cui noi diamo un’importanza relativa in quanto reperibili in ogni farmacia, sono di vitale importanza per le popolazioni del terzo mondo poichè, secondo un’indagine dei Medici Senza Frontiere, sei milioni di persone muoiono ogni anno nel terzo mondo a causa di mali curabili. I Medici Senza Frontiere operano in tutti i paesi dove l’economia non permette la creazione di un’apparato sanitario curando malati di ogni nazionalità spesso però con problemi derivanti da guerre,governi male amministrati e,soprattutto,povertà. Da una recente stima,infatti, la causa principale della totale assenza di cure per queste malattie è la carenza di denaro e di conseguenza la mancanza di farmaci : queste malattie, come AIDS,diarrea e simili, necessitano di farmaci specifici facilmente reperibili in occidente ma di importazione fortemente limitata nei paesi del terzo mondo a causa del monopolio detenuto dalle aziende farmaceutiche occidentali. Il direttore esecutivo della sezione italiana di Medici Senza Frontiere afferma che l’associazione riesce ad acquistare farmaci a prezzi bassissimi poichè privi di pubblicità (i cosiddetti farmaci generici) ma i farmaci,ad esempio per l’AIDS,devono essere somministrato da personale esperto di cui vi è enorme richiesta. Nel terzo mondo i malati non dispongono neppure di un giacilio dove guarire lontano da polvere,insetti e quant’altro poichè vi è mancanza perfino di strutture ospedaliere. Ebbene,seppur ostacolati dalla guerra e dalla burocrazia, volontari provenienti da tutta europa ogni anno accorrono in aiuto delle popolazioni meno agiate e,raggruppati nelle “missioni”, costruiscono infrastrurure utili alla collettività insegnando anche un nuovo mestiere agli autoctoni che se ne potranno servire per trovare un lavoro utile a mantenere la propria famiglia.

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