L'illuminismo nei Paesi

Materie:Appunti
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L’ILLUMINISMO IN INGHILTERRA: Nel 1912 a Londra inizia la pubblicazione dello “Spectator”, un giornale per diffondere i nuovi valori laici e mondani: l’operosità, le attività pratiche, l’equilibrio e la tolleranza, la discrezione. Ricordiamo Daniel Defoe che pubblicò Robinson Crusoe che ebbe un immediato successo; questo racconta la storia di un naufrago arrivato su un’isola deserta che da solo e senza nulla riesce a costruirsi ed a procurarsi tutto ciò che gli serve per vivere con l’aiuto della propria intelligenza e delle proprie mani. Questo testimonia un clima culturale nuovo con valori propri di una classe che si sta imponendo, la borghesia. Cioè l’uomo che si fa da sé.
ILLUMINISMO IN FRANCIA: In Francia il potere innanzitutto era rimasto nelle mani del sovrano e le idee illuministiche assunsero il carattere di una vera e propria battaglia politico-ideologica. I francesi idearono opuscoli, giornali, saggi, enciclopedie. Con loro si afferma anche l’opinione pubblica. L’opera che meglio rappresenta lo spirito degli illuministi francesi è l’Enciclopedia che venne ideata e coordinata da Denis Diderot e Jean D’Alembert. Il loro obbiettivo era quello di mettere a disposizione dell’opinione pubblica i risultati più avanzati sia della ricerca scientifico-filosofica, sia della tecnica. L’enciclopedia offrì così una nuova cultura pratica e tecnica nella convinzione che sia tutto filosofia, attività buona e utile per la felicità dell’uomo. L’opera incontrò subito in Europa un grande successo ma l’ostilità della chiesa l’accusò di corrompere i costumi e indebolire l’attività dello Stato dove si contrapponevano 2 gruppi: uno ostile e un altro più colto e aperto alle nuove idee che vedeva di buon occhi la pubblicazione dell’opera. Il parlamento di Parigi successivamente condannò l’Enciclopedia. Ciò che accomuna gli illuministi è la fiducia nella ragione e nel progresso e l’utilità sociale.
VOLTAIRE: (nato a Parigi studia presso i gesuiti e poi giurisprudenza all’università, ma abbandona per dedicarsi ai salotti parigini; si trasferisce in Inghilterra dove conosce i maggiori intellettuali, torna in Francia dove continuò a rinnovare la cultura contemporanea rapportandosi con vari intellettuali. Morì a Parigi.) è la personalità più simbolica dell’illuminismo. Era colui che andava soprattutto contro la chiesa e le istituzioni feudali. Oltre a poemi e tragedie scrisse opere di narrativa, saggi, articoli. Un’opera importante è “Il Candido”, un racconto filosofico con obbiettivo principale la Satira contro le certezze metafisiche. È questo anche l’argomento centrale di un saggio importante “Il Trattato sulla tolleranza”.
ROUSSEAU: si impegnò nella costruzione di una vera e propria dottrina politica. Una delle opere più importanti è: “Il Contratto sociale” dove lui sostiene che la società civile nasce da un contratto che impegna ciascuno di noi a rinunciare a qualcosa per ritrovare la libertà e la tutela dei diritti. La società è dunque la garanzia del perseguimento dell’interesse di tutti. Rousseau è considerato il più rivoluzionario pensatore politico del Settecento. Un anno prima del contratto aveva composto “Giulia o la nuova Eloisa”, un romanzo che narra l’amore tra una ragazza ed il suo precettore ostacolato dal padre di lei a causa delle umili origini di lui. È il primo esempio di romanzo introspettivo. Un’altra opera significativa è la sua autobiografia “Le Confessioni”.
L’ILLUMINISMO IN ITALIA: In Italia gli intellettuali illuministi rappresentano una ristretta cerchia all’interno delle classi alte e medie. Sono essenzialmente i rappresentanti dei settori più avanzati e dei vecchi ceti. Le caratteristiche essenziali dell’illum. Italiano sono: la concretezza e lo scarso interesse verso la vita polemica antistatale e antireligiosa. Nacque “Il Caffè”, il primo giornale italiano di dibattito economico, politico e culturale. Tra li illuministi italiani ricordiamo: Pietro Verri e Cesare Beccaria (autore Dei delitti e delle pene). Quest’ ultimo fu il più famoso ed ammirato illuminista in Europa.
ATTIVITA’ LETTERARIA E LA QUESTIONE DELLA LINGUA: in campo letterario gli illuministi italiani erano uniti dalla decisa affermazione della natura civile e utilitaria dell’arte. L’opera d’arte deve essere piacevole e deve proporre un contenuto utile e vero. Dal punto di vista linguistico si trova l’aspirazione a una lingua vivace, spedita, adatta ad esprimere i bisogni di tutta la nazione. Il dialetto comincia ad essere utilizzato come strumento linguistico particolare soprattutto nel teatro. Il latino è ancora la lingua che domina.

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