Economia dei paesi in via di sviluppo (breve ricerca)

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Testo

Economia estera

Uno degli argomenti di cui si sta parlando in questi ultimi giorni è la riduzione del debito pubblico dei Paesi in via di sviluppo. Analizziamo ora in modo più specifico e con termini più appropriati la questione. Per Paesi in via di sviluppo noi intendiamo quei paesi che non hanno un’economia stabile per cui non riescono a fare il salto di qualità per diventare Paesi sviluppati. Questi Paesi basano ancora tutta la loro economia sull’agricoltura e che vengono situati in quella fascia di Paesi detti del terzo mondo.
I Paesi sviluppati invece sono detti post-terziari ed hanno una società informatica cioè basata sull’uso dei computer.
Abbiamo prima accennato la parola economia, vediamo ora di spiegarla un po’ meglio. L’economia di un Paese è divisa in tre grandi settori : agricoltura detto settore primario, industria detto settore secondario e servizi detto settore terziario .
Nei Paesi in via di sviluppo abbiamo almeno il 75% del profitto e dell’occupazione dati dal settore primario (agricoltura) , il 15% dal settore secondario (industria) mentre il settore terziario (servizi) è pressoché assente. Ovviamente nei Paesi sviluppati sono i servizi il settore più sviluppato.
Analizziamo ora uno dei punti su cui si basa l’economia, vedendolo nel caso dei Paesi in via di sviluppo e di quelli già sviluppati, l’agricoltura.
La tecnologia ci permette di usare meno lavoratori con più utile; questa frase è il nocciolo della
questione che vado ora ad esporre . Per esempio nei Paesi in via di sviluppo gli animali vengono
portati al pascolo mentre nei Pesi sviluppati è il foraggio ad essere portato alle stalle e quindi alle
mucche; questo fa si che le mucche dei Paesi sviluppati siano più grasse e più proficue in
termini di prodotti . Nei Paesi in via di sviluppo ci sono molti lavoratori il che implica un poco guadagno e quindi nessun progresso.
Per l’industria invece il discorso è molto più complicato. Nei Paesi sviluppati le industrie stanno progressivamente riducendosi perché vengono esportate. Dove? Ma nei Paesi sotto sviluppati, dove se no?
Al che viene da pensare che questo favorisca i Paesi in via di sviluppo, ma invece ci sono dei pro e molti contro! Il vantaggio per il Paese emergente è l’aumento di posti di lavoro che l’azienda estera genera ma lo svantaggo è che il guadagno va all’estero, quindi non entrano capitali, quindi non c’è progresso.
Un altro tipo di industria è quella detta di proprietà cioè dello stato emergente.
Per costruire le fabbriche servono capitali e quindi i Paesi sottosviluppati si indebitano con quelli sviluppati che gli concedono dei prestiti con altissimi interessi data la poca affidabilità del cliente.
La però più scioccante è che i Paesi indebitati usano spesso almeno metà dei capitali per comprare armamento bellico dai Paesi più potenti che così continuano ad avere sempre più profitto da questo affare. Inoltre i Paesi hanno l’obbligo di allearsi politicamente con gli stati “benefattori” così questi ottengono un rapporto commerciale più stretto e quindi più fruttuoso!!!
Molto spesso i Paesi sottosviluppati hanno armamenti super-sofisticati per far vedere agli altri staterelli la loro potenza ( India e Pakistan possiedono la BOMBA ATOMICA) .
I troppi armamenti non permettono al Paese non sviluppato di saldare i debiti e quindi si indebita ancora così che entra in un circolo vizioso a lei poco congeniale.
Per finire un ultimo concetto: per il decollo di un industria serve la ricerca che la rende produttiva ed è questo che i Paesi non sviluppati non hanno.

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