Il giorno della memoria e l'olocausto

Materie:Tema
Categoria:Italiano
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Testo

TEMA DI ITALIANO
TITOLO: Il giorno della memoria ha richiamato l’attenzione mondiale sull’olocausto.
Parlane.

Ho sentito alcune interviste fatte a persone di media
età nelle quali si diceva che era meglio dimenticare
queste pagine nere della nostra storia, che si è trat-
tata di una pazzia che non potrà più ripetersi per-
ché oggi la mentalità è cambiata, c’è istruzione, c’è
democrazia, ci sono le Nazioni Unite.
Penso che questo non sia giusto, che sia na-
scondere la testa sotto la sabbia dell’indifferenza.
E’ giusto ricordare, e ancora più giusto spiegare al-
le nuove generazione che cosa sia successo, che
cosa ha portato all’olocausto, perché non è stato
fermato e soprattutto che cosa ha significato, tutto que-
sto perché ciò non si possa davvero più ripetere.
Io non ho visto la guerra, neppure i miei genitori ed
anche i miei nonni l’hanno vissuta marginalmente, ma
so che è qualcosa di terribile, di irrimediabile, che lace-
ra paesi e l’intera società, che divide i fratelli e che non
cessa con la fine delle ostilità ma mina l’anima di chi l’ha
vissuta, e questo l’ho imparato da chi ne è stato testimo-
ne, da chi non si è nascosto dietro i “non voglio ricordare”
o “non voglio pensarci”, ma da quelli che si sono presi
l’impegno di insegnare alle generazioni a venire, per dare
a noi la possibilità di sapere, di capire, di impegnarci per
la pace, per l’integrazione, per la cooperazione tra i popo-
li, perché tutto quello che loro hanno vissuto non possa
più ripetersi. Il giorno della memoria è troppo importante
per essere ridotto a semplice manifestazione socio-politi-
ca, è anche il tramite per cui le nuove generazioni prenda-
no il testimone del ricordo e lo passino alle future, l’uma-
nità se vuole continuare a chiamarsi tale non può più permet-
tere un altro olocausto che al giorno d’oggi avverrebbe
sicuramente con metodologie diverse, ma con risultati proba-
bilmente anche peggiori.
La maggior parte delle persone sono convinte che parlar-
ne non serva a niente poiché ormai è avvenuto e non è pos-
sibile tornare indietro, come se non potesse accadere di nuovo!
La storia è sempre quella, non possiamo affermare di vivere in
una società quando questo benessere è così precario e si basa
solo su delle utopie. Una società è una comunità di persone che
collaborano insieme per il bene collettivo… Guardiamoci in faccia:
chi tra di noi oggi non pensa ad altro che a se stesso?
Bisogna parlarne, bisogna ricordare, è necessario aprire gli occhi
davanti alla realtà anche se fa male, anche se ci disgusta, ma dob-
biamo capire il perché di tutto ciò, ciò che tiene l’uomo così stretta-
mente legato al mondo animale e ai suoi istinti crudeli; non basta
leggere la storia e chiudere il libro, bisogna capirla a fondo,
valutare le cause che provocano gli avvenimenti, solo così,
capendo gli errori di chi è vissuto prima di noi potremmo non com-
metterli di nuovo.

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