DAL POSITIVISMO ALL'INTRODUZIONE DEL DECADENTISMO

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Testo

INTERROGAZIONE DI ITALIANO

A fine ‘800 cominciarono a circolare in Europa molte altre correnti culturali legate al progresso tecnologico e scientifico che in quel tempo si stava diffondendo, la corrente filosofica che predominò in tutta Europa fu quella del POSITIVISMO.
Positivismo
Il positivismo fu introdotto nel 1820 dal filosofo francese Claude Harri Saint-Simon. La cultura europea della seconda metà dell’800 appare dominata dal Positivismo, un indirizzo di pensiero nato in Francia. Con i nuovi sviluppi delle tecniche e delle scienze naturali, il termine si estese ad altri campi del sapere, in particolare alla filosofia. L’intellettuale positivista da voce alle problematiche sociali e politiche ed ha una cieca fiducia nella scienza, nella tecnica e nel progresso. Alla religiosità romantica si affaccia una rinnovata fiducia nella ragione che porta all’applicazione del metodo scientifico alla società e all’uomo e alla nascita di nuove scienze quali la sociologia e la psicanalisi. Un precursore del Positivismo fu il filosofo e sociologo francese Auguste Compte che utilizzò il termine “Positivo” per designare una fase evolutiva della storia dell’umanità.
• Rifiutava ogni concezione spiritualistica, come la fede religiosa
• Diffusione della scienza nuova ( psicoanalisi – sociologica)
• Fiducia illimitata nel progresso.
• L’intellettuale non si poneva più come portatore di ideali nazionali, liberali; ma si poneva come uno scienziato ad osservare la realtà, raccontando i fatti così come li vede.
Grande influenza su questa cultura ebbe lo scienziato Charles Darwin che accentuò la concezione materialistica della vita; anche le dottrine socialiste di Marx affermarono che la struttura materiale ed economica di una società determina il pensiero e la coscienza dell’uomo.
In quella letteraria (REALISMO) ovviamente non fu immune dalla corrente filosofica, da qui scaturiscono
in Francia il NATURALISMO (Zola = descrisse gli ambienti della periferia parigina dove maggiore era il degrado causato dall’industrializzazione.
E in Italia il VERISMO (Verga descrisse l’arretrata Sicilia e i gravi problemi che portarono l’industrializzazione.
Verismo
Il verismo si diffuse in Italia negli ultimi trent’anni dell’800, con il programma della ricerca del vero in tutti i campi delle arti, collegandosi strettamente con il naturalismo francese. Questa tendenza fu il frutto di un’esigenza molto sentita, cioè quella di elaborare nuovi moduli espressivi con cui rappresentare i nuovi problemi politici e sociali. Il verismo, fu un fondo pessimistico di sfiducia nel progresso, di contrarietà al disfacimento dei valori tradizionali e al fallimento dell’economia. Ispirandosi alla visione filosofica del Positivismo, il verismo concepì l’opera letteraria come un documento oggettivo dei comportamenti umani.
I PRINCIPI DEL VERISMO ERANO:
o L’obiettività = cioè che il compito dello scrittore era di produrre le vicende umane dal vero.
o L’impersonalità = lo scrittore3 doveva nascondere nell’opera la sua presenza e non doveva dare giudizi, commenti ma doveva lasciare il fatto parlasse si sé.
o La scientificità = il vero andava ricostruito con un metodo scientifico nei fattori che lo determinavano.
o Un linguaggio nuovo = che doveva essere aderente alla realtà stessa, riproducendo il lessico, le cadenze ecc

Giovanni Verga
Giovanni Verga è il più grande narratore italiano del secondo 800, nacque nel 1840 a Catania da una ricca famiglia di proprietari terrieri di origine nobiliare. Ebbe un educazione di impronta liberale e fin da giovane si appassionò alla lettura e iniziò a scrivere romanzi. Si iscrisse alla facoltà di legge della sua città, ma non terminò gli studi, All’arrivo di Garibaldi e dei Mille, nel 1860, si schierò per l’annessione della Sicilia all’ Italia e si arruolò nella Guardia Nazionale però trovando più stimolante l’ambiente letterario nel 1865 iniziò a scrivere dei romanzi che raffiguravano la società mondana, i salotti e gli amori. Nel 1872 si trasferì a Milano, dove visse per un ventennio, nel capoluogo lombardo entrò a far parte dei salotti letterari della città, dove strinse amicizia con Capuana. Nel 1894 tornò in Sicilia, dove continuò a lavorare a un progetto, precedentemente avviato e rimasto incompiuto. Nel 1920 fu nominato senatore e due anni dopo morì a Catania.
LA PRIMA PRODUZIONE E IL PASSAGGIO AL VERISMO
La produzione giovanile di Verga seguì la moda corrente dei romanzi storico-patrottici. Entusiasmato degli ideali risorgimentali, lo scrittore riversò la sua passione in alcune opere narrative scritte nel 1857.
In questo periodo provò tante delusioni anche rispetto alla propria vocazione di scrittore: nel mondo borghese la letteratura gli apparire merce di consumo che spegneva la libertà dello scrittore. Questa insoddisfazione lo spinse alla ricerca di in nuovo mondo poetico e influì sul suo passaggio al Verismo. L’interesse per il mondo borghese della grande città e la curiosità per i nuovi soggetti ebbero forse anche altre ragioni: da un lato il desiderio di tornare a parlare del proprio ambiente siciliano d’origine e dall’altro lo stimolo dato allo scrittore dalle inchieste e dai dibattiti sul problema meridionale. Verga maturò un percorso personale e professionale che lo portò alla scelta poetica di una nuova narrativa.
I maggiori romanzi che segnano espressamente la sua conversione al verismo:
I malavoglia, Mastro Don Gesualdo, La duchessa di Leyra, l’onorevole Scipioni e l’uomo di Lusso.
Questi romanzi trattano espressamente la vita arretrata della Sicilia (questo ciclo viene chiamato anche ”Ciclo dei Vinti”.
Negli ultimi decenni del secolo la cultura positivista entrò in crisi in quanto altre correnti anti-positiviste ponevano l’accento sulla complessità della coscienza che non si poteva ridurre solo a quello che si osservava.
Così alcune teorie scientifiche entrarono in crisi, grazie all’opera di importanti filosofi e pensatori come :
• Il francese Bergson = Il quale afferma che l’uomo è guidato da una forza evolutiva e vitale, e lo strumento che permette l’uomo di conoscere questa energia creatrice non è la ragione, ma l’intuizione .Inoltre esiste un tempo cronologico e un tempo interiore che si rifà in base alle esperienze passate.
• Nietzshe= il quale afferma che i valori assoluti sono morti e non è importante conoscere la realtà, ma l’appartenenza; egli esalta la forza, la gioia di vivere e tra tutti questi elementi convergenza la figura di un individuo d’eccezione, che si poneva al di sopra della morale comune, come il Superuomo.
• Freud= il Quale afferma che una parte della nostra mente ci è conosciuta, questa parte viene definita “incoscio” che ci guida nelle azioni affermando il Super-io.
Da queste premesse storiche, sociali e filosofiche scaturì un’altra corrente di pensiero chiamata dagli intellettuali:DECADENTISMO

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