insediamenti umani,modo di vita europeo in campo politico sociale e economico

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GLI INSEDIAMENTI UMANI
Unità 3 p.77
L’insieme degli insediamenti umani si dispiega sullo spazio a seconda delle sue caratteristiche ECONOMICHE e NATURALI.
- l’Europa del PASSATO era prevalentemente agricola e quindi c’erano molti insediamenti RURALI
- l’Europa ATTUALE è prevalentemente INDUSTRIALE e TERZIARIA quindi ci sono molti insediamenti URBANI
nel recente passato c’è stata una FORTE ESPANSIONE DELLE CITTA’ che le ha trasformate in AGGLOMERAZIONI (unione con paesi) o CONURBAZIONI (unione città) o addirittura MEGALOPOLI negli Stati Uniti soprattutto per le AREE FORTEMENTE URBANIZZATE.
LA STRUTTURA DELLA CITTA’
I CENTRI delle CITTA’ diventano sempre più quartieri AMMINISTRATIVI e COMMERCIALI quasi PRIVI DI ABITANTI detti CBD (Central Business District ES. Londra).
I VECCHI CENTRI STORICI sono occupati dagli IMMIGRATI formando delle ISOLE DI SEGREGAZIONE dove ci sono zone con livelli di vita inferiore rispetto ad altri.
Altri CENTRI STORICI sono stati RINNOVATI che hanno espulso le classi inferiori e vi sono andati ad abitare quelli con un alto reddito.
Intorno al centro si dilatano i QUARTIERI INDUSTRIALI e le PERIFERIE che svolgono funzioni molteplici, terziarie o residenziali.
Un PROBLEMA che riguarda le città europee è il VERDE. Nei PAESI DEL NORD sono quasi sempre dotate di grandi parchi (come Londra o Berlino) che si estendono fino al cuore delle città stesse. QUINDI LA MANCANZA DI VERDE è PIU’ SENTITA NEI QUARTIERI SUBURBANI DI COSTRUZIONE RECENTE. Al contrario i paesi mediterranei il problema c’è sempre stato, e se prima era trascurato con l’estensione delle case è diventato un problema non indifferente.
LE FUNZIONI URBANE
Sono le ATTIVITA’ CHE ATTIRANO LA GENTE IN UN TERRITORIO.
Le città europee hanno RELAZIONI anche con i TERRITORI CIRCOSTANTI che danno origine a FLUSSI in arrivo e in partenza di persone, merci, notizie, capitali, idee, mezzi di trasporto
Le funzioni sono destinate non solo ai suoi ABITANTI ma a un TERRITORIO detto area gravitazionale COLLEGATO CON IL CENTRO da una serie di flussi.
Uno dei principali flussi sono i MOVIMENTI PENDOLARI che avvengono su VIE DI COMUNICAZIONE che se organizzate bene sono molto efficienti (ferrovia, strada, parcheggi nella periferia urbana, metropolitana, tram).
I MOTIVI per cui avvengono i movimenti pendolari sono per LAVORO, per USUFRUIRE DI SERVIZI (ES. le università, scuole superiori hanno un flusso di molti studenti), ACQUISTI, CURE SPECIALISTICHE o DIVERTIMENTI.
Più le funzioni sono RARE più l’AREA DI GRAVITAZIONE è GRANDE (ES. una città con un centro ospedaliero specializzato.
Le città MONOFUNZIONALI o SPECIALIZZATE hanno una funzione principale nettamente prevalente, condizionano tutte le altre e organizza la gran parte della vita del centro urbano.
Le città MULTIFUNZIONALI hanno più di una funzione.
I TIPI DI FUNZIONE che possono esserci:
- PRODUTTIVA ES. città industriali o minerarie
- MOLTE CITTA’ hanno funzioni TERZIARIE
- COMMERCIALE città portuali o di mercato
- CULTURALI O TURSTICHE città universitarie, sacre, d’arte, turismo montano, città balneari
- FINANZIARIE con banche che gestiscono i capitali
- POLITICA e AMMINISTRATIVA molto DIFFUSA come le CAPITALI DI STATO
BOLOGNA ha funzione CULTURALE, PUBBLICA AMMINISTRATIVA (perché SNAITARIA, AMMINISTRATIVO per pratiche regionali), FIERISTICA, INDUSTRIALE (meccanica per gli impacchettamenti,agroalimentari), COMUNICATIVA (per trasporti).
ROMA ha funzione POLITICHA e AMMINISTRATIVA perché ha le sedi centrali degli uffici di amministrazione più importanti.
MILANO ha funzioni INDUSTRALE e ECONOMICA perché c’è la BORSA.
LA GERARCHIA URBANA
La posizione dominante delle città capitale è dovuta non solo alla numerosa popolazione o alle funzioni politiche, ma anche dal sistema di comunicazione, soprattutto ferrovie, che costituirono nell’800.
La RETE URBANA cioè l’insieme di città con relazioni diverse tra loro, trova nelle capitali le città che per ruolo e per dimensione occupano il primo posto nella GERARCHIA URBANA insieme di città che hanno più o meno importanza a seconda delle funzioni e dimensione.
Il secondo posto può essere dato da un'unica città che ah ruolo economico, o industriale o culturali.
Quindi oltre alla dimensione è importante il tipo e l’intensità delle FUNZIONI e la SPECIALIZZAZIONE per fissarne il ruolo e la posizione nella GERARCHIA URBANA.
Per far sì che le città abbiano un PROCESSO DI INTERNALIZZAZIONE dipende soprattutto dalle imprese e dalle istituzioni di livello mondiale che decidono di locarsi in una città.
AGGLOMERAZIONI: espansione unendosi a aree rurali, villaggi, paesi minori, con un centro dominante.
CONURBAZIONI: quando l’espansine urbana è formata da più città vicine, POLICENTRICA che è collegata con reti urbanizzate
MEGALOPOLI: come detto anche prima usato soprattutto negli Stati Uniti, e si ha nelle aree fortemente urbanizzate. Le megalopoli EUROPEE sarebbero DUE: una INGLESE (formata da Londra, Liverpool, Bradford, Sheffield, Nottingam, Manchester, Birmingam, Leeds, Leicester) e una NORD-OCCIDENTALE.
L’URBANIZZAZIONE EUROPEA
L’EUROPA OCCIDENTALE e ORIENTALE
L’Europa occidentale è una tra le aree del mondo più urbanizzate.
Spesso sono di origine MOLTO ANTICA, anche se la nascita. L’espansione delle città e l’incremento della popolazione risale alla RIVOLUZIONE INDUSTRIALE del XIX quindi 800 e XX.
Questa urbanizzazione continua fino al 1950 per i paesi SETTENTRIONALI che continuavano ad essere i più urbanizzati, mentre per i paesi MERIDIONALI si trovano in una situazione urbana PREINDUSTRIALE cioè più legata all’AGRICOLTURA.
Dopo il 1950 l’urbanizzazione aumenta per i paesi ORIENTALI e MERIDIONALI, mentre nei paesi settentrionali è modesta perché ha già raggiunto valori alti.
Questa TRANSIZIONE o passaggio da città agricola a città industriale ha provocato una grande CONCENTRAZIONE URBANA anche nell’EUROPA ORIENTALE.
URBANIZZAZIONE: incremento della quota della popolazione residente nelle aree urbane sul totale della popolazione di un paese.
A partire dagli anni Settanta le attività industriali tendono a venire DECENTRATE ALL’ESTERNO della città o in CENTRI INDUSTRIALI MINORI, così la città diviene un luogo prevalentemente di CONSUMO e PRODUZIONI di SERVIZI.
Quindi nei paesi europei si assiste a un RALLENTAMENTO o anche RIDUZIONE dello sviluppo delle GRANDI CITTA’ INDUSTRIALI e a una CRESCITA di alcune CITTA’ MINORI, e si hanno sul territorio DIVERSI LIVELLI DI URBANIZZAZIONE.
Questo fenomeno si chiama URBANIZZAZIONE può avvenire per motivi:
- ECONOMICI quando si ha un DECENTRAMENTO delle attività produttive per ridurre i costi della produzione…………..
- SOCIALI quando le città di immigrazione diventano LUOGHI da cui EMIGRARE, per esempio gli anziani tornano nei luoghi di provenienza o i giovani vanno a vivere in luoghi dove i costi sono inferiori e la qualità della vita è migliore. E’ PROPRIO QUESTO A CONTRIBUIRE ALLA CRESCITA DELLE AREE SUBURBANE, o CITTA’ PICCOLE E MEDIE
IL MODO DI VITA EUROPEO: POLITICA,ECONOMIA E SOCIETA’
Unità 1 p.94
- SISTEMA POLITICO: in Europa è simile in tutti gli stati europei,cioè DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA E PLURALISTICA anche se in Europa Orientale è più recente dopo la caduta del muro di Berlino del 1989 che ha posto fine al sistema politico SOCIALISTA.
- IN CAMPO ECONOMICO: le differenze tra Europa Orientale e Occidentale sono maggiori. In OCCIDENTE lo sviluppo economico è più INTENSO, in ORIENTE si sta passando un periodo di TRANSIZIONE dall’economia PIANIFICATA a quella di MERCATO, un passaggio LENTO che ha dato origine molti PROBLEMI.
- IN CAMPO SOCIALE: il livello di vita della popolazione è superiore a quello degli altri continenti, tutti gli europei sono sufficientemente garantiti negli aspetti basilari della vita umana, ma ci sono grandi differenze nei livelli di RICCHEZZA e nella VARIETA’ DEI CONSUMI che sono MAGIGORI nell’EUROPA OCCIDENTALE e in particolare CENTRO SETTENTRIONALE.
IL SISTEMA POLITICO E LE SUE DIFFERENZE
Come si è detto prima in tutti i paesi europei c’è la DEMOCRAZIA. I cittadini partecipano alla vita politica votando e eleggendo i loro rappresentanti del Parlamento. La vita politica è guidata dai PARTITI che confrontano le loro posizioni formando la maggioranza che governa e le opposizioni che dovrebbero avere funzione di stimolo e critica.
Le Costituzioni dei vari paesi garantiscono le LIBERTA’ CIVILI (quali la libertà di stampa, associazione, religione..).
I cittadini possono partecipare alla vita politica anche in modo più diretto attraverso le MANIFESTAZIONI, REFERENDUM, RACCOLTE DI FIRME.
Importante è anche il ruolo dei MASS-MEDIA e della STAMPA che permette di esprimere la pluralità delle opinioni e formare l’opinione pubblica.
Nonostante i sistemi politici europei siano simili ci sono DIFFERENZE sostanziali dovuti alla STORIA RECENTE dell’OCCIDENTE e dell’ORIENTE.
In OCCIDENTE il sistema politico vige già da qualche decennio e la partecipazione alla vita politica, la presenza dei partiti e i movimenti di opinione è PARTE INTEGRANTE DEL MODO DI VITA DELLA POPOLAZIONE.
In ORIENTE per molti decenni il potere politico era gestito unicamente dal PARTITO COMUNISTA O SOCIALISTA che ha governato da solo, non c’erano elezioni libere ma bisognava votare i candidati che il partito ti proponeva. Solo con la svolta del 1989-1990 ci sono libere elezioni e l’abolizione del monopartitismo. Quindi l’esperienza democratica in questi paesi è ancora giovane e le nuove forme di organizzazione politica, economica e sociale richiederanno molti anni per realizzarsi pienamente. (come ad esempio le libertà civili che sono solo formalmente garantite).
I DUE MODELLI ECONOMICI: ECONOMIA DI MERCATO E PIANIFICATA
ECONOMIA DI MERCATO:
- ha una forte presenza dell’INIZIATIVA economica PRIVATA che si svolge attraverso le IMPRESE
- le imprese si fanno CONCORRENZA per vendere sul mercato i loro prodotti o fanno ACCORDI di COOPERAZIONE TRA LORO per raggiungere obiettivi comuni
- OBIETTIVO:PROFITTO e il suo mancato raggiungimento può portare al fallimento e quindi la chiusura dell’impresa
- PER RIMANERE A LUNGO SUL MERCATO devono RINNOVARE i loro prodotti, PUBBLICIZZARLI e fare INVESTIMENTI con il reinvestimento dei profitti o i capitali ottenuti in prestito da banche o società finanziarie. QUINDI NELL’ECONOMIA DI MERCATO E’ ESSENZIALE LA DISPONIBILITA’ DI CAPITALE
- L’attività è REGOLATA e ORIENTATA DALLO STATO:
• che stabilisce REGOLE a cui si deve attenere l’impresa, o prende INIZIATIVE DIRETTE come ad esempio intervenendo nei SETTORI PRODUTTIVI considerati STRATEGICI (come trasporti, energia, armamenti),
• SOSTENEDO L’INIZIATIVA PRIVATA CON INCENTIVI e BENEFICI per orientarla nella direzione voluta
• LIMITARE SQUILIBRI GEOECONOMICI attraverso POLITICHE REGIONALI cioè ridurre il divario tra le aree economicamente più sviluppate e quelle meno
- interviene nella COSTRUZIONE DELLE INFRASTRUTTURE come le scuole, reti di trasporto
ECONOMIA PIANIFICATA:
Non è più adottata in nessun paese
- LA CARATTERISTICA CENTRALE è la PROPRIETA’ STATALE dei mezzi di produzione, lo Stato è quindi l’unico imprenditore importante
- Le IMPRESE STATALI erano raggruppate in associazioni dette KOMBINAT
- Per dirigere, coordinare e sviluppare l’economia, lo strumento utilizzato era la PIANIFICAZIONE, cioè una FORMULAZIONE di OBIETTIVI che avrebbero dovuto raggiungere le imprese in un certo periodo, FISSATI DAGLI ORGANI CENTRALI DI PIANIFICAZIONE dopo aver consultato le imprese e le autorità regionali e locali. Definiva OBIETTIVI:
• GENERALI come i tipi di prodotti da produrre maggiormente, o le aree geografiche da potenziare economicamente
• SPECIFICI come il numero di lavoratori da assumere, la quantità di carbone da estrarre in una certa miniera.
Oltre a questo definiva anche i PREZZI che lo Stato decideva di mantenerli BASSI, come il pane o l’abitazione, o alti per FRENARE LA DOMANDA. QUINDI NON C’ERA L’INCONTRO TRA LA DOMANDA L’OFFERTA.
Fino agli anni ‘60 -’70 la pianificazione fu molto efficace perché le economie nazionali erano meno evolute, poi col CRESCERE della PRODUZIONE e del CONSUMO si sono verificate LENTEZZE, INCONGRUENZE e ERRORI nella PIANIFICAZIONE degli OBIETTIVI e GESTIONE DEI PIANI.
Così la crescita economica è rallentata, frenata e poi ci furono una SERIE DI CRISI che portarono all’ABBANDONO DELL’ECONOMIA PIANIFICATA assieme ai grandi cambiamenti politici del 1989.
EVOLUZIONE ECONOMICA RECENTE DELL’EUROPA OCCIDENTALE
Dalla seconda guerra mondiale quasi tutti i paesi occidentali si sono INDUSTRIALIZZATI.
Da un economia prevalentemente agricola si è passati a un economia industriale.
Negli anni SETTANTA si ha un RALLENTAMENTO a causa del PROBLEMA ENERGETICO , cioè il costo ELEVATO DEL PETROLIO FRENA LA CRESCITA DELL’ECONOMIA.
Negli anni OTTANTA si ha una RIPRESA DELLA PRODUZIONE, il lavoro MANUALE PERDE IMPORTANZA A CAUSA DELLA MAGGIORE AUTOMAZIONE (robot industriali, sistemi automatici per il trasporto) e si avvia un processo di TERZIARIZZAZIONE (cioè l’aumento generalizzato dei servizi) NEI PAESI PIU’ AVANZATI mentre in altri è avvenuto in modo più limitato (che ha portato all’aumento degli occupati nei servizi) così ci sono accentuati SQUILIBRI e DIFFERENZE tra i paesi.
L’Europa Occidentale fa parte della TRIADE ECONOMICA DEL PIANETA perché è una delle tra le TRE AREE ECONOMICHE PIU’ SVILUPPATE DEL MONDO.
Nell’economia europea occidentale ci sono anche molte IMPRESE MULTINAZIONALI ( che ha sede nazionale in un paese ma numerose filiali all’estero)che operano su scala mondiale, sono soprattutto gruppi INDUSTRIALI come la FIAT, Siemens, ma anche di tipo TERZIARIO. Le città con maggiori sedi centrali multinazionali sono Parigi e Londra.
Ciò permette di COMPETERE con successo sul MERCATO MONDIALE, si ha infatti un processo di GLOBALIZZAZIONE in cui le imprese occidentali devono competere con quelle americane, giapponesi e cinesi per vendere i prodotti in Europa e nel resto del mondo.
I grandi gruppi sono soprattutto originari della Francia, Italia, Spagna, Germania, Svizzera, Gran Bretagna, Belgio e Paesi Bassi.
Ci sono anche IMRESE PICCOLE E MEDIE che sono altrettanto vitali e innovative
C’è una forte COLLABORAZIONE tra gli Stati e con l’Unione Europea le caratteristiche dei paesi occidentali si stano omogeneizzando aumentando le relazioni .
In più grazie all’INTRODUZIONE DELL’EURO si ha la possibilità di commerciare liberamente anche tra paesi diversi.
TRASFORMAZIONI ECONOMICHE DELL’EUROPA ORIENTALE
La pianificazione dell’economia secondo il modello sovietico di sviluppo economico attuato dall’URSS dopo la seconda guerra mondiale negli anni Venti in tutti i paesi orientali.
Si è data priorità alla INDUSTRIALIZZAZIONE, ma venne data importanza ai BENI DI PRODUZIONE (tutti i prodotti industriali che servono a produrre altri beni) incede dei BENI DI CONSUMO (prodotti industriali per il consumo finale, destinati ai consumatori) come nell’Europa occidentale.
Il SETTORE TERZIARIO è STATO SACRIFICATO e per questo il PROCESSO DI TERZIARIZZAZIONE NON è AVVENUTO.
In un primo momento l’economia pianificata ha prodotto buoni risultati perché i paesi orientali erano molto arretrati, dopo i primi decenni però questo modello divenne INEFFICIENTE e LENTI nei miglioramenti economici,sprechi delle risorse, basso livello tecnologico, scarsa gamma beni di consumo, che ha portato alla CRISI e negli anni NOVANTA ha portato ha cambiamento il ECONOMIA DI MERCATO: LE IMPRESE DIVENTANO PRIVATE, CRESCE LA CONCORRENZA TRA IMPRESE, RAPPORTI CON LE ECONOMIE STRANIERE, PIU’ PRUDUZIONE DI BENI DI CONSUMO, ma rimane ancora il RUOLO DELLO STATO che coordina l’attività economica e fissa prezzi delle produzioni ritenute strategiche o socialmente rilevanti, QUINDI E’ UN ECONOMIA MISTA perché c’è anche un peso statale.
DIFFICOLTA’ DEL PASSAGGIO DELL’EUROPA ORIENTALE VERSO L’ECONOMIA DI MERCATO
La transizione verso l’economia di mercato in Oriente è DIFFICILE e DISOMOGENEA ed è UN PROCESSO MOLTO LENTO a causa dell’inerzia della pianificazione socialista che frena la possibilità di un mutamento rapido, in più a causato negli anni NOVANTA anche CRISI ECONOMICHE più o meno gravi e un INCREMENTO DELLA DISOCCUPAZIONE.
La PRIVATIZZAZIONE è più RAPIDA in quei paesi che possono contare sull’intervento del CAPITALE STRANIERO come Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovenia.
Anche lo SPIRITO IMPRENDITORIALE è molto lento.
Le IMPRESE PRIVATE più diffuse sono quelle di PICCOLE dimensione e di solito nel settore TERZIARIO (come alberghi, ristoranti, servizi vari) e l’AGRICOLTURA.
In alcuni paesi è consistente la presenza di alcune IMPRESE STRANIERE e gli investimenti più importanti vengono dall’AUSTRIA, ITALIA E SOPRATTUTTO GERMANIA.
La DOMANDA NEL MERCATO INTERNO è LIMITATA infatti spesso vengono fatti investimenti orientati all’ESPORTAZIONE.
Un altro problema è l’INDEBITAMENTO con l’ESTERO che IMPEDISCE UNA RAPIDA MODERNIZZAZIONE ECONOMICA e per di più l’Oriente necessita anche di altri finanziamenti per l’AMMODERNAMENTO TECNOLOGICO per le imprese e infrastrutture come la rete autostradale, le telecomunicazioni, il trasporto ferroviario veloce visto che sono di QUALITA’ SCADENTE.
CARATTERISTICHE SOCIO-ECONOMICHE DELLA POPOLAZIONE EUROPEA
La popolazione europea ha un LIVELLO DI VITA mediamente PIU’ ALTO rispetto a quello di ALTRI CONTINENTI, infatti anche se si riscontrano marcate differenze tra i paesi più ricchi e quelli più poveri d’Europa, queste differenze sono inferiori rispetto a quelle fra stati come il Giappone e l’India in Asia, o fra Stati Uniti e Messico in America.
Per analizzare il livello di vita di una popolazione bisogna sapere gli ASPETTI SOCIALI egli ASPETTI ECONOMICI.
- ASPETTI SOCIALI: all’interno dell’Europa ci sono MINORI DIFFERENZE per quanto riguarda gli ASPETTI BASILARI per esempio l’alimentazione, le gravi malattie o l’analfabetismo, la speranza di vita ( che supera i 70 anni d’età) o la nascita, e ci sono MAGGIORI DIFFERENZE per quanto riguarda le CARATTERISTICHE DELLE SOCIETA’ EVOLUTE cioè la situazione sanitaria e i livelli di istruzione superiori
- ASPETTI ECONOMICI: le DIFFERENZE sono maggiori negli INDICATORI ECONOMICI, o meglio c’è un DIVARIO soprattutto per quanto riguarda il PIL per abitante (il Prodotto Interno Lordo), infatti per esempio il livello di ricchezza di uno svizzero è 12 volte superiore a quello di un albanese, c’è un salario più alto nell’Europa Occidentale e soprattutto in quella CENTRO-SETTENTRIONALE, infatti verso quest’area ci sono molti flussi MIGRATORI dagli anni Novanta anche provenienti dall’Europa Orientale
Il continente europeo è l’area del mondo dove lo STATO e le amministrazioni intervengono per TUTELARE IL BENESSERE DEI CITTADINI.
I CAMPI dove interviene maggiormente sono l’istruzione, la sanità, gli aiuti ai disoccupati e ai ceti svantaggiati, e questo è uno degli elementi centrali che distinguono il modello di vita europeo da quello americano.
Alcuni indicatori sociali possono essere l’istruzione, la vita media (perché se c’è benessere, ci sono soldi e un allungamento della vita), la mortalità infantile.
Alcuni indicatori economici il PIL. Il tasso di disoccupazione, la popolazione attiva.
LE DIFFERENZE SOCIALI
La struttura sociale, cioè la distribuzione della ricchezza e i ceti sociali è molto diversa in Oriente e Occidente.
EUROPA OCCIDENTALE
Nella struttura sociale c’è una forte presenza del CETO MEDIO (commercianti, liberi professionisti, intellettuali, artigiani, mentre l’ALTA BORGHESIA (industriali, finanzieri. Commercianti,grandi professionisti) è rappresenta da una percentuale minima, 1%.
I CETI MENO AGIATI cioè i lavoratori manuali salariati, precari e disoccupati.
Anche se c’è stato un ampliamento del ceto medio ci sono ancora grandi differenze di reddito e tenore di vita, e il 15% della popolazione vive in POVERTA’.
EUROPA ORIENTALE
Nel periodo del SISTEMA SOCIALISTA c’era un’uguaglianza sociale, il 90% della popolazione aveva un TENORE DI VITA LIVELLATO anche se inferiore rispetto a quello occidentale, ma a differenza di quello, l’Oriente metteva a disposizione SERVZI A PREZZO BASSO O ANCHE GRATUITI (scuola, casa, sanità, teatri, pratica sportiva).
Con la FINE DEL SOCIALISMO la struttura sociale si è DIFFERENZIATA, si stanno formando NUOVI CETI SOCIALI RICCHI O BENESTANTI orientati verso attività economiche PRIVATE, e la MAGGIOR PARTE DELLA POPOLAZIONE ha formato CETI POVERI perché hanno visto le loro condizioni peggiorare, anche perché lo Stato non è potuto più intervenire sui servizi, per fissare i prezzi e quindi accrescendo l’EMARGINAZIONE SOCIALE.
LE ATTIVITA’ ECONOMICHE
E LA LORO DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA
Unita 2 p.109
L’evoluzione economica in Europa iniziò in Inghilterra con la rivoluzione industriale dell’800, e si è estesa in molti altri paesi europei nel 900. La poca presenza di risorse del sottosuolo, a parte in Russia, non compromise lo sviluppo industriale.
Oggi lo sviluppo industriale è condizionato da altri fattori come un efficiente e veloce rete di trasporti, ingenti di capitali, spirito imprenditoriale diffuso e la presenza di centri scientifici e tecnologici.
Queste caratteristiche si trovano in molte AREE OCCIDENTALI, soprattutto l’area che va da Londra alla pianura padana.
Nell’EUROPA ORIENTALE le attività economiche sono meno moderne e produttive, raggiungono una notevole arretratezza nell’area balcanica, e migliori livelli produttivi nell’Europa centro-orientale e in Russia.
Le più GRAVI CARENZE SETTORIALI riguardano le produzioni INDUSTRIALI A TECNOLOGIA AVANZATA, infrastrutture di TRASPORTO e COMUNICAZIONE e il TERZIARIO AVANZATO per le imprese.
LA POPOLAZIONE ATTIVA
Dal 1950 fino ad oggi la percentuale della popolazione attiva è arrivata fino al 40%, questo grazie anche alla forte crescita del LAVORO FEMMINILE retribuito.
La popolazione attiva può essere divisa nei TRE SETTORI: primario (agricoltura e pesca), secondario (industrie) e terziario (servizi e ?).
Il numero degli addetti in questi settori durante gli anni si è molto trasformato infatti se negli anni Cinquanta una persona lavorava in agricoltura negli anni Sessanta lavorava nell’industria e negli anni Settanta lavorava in un’attività terziaria.
I PAESI CON UNA ECONOMIA ARRETRATA in genere hanno una percentuale di addetti maggiore all’agricoltura, e ciò significa che c’è una BASSA MECCANIZZAZIONE, SCARSA PRODUTTIVITA’ e un uso dell’AGRICOLTURA TRADIZIONALE.
Nei PAESI CON UNA ECONOMIA PIU’ EVOLUTA si ha invece una maggiore percentuale di addetti al terziario, e ciò significa che c’è n FORTE SVILUPPO, UNA ECONOMIA COMPLESSA E VARIA, presenza di SERVIZI, e SCAMBI INTERNI E STERNI.
Per quanto riguarda la percentuale degli addetti nell’industria non si può sapere se uno Stato ha una economia ricca o arretrata, se utilizzato da solo.
AGRICOLTURA
L’AGRICOLTURA EUROPEA IN GENERALE
In Europa l’attività agricola ha TRASFORMATO PROFONDAMENTE l’ambiente naturale più che in ogni altro continente.
Dalla fine del Settecento con lo sviluppo dell’industria sono stati costruiti MACCHINARI che hanno reso MENO FATICOSO il lavoro e un UTILIZZO sempre più INTENSIVO del suolo, cioè trarre la massima produzione per ettaro.
L’allevamento ha visto l’introduzione di METODI MODERNI e RAZIONALI fino ad arrivare alle stalle COMPUTERIZZATE.
L’industria ha fornito PRODOTTI CHIMICI per un aumento del RENDIMENTO (concimi, diserbanti, antiparassitari).con la scienza idraulica sono state fatte opere di BONIFICA così sono state ridotte le superfici PALUDOSE, strappate terre dal mare come i POLDER nel Mare del Nord, IRRIGAZIONE di terreni ARIDI e SEMIARIDI, opere di terrazzamento fatte già dall’antichità, conquistando NUOVI SPAZI.
L’agricoltura europea è avvantaggiata dal CLIMA che è nel COMPLESSO POSITIVO, cioè TEMPERATO in prevalenza CONTINETALE, ad eccezione dei MARGINI MERIDIONALI e SETTENTRIONALI in cui ci sono ECCESSI CLIMATICI, come i CLIMI RIGIDI nella fredda Islanda o ai margini settentrionali della Russia, ma nonostante questo freddo si riesce a coltivare grazie alle SERRE.
Anche se ha molte caratteristiche comuni l’agricoltura in Europea di IDFFERENZIA NELL’ORGANIZZAZIONE ECONOMICO-SOCIALE dato che ha visto due sistemi politici molto diversi.
L’AGRICOLTURA NELL’EUROPA OCCIDENTALE
In Europa Occidentale l’agricoltura SODDISFA il FABBISOGNO della popolazione, significa che le importazioni e le esportazioni dei prodotti agricoli alimentari non è negativa per l’area, questo è dovuto all’UNIONE EUROPEA che aveva poto l’obiettivo di autosufficienza.
Ha le CARATTERISITCHE di un agricoltura COMMERCIALE, cioè ha uno sviluppo che è legato alle esigenze di MERCATO, infatti la maggior parte delle aziende agricoli indirizzano i loro prodotti alla VENDITA.
Esistono comunque regioni dove l’agricoltura è destinata all’AUTOCONSUMO comete zone di MONTAGNA come l’Appennino italiano, o le zone ARIDE.
Le regioni che hanno sistemi moderni di coltivazione utilizzano i macchinari, e ciò ha molto diminuito il numero degli addetti.
Quasi tutte le terre sono di PROPRIETA’ PRIVATA, a parte i boschi e i terreni ai margini incolti.
Ha POCHI ADDETTI ED è INTENSIVA, CLIMA FAVOREVOLE.
La AZIENDE AGRICOLE non sono molto grandi se confrontate a quelle delle altra aree sviluppate nel mondo, il TIPO DI AZIENDA prevalente è quella CONTADINA cioè c’è ha una conduzione diretta tra l’agricoltore e la sua famiglia, ha piccole medie dimensioni e non ci sono salari fissi.
Nel NORD EUROPA e in alcune aree con in ITALIA in EMILIA ROMAGNA ci sono le aziende COOPERATIVE, e in altre ancora ci sono le MODERNE AZIENDE AGRARIE organizzate come un impresa industriale con imprenditori, tecnici, impiegati, salariati…queste ultime due sono MOLTO EFFICIENTI, hanno ALTE RESE, usano TECNOLOGIE SOFISTICATE, hanno a dispostone una grande quantità di CAPITALE, e sono integrate con quelle INDUSTRIALI ( per la trasformazione del prodotto), con le COMMERCIALI (per lo smercio dei prodotti freschi) con le IMPRESE DI SERVIZIO ( per la ricerca scientifica..). Questo insieme di imprese che si occupano dei prodotti agricoli è detto SISTEMA AGROINDUSTRIALE, quindi ha un BUON SISTEMA AGROINDUSTRIALE.
Ci sono anche metodi di conduzione agricola più arretrati come il LATIFONDO presente nell’area meridionale, cioè una proprietà fondiaria molto ESTESA adibita alla coltura ESTENSIVA e POVERA e senza investimenti e innovazioni perché al proprietario basta ottenere una rendita.
TIPI DI COLTIVAZIONE OCCIDENTALE: cereali come grano, orzo, avena, allevamento bovino, piante industriali come la barbabietola da zucchero, prodotti mediterranei come gli agrumi, il vino e l’olio, ma anche ultimamente mais, soia, girasole, prodotti ortofrutticoli.
La PRINCIPALE POTENZA AGRICOLA è la FRANCIA che è il secondo esportatore mondiale dopo gli Stati Uniti.
L’AGRICOLTURA NELL’EUROPA ORIENTALE
L’organizzazione dell’agricoltura dell’Europa Orientale si è basata per tutto il PERIODO SOCIALISTA sulle aziende COOPERATIVE e le aziende di STATO, mentre quelle PRIVATE erano LIMITATE.
Siccome c’erano BASSE RESE, SPRECHI è la QUALITA’ della PRODUZIONE era SCARSA si è cercato di LIBERIZZARE IL MERCATO DEI PRODOTTI AGRICOLI e dare spazio all’INIZIATIVA PRIVATA.
Questa privatizzazione avviene in modo lento e molte terre sono ancora in mano allo Stato.
Il LIVELLO DI MECCANIZZAZIONE, la PRODUTTIVITA’ PER ETTARO, le TECNICHE di produzione sono INFERIORI rispetto a quelle OCCIDENTALI.
In più gran parte dell’Europa Orientale ha un CLIMA CONTINENTALE FREDDO e il gelo e la siccità rendono ancora più difficile l’attività agricola.
NEGLI ULTIMI ANNI l’agricoltura non ha raggiunto l’AUTOSUFFICIENZA ed è dovuta ricorrere alle importazioni di generi alimentari dal resto del mondo.
TIPI DI COLTIVAZIONE ORIENTALE: cereali, (la Russia ne è il quarto produttore mondiale), le piante industriali soprattutto tabacco, barbabietola da zucchero e girasoli, allevamento bovino e nelle coste corate c’è un’agricoltura mediterranea (vite olivo) e allevamento ovino e in alcune aree montuoso bovini da latte.
LE RISORSE MINERARIE ED ENERGETICHE
In passato le fonti energetiche e i giacimenti minerari erano FONDAMENTALI per lo SVILUPPO ECONOMICO EUROPEO.
Negli ultimi decenni però questa condizione si è attenuata, e la presenza di risorse minerarie ed energetiche è diventata NON INDISPENSABILE per lo sviluppo economico anche se rimane un vantaggio.
La presenza di giacimenti dipende dalla SITUAZIONE GEOLOGICA più è antica e più è ricca di risorse sfruttabili.
Ci sono TRE AREE ben distinte nell’Europa con risorse minerarie ed energetiche:
- CENTRO NORD che è la zona delle TERRE ANTICHE ricche di giacimenti
- EUROPA ALPINA E MEDITERRANEA zona delle TERRE GIOVANI che è povera di risorse
- RUSSIA che contiene risorse minerarie e energetiche ingentissime
La RISORSA MINERARIA più UTILIZZATA è il FERRO (si trova soprattutto in Ucraina, Urali russi e Svezia) anche se NON NE E’ RICCA e se ne estraggono minerali a basso tenore di ferro.
NICHEL, RAME e MANGANESE si estraggono dalle zone delle terre ANTICHE come la Russia, scudo baltico e Polonia e nelle zone delle terre giovani ci sono meno minerali.
Quindi la PRODUZIONE DELLE MINIERE EUROPEE è INSUFFICIENTE e quasi tutti i paesi ricorrono alle IMPORTAZIONI, A PARTE LA RUSSIA. Gli stati AUTOSUFFICIENTI sono la FRANCIA e la GRAN BRETAGNA.
Si ha una SITUAZIONE SIMILE per quanto riguarda le FONTI DI ENERGIA, anche se per la parte centro settentrionale dell’Europa e la Russia è un po’ più vantaggiosa.
Cos’ il 70% dell’URANIO e MINERALI RADIOATIVI proviene da terreni archeozoici ( a parte Russia e qualche giacimento in Francia), e ciò ha portato alle IMPORTAZIONI DAI PAESI EXTRAEUROPEI (come Canada, Sudafrica, Australia) di MINERALI RADIOATTIVI.
I CARBONI FOSSILI si trovano in corrispondenza delle terre antiche e hanno un potere calorico maggiore rispetto a quegli trovati nei terreni più recenti (come l ligniti).
Con l’INTENSO SFRUTTAMENTO però si è molto RIDOTTO.
IL PETROLIO e il GAS NATURALE si trovano invece nelle AREE GEOLOCAMENTE PIU’ RECENTI.
Il petrolio si trova soprattutto in Russia, Mar Caspio e nel Mare del Nord. è la FONTE DI ENERGIA Più UTILIZZATA in Europa (46%) anche se è in calo e in parte è stato sostituito con il gas naturale.
Più diffuso è il GAS NATURALE e si trova soprattutto nei Paesi Bassi.
Il sud dell’Europa e l’Europa giovane ha come RISORSA ENERGETICA le ACQUE ALPINE.
ALTRA FONTE ENERGETICA con una certa importanza economica è la GEOTERMICA (sfruttamento di fuoriuscite di gas non inquinanti utilizzata per il riscaldamento domestico e nelle serre).
Insomma non è favorita di risorse energetiche, a parte Russia, Norvegia, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Albania, Polonia..
C’è una forte DIPENDENZA.
Fonti che si possono sostituire al petrolio, carbone fossile e metano sono la GEOTERMIA e l’URANIO.
LA POLITICA ENERGETICA DEI PAESI DELL’EUROPA OCCIDENTALE
Le crisi petrolifere si verificarono tra il 1973 e il 1981 perchè l’Europa Occidentale che dipendeva dal Medio Oriente ebbe un aumento del costo del petrolio a barile undici volte più grande.
Per evitare altre crisi e far fronte a questo problema si adottarono nuove misure nuovi obiettivi in campo politico, per cercare di ridurre la dipendenza e la vulnerabilità delle loro economie.
I tre obiettivi principali delle politiche energetiche in Europa Occidentale furono:
- la riduzione del consumo del petrolio
- un utilizzo di differenti fonti energetiche e la valorizzazione di quelle presenti nel territorio europeo, come il carbone e il gas naturale e in parte anche la valorizzazione delle fonti energetiche rinnovabili (come l’energia elettrica)la diversificazione dei fornitori per limitare rischi della dipendenza da pochi paesi
LE PRODUZIONI INDUSTRIALI EUROPEE
EUROPA OCCIDENTALE
L’Europa occidentale è una delle tre regioni più industrializzate nel mondo assieme all’America anglosassone (USA e Canada) e all’Estremo Oriente (Giappone, Corea del Sud e paesi limitrofi).
Molte produzioni sono vendute e apprezzate in tutto il mondo, e hanno anche FILIALI IN ALTRI CONTINENTI.
Secondo il loro LIVELLO TECNOLOGICO le PRODUZIONI INDUSTRIALI possono essere divise in:
- PRODUZIONI AD ALTA TECNOLOGIA o SETTORE INDUSTRIALE AVANZATO sono quelle all’AVANGUARDIA e le più strategiche per il futuro delle economie e per lo sviluppo e si avvalgono di tecnologie progredite. L’EUROPA OCCIDENTALE è in RITARDO in questo settore rispetto agli Stati Uniti perché manca il capitale per l’investimento nelle ricerche (esperimenti) e lo sviluppo, mentre con il Giappone c’è maggiore equilibrio. Non tutti i paesi producono beni ad alta tecnologia, ma solo quelli che investono nella RICERCA (come le imprese francesi, tedesche, italiane, olandesi, svedesi, svizzere)
- SETTORI A MEDIA TECNOLOGIA sono i settori relativi alla produzione di automobili, TV, Hi-Fi, motociclette, elettrodomestici, personal computer, produzioni chimiche, meccanica di precisione e pesante cioè i macchinari per la produzione. La situazione qui è DIVESRIFICATA, infatti in alcuni settori l’Europa Occidentale è il LEADER MONDIALE (come per gli elettrodomestici per l’Italia, le automobili per Italia Germania Francia, la chimica per la Germania e la meccanica pesante per l’Italia), mentre in altri campi c’è una GRANDE CONCORRENZA con il GIAPPONE e l’ESTREMO ORIENTE come per le moto, la TV e gli impianti Hi-Fi, o con gli STATI UNITI per il personal computer (IBM)
- SETTORI A TECNOLOGIA MATURA è il settore che dal punto di vista economico e tecnologico non offre prospettive di crescita ed è relativo alla lavorazione dei metalli, la raffinazione del petrolio, siderurgia, lavorazione del legno, del cuoio, tessile-abbigliamento, calzature. SCARSEGGIANO perché costa molto la MANODOPERA che viene esportata all’ESTERO perché il costo della vita è inferiore, pagano di meno e sono meno tutelati dalle leggiAnche qui c’è la CONCORRENZA STATUNITENSE e GIAPPONESE (come per gli alimenti o il tabacco). Comunque in alcuni settori l’Europa Occidentale è il una posizione di PRIMATO per esempio per le calzature e l’abbigliamento italiano e francese che hanno buona fama di essere di ALTA QUALITA’. Negli ultimi decenni però la CONCORRENZA INTERNAZIONALE è diventata più AGGUERRITA per le produzioni dei PAESI IN VIA DI SVILUPPO (Malasysia, Cina, India, Taiwan, Messico) e dell’EUROPA ORIENTALE perché producono a costi motlo inferiori e quindi competono per i PREZZI BASSI.
EUROPA ORIENTALE
Come già detto l’Europa Orientale si trova in una fase di transizione che coincide con un’apertura maggiore sul mercato mondiale e con il tentativo di MGLIORARE LA QUALITA’ DEI PRODOTTI e la PRODUTTIVITA’ delle imprese, visto che sono ARRETRATI. Vengono però agevolati grazie all’appartenenza dell’UNIONE EUROPEA perché molti capitali vengono dall’Europa Occidentale.SONO CARENTI LE INDUSTRIE DI BENI DI CONSUMO.
Nel campo delle TECNOLOGIE AVANZATE l’unico paese che ha qualche produzione competitiva su scala mondiale è la RUSSIA nel settore aerospaziale, le armi strategiche, gli apparecchi medici e la meccanica di precisione.
Per la PRODUZIONE A MEDIA TECNOLOGIA sono stati fatti degli investimenti da parte dell’estero soprattutto per il settore delle AUTOMOBILI (FIAT in Russia e Polonia, Volkswagen nella Repubblica Ceca, Suzuki, Opel-gm in Ungheria).
Alcune PRODUZIONI A TECNOLOGIA MATURA riescono ad essere competitive per il BASSO PREZZO (come per i prodotti in pelle, tessile-abbigliamento, carta, produzioni meccaniche, metalli lavorati..) anche se alcune sono in CRISI come l’acciaio, per il CALO DELLA DOMANDA.
IL SETTORE TERZIARIO
EUROPA OCCIDENTALE
Grazie al processo di TERZIARIZZAZIONE MOLTO AVANZATO si è visto una CRESCITA DEI SERVIZI e degli OCCUPATI nel settore terziario. Si sono trasformate le attività di commercio al MINUTO (ipermercati, supermercati), i SERVIZI PARACOMMERCIALI (ristoranti, pizzerie, locali di svago), della CURA DELLA PERSONA e TURISTICI hanno fatto aumentare il TENORE DI VITA MEDIO della popolazione occidentale.
Le AREE TURISTICHE sono due: dalla SPAGNA all’ITALIA e l’AREA ALPINA, oltre le città storiche e le capitali.
Sono cresciuti oltre ai SERVIZI PER LE FAMIGLIE detti finora, anche i SERVIZI PER LA COLLETTIVITA’ (scuola, sanità, trasporti, telecomunicazioni..) e soprattutto i SERVIZI PER LE IMPRESE quelli più strategici per lo SVILUPPO ECONOMICO, in particolare se si tratta dei servizi AVANZATI(pubblicità, marketing, trasporti rapidi, telecomunicazioni) che permettono di produrre e vendere di più è meglio, con il SETT. TERZIARIO AVANZATO.
EUROPA ORIENTALE
È molto MENO MODERNO anche perché c’era sempre stata la presenza dello Stato, ed è stato il primo settore economico ad avere una certa LIBERALIZAZIONE, ed ora è il campo in cui la PRIVATIZZAZIONE dell’economia è PIU’ RAPIDA.
Si stanno diffondendo SERVIZI PER LE FAMIGLIE gestiti da privati, anche i servizi TURISTICI prima gestiti dallo Stato hanno iniziative PRIVATE.
Le principali AREEE TURISTICHE sono le coste del Mar Nero, le croate, lago Balaton e città storiche come San Pietroburgo, Mosca, Praga, Budapest.
I SERVIZI COLLETTIVI come la scuola, sanità , cultura sono gestiti dallo STATO e spesso non sono più gratuiti.
CARENTI e MODESTISSIMI i SERVIZI PER LE IMPRESE, i servizi finanziari ad esempio stanno nascendo solo ora (per esempio a Budapest è c’è la prima piccola borsa valori)

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