Il segreto di Luca di Ignazio Silone

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Testo

Il segreto di Luca

• Autore: biografia e riferimenti alle opere composte.
Ignazio Silone, pseudonimo di Ignazio Tranquilli, nasce il 1^ maggio 1900 a Pescina dei Marsi, comune in provincia dell’Aquila, figlio di una tessitrice e di un piccolo proprietario terriero.
Frequenta il seminario di Pescina e poi il liceo-ginnasio di Reggio Calabria, ma deve abbandonare gli studi in seguito al terremoto della Marsica, in cui perde i genitori e i fratelli.
Già all’età di diciassette anni Silone si dimostra deciso a percorrere la via degli scrittori componendo alcuni articoli per l’ ”Avanti”.
Dopo appena cinque anni era già diventato direttore del settimanale romano “L’Avanguardia” e redattore di un quotidiano di Trieste.
Scrisse importanti articoli riguardanti avvenimenti esteri per giornali come l’ “Unità”, collaborò più volte con Gramsci e altri importanti giornalisti, spesso in segreto a causa del Nazismo.
Tra il ’27 e il ’30 compose la sua opera più famosa: “Fontamara”, pubblicata solo tre anni in Germania.
Dal ’34 al ’38 scrisse opere a sfondo politico-sociali quali “Der Fascismus” e “La Scuola di Dittatori” riguardanti il fenomeno nazista.
“Il segreto di Luca” venne scritto da Silone nel 1956 durante il suo esilio in Germania; sempre durante l’esilio scrisse libri come “La volpe e le camelie” ( pubblicato nel 1960), “Uscita di sicurezza” (1965) ed infine “L’avventura di un povero cristiano” (1968).
Poi tornò in Italia e all’età di ottantuno anni venne pubblicato il ultimo libro “Severina”.
• Quali avvenimenti storici e culturali possono essere collegati al periodo in cui l’autore visse? Ne fu influenzato?
In quegli anni l’Italia partecipa alla Prima guerra mondiale.
Rimasto senza famiglia, Silone va a vivere nel quartiere più povero del comune e comincia a frequentare la baracca, dove ha sede la Lega dei contadini.
Ha inizio, così, il suo apprendistato di militante rivoluzionario e sotto l’influsso di Lazzaro, incarnazione del cristiano autentico, del "cafone" santo, si pone quindi dal lato di coloro che hanno fame e sete di giustizia.
Questa scelta porta Silone a prendere posizione contro la vecchia società, perché è disgustato dai soprusi della violenza, dall’ipocrisia e comprende che l’unica soluzione è quella di schierarsi al loro fianco.
Prende anche parte alle proteste contro l’entrata in guerra dell’Italia e viene processato per aver capeggiato una violenta manifestazione.
Finita la guerra, si trasferisce a Roma, dove entra a far parte della Gioventù socialista, opponendosi al fascismo .
Come rappresentante del Partito Socialista, prende parte, nel 1921, al Congresso di Lione e alla fondazione del Partito Comunista Italiano.
Nel 1926, dopo l’approvazione da parte del Parlamento delle leggi di difesa del regime, vengono sciolti tutti i partiti politici.
In questi anni, per Silone, comincia a profilarsi la crisi e nel 1930 esce dal Partito Comunista per la sua opposizione alla politica di Stalin.
E’ questo il periodo in cui i comunisti italiani si dividono e Togliatti espelle dal partito alcuni dirigenti, nell’illusione che la rivolta operaia contro il fascismo sia imminente e destinata alla vittoria.
Da questo momento, Silone sarà un socialista cristiano, non più marxista.
In questo periodo, nell’esistenza tormentata dello scrittore, si compie un altro dramma: suo fratello più giovane, l’ultimo superstite della sua famiglia, viene arrestato nel 1928 con l’accusa di appartenere al Partito Comunista illegale.
Quando il fratello è arrestato, Silone aveva già scelto la via dell’esilio in Svizzera, dove vi rimane per molti anni.
Silone è deciso, ormai, a condurre una vita da "socialista senza partito e cristiano senza chiesa".
• Nelle sue opere e, in particolare, in quella letta tratta di vicende politiche o militari? In modo partecipe o distaccato?
In generale nelle sue opere Silone ama parlare dei sui ideali in modo partecipe e conciso, soprattutto in campo politico dove può sfoggiare tutta la sua esperienza.
Ne “Il segreto di Luca” l’autore ci informa delle sue convinzioni attraverso uno dei protagonisti: il rivoluzionario Andrea Cipriani
• A quale genere letterale appartiene?
Senza dubbi possiamo affermare che si tratta di un romanzo narrativo con sfumature storiche poiché l’autore Ignazio Silone lascia parecchio spazio alle descrizioni degli avvenimenti riguardanti il Nazismo e il Fascismo.
• Quali sono i luoghi e i tempi della vicenda narrata?
Le disavventure di Luca, se così si possono definire, hanno un solo sfondo: il piccolo villaggio di Cisterna dei Marsi. Se invece vogliamo parlare dei tempi possiamo dire che la vicenda ha una durata di circa un paio di mesi, a partire dall’arrivo di Sabatini fino all’ultimo dialogo tra Luca e Andrea.
• Quali sono i personaggi? Come sono rappresentati?
Andrea è lo stesso autore ragazzo che riceve la confidenza di una madre in pena e si presta a tradurre, in parole sue, pensieri di cui spesso gli sfugge il significato.
Importanti nella vicenda sono Andrea e Don Serafino che aiutano Luca con il loro affetto.
Don Serafino non ha un carattere duro, è saggio, buono e paziente.
E' proprio il parroco a dire le cose più sensibili su Luca e Ortensia, a far rivivere il loro amore ed il problema del rapporto con la morale.
Nella storia ha parte di vittima incolpevole la promessa sposa di Luca, innamorata ma non riamata, che Ortensia stessa ha scelto per lui per mettersi il cuore in pace.
Un posto importante nel racconto ha la figura della madre, mater dolorosa, in quanto la madre di Luca ha il presentimento doloroso della sorte sventurata che attende il figlio perciò prima cerca di metterlo in guardia contro se stesso e poi tenta di salvarlo con tenacia eroica, lottando contro i suoi accusatori. Accanto ai personaggi cari all'autore e in contrasto con essi ci sono i custodi del potere, opportunisti e avidi. C'è poi, la società con i suoi pregiudizi e i suoi costumi, che prima condanna Luca per la sua passione, poi, pur conoscendo la sua innocenza, non si fa più avanti per deporre a sua difesa. Tutti sentono che il caso di Luca li riguarda, ma la reazione è di lavarsene le mani prima e di non rimettere in discussione il proprio operato poi e di voltargli le spalle, come a un nemico.
• Riassunto
Luca, un vecchio popolano di Cisterna dei Marsi, condannato all'ergastolo per omicidio, attorno al quale ruotano tutti gli altri personaggi, ritornò al paese dopo quarant'anni di carcere, graziato, perchè il vero omicida, in punto di morte, confessò il suo delitto.
La notizia del ritorno dell'ex-ergastolano fu accolta con paura da parte dei compaesani.
Il maresciallo dei carabinieri decise allora, di farlo internare nel ricovero dei vecchi.
Luca, nel frattempo arrivò al paese e nessuno s'accorse di lui, tranne Toni, un monello che lo vide sfondare la porta di casa sua, ormai distrutta. Il ritorno di Luca coincise con l'arrivo in città di un politico coincittadino, da cui le autorità locali si aspettavano molti favori in cambio di voti. Ma Andrea non si presentò, preferì la compagnia del prete e di Luca,che fu per lui una vecchia conoscenza, sebbene egli lo avesse visto allora per la prima volta, ma il padre gliene parlava spesso.
Dal momento in cui incontrò Luca, Andrea dimenticò il motivo politico che lo aveva condotto a Cisterna, per occuparsi solo del caso dell'ex-ergastolano.
Volle sapere il segreto di Luca, perché, pur essendo innocente, si fosse lasciato condannare a vita.
Andrea cominciò, allora, ad interrogare coloro che ebbero parte nella vicenda e, in base alle informazioni ottenute, ricostruì i fatti di cui Luca era stato protagonista nella notte del delitto e li collocò sullo sfondo di un matrimonio andato a monte con una ragazza, che egli non amava e la passione per un'altra donna, Ortensia.
Per l'uomo, dopo varie indagini, rimase insoluto l'enigma di dove Luca avesse trascorso le ore dalle 22 alle 3. La supposizione più ovvia era che le avesse trascorse a casa d'Ortensia, come disse don Serafino, il quale fece luce sul sentimento che legava i due. Ma il segreto di Luca e del suo rifiuto di accogliere testimonianze a lui favorevoli non fu ancora svelato. Il protagonista stesso svelerà, poi, il suo segreto ad Andrea, per il suo interessamento e per avergli consegnato un diario di Ortensia. Luca si era recato a casa di Ortensia quella sera e aveva ricevuto la dichiarazione della donna, del suo amore impossibile. Uscì dalla casa col proposito di togliersi la vita, questo lo fece camminare dalle 22 alle 3, in cerca di un posto adatto dove compiere l'atto. Ma tutte le volte intervennero a distoglierlo incontri imprevisti, tuttavia egli sentì che la sua vita da quel momento era finita. Si lasciò prendere senza resistenza e al processo non volle dichiarare dove avesse trascorso la notte, per non offendere il sentimento puro di Ortensia, perché qualunque prova sarebbe servita solo ad offendere l'onore della donna.
Solo quando seppe che Ortensia aveva lasciato il marito, avanzò la domanda di grazia.
• Commento:
1. Ti è piaciuta l’opera? Perché?
Indubbiamente è un racconto ricco di tematiche importanti ma sinceramente non è un libro che consiglierei di leggere a meno che non si cerchi proprio un libro che proponga riflessioni profonde sulla società di oggi.
2. Vorresti un’altra conclusione?
Secondo me una conclusione del genere e perfettamente “azzeccata” poiché si inserisce perfettamente nella trama.
• Se avessi la possibilità di incontrare l’autore, che domande gli porresti?
Prima di tutto cercherei di informarmi sul fatto che, secondo alcuni, il libro “Il segreto di Luca” è stato tratto da una storia vera e vorrei la conferma dell’autore. In secondo piano vorrei farmi rivelare qualche piccolo segreto riguardante la stesura di un testo.

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