"Animali di città" di Roberto Marchesini

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Testo

Riassunto di “Animali di città”
Roberto Marchesini
Secondo me animali di città è un libro molto interessante ma allo stesso tempo difficile, perché ci sono vocaboli molto complessi o che per lo meno io non avevo mai sentito fino ad ora.
Non esiste una città degli uomini, pertanto non esiste una città degli animali.
L’ animale cittadino viene chiamato con un nome diverso (il nome comune viene sostituito con uno proprio), poi molti animali mostrano caratteristiche di gregarismo cioè una tendenza a vivere in gruppi anziché isolati, eppure al contempo di scarsa socialità.
Un secondo aspetto di non trascurabile entità è legato ai benefici psicologici attribuiti alla presenza degli animali.
Il bambino vuole imparare ma desidera avere anche dei momenti di gioco comunicativo e per questo il rapporto con l’ animale è molto importante.
Non a caso la cosiddetta pet-therapy si è dimostrata particolarmente utile proprio con i bambini che avevano disturbi comunicativi.
Invece nell’ adulto la presenza di un animale nella quotidianità è di comprovato aiuto nell’ assicurare un buon equilibrio psicologico.
Inoltre gli animali sono ascoltatori instancabili e quasi mai passivi.
Non comprendono il filo del nostro discorso, è vero, tuttavia sanno interpretare (dal tono della voce, dal linguaggio del corpo) il nostro stato d’ animo.
Accarezzare un cane o un gatto diventa così una ginnastica assai efficace per scaricare le tensioni giornaliere, ritrovare una privacy perduta e un po’ primitiva.
Scopriamo inoltre che i padroni di animali domestici non hanno sbalzi di pressione, soffrono meno di patologie al sistema cardiocircolatorio, consumano meno tranquillanti, più raramente vengono colpiti da disturbi di ordine neurovegetativo.
Per anni i medici non hanno fatto altro che considerare la presenza degli animali domestici come una vera e propria calamità enfatizzando il rischio delle zoonosi,(malattie animali trasmissibili all’ uomo), insistendo su un concetto asfittico di igiene a ogni costo attribuendo al cane e al gatto la colpa di ogni forma di allergia.
Oltre tutto oggi gli animali hanno un controllo medico-veterinario estremamente qualificato, sia a livello preventivo sia nello screening diagnostico.
Le case di riposo, come si sa, non sempre sono quanto di meglio si possa immaginare per risvegliare l’ interesse e la voglia di vivere negli anziani.
Per esempio in Canada nel 1984; il medico M. Morin decide di sistemare alcune voliere nella casa di riposo.
La storia ha come interprete un anziano, che si trova in uno stato confusionale e da molti anni si rifiuta di parlare, e un canarino.
L’ anziano passa le sue giornate davanti alla gabbia, ma non sembra migliorare né dare segni di interessarsi a quello che lo circonda.
Poi, un giorno, di colpo tutto cambia.
Il nostro canarino rimane incastrato con il becco nella griglia della gabbia, si agita disperatamente ed ecco che l’ anziano, come risvegliato si alza dalla sedia e chiama aiuto per liberare il suo piccolo amico che versava in difficoltà.
Il bisogno di dedicarsi alla cura di qualcuno, la responsabilità che ne deriva si ripropone come un tema centrale nel mantenere vigili le facoltà intellettive della persona.
Così gli anziani che hanno un animale domestico in un certo senso sono spinti a rimanere attivi e quindi in forma: si sentono importanti, sono motivati ad alzarsi ogni mattina, a essere operosi.
Siamo animali sociali e per questo abbiamo bisogno del calore fraterno, quello che troppo spesso viene a mancare alle persone anziane.
Vivere accanto a un animale è sicuramente una esperienza straordinaria, forse per questo sono sempre di più le persone che scelgono di tenere un animale in casa.
La pet-mania allarga i propri confini, estendendosi a specie fino a ora inusuali o comunque poco utilizzate: nelle case entrano maialini, conigli, pulcini e altri animali più o meno domestici.
L’ esplosione della pet- mania sta portando una nuova consuetudine con il mondo animale e forse l’ animale sta iniziando a operare una sorta di educazione etologica (nuove abitudini).
Vivere accanto a un animale in qualche modo ci rassicura, abituandoci al confronto con le diversità.
Questo punto è forse più difficile da comprendere, soprattutto se non teniamo presente che chi vive con un animale domestico diventa a suo modo uno studioso dei costumi e comportamenti degli animali.
L’ animale domestico infatti impara il nostro linguaggio ma contemporaneamente cerca di farsi comprendere da noi, perciò diviene maestro di comportamento canino o felino.
L’ uomo comunica soprattutto attraverso la fonetica, anche se non è proprio così, e pertanto riteniamo che gli animali si avvalgano dello stesso campo dei segni per comunicare.
Per esempio il gatto dopo essere stato sgridato o punito tiene un atteggiamento estremamente riservato, evitando di incrociare il proprio sguardo con il nostro.
In pratica il gatto evita di guardarci negli occhi non perché si sente superiore o ci tiene il broncio, bensì perché da il dovuto rispetto alla nostra posizione gerarchica.
Per un gatto guardare negli occhi è un affronto.
Il canile nasce prima di tutto come “canile sanitario”, presidio profilattico dell’infezione rabida, una struttura che aveva come obiettivo primario la prevenzione di questa malattia, mortale per l’ uomo,che vedeva principalmente nel cane vagabondo una fonte di pericolo da confinare e distruggere.
Il “canile sanitario” non è un luogo adatto ad ospitare i cani, in quanto questi ultimi venivano uccisi tre giorni dopo la cattura.
Il nuovo compito del canile invece è quello di:
-assicurare il benessere degli animali ospitati;
-incentivare le adozioni;
-ottimizzare l’ interazione tra istituzioni e volontariato.
Il verde all’ interno delle città ha una funzione importante sotto molti aspetti, quasi sempre riesce a migliorare la qualità della vita dei cittadini, anche se purtroppo il più delle volte gli uomini non si accorgono di questi benefici.
Il verde rompe la monotonia del paesaggio e offre spazi per la riflessione.
Il verde è anche ossigeno, un polmone che respira gratuitamente per noi, filtrando per così dire l’ aria, cambiando l’ anidride carbonica con l’ ossigeno liberato nella fotosintesi.
Il verde rinfresca l’ aria: la produzione di vapore acqueo comporta il consumo di calorie, il manto vegetativo assorbe gran parte dell’ irraggiamento.
Per tutti questi motivi si può affermare che la quantità di verde è un termometro competente per misurare la qualità della vita.
La città degli animali ha un grande bisogno di spazi verdi di parchi cittadini e di rifugi naturali.
Solo nella ricchezza di verde bambini e cani possono giocare insieme.
Questo è un problema non di poco conto perché spesso i possessori di animali sono accusati di togliere ai bambini la possibilità di giocare all’ aperto a causa dell’eccesso di escrementi.
Va detto che la colpa non è affatto degli animali domestici, spesso si renderebbe invece necessaria un po’ più di civiltà da parte dei padroni dei cani, che spesso non si preoccupano minimamente di sporcare ogni dove e in genere si guardano bene dall’ usare palette o altri strumenti di pulizia; la vera grande responsabile resta l’ esiguità di spazi verdi.

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