Il panteismo di Spinoza

Materie:Riassunto
Categoria:Filosofia
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Testo

Il panteismo Spinoziano.

La sostanza di Spinoza può essere paragonata ad un Oceano sconfinato che ha: gli attributi che possono essere paragonati all’estensione acquatica, i modi infiniti al movimento incessante del mare, e i modi finiti che possono essere rappresentati dalle varie onde. La natura quindi è madre e figlia di se medesima e non può produrre alcun prodotto che sia al di fuori di essa. La natura si identifica come l’ordine necessario e razionale del tutto. Il dio natura si configura come l’ordine geometrico dell’universo. Per questo la filosofia di Spinoza può essere considerata una traduzione metafisica del mondo di Galileo Galilei (si noti come in Spinoza ci sia in ogni modo una forte concezione mistico religiosa che lo rendono suscettibile a fraintendimenti). Per quanto riguarda la creazione, invece, Spinoza rifiuta sia il modello creazionistico sia quello emanazionistico poiché la sostanza di Spinoza non è né uguale a Platone né uguale a Giordano Bruno ma si avvicina piuttosto all’ordine galileiano. E quindi esattamente come dalla definizione del triangolo segue che la somma dei due angoli interni è uguale a due retti l’ordine cosmico è un teorema eterno.

La critica al finalismo.
Secondo Spinoza ammettere l’esistenza di cause finali è un pregiudizio dovuto alla costrizione dell’intelletto umano. La critica al finalismo è poi anche accostata al rifiuto di un Dio che abbia delle caratteristiche “umanizzate” e quindi c’è il rigetto di ogni antropomorfismo religioso che denota una radicale spaccatura con l’ideologia ebraico cristiana.

Il pensiero e l’estensione.

Abbandonando la visuale cartesiana Spinoza ritiene che il pensiero e l’estensione siano due realtà eterogenee. In realtà noi però ci possiamo spiegare le relazioni tra pensiero e materia, mente e corpo, immaginando una sorta di corrispondenza biunivoca quindi il corpo non è altro che l’aspetto esteriore della mente così come la mente è l’aspetto interiore del corpo. Se esaminiamo un emozione noi noteremo come questa possa manifestarsi sia interiormente che esternamente. Ciò che garantisce questo rapporto è l’ordine delle cose.
PENSIERO = ORDINE DELLE IDEE \ ESTENSIONE = ORDINE DELLE COSE
Corrispondenza biunivoca

I gradi della conoscenza.

Spinoza all’interno del suo pensiero filosofico ha individuato tre gradi della conoscenza.
Il primo grado coincide con la percezione sensibile e quindi l’uomo che si relaziona al mondo esterno con i sensi (questo è soggetto all’atteggiamento di passione e vede l’attribuzione di nomi comuni).
Il secondo grado della conoscenza scaturita dalla ragione e dai legami che legano le cose (il ferro che con il calore si fonde) ed è un sapere che coincide con la scienza e dal punto di vista etico è uguale alla vita dell’uomo ce si regola mediante ragione.
Il terzo grado è la verità che conosce la sostanza che è collocata al grado più ampio della conoscenza. Qui abbiamo l’amore per Dio (misticismo) e quello per la conoscenza (amore intellettuale). Il misticismo di Spinoza non è altro che la struttura matematica dell’universo nella quale è riconosciuta la sostanza ultima delle cose.
Da qui si può scaturire il fine ultimo della filosofia di Spinoza vivere la vita nella maniera migliore possibile preservandosi( come affermavano Democrito e Pomponazzi),e perseguire l’utile in maniera razionale.

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