Aristotele e cultura ellenistica

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Testo

ARISTOTELE
L’EREDITA’ PLATONICA E I CARATTERI ORIGINALI DEL PENSIERO DI ARISOTELE
Aristotele è il più importante studioso di Platone,ed anche se non condivideva le sue dottrine assorbì alcuni suoi insegnamenti.il punto d’avvio di Aristotele è la conoscibilità degli enti sensibili e l’esistenza,al contrario di Platone..Per Aristotele tutte le cose che ci circondano esistono effettivamente,sono cioè sostanze,composte da materia e forma.Quindi,affermando l’esistenza degli enti è possibile uno studio scientifico della natura (negata da Platone), perché tutto intorno a noi si crea,si sposta e si distrugge.(logica delle cose).Inoltre Aristotele mette in evidenza le evidenze tra ogni cosa che ci circonda e distingue la sfera della teoria da quella dell’agire.
REALTA’,PENSIERO,LINGUAGGIO NELL’ORGANON ARISTOTELICO
LA DOTTRINA DELLE CATEGORIE E LA NOZIONE DI SOSTANZA INDIVIDUALE
Il mondo che ci circonda è vario e presenta molti enti.Aristotele vuole ordinare in base ad un criterio rigoroso tutti gli enti dividendoli in classi e distinguendoli,per esempio,in “sostanze” (uomo,animale) o qualità(Colori e sapori).
• Sostanza:categoria che comprende tutti gli enti autosufficienti.la sostanza seconda sono i generi o le specie(cavallo,uomo) mentre la sostanza prima è l’uomo o il cavallo,cioè ciò che noi percepiamo attraverso i sensi
• Qualità:tutte le qualità,come colori,odori,sapori
• Quantità:peso,lunghezza
• Relazione:mette in relazione 2 enti,la metà di il doppio di
• Luogo:in Italia,in cielo
• Tempo:oggi,domani,l’anno scorso
A. esprime anche i concetti di genere e specie:gli animali sono un genere(racchiudono più specie) mentre l’uomo è una specie.Le categorie racchiudono più generi.Per Aristotele l’ESSERE non può rientrare in nessun genere perché essi servono per distinguere un ente da un altro(per Platone invece l’essere racchiude tutti gli enti).per Aristotele la sostanza è la categoria più importante,in quanto le altre dipendono da essa(rappresenta il sostrato,sostegno per le altre categorie che sono definite accidenti)
I PRINCIPI DEL MUTAMENTO
Aristotele si accorge che gli altri filosofi che hanno spiegato il divenire hanno sempre fatto ricorso all’uso dei contrari ed alla loro iterazione.per Aristotele il principio è il Sostrato,cioè la base di ogni azione.I contrari quindi sono creati dalla trasformazione del sostrato prima in un contrario e poi nell’altro.I contrari sono la FORMA e la PRIVAZIONE.la forma corrisponde al sostrato dopo la trasformazione mentre la privazione corrisponde a prima della trasformazione.un uomo diviene da non colto a colto e qui il sostrato varia partendo dalla privazione fino ad arrivare alla forma.Aristotele classifica il non-essere come privazione.
LA DOTTRINA DELLE 4 CAUSE
Nel suo libro Fisica A. spiega con le 4 cause il concetto di mutamento
• Materia:è ciò da cui una cosa ha origine o di cosa è fatta(bronzo per la statua)
• Forma:Determina le caratteristiche di una sostanza (in una casa la forma sono le caratteristiche che la rendono tale)
• La causa efficiente o motrice:è ciò che determina l’inizio del mutamento
• La causa finale:indica ciò che succede quando avviene il mutamento(la maturazione di un uomo).
OGNI SOSTANZA E’ UN UNIONE TRA MATERIA E FORMA. La sostanza è in primo luogo ogni individuo concreto (uomo, cavallo, albero, tavolo ecc.) a cui si riferiscono delle proprietà che lo caratterizzano. E' quindi un sinolo, unione di due elementi che A. chiama materia (hyle) e forma (eidos, morphé).
LE FACOLTA’ DELL’ANIMA E LA DOTTRINA DELLA CONOSCENZA
Per A. l’anima fa parte della forma di una sostanza,quindi l’anima e il corpo costituiscono un legame inseparabile.Per Aristotele esistono 3 facoltà dell’anima
Mentre per Platone la conoscenza sensibile e quella razionale sono divise per Aristotele esse fanno parte di un processo unico,perché se non si percepisse nulla non si apprenderebbe e non si comprenderebbe nulla.La SENSAZIONE è il passaggio di un senso(la vista) dalla POTENZA(la possibilità di vedere) dall’ATTO(l’atto di vedere vero e proprio).Aristotele identifica la vita come la capacità di nutrirsi da se,di crescere e deperire.
LA CITTA’ GIUSTA
CRISI DELLA POLIS E TEORIA POLITICA IN PLATONE E ARISTOTELE.
Per tutto il 4 secolo l’istituzione della polis non era cambiata,anzi l’autonomia del governo va riducendosi.(anche per pressione macedone e la monarchia di Alessandro)
I decenni dopo la sconfitta con Sparta portano ad un momento di crisi per Atene,che non gode della benevolenza dei suoi abitanti per molti fattori,come la distruzione della città,la perdita di egemonia in confronto con Sparta ed alle conseguenze della guerra.C’è però uno spiraglio che si intravede,infatti la politica sia democratica che oligarchica di Atene va attenuandosi,cercando anzi un compromesso col nemico.Questo gesto tentato per liberare Atene dai conflitti e tensioni domina i
pensieri di Platone e poi anche di Aristotele.Tutti e 2 filosofi infatti mostrano avversione verso le forme politiche estreme e indicano come rimedio una politica legata alla grande idea della polis del passato e comunque dell’idea degli antichi.Per Aristotele ci sono 3 funzioni politiche:
• Deliberativa(legislativo)
• Esecutiva
• Giudiziaria
Inoltre A. consiglia di attuare una politica che implichi maggiormente il coinvolgimento di tutte le classi sociali,anche con l’elezione,suffragio universale.
LA CULTURA ELLENISTICO-ROMANA
L’epoca ellenistica è caratterizzata dall’affermarsi della cultura greca in tutto il mediterraneo,sviluppando quindi una forte tendenza teorica.Dalla polis al regno ellenistico c’è una grande differenza.Alla morte di Alessandro,che sognava un impero unico la lotta per la successione al trono portò alla creazione dei regni ellenistici.Ma nelle diversità persiste quest’idea del re sovrano:
• Il re è lo stato e non ha attorno un’aristocrazia ma un consiglio
• Governa attraverso funzionari e ha un imponente esercito
• Il re è un dio e rappresenta il “salvatore”
La polis è comunque ancora viva ma non è più l’istituzione politica più importante

LE FORME E I LUOGHI DELLA CULTURA ELLENISTICA
Nella civiltà ellenistica si fa spazio l,”oikoumene”,cioè un mondo dove coesistono etnie,culture e tradizioni diverse.il suddito prende il posto di cittadino,dominato dalle disposizioni del sovrano(esaltazione del privato).la linua è il greco(koine) che sarà la lingua perfetta usata tra l’altro anche tra i filosofi e studiosim arabi ed asiatici(tradotta anche la Bibbia).Aumenta nell’età ellenistica il tasso di cultura e di alfabetizzazione,con conseguente aumento di pubblico.Si delinea così la figura dell’intellettuale che studia e scrive per la classe colta,diventando un vero e proprio mestiere.Aumenta così la produzione di libri e di conseguenza la creazione di biblioteche.Nasce la figura del filologo,uomo di biblioteca che traduce,recensisce, e corregge (dalla parola allo scritto)
PAIDEIA=Modello educativo che si basa sulla formazione dello studioso fin da ragazzo sulla base della cultura scritta del modello ateniese.le 7 discipline(arti liberali) sono studiate per gradi fino ad arrivare alle 2 più importanti,la retorica e la filosofia che tendono a prevalere una sull’altra ma spesso anche a fondrsi.La filosofia opera nelle scuole(peritato aristotelico) dove lo studente sale di livello.Lo scolarca insegna prima delle nozioni generali e alcune note biografiche per poi passare allo studio del filosofo vero e proprio,mettendo in risalto l’eccezionalità dell’uomo.Con la nascita delle scuole il filosofo è privilegiato non per la sua appartenenza politica ma facente parte di una comunità colta e quindi osannato ed ascoltato dalla folla.Lo sviluppo colpì anche le discipline scientifiche,che si divisero dalla filosofia acquistando una propria autonomia.Anche il museo è un’importante creazione,li dentro lavorano lo zoologo,il botanico e gli studiosi che possono dedicarsi completamente aui propri studi ed esperimenti,con la nuova politica aperta dei regni ellenistici,con il sovrano interessato allo sviluppo culturale.
LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA GRECA A ROMA
La conquista romana del Mediterraneo implica anche un contagio con la cultura greca da parti dei romani.Tutto inizia con Scipione,che con il “circolo degli Scipioni”riuniva intellettuali sia greci che latini che sognavano un’integrazione tra gli antichi valori della cultura romana e lo sviluppo del pensiero greco che voleva raggiungere la perfezione dell’uomo attraverso lo studio.(uomo come perfezione).Il greco diviene la lingua più parlata dall’uomo colto romano,visto che prima era parlato solo per intrattenere commerci.Ma con l’ultima età repubblicana il greco da spazio al latini come linguaggio di cultura(Virgilio,Cicerone),anche se la filosofia verrà sempre espressa in greco,anche e Cicreno tradusse molte opere greche in latino.
LA CRISI DELL’IMPERO E L’AFFERMAZIONE DEL CRISTIANESIMO
Un sintomo della crisi dell’impero Romano è dato sicuramente da un dato geografico,cioè il passaggio del baricentro dell’impero da Roma alle provincie.Diocleziano divise l’unica capitale in 4 diverse e Costantino designò Costantinopoli (ricca città con commerci)come capitale(spostamento da Occidente in crisi ad Oriente in crescita economica e dove il cristianesimo si sviluppa per primo e più velocemente).Le classi sociali subirono una netta separazione tra ricchi e poveri.Il cristianesimo si sviluppa prima in Palestina,poi in Asia minore per poi diffondersi in tutto l’impero;si sviluppò facilmente proclamando l’idea della salvezza perché il popolo era stanco delle vecchie forme di culti e di religioni,ma se ne affermano di nuove nelle quali viene sempre raggiunta la salvezza come obiettivo e dove c’è sempre un rito di iniziazione ed è aperto a tutti.Il cristianesimo però differiva dagli altri perché era una religione monoteista,inoltre il fondatore era Cristo,realmente esistito e non un carattere mitologico;i principi morali sono L’AMORE,LA FRATELLANZA,l’affermazione che tutti gli uomini sono uguali,la costruzione di una comunità(chiesa) dove operare il rito di iniziazione (battesimo) e dove pregare.L’atteggiamento del potere politico fu di tolleranza e di persecuzione a pezzi.Con il periodo delle grandi persecuzioni però il cristianesimo uscì vincitore,con ormai moltissimi adepti in tutto l’impero che partirono dai commercianti per poi arrivare in tutte le classi sociali.

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