Da Talete ad Aristotele

Materie:Riassunto
Categoria:Filosofia

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Testo

1. Talete
• VII-VI sec
• Contemporaneo di Creso e Solone
• Iniziatore del discorso filosofico e del periodo cosmologico fondatore della scuola ionica.
• Oltre che filosofo fu anche matematico(scopre teoremi di geometri),fisico(scopre proprietà magnete),politico,astronomo (predisse un eclisse solare)
• 2 annedoti:
1)esso guardando le stelle inciampa in un secchio e cade in nel pozzo suscitando il riso di un servo e lo prende in giro dicendogli che non era capace di costruirsi una propria ricchezza
2) Prevede un abbondanza di olive e prende in affitto tutti i frantoi della regione arricchendosi molto.
• Secondo lui la cosmologia parte da un principio individuale nell’acqua.
• Perché lui nota che la terra è sopra l’acqua e poi ragionando giunge alla conclusione che il bambino nasce da un liquido amniotico.
2. Anassimandro
• Primo a chiamare il principio primo archè(achè-→ è quel principio eterno dal quale le cose si generano e in cui ritornano quando si corrompono)
• Nasce attorno al 609-610
• Politico e astronomo
• Primo filosofo ke lascia scritti
• Per lui l’achè è l’APEIRON, l’infinito.
• Se Talete individua il principio che genera le diversità in qualcosa che comunque è definito (l'acqua di Talete è un per sempre una qualcosa di precisamente definito), Anassimandro replica affermando che il principio che genera la distinzione tra le cose non può essere qualcosa di definito, ma in realtà è il 'tutto indefinito'.
• Nell'àpeiron il Tutto esistente si trova in una situazione eterna, nell'àpeiron ogni cosa si trova nella condizione della coincidenza degli opposti: ad esempio, il giorno e la notte.
• Ipotizza che l’uomo discende dal pesce.
Separazione = processo da cui derivano le cose
Giustizia cosmica = regola nascita e morte delle cose
3. Anassimene
• Fiori veros il 546-545 mori verso il 528-527
• Per lui l’achè è l’aria: L'aria è quella sostanza infinita che costituisce tutte le cose. Le sostanze differiscono tra loro per il diverso grado di condensazione dell'aria: l'aria, attenuandosi, diventava fuoco, condensandosi, diventava vento, nuvola, acqua, terra e così via, verso una 'durezza' sempre maggiore.
Il mondo, secondo Anassimene, "è come un animale gigantesco che respira e il respiro è la sua vita e la sua anima." L'aria appare come elemento incorporeo, priva di materia, l'aria, per Anassimene, è 'il respiro del mondo', ciò che muove le cose senza essere nessuna cosa.
1. Pitagora
• Nasce nel isola di Samo nel 570
• Viaggia in oriente e infine si stabilisce a Crotone,dove fonda la scuola pitagorica
• Ci sono 2 tii di insegnamenti:
-essoterico → divulgato a molte persone(fuori)
-esoterico→divulgato a pochi privilegiati (dentro)
• L'arché, per Pitagora, era il numero. Il numero non era tanto un concetto astratto come oggi lo intendiamo,ma il numero possedeva una propria dimensione fisica.
• Pitagora sosteneva che tutte le cose sono oggetti geometrici e, come tali, sono composti da numeri, i quali ne costituiscono la struttura.
I numeri dispari erano maschili e perfetti, benevoli, i numeri pari femminili e imperfetti. Il numero 1 era oggetto di una vera e propria venerazione, in quanto esprimeva l'unità originaria, il numero contenuto in ogni altro numero, l'elemento base di tutte le cose.
• Il numero perfetto è il 10, rappresentato dal TETRAKTIS, un triangolo equilatero.
• Metempsicosi(viene dalla filosofia indiana) = Forse conseguenza dei suoi viaggi in oriente, Pitagora credeva nella trasmigrazione delle anime. L'anima era immortale, ed era condannata da una colpa originaria a trasferirsi da una sostanza corporea all'altra (compreso il corpo gli animali), ciclo di reincarnazioni non si sarebbe interrotto finché l'anima non si fosse purificata. Le regole da seguire per interrompere il ciclo della metempsicosi (dal greco meta-, "oltre", e psycho, "anima") erano quelle di particolari rituali che si fondavano sui principi dell'armonia e della proporzione matematica.
• Karma =positivo o negativo a seconda delle azioni buone si prende una ricompensa con le azioni negative accumulo delle pene, che poi si devono pagare.
1. Eraclito
• VI-V sec.
• Introduce il concetto che la filosofia è riservata, xkè implica uno sforzo continuo.
• Divide il mondo in:
Svegli = filosofi che vanno al di là delle apparenze e colgono la verità
Dormienti = maggioranza degli uomini non filosofi, incapaci di comprendere la realtà
• Il pensiero di Eraclito ruota attorno a quattro punti fondamentali: il divenire, la contrapposizione tra i contrari, il Lògos, e il fuoco.
• Divenire: Il divenire è il continuo mutare di tutte le cose da uno stato all'altro. Tutto il cosmo è in continuo mutamento, niente permane nella stessa forma. Lo stesso vivere è un continuo mutare da una condizione all'altra. Pànta Rhei, tutto scorre e tutto va, incessantemente, ed è questo continuo mutare che costituisce il senso stesso del cosmo, il suo principio fondamentale, il suo significato ultimo. Per dirla come Eraclito "non ci si bagna mai nello stesso fiume e non si può toccare due volte una sostanza sensibile nello stesso stato".Per Eraclito, il divenire costituisce il principio sul quale poggia il mondo, è l'arché. Il divenire, il mutare delle cose, è determinato dalla stessa contrapposizione tra le cose, il mutare è necessariamente legato al contrapporsi delle cose contrarie.
• Contrapposizione tra i contrari: contrasto tra i contrari. Le cose esistono e continuamente subentrano alle altre (ad esempio il giorno subentra alla notte, il freddo al caldo, l'umido al secco), ed è proprio questa contesa a creare quell'equilibrio necessario a perpetuare l'esistenza di ogni cosa. la contrapposizione permanente genera un equilibrio che non permette ad alcun elemento di prevaricare il senso degli altri.
• Fuoco e logos:il fuoco va ad identificarsi con Eraclito con il Logos, perché il fuoco è un elemento fisico ma contiene con se una legge universale(tutto si genera dalla confutazione).
Filosofia ionica = cerca principio e sostanza fisica delle cose
Eleatismo = cerca l' ESSERE unico e immutabile, mondo = apparenza, cose = ragione (non sensi)
1. Senofane
• Iniziatore del Eleatismo
• Nato tra il 580 e 565
• Scrive versi contro Omero e Esiodo
• Punto di partenza della critica di Senofane è contro l’antropomorfismo della religione.
• Addossa la sua critica al fatto che gli uomini attribuiscono qualità e difetti umani alle divinità, è corollario di una collezione teologica più ampia: la divinità è unica e immobile, eterna e illimitata.
2. Parmenide
• Fondatore della scuola eleatica
• Visse tra il 550-450
• Ci sono 2 strade che l’uomo può intraprendere:
1. Sentiero della verità, basata sulla ragione e porta a conoscere l’essere vero (ALETHEIA)
2. Sentiero dell’opinione, basata sui sensi e porta a conoscere l’essere apparente. (DOXA)
• Parmenide dice fondamentalmente che l’essere è e non può non essere, il non essere non è e non può essere =>= l'essere esiste, il non essere non esiste e non può essere pensato
• Caratteri dell'essere:
1) Immutabile e immobile: se si mutasse o si muovesse comporterebbe il non essere
2) Ingenerato : xkè se nascesse implicherebbe in qualche modo il non essere
3) Eterno: poiche se morisse implicherebbe il non essere
4)Unico ed omogeneo: senno ci sarebbero intervalli di non essere
4) Finito: xkè la finitudine è sinonimo di compiutezza e perfezione.
3. Zenone
• Visse nel V sec
• Discepolo di Parmenide
• Mori dopo avre congiurato contro il tiranno
• Introduci i paradossi-→ sono ragionamenti dove le cose illogiche vengono spiegate in modo che le rende plausibili.
• Es. Achille e la Tartaruga: in una gara Achille contro una tartaruga, Achille non può raggiungere il traguardo prima della tartaruga se a essa viene concesso un vantaggio iniziale.
• Quando Achille raggiunge il punto dove c’era la tartaruga, la tartaruga ha fatto già un altro tratto e cosi via all’infinito.
• I paradossi permettono di ragionare in schemi diversi.
V sec. Sono i primi ad avere un pensiero attenuto dalla fusione di due pensieri filosofici differenti:
1. Parmenide-→ elementi immutabili
2. Eraclito -→ teoria degli opposti
1. Empedocle
• Agrigento 492
• Ha un posto importante nella politica del suo paese.
• È dovere cambiare vita sociale.
• Presenta la sua dottrina come uno strumento efficace per dominare le forze naturali.
• Quattro sono le radici di tutte le cose:
1. Fuoco
2. Aria
3. Terra
4. Acqua
• La forza che unisce le radici è chiamata da Empedocle Amore; quella che le divide, Odio o Contesa.
• Tutte le cose ano inizio dai cicli cosmici:
1. Sommo amore--→ condizione immortale-→ tutta la realtà è ferma a contemplare
2. Contesa tra amore e odio -→c’è vita
3. Sommo odio→(come sommo amore)
4. Contesa tra amore e odio
E cosi via…
• Il mondo è quindi un insieme di Amore e Odio senza la loro opposizione, il mondo sarebbe rimasto eternamente indistinto.
• Dunque l'Amore e la Contesa muovono e rimescolano incessantemente ogni cosa, ma non ci è dato sapere quale è la ragione di tale movimento.
• Empedocle accetta dunque il principio parmenideo come descrizione di uno stato iniziale del cosmo, dal quale il mondo muove seguendo un principio di contrapposizione tra i contrari tipicamente eracliteo.
2. Anassagora
• Anche Anassagora ritiene che ciò che è presente nel cosmo permanga in quantità costante, ma, diversamente da Empedocle, non crede che gli elementi originari siano solo quattro.
• Anassagora ritiene che tutti gli elementi del cosmo siano costituiti da semi di numero infinito.
• Mentre per Empedocle tale forza erano l'Amore e la Contesa, Anassagora chiama questa forza nous, ovvero Mente, Intelletto.
• Il nous è l'anima che muove ogni cosa e permette ai semi di aggregarsi nelle cose in parti diverse secondo un ordine voluto e non casuale.
3. Democrito
• Viaggia molto.
• Unisce tutte le culture.
• Riprende le teorie di Zenone sull'infinita divisibilità dello spazio, Democrito propose la teoria degli atomi:
• La materia non è divisibile all'infinito, ma si può dividere in particelle piccolissime e invisibili fino alle dimensioni di un atomo e non oltre.
• L'atomo è dunque quell'entità minima della materia le cui diverse combinazioni danno origine a tutte le sostanze del cosmo.
• L'atomo implica l'esistenza del vuoto entro il quale le particelle si muovono, e questo è in aperto contrasto con il concetto di non-essere Parmenideo.
Si fanno pagare in cambio della sapienza
Non cercano principio del cosmo della politica, leggi, ecc... ma sono filosofi dell'uomo e della città
Creano la retorica
PADEIA (= cultura) = formazione globale di un individuo nell'ambito di un popolo o contesto sociale, virtù dipende dal sapere
Viaggiano molto e portano un allargamento mentalità greca
Mentalità relativistica = esistono tante verità relativa
1. Protagora
• Conobbe la fortuna ad Atene,, dove Pericle gli diede l’incarico di scrivere le leggi della colonia di Turi.
• Il suo periodo aureo i interruppe quando affermò che non poteva ammettere, secondo logica, l’esistenza degli Dei e per questo venne esiliato
• Mori in un naufragio mentre scappava.
Dottrina uomo-misura = l'uomo è misura di tutte le cose, delle cose che sono in quanto sono, delle cose che non sono in quanto non sono.→
1) L’uomo agisce in base al suo stato
2) L’uomo rappresenta il genere umano
3) Rappresenta una civiltà e tutte le cose sono le idee della civiltà.
2. Gorgia:
• Nacque in Sicilia
• Si procuro fama di oratore che gli forni un ingente fortuna economica
• Mori al età di 108 anni in Tessaglia
• Era in grado di confutare qualsiasi tesi a richiesta, spesso neanche lui alcune volte credeva troppo in quello che diceva, ma questo non è importante visto che predicava una verità diversa per ogni diversa situazione.
• Scopo della sua filosofia non era tanto scoprire la verità ma il prevalere nello scontro dialettico.
Gorgia diede prova di grande perizia dialettica sul tema parmenideo dell’essere e del non essere, dimostrando che:
1. nulla esiste: è dimostrabile dal fatto che se esistesse qualcosa sarebbe o l'essere o il non-essere, oppure entrambi. Escludendo il non-essere, che non è, si passa all'essere. Esso sarebbe infinito o generato. Se fosse infinito allora non è in alcun luogo preciso e quindi non esiste. Se fosse generato, allora lo sarebbe dal non-essere (e non potrebbe), o dall'essere. Ma l'essere lo è già e non può generare. Quindi nulla è.
2. se anche qualcosa c'è non è riconoscibile all'uomo: se anche esistesse noi non le potremmo conoscere.
3. se anche è conoscibile, è incomunicabile agli altri: non sarebbe spiegabile ma inesprimibile.
PERIODO STORICO
Guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta:
I. 431-421 esito incerto
II. 418-413 Sparta vince a Maradona, Atene perde con Siracusa
III. Fine 405 Atene vince la battaglia del Arginuse ma battuto ad ego spartani perché Sparta e Persia si alleano.
LA VITA E LA FIGURA DI SOCRATE
- Nacque ad Atene da padre scultore e madre levatrice nel 470 a.C.
- Educazione ad Atene, appartiene alla media borghesia
- Fece una vita di studio, lavoro e soldato. Andò a Delfi e l’oracolo gli disse che sarebbe diventato il più grande filosofo e cosi lui lasciò l’artigianato e si dedica alla filosofia.
- Non scrisse nulla, perché riteneva che la ricerca filosofica non poteva essere condotta innanzi, o continuata dopo di lui, da uno scritto. Ciò che si scrive, infatti, non può essere cambiato, ma la filosofia è continua ricerca e cambiamento.
- Dalle notizie che ci pervengono, abbiamo notizie contrastanti:
ARISTOFANE→Era un commediografo, non uno storico. Nella commedia “Le Nuvole” accomuna Socrate ai sofisti e lo rappresenta come un chiacchierone perdigiorno. Lo chiama inoltre il peggior sofista.
POLICRATE→Nella “Accusa contro Socrate”, taccia il filosofo di aver disprezzato le procedure della democrazia e di essere stato il cattivo demone di certi esponenti dell’aristocrazia ateniese più oltranzista.
SENOFONTE→Presenta un Socrate moralista e predicatore, perciò emerge un ritratto piuttosto modesto e limitante
I SOCRATICI MINORI→danno poche notizie ed estremizzano qualche pensiero di Socrate
PLATONE→la più suggestiva ed amorosa presentazione del maestro, da cui è scaturita l’immagine tradizionale del maestro (TESTIMONIANZA CENTRALE)
ARISTOTELE→lo schematizza come “lo scopritore del concetto” e “il teorico della virtù come scienza”
• Oggetto di indagine è l’uomo
• Spiegava con dialoghi socratici, composti da IRONIA e MAIEUTICA
• Chi incontrava gli faceva domande per portarlo in confusione l’interlocutore era pronto per una nuova rinascita razionale
• Distruggeva le certezze e con la maieutica insegna alle persone a pensare
• Distrugge i dogmi, chi era brutto poteva essere bello dentro.
LA POSIZIONE STORICA DI SOCRATE
SOCRATE E L’ILLUMINISMO GRECO
Socrate è legato ai Sofisti da:
• L’attenzione per l’uomo e il disinteresse per il cosmo
• La tendenza a cercare nell’uomo e non fuori dell’uomo i criteri del pensiero e dell’azione
• L’atteggiamento spregiudicato e la mentalità anticonformista
Socrate si allontana dai Sofisti per:
• Un più sofferto amore per la verità e il rifiuto di ridurre la filosofia a retorica o a esibizionismo verbale fine a se stesso
• Il tentativo di andare oltre lo sterile relativismo conoscitivo e morale in cu si era avviluppata la sofistica post-protagorea.
LA FILOSOFIA COME RICERCA E DIALOGO SUI PROBLEMI DELL’UOMO
- Socrate, in un primo periodo della sua vita, ha seguito con interesse le teorie di Anassagora.
- Ma si convinse ben presto che alla mente umana sfuggono inevitabilmente i perché ultimi delle cose e che ad essa non è dato di conoscere con certezza l’Essere e i principi del mondo
- Cominciò perciò ad intendere la filosofia come un’indagine in cui l’uomo, facendosi problema a se medesimo, tenta, con a ragione, di chiarire sé a se stesso. Rintracciando il significato profondo del suo esser uomo.
- Poiché secondo lui non si è uomini se non fra uomini, la sua filosofia assunse i caratteri di un dialogo interpersonale, in cui ognuno, con-filosofando con il prossimo, affronta e discute le questioni relative alla propria umanità
I MOMENTI DEL DIALOGO SOCRATICO
IL NON-SAPERE
- Sapiente è solo chi sa di non sapere.
- Non si può dire nulla con sicurezza
- Agnostico per quanto riguarda le questioni cosmologiche ed ontologiche, non lo è per i problemi etico-esistenziali.
- Sei riferita all’uomo, la formula socratica assume il significato di una denuncia ploemca di tutta quella categoria di individui che pretendono d saperla lunga sull’uomo
- Incoraggia al ricerca sull’uomo
L’IRONIA
Per rendere consapevoli gli altri della loro ignoranza, si avvale dell’ironia, cioè il gioco di parole attraverso cui giunge a mostrare il sostanziale sapere in cui si trovano gli altri
LA MAIEUTICA
Con la maieutica Socrate aiuta gli intelletti a partorire il loro genuino punto di vista sulle cose. Il discepolo viene aiutato a maturare autonomamente dal proprio interno
SOCRATE E LE
IL CONCETTO
TI ESTI (CHE COS’E’?)richiesta di una definizione precisa di ciò di cui s sta parlando
Ai lunghi discorsi ammaliatori dei Sofisti (macrilogie) Socrate contrappone dunque discorsi brevi (brachilogie),, fatti di battute corte e veloci, volte ad obbligare l’avversario a risposte precise.
Aspetto positivo: conduce l’interlocutore verso una definizione soddisfacente sull’argomento trattato
Aspetto negativo: lo mette in crisi
Aristotele attribuisce a Socrate la scoperta del concetto, ossia della conoscenza universale.
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LA MORALE DI SOCRATE
LA VIRTU’ COME RICERCA
VIRTU’ricerca e scienza
Non è un dono gratuito, ma una faticosa conquista, in quanto l’esser-uomini è il frutto di un’arte che è la più difficile e la più importante di tutte
LA VIRTU’ COME SCIENZA
- E’ sempre una forma di sapere, ossia un prodotto della mente.
- Per essere uomini nel modo migliore bisogna riflettere, cercare e ragionare: in una parola è indispensabile far filosofia nel senso più vasto del termine, ossia riflettere criticamente sull’esistenza.
- La vita come avventura disciplinata dalla ragione: ecco il senso profondo del razionalismo morale di Socrate e della sua affermazione della virtù come scienza.
UNICITA’ E INSEGNABILITA’ DELLA VIRTU’
- La virtù può essere insegnata e comunicata a tutti e deve costituire un patrimonio di ogni uomo
- E’ unica, perché ciò che gli uomini chiamano le virtù (giustizia, coraggio…) sono modi di essere al plurale di quell’unica virtù al singolare che è la scienza del bene.
È scienza (si fonda sulla ragione e sulla conoscenza)
LA VIRTU’ è insegnabile (=comunicabile a tutti)
È unica (le diverse virtù sono espressioni dell’unica scienza del bene e del male
IL VIZIO è ignoranza del vero bene (“nessuno pecca volontariamente”)

LA RELIGIONE DI SOCRATE
- Tende a dare alla sua opera un carattere religioso.
- Egli considera il filosofare come una missione e un compito che gli sono stati affidati dalla divinità.
- Parla di un demone che lo consiglia in tutti i momenti decisivi della vita, invitandolo a non fare certe cose.
- Egli ammetteva gli dei perché ammetteva la divinità della quale gli dei sono manifestazioni
- La divinità è la custode del destino degli uomini
LA MORTE DI SOCRATE
L’ACCUSA
- Tre democratici oltranzisti (Meleto, Anito e Licone) lo denunciarono ala città.
- ACCUSE: di non riconoscere gli dei tradizionali, e di introdurre divinità nuove
Corrompere i giovani
- Può discolparsi, ma non vuole: la legge va sempre rispettata. Non poteva smentire la sua opera d maestro
- Il compito educativo gli era stato dato dagli dei, per questo non poteva non obbedire
LE CAUSE STORICHE E POLITICHE DEL PROCESSO
Dopo la sconfitta subita nella guerra del Peloponneso (Atene contro Sparta), ad Atene si affermò, nel 404, il regime oligarchico e filospartano dei Trenta Tiranni, capeggiato da Crizia.
Il regime oligarchico fu rovesciato dalla reazione popolare, e fu proprio la restaurata democrazia che volle, nel 399, il processo del filosofo.
Dopo la sconfitta subita ad opera degli Spartani, Atene voleva conservare il passato glorioso e perciò tendeva a chiudersi alle novità rivoluzionarie
VITA
• Nasce ad Atene nel 428 da una famiglia aristocratica
• discepolo di Eraclito, a 20 anni comincia a frequentare Socrate.
• Egli pensava di fare politica ma la morte di Socrate lo sconvolge perché ingiusta e per riparare la giustizia inizia a studiare filosofia.
• Scrive molto, anche ciò che Socrate non ha scritto.
• Dopo la morte di Socrate si reco a Megara presso Euclide, poi in Egitto e a Cirene dove conobbe le comunità pitagoriche, e a Siracusa dove strise amicizia con Dione
• Ad opera di Dione, Platone sia stato venduto come schiavo e poi fu riscattato da Anniceride di Cirene.
• La scuola di Platone fu organizzata sul modello delle comunità pitagoriche come un' associazione religiosa, un tiaso.
• Alla morte di Dionigi il vecchio fu chiamato a Siracusa da Dione alla corte del nuovo tiranno Dionigi il giovane, per un consiglio sulla riforma dello Stato.
• Dopo alcuni anni fu richiamato alla corte da Dionigi e Platone si recò nel 361.
INSEGNAMENTO
Socrate
Platone
1
Considerava la filosofia una ricchezza che tutti potevano se solo lo volevano avere.
1
Recupera l’impostazione pitagorica:la filosofia non è per tutti.
Nel accademia il corso di studi durava 20 anni dunque pochi potevano accedere:
- pochi potevano vivere senza lavorare
- l’individuo doveva sacrificare la propria vita intera allo studio
VISIONE ARSTOCRATICA E PRIVILEGIATA DELLA FILOSOFIA NELLA SCUOLA PLATONICA.
2
“Nulla di ciò che è importante viene scritto in filosofia”
- ribadisce l’importanza dell’apprendimento orale
Insegnamento esoterico.
- Pur sottolineando l’importanza dell’insegnamento orale questo usa la scrittura perché si rende conto che la società Greca sta cambiando e che il meglio dell’ antica Grecia rischia di andar perduto e per evitare questo scrive delle chiavi di introduzione alla filosofia.
- con queste chiavi Platone lascia una traccia, soprattutto nella politica che la considera la prima chiave per eccellenza della filosofia, che ti conduce verso la verità , verso la FILOSOFIA.
Platone per primo adatta il linguaggio del mito.
Lo considera estremamente importante.
LA CONOSCENZA E IL MONDO DELLE IDEE.
L’IDEA è essenza immateriale.
Platone ipotizza il mondo delle idee, ossia un mondo divino, metafisico e le idee sono le essenze perfette,immutabili, eterne di ogni cosa , di ogni pensiero, di ogni manifestazione.
Platone divide le idee in:
-IDEE / VALORI = ossia principi etici, estetici o politici
• Principio etico=l’idea del bene
• Principio estetico = l’idea della bellezza assoluta
• Principio politico = l’idea di giustizia
- IDEE / MATEMATICHE = ossia tutte le identità aritmetiche e geometriche.
Per Platone tutto ciò che è terreno è una copia imperfetta del mondo delle idee. Le idee quindi rappresentano la perfezione massima mentre il mondo terreno è la copia imperfetta di questa perfezione.
Platone per separare il mondo metafisico da quello terreno introduce il DEMIURGO →entità divina che ha la funzione di creare il mondo terreno →(quindi)→secondo Platone tutti noi siamo copie imperfette delle divinità create dal Demiurgo.
Esempio:
Il cavallo→copia imperfetta della → CAVALLINITà
Nel FEDRO e nel FEDONE(→ si ha il concetto dell’immortalità delle anime) viene descritto il mondo delle idee
L’uomo percepisce le idee(ad esempio quella della giustizia) perché l’anima quando muore, come un carro alato, percorre il cielo(l’iperuranio) e viene a contatto con il mondo delle idee. Una volta tornato in terra l’uomo non si ricorda nulla di quel mondo ma l’anima si→ da qui la percezione delle idee.
P.S. anche INGIUSTIZIA (idea che nel mondo terreno ha una concezione negativa) è un idea perfetta. Tutte le idee devono tendere al SOMMO BENE.
Idea perfetta in assoluto
IL MITO DI ER.
Nell’ultimo libro della Repubblica è contenuto il mito di Er.
Er è un guerriero, che passati 12 giorni dalla sua morte, si risveglia e spiega a tutti ciò che aveva visto durante questi 12 giorni. Er dice che l’individuo inizia una nuova vita dopo la morte dove l’anima sceglie, prima di rincarnarsi, il proprio destino. Percui non dobbiamo dare la colpa a Dio ma a noi stessi perché siamo noi a scegliere il nostro destino→l’individuo è fautore del proprio destino.
IL MITO DELLA CAVERNA
Ci sono degli schiavi legati al fondo di una caverna buia, con la faccia rivolta verso il muro, a cui continuano a passare davanti ai loro occhi delle figure. Un giorno uno di questi schiavi si riesce a liberare e quando si gira vede che alle sue spalle un fuoco che arde con dietro un muretto, e dietro al muretto ci sono dei carcerieri che fanno muovere delle statuette di terra cotta. Questo schiavo scappa e arrivato all’uscita gli occhi si abbagliano e lacrimano, ma dopo un po’ si abituano e lui guarda il sole. Così si rende conto che il mondo è formato non solo dalle ombre che lui per tutta la vita ha guardato sul muro ma anche da colori e varie forme. Allora rientra nella caverna per liberare gli altri schiavi, ma loro non gli credono e lo uccidono. Platone con questo mito vuole dire che:
1) la persona che non si accontenta di guardare le ombre ma ne vuole vedere altre, non viene creduta e viene uccisa, proprio come Socrate.
2) la caverna buia è l’ignoranza, i prigionieri siamo tutti noi e le ombre sono le cose del mondo. Il prigioniero che si libera è Socrate, le cose alla luce del sole fuori dalla caverna sono le idee e il sole è l’idea del Bene.
COME SI CONCRETIZZA IL RAPPORTO TRA LE IDEE E COSE?
- MIMESI→imitazione →noi siamo la copia dell’idea dell’umanità
- METESSI→le cose partecipano alle idee→ perché essendone una copia contengono una scintilla benché imperfetta della perfezione dell’idea
- PARUSIA→è la conseguenza della metessi→presenza delle idee nelle cose
REMINISCENZA→conoscenza delle idee(dato che l’anima dell’individuo dopo la morte si rincarna in un altro corpo).

È un meccanismo che sollecita la nostra conoscenza accumulata nelle vite precedenti.
INNATISMO →l’anima immagazzina dal mondo delle idee la conoscenza.
FEDRO
Nel Fedro è presente il mito del Carro Alato che a rappresentare l’anima nella sua totalità.
Per Platone l’anima è composta da 3 parti:
1) ANIMA CONCUPISCIBILE→è l’anima degli artigiani, dei fabbri e dei contadini. Contempla in sé la virtù della temperanza. È rappresentato dal CAVALLO NERO.
2) ANIMA IRRASCIBILE→ è l’anima dei guerrieri poiché ha contemplato in sé virtù, coraggio e amore. È rappresentata dal CAVALLO BIANCO
3) ANIMA RAZIONALE→ è l’anima del filosofo o dei governanti. È rappresentata dell’ AURIGA.
Insieme le 3 anime vanno a formare il CARRO ALATO, che quindi è formato da 2 cavalli e 1 l’auriga.
Il mito del Carro Alato dice che nel cielo vola una carro alata che è trainata da 2 cavalli. L’auriga ha il compito di condurre il carro nell’ iperuranio (mondo delle idee), più rimane più acquista sapienza e conoscenza poiché in questo mondo contemplano le idee e gli dei. Il cavallo bianco,come anche l’auriga, vuole acquistare più sapienza e conoscenza perciò tira il carro verso l’alto, mentre il cavallo nero lo tira verso il basso, ad un certo punto quello nero da uno strattone più forte e porta il carro sulla terra.
Quando prevale il cavallo nero, l’anima si reincarna, più il cavallo bianco è riuscito a trainare il carro, più l’anima ha visto l’iperuranio, il mondo delle idee, quindi sarà un’anima che ricorderà di più nella vita, meno il cavallo bianco avrà dominato, meno idee si saranno contemplate nell’iperuranio.
LA SOCIETà DI PLATONE
Platone ha una visione ARISTOCRATICA E MERITOCRATICA.
ARISTOCRATICA→ il governo è nelle mani ai migliori. Il re doveva essere anche un filosofo.
MERITOCRATICA→l’individuo acquista importanza a secondo alla sua formazione (nobiltà d’animo)
Platone divide il popolo in classi sociali:
- POPOLO→cavalo nero→ignoranza
- GUERRIERI→cavallo bianco→coraggio NOBILTà SOCIALE
- GOVERNANTI/FILOSOFI→auriga→saggezza NOBILTà DELL’ANIMA
Le 3 ripartizioni della società corrispondono alle 3 ripartizioni dell’anima.
COMUNISMO PLATONICO→secondo Platone i governanti non dovrebbero mai essere distratti dal piacere. Devono godere del piacere della vita senza farsi possedere da questi. È per questo che le donne vengono messe in comune cosi nessuno si poteva innamorare di loro. Anche i figli non venivano cresciuti dalle proprie famiglie ma dallo stato. NON DOVEVANO ESSISTERE NUCLEI FAMILIARI CHIUSI.
Platone inoltre crede che i filodofi trovano la massima espressione di felicità nell’esercitare la giustizia nello stato e nel procurare felicità a tutti i cittadini..
SIMPOSIO O CONVIVIO
Per SIMPOSIO si intende una riunione di più persone che discutono intorno ad un tema; Prima di questo avveniva il banchetto. Il simposio poteva durare anche tutta la notte e durante questo veniva eletto un simposiarca cioè colui che sceglieva l’argomento su cui discutere, chi parlava doveva bere una quantità di vino, per punizione o per ricompensa. L’argomento privilegiato nel simposio è l’AMORE. In questo Simposio Platone fa spiegare da Aristofane e gli altri personaggi, che cosa è il SOMMO AMORE e l’ AMORE VERO.
Il cristianesimo riprende l’AMORE SPIRITUALE, ma non si puo capire l’amore spirituale se non si sa che cosa è l’AMORE PASSIONALE.
Il concetto di AMORE si identifica con il SOMMO BENE cioè il bene a cui tutti gli dei attingono e per capirlo si parte del concetto di BELLEZZA→inteso prima in modo carnale e poi si riflette nella natura e nello spirito →un uomo quando vede un bel corpo se ne innamora quindi la bellezza aiuta l’uomo a innamorarsi poiché questa provoca in lui un terremoto interiore, un cambiamento profondo.
INTRODUZIONE AL SIMPOSIO:
Il simposio si apre con APOLLODORO, che racconta ad un compagno i ragionamenti fatti in un simposio offerto da AGATONE(poeta tragico).
Apollodoro non era presente al convivio ma a sua volta tutto quello che sta raccontando lo aveva sentito da ARISTODEMO.
Da qui inizia la narrazione: SOCRATE accompagnato da ARISTODEMO si reca verso la casa di AGATONE, ma improvvisamente arrivato sulla porta si ferma→[P.S) Socrate aveva l’abitudine di rimanere assorto nei suoi pensieri estraniandosi per molte oreda cio che lo circonda. Infatti un aneddoto ci racconta che durante la guerra nel Peloponneso rimase in mezzo al campo di battaglia un giorno ed una notte. ]
ARISTODEMO entra e si da inizio al banchetto al quale segue poi il simposio.
L’argomento è l’AMORE; il Simposiarca è ERRISSIMACO, questo pronuncia l’elogio dell’amore e dopo di lui tutti i commensali parlano a turno.
Il primo è FEDRO, che parla dell’ amore(EROS) come il più antico e venerato tra gli dei e inoltre ritiene che EROS spinga l’uomo a compiere azioni giuste, sottolineando quindi l’importanza politico-sociale di Eros.
Poi parla PAUSANIA presenta due tipi di Eros:
*Eros Terrestre: rivolto alle cose materiali e al corpo
*Eros Celeste: rivolto ai sentimenti e all'anima.
Solamente l'Eros Celeste portava gli uomini verso la giustizia, donando loro le cose più belle e buone.
Parla poi di nuovo ERISSIMACO e parla del amore in generale, per lui è una forza che produce la vita.
Poi ARISTOFANE, descrive un mito sugli esseri androgeni e complementari, i quali in principio erano uniti ma un giorno cominciarono a scalere l’Olimpo e Zeus gli scaglio frecce addosso cosi che si divisero e cosi da quel momento tutti gli individui cominciarono a cercare la propria metà.
Alla conclusione del discorso intervenne SOCRATE. Questo parla di una SACERDOTESSA chiamata DIOTIMA, che gli ha fatto comprendere cosa sia l’amore→è un demone che sta alla metà tra umano e divino grazie al quale cielo e terra sono uniti.
ALCIBIADE arriva al banchetto ubriaco e viene invitato a fare anch'egli un discorso per elogiare Eros. Egli però non elogia Eros ma Socrate, fa cioè un elogio all'amante e non all'amato. Dice che Socrate, pur essendo brutto d'aspetto, è meraviglioso nell'anima. Inoltre dichiara di essere innamorato della sapienza del maestro. È l’amore che prova verso Socrate che lo ha spinto a dormire insieme a lui speranzoso di una sua reazione , ma Socrate rimane impossibile affinché con lo scopo di dargli una lezione: il piacere deve essere seguito dall’ uomo senza però comandarlo . in seguito Alcibiade si addormenta, rimangono svegli solo Agatone, Socrate e Aristofane, i quali cominciano a parlare di poesia comica e tragica, fino all’alba.
APOLOGIA
Nell” Apologia”, scritta da Platone , Socrate deve difendersi dalle accuse che gli vengono mosse dai suoi nemici. Alcune sono vecchie calunnie che lo descrivono interessato alle ricerche naturalistiche e capace di modificare la verità con le parole.
Le accuse presentate al processo da Anito, Meleto e Licone sono invece: empietà e corruzione dei giovani.
Per difendersi dalla prima accusa, Socrate racconta che l’Oracolo di Delfi lo aveva definito l’uomo più sapiente ed egli, sconcertato, aveva interrogato persone ritenute sapienti in vari campi per capire la verità. Aveva così scoperto che questi uomini credevano di essere sapienti, ma non lo erano, invece la consapevolezza di “ sapere di non sapere” e che solo la divinità conosce tutto lo rendeva superiore a loro.
In questo modo il filosofo si era fatto molti nemici, che adesso, invidiosi, lo accusano.
Il discorso di difesa di Socrate continua con una serie di domande incalzanti , rivolte a Meleto, su cosa è giusto e su chi è adatto ad insegnare ai giovani, che portano inevitabilmente l’interrogato a cadere in contraddizione.
Poi Socrate afferma di non temere la morte, perché noi non possiamo sapere cosa sia, e comunque il compito che gli stato assegnato è quello di cercare la verità, anche a costo di morire.
In tutta la vita ha rispettato sempre la giustizia, non ha mai perseguito i propri interessi, non ha mai insegnato a pagamento, come fanno i sofisti, e per questo è povero. Infine, non volendo perdere la dignità con lacrime e compassione, lascia la decisione ai concittadini e agli dei.

Socrate viene dichiarato colpevole e viene proposta la pena di morte. Egli può proporre un’altra pena ma, ritenendo di aver agito sempre nell’interesse della sua città e secondo giustizia, propone piuttosto una ricompensa, come quella di vivere nel Pritaneo, insieme agli Ateniesi illustri.
Infine, esclusa la condanna all’esilio, propone una multa in denaro.
Socrate è condannato a morte e, serenamente, si intrattiene ancora a parlare con il pubblico: a quelli che hanno votato contro di lui dice che è soddisfatto di non essersi umiliato per salvarsi la vita e che non è con le condanne a morte che si fermano le critiche, anzi in questo modo esse diventano più numerose.
A quelli che hanno votato a suo favore racconta di non aver mai sentito, durante il processo, la voce interiore che lo guida nel fare le cose giuste. Ciò vuol dire che la sua morte è un bene.
In conclusione, Socrate è contento di morire perché sarà comunque un guadagno: potrà dormire un profondo sonno, oppure dialogare con sapienti ed eroi per l’eternità .
Socrate se ne va verso la morte raccomandando ai cittadini di trattare i suoi figli come lui ha trattato loro.
La vita:
Nacque a Stagira nel 384 a.C. ed entro nella scuola di Platone a 17 anni e vi rimase per 20 anni fino alla morte del Maestro, nel 347, quando si trasferì ad Asso e Mitilene (Isola di Lesbo). Le idee di Platone lo accompagneranno anche se in parte se ne distacca e verrà accusato di tradire il maestro e di non essere riconoscente dei suoi insegnamenti .poi si trasferì in Macedonia a Pella perché chiamato da Filippo I e nel 342 divenne l’educatore d’Alessandro Magno. Durante le sue conquiste Alessandro Magno diffonde la cultura greca, unendola alla cultura orientale(SINCRETISMO). Con questa diffusione Aristotele si allontano da Alessandro poiché non condivideva affatto la nuova ideologia che mette allo stesso piano le 2 culture. Nel 335-334 dopo 13 anni tornò ad Atene dove fondò una scuola filosofica, il Liceo, i cui studenti (discepoli) erano chiamati peripatetici (per via del gran giardino della scuola). Nel 323 Alessandro Magno morirà senza eredi e il regno verrà diviso tra i suoi generali creando una cultura ellenistica che trasforma tutto il mondo occidentale. Morì nel 322 a causa di una malattia di stomaco (aveva 63 anni).
DIFFERENZE TRA SOCRATE,PLATONE E ARISTOTELE.
SOCRATE
PLATONE
ARISTOTELE
Interloquisce con chiunque , insegnando nelle piazze.
Rende la filosofia accessibile a tutti.
Rende la filosofia più aristocratica fondando l’ACCADEMIA.
Evidenzia ulteriormente la visione aristocratica di Platone fondando ad Atene il LICEO.
La filosofia (x lui) parte dalla POLITICA. Essenziale che il filosofo fosse un politico, che deve migliorare lo stato.
La filosofia (x lui) parte dalla POLITICA. Essenziale che il filosofo fosse un politico, che deve migliorare lo stato.
Il filosofo si comporta estraneandosi dalla politica.
Il LICEO→ è dedicato a APOLLO CICENO ossia APOLLO SOLONE, massima espressione della cultura e delle arti.
La scuola di pocchissimi privilegiati, ancora più ristretta dell’ACCADEMIA poiché è molto difficile essere accettati.
Al primo posto viene messo il SAPERE ENCICLOPEDICO, il filosofo s esclude dalla politica si dedica solo allo studio, ciò perché cambia la POLEIS. Non è più una città-stato ma solo un punto indistinto dell’Impero Macedone, poiché i centri del potere si trovano lontani dalla residenza del cittadino:
nella capitale PELLA dove si trova Alessandro Magno
Il cittadino è escluso dalle decisioni politiche.
Aristotele si dedico alla scrittura di trattati scientifici che ci danno un impostazione RAZZIONALE ed ANALITICA.
LE OPERE
Aristotele ha due tipi di scritti:
ESOTERICI ESSOTERICI
Le opere sono confuse perché molti scritti hanno lo stesso titolo di quelle di Platone.
La concezione di Dio viene concepito da Aristotele come un MOTORE IMMOBILE→perché se si muovesse non sarebbe più perfetto. La sua energia pur essendo immobile è immutabile. Dio è atto puro, poiché, essendo immobile, non presuppone alcuna potenza, di conseguenza Dio è pura forma. Dio è inoltre la causa finale delle cose, cioè come oggetto d’amore per la materia che aspira alla forma, attira a se le cose. Così tutte le cose aspirano alla perfezione, che per Aristotele è sinonimo di forma. Dio è oggetto del suo stesso pensiero, ovvero pensiero del pensiero (perfezione).
Questo viene ripreso da Dante nella Divina Commedia e dal Cristianesimo.
SCRITTI ESSOTERICI
Gli scritti essoterici sono scritti in firma dialogica e sono destinati al pubblico. Ci sono pervenuti solo alcuni di questi scritti: il “Protrettico” (esortazione alla filosofia); il “Sulla Filosofia” (la prima critica alle idee platoniche da parte d’Aristotele, con il conseguente distacco); il “Convito”; il “Politico”; il “Sofista”; il “Menèsseno”; il “Della Retorica”; il “Dell’Anima”.
Tramite questi scritti si capisce che la dottrina di Aristotele non è nata già compiuta, ma che il suo pensiero ha subito crisi e mutamenti.
OPERE ACROAMATICHE
Le opere esoteriche o acroamatiche sono i testi che Aristotele ha destinato all’insegnamento, nei quali sembra che il filosofo abbai avuto dubbi o abbia subito crisi nell’ideare la sua filosofia. Questi scritti sono divisi in quattro gruppi:
● gli scritti di logica (organon, ovvero lo strumento del sapere);
● gli scritti sulla metafisica;
● gli scritti sulla fisica, sulla storia naturale, sulla matematica e sulla psicologia;
● gli scritti d’etica, politica, economia, poetica e retorica. Questi scritti hanno incominciato ad essere conosciuti soltanto quanto furono pubblicati da Andronico di Rodi nell’età di Silla.
RAPPORTI E DIFFERENZE TRA PLATONE E ARISTOTELE.
Aristotele, pur essendo discepolo di Platone, ha molte differenze con il maestro. Platone, in primo luogo, crede nella finalità politica della conoscenza (momento politico-educativo), mentre Aristotele crede nel sapere disinteressato (momento conoscitivo e scientifico); Platone guarda il mondo secondo un ottica verticale e gerarchica, dividendola tra realtà vere e apparenti e tra conoscenze superiori e conoscenze inferiori invece Aristotele ha una visione più unitaria e orizzontale, poiché tutte le realtà hanno pari dignità ontologica e tutte le scienze hanno pari dignità gnoseologica, però considera la metafisica come filosofia suprema. Un’altra differenza è la concezione di Dio: per Aristotele intelligenza e intelligibile coincidono (soggetto = oggetto), per Platone, invece, l’intelligenza è il Demiurgo e l’intelligibile sono le idee.
In Platone vi è un sistema “aperto” e un filosofare problematico, mentre in Aristotele il sistema filosofico è “chiuso”, cioè un insieme fisso di verità connesse tra loro. Platone fa uso di miti mentre Aristotele concepisce la filosofia solo razionalmente; il maestro è appassionato di matematica e non di scienze naturali, mentre il discepolo prova il contrario.
LA METAFISICA
Aristotele scrive 14 libri sulla MATEFISICA poi libri di fisica,matematica, psicologia e altri.
La metafisica viene chiamata FILOSOFIA PRIMA→lo schematizza in senso razionale→la metafisica è tutto ciò che va oltre il razionale.
Aristotele è il primo che costruisce un linguaggio scientifico e il primo che con alcune osservazioni linguistiche, logiche e ontologiche ha determinato un’impostazione di studio razionale che oggi rimane nelle nostre materie.
Questo approccio va fatto attraverso un analisi che è razionale, linguistica, logica e ontologica.
IL QUADRO DELLE SCIENZE
Aristotele distingue tre gruppi di scienze:
●le scienze teoretiche, che sono la metafisica, la fisica e la matematica, che studiano il necessario (ciò che non può essere diverso da così com’è) e hanno come scopo la conoscenza disinteressata della realtà;
● le scienze pratiche, che sono l’etica e la politica, che studiano il possibile (ciò che può essere diverso da così com’è: hanno come scopo l’illuminazione dell’agire) e indagano nell’ambito dell’agire individuale e collettivo;
● le scienze poietiche, che sono le arti belle e le tecniche, che hanno per oggetto sempre il possibile e che studiano l’ambito della produzione d’opere o della manipolazione d’oggetti.

LA METAFISICA
La metafisica per Aristotele è la “filosofia prima”. Il filosofo attribuisce alla parola “metafisica” quattro definizioni:
●”studia le cause e i principi primi”;
● “studia l’essere in quanto essere”, ossia studia la realtà in generale (ontologia);
● “studia la sostanza”;
● “studia Dio (dio razionale) e la sostanza immobile” (teologia).
I SIGNIFICATI DELL’ESSERE.
La metafisica è dunque lo studio dell’essere; l’essere Aristotelico è polivoco, ossia la proprietà di un termine (nome) di significare molti significati (concetti), ma in riferimento ad uno, unico e principale, che dà senso a tutti gli altri; esso è molteplice sia d’aspetti che di significati, ma tutti riferiti alla “sostanza”. I significati supremi dell’essere sono:
● l’essere come accidente (essere che non è sempre e nemmeno per lo più, ma solo talvolta)
● l’essere come categorie (l’essere di per sé);
● l’essere come vero;
● l’essere come atto e potenza.
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