Mercati agricoli

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Testo

ECONOMIA DEI MERCATI AGRICOLI 2006-2007
MERCATO→luogo dove si incontrano la domanda e l’offerta per determinare il prezzo di un bene. È legato anche alla presenza o meno del bene e alla modalità di transizione.
BENE ECONOMICO →un bene è economico quando ha disponibilità limitata
UTILITà MARGINALE→ è l’utilità dell’ultima dose di prodotto 8punto di sazietà)
UTILITà→è la soddisfazione soggettiva e contingente che l’acquirente trae da un determinato bene.
MODALITà DI TRANSIZIONE→regole legate alle decisioni degli Stati per la commercializzazione; ad es: dazi doganali (prezzo), contingentamento (mettere un massimo alla quantità di prodotti da importazioni-quantità-), ammasso (lo stato interviene ritirando i prodotti e ammassandoli per poterli distribuire in altri momenti –periodo-), sostegno dei prezzi (comunità aiuta produttore per fargli abbassare i prezzi senza crollare sotto il peso dei costi di produzione).
MERCATO PERFETTO→ mercato teorico in cui operano molti compratori e molti venditori, aperto a tutti, trasparente, che presenti prodotti omogenei, nel quale i consumatori operino le loro scelte sul principio economico del massimo utile

DOMANDA → è la quantità di prodotto, che in un determinato momento, un soggetto economico è disposto ad acquistare ad un determinato prezzo. I fattori che condizionano la domanda sono il prezzo, l’utilità marginale e il reddito (ricchezza). Inversamente proporzionale.
OFFERTA →quantità di bene che il produttore è disposto a vendere. La curva, specialmente in agricoltura è influenzata da stagionalità del lavoro, aumento del costo dei fattori produttivi, potere d’acquisto della moneta.Direttamente proporzionale.
PREZZO DI EQUILIBRIO→è quando domanda e offerta si incontrano, in un mercato concorrenziale.

REGIMI DI MERCATO:
➢ Di libera concorrenza→elevato numero di consumatori ed offerenti
➢ Non concorrenziali→uno o pochi produttori o consumatori
• Monopolio dell’offerta
• Monopolio della domanda =monopsonio
• Entrambe→monopolio bilaterale
• Oligopolio dell’offerta
• Oligopolio della domanda (oligopsonio)

POSIZIONE DELL’AGRICOLTORE SUL MERCATO→è estremamente individuale a causa dell’atomizzazione dell’offerta dei prodotti . l’agricoltore subisce le condizioni di contrattazione sia nella vendita dei propri prodotti sia nel caso di acquisto dei relativi mezzi di produzione occorrenti.
Dicesi POTERE CONTRATTUALE la capacità di un operatore commerciale di trattare per stabilire accordi a lui più favorevoli, nonché di poter influire sui mutamenti orientandoli nella dirzione voluta.
STRATEGIE PER AUMENTARE IL POTERE CONTRATTUALE DELL’AGRICOLTORE:
• Contratti di produzione o integrazione verticale
Il contratto di produzione è l’impegno temporale di un’impresa a produrre un determinato prodotto per un’altra impresa che si impegna a sua volta ad acquistare il prodotto stesso; le due imprese rimangono indipendenti. I contratti devono avere in evidenza: carattere costitutivo e temporale dell’accordo, se bilaterale o plurilaterale, la con sensualità e la commutatività.
Si ha integrazione quando imprese diverse creano forme di collaborazione intese a raggiungere più facilmente scopi comuni. Per integrazione verticale si intende il controllo esercitato da un’impresa integrante su altre imprese integrate attraverso la costituzione di un circuito integrato di produzione (controllo filiera)
• Associazionismo –integrazione orizzontale
Più aziende della stesse fase del processo produttivo si uniscono per perseguire lo stesso scopo
• Mista

ASSOCIAZIONI→ organizzazioni private, volontarie, aperte a tutti e non aventi fini di lucro.
La funzione delle associazioni dei produttori si concretizza attraverso interventi sulla produzione e sul mercato allo scopo di far acquisire maggior potere contrattuale ai soci produttori
COOPERATIVE →società aventi scopo mutualistico che offrono servizi e lavoro più vantaggiosamente rispetto al mercato. È organizzata giuridicamente con: assemblea dei soci, consiglio di amministrazione, collegio sindacale e collegio dei probivivori.
CONSORZI→associazioni di più soggetti operanti in agricoltura, dirette a realizzare un interesse comune a tutti gli associati.

MARKETING CLASSICO → il cuore del marketing era il prodotto:ovvero l’azienda produce quello che sa fare e solo dopo si preoccupa di venderlo
MARKETING MODERNO → fulcro del concetto è il consumatore ovvero prima l’azienda si informa su cosa vuole il consumatore e solo dopo lo produce. Il nuovo concetto tiene conto di: a chi vendere, cosa vendere e come vendere.

STRUMENTI DEL MARKETING: MARKETING MIX
• SEGMENTAZIONE DEL MERCATO basata sulle caratteristiche e sul comportamento del consumatore
• RICERCHE E ANALISI DI MERCATO = raccolta di dati su campioni di persone
• CONOSCENZE DEL PRODOTTO = per sapere punti di forza e debolezza del proprio.
• PROGRAMMAZIONE DELLA PRODUZIONE E DELLA DISTRIBUZIONE
• PRESENTAZIONE DEL PRODOTTO (assortimento, display, layout, packaging)
• SCELTA PREZZO VENDITA
• PROMOZIONE mantiene il livello delle vendite che ho già (3x2, gadget, concorsi, campioncini)
• PUBBLICITA’ informa il consumatore della presenza del prodotto (ottimismo, slogan, efficacia prodotto, martellamento)

STRUMENTI DEL MARKETING : PIANIFICAZIONE
Pianificare significa organizzare un’attività concreta di marketing attraverso un progetto organico, definito, non rigido.
Dicesi OBIETTIVI aziendali i risultati che l’azienda intende raggiungere in un determinato periodo di tempo come conseguenza della propria attività.
STRATEGIA DI MARKETING attraverso:
• Analisi della situazione
• Determinazione degli obiettivi
• Scelta delle strategie (principale, alternativi)
• Attuazione del piano
• Controllo dei risultati
• Ridefinizione eventuale di obiettivi e strategie in base ai risultati ottenuti
MARKETING DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI
• Difficoltà di identificazione del prodotto nel suo complesso
• Identificazione del prodotto col venditore e non col il produttore
• Produzione agroalimentare frammentata (=poca disponibilità economica)
• Lontananza tra produttore e consumatore

COMMERCIO DEI PRODOTTI AGRICOLI
Domanda di prodotti arricchiti (4 gamma). Aumentato divario tra prodotti agricoli e alimentari; questi ultimi sono manipolati al fine di ottenere un prodotto alimentare adattato alle esigenze della domanda.
La domanda del prodotto viene esercitata da altre figure costituite da grossisti, industriali ecc.
Intervengono nella fase dell’ingrosso diversi OPERATORI “persone fisiche o giuridiche che detengono la merce, la espongono per la vendita o che la commercializzano per conto proprio o conto terzi.”
➢ Commerciante all’ingrosso→ persona che professionalmente acquista prodotti ortofrutticoli in nome o per conto proprio e li rivende a commercianti, all’ingrosso, al dettaglio ad utilizzatori in grande.
➢ Organizzazioni di produttori → commercializzano prodotti ortofrutticoli
➢ Cooperative di produttori → concentrazioni dell’offerta
➢ Centrali d’acquisto → concentrazioni della domanda
➢ GDO → propria politica di commercializzazione, società di capitali, private, lavorano con privati
o Ipermercato→ superficie superiore a 2500 mq, divisa in reparti
o Supermercato → superficie superiore ai 400 mq, vasto assortimento di prodotti di largo consumo; alcuni prodotti self-service altri serviti
o Discount→ superficie medio grande, offre in self-service una gamma limitata di prodotti, generalmente non di marca e di largo consumo a prezzi contenuti
o Cash and carry → esercizio all’ingrosso a self-service con una superficie superiore ai 400 mq, dove i clienti pagano in contanti contro emissione immediata di fattura
I mercati all’ingrosso e i mercati generali sono strutture che consentono la concentrazione della domanda e dell’offerta di prodotti agroalimentare

Per CANALE DI DISTRIBUZIONE si intende il percorso effettuato da un prodotto nell’ambito del suo trasferimento dal produttore al consumatore. I percorsi dipendono da:
1. distanza esistente dal luogo di produzione al luogo di consumo finale =localizzazione
2. caratteristiche intrinseche dei prodotti = tipologia del prodotto
3. destinazione dei prodotti (consumo fresco, trasformazione ecc)
4. capacità degli agricoltori di proporre nuovi modelli distributivi alternativi (vendita diretta, integrazione ecc)

PROBLEMATICHE CONNESSE ALLA COMMERCIALIZZAZIONE DELL’ORTOFRUTTA:
DEPERIBILITA’ → facilità di danneggiamento, breve durata vita commerciale = aumento scarti, diminuzione valore commerciale
INDICI DI MATURAZIONE → parametri che indicano la maturazione del frutto su cui si basano gli agricoltori per la raccolta (in rapporto al ciclo vegetativo, qualità organolettica soggettiva e rilievo oggettivo di alcune caratteristiche
CONSERVAZIONE attraverso:
➢ refrigerazione (> 0°C ; serve per eliminare l’aumento di temperatura dovuto alla maturazione)
➢ atmosfera controllata (livelli di O2 e CO2 diversi)
➢ trattamento iperbarico (diminuzione pressione in locali chiusi ed isolati)
➢ irraggiamento prodotti (con radiazioni allo scopo di allungare il tempo di conservazione, solitamente usato sulle sementi)

POLITICA COMUNITARIA

ORGANISMI DELL’UE:
• Regolamenti→obbligatori in tutti i loro elementi e direttamente applicabili dagli stai membri
• Direttive→atti che vincolano i paesi destinatari a raggiungere gli obiettivi con mezzi a discrezione di ogni paese.
• Decisioni→atti giuridici individuali verso stati membri o soggetti privati, obbligatorie in tutte le loro componenti.
• Raccomandazioni→consigli che la comunità esprime su determinati comportamenti.

In passato il funzionamento dei vari organi comunitari fu assicurato attraverso i contributi degli stati membri. Oggi l’apporto degli stati membri più ricchi è trasferito alle regioni più povere.

FONDI STRUTTURALI DI SOLIDARIETà EUROPEA:
FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale)→ finanzia infrastrutture; investimenti produttivi mirati a creare occupazione, interventi a favore delle piccole e medie imprese.
FSE (Fondo Sociale Europeo) → promuove l’inserimento professionale dei disoccupati fornendo sostegni alla creazione di posti di lavoro.
Strumento Finanziario di Orientamento della Pesca→ ammodernamento del settore.
FEAOG (Sezione Orientamento del Fondo Europeo Agricolo di Orientamento di Garanzia)→ finanzia iniziative di sviluppo rurale e fornisce aiuti ai consumatori, basati su programmi pluriennali di sviluppo regionale. Tali programmi sono:
1. INTERREG III→ promuove forme di cooperazione tra paesi diversi
2. URBAN II → strategie innovative per il risanamento dei centri urbani
3. LEADER + → scambi di esperienze fra operatori socioeconomici di zone rurali sulle nuove strategie locali di sviluppo sostenibile.
4. EQUAL → eliminare le discriminazioni nell’accesso al mercato del lavoro.
Il FEAOG permette alla politica agricola comunitaria di raggiungere i suoi obiettivi grazie alla totale copertura di spese.
Viene sostenuto dagli stati membri attraverso:
• Privilegi agricoli
• Dazi doganali
• % sull’iva incassata da ciascun stato membro
• contributi derivanti dallo zucchero
Il FEAOG si articola in 2 sezioni: di garanzia, che ha il compito di garantire un reddito minimo all’agricoltore, una specie di integrazione del reddito attraverso premi e aiuti; e di orientamento che con azioni dirette la commissione europea concede contributi direttamente al beneficiario, mentre con azioni indirette il denaro per i contributi viene affidato allo stato, il quale provvederà a determinare i beneficiari.

FINALITà DELLA PAC
1. incremento della produttività in agricoltura => progresso tecnologico
2. raggiungimento di un equo tenore di vita della popolazione rurale
3. stabilizzazione del mercato
4. sicurezza negli approvvigionamenti
5. commerciare in un mercato in condizioni analoghe a quelle esistenti in un mercato interno(=OCM)

LINEE DIRETTIVE DELLA NASCENTE PAC:
• Libera circolazione dei prodotti agricoli all’interno del territorio comunitario
• Preferenza ai prodotti comunitari
a. forme di solidarietà finanziaria
b. intervento su mercati nazionali
c. azioni comuni nel settore delle strutture agricole
• Politica di sostegno dei prezzi
• Miglioramento e adeguamento delle strutture

OCM (ORGANIZZAZIONI COMUNI DI MERCATO) → disposizioni che disciplinano la produzione e gli scambi dei prodotti agricoli; queste sono:
• determinazione prezzi →per i prodotti extraeuropei meno costosi vengono applicate una serie di tasse per aumentarne il prezzo facendo così preferire i prodotti comunitari
• contributo per aumentare il ricavo→ la comunità europea acquista prodotti ad un prezzo alto per poi rivenderli ad un prezzo più basso
• favorie le esportazioni→ sostegno dei prezzi
• aiuti all’industria→ per l’industria di trasformazione acquistare prodotti europei (es soja)
• aiuti forfetari → per i produttori, calcolato in base alla superficie, al quintale o a seconda del tipo di coltura

LE RIFORME DELLA PAC
La PAC ha stabilizzato i mercati, ha assicurato dei prodotti e ha protetto gli agricoltori contro le fluttuazioni dei prezzi nei mercati mondiali, ma sono derivati degli effetti negativi quali le eccedenze, l’altissima spesa comunitaria e la scarsa specializzazione. Ecco perché si è sentita l’esigenza di riformare la politica agricola comunitaria.
1 RIFORMA: 1992
* riduzione delle eccedenze
* modificare il sistema degli aiuti ai produttori influenzando la WTO (organizzazione mondiale dei mercati)
* sostegno del reddito (anziché dei prezzi) ma solo per determinate colture
* istituite le quote di produzione; chi produce in eccesso dovrà pagare un’ammenda
* definiti quantitativi massimi di produzione
* Col REG. 2078/92 si pone attenzione alla salvaguardia dell’ambiente attraverso: riconversione in pascolo, allevamento di specie autoctone, riduzione degli animali allevati (=chiusura di alcune aziende), set-a-side, riconversione aziende in vivaistica o piante officinali.
* Incentivo al pensionamento
AGENDA 2000: 1997
Si creano le condizioni per lo sviluppo dell’EU, di un’agricoltura comunitaria multifunzionale, sostenibile e concorrenziale.
RIFERIMENTO AL Reg. 1257/99
* Aumento competitività delle produzioni anche con mercati esterni
* Garantire qualità e sanità degli alimento
* Garantire equo tenore di vita agli agricoltori= minimo reddito
* Fonti alternative di lavoro per gli agricoltori
* Integrare gli obiettivi ambientali
* Diminuire la burocrazia
* Riformare le OCM
* Ecocondizionalità→aiuti conferiti solo se sono osservate determinate condizioni ambientali
22 GENNAIO 2003
Disaccoppiamento (aiuto indipendente dalla coltura fatta)
* Pagamento unico +
Ecocondizionalità
* Modularietà (aiuto in funzione della dimensione socioeconomica dell’azienda)
* Agricoltore “guardiano del territorio” (ambiente+qualità+territorio = azienda multifunzione)
* Progressiva scomparsa aiuti comunitari.

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