Il modello del bilancio

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Categoria:Economia
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Testo

IL MODELLO DEL BILANCIO
PRINCIPI DI 1° LIVELLO O PRINCIPI CARDINALI:
CHIAREZZA, CORRETTEZZA, VERITÀ
Con riferimento ad un bilancio esterno, chiarezza, correttezza e verità vengono inevitabilmente imposte per tutelare i soggetti destinatari dell’informazione; con riferimento ad un bilancio interno, chiarezza, correttezza e verità sono elementi insiti della stessa procedura rilevativa perché servono al management, ai soggetti interni e dunque sono elementi che inevitabilmente devono caratterizzare il bilancio e il modello contabile che viene ad essere utilizzato.
• CHIAREZZA COMPRENSIBILITÀ
• CORRETTEZZA ADERENZA AD UN INSIEME DI REGOLE
• VERITÀ ADERENZA ALLA REALTÀ
CHIAREZZA
Evoca comprensibilità, intelligibilità delle informazioni riconducibili ad un determinato messaggio. Comprensibilità, intelligibilità con riferimento a fatti, fenomeni, condizioni, informazioni che inevitabilmente vengono rappresentati in un messaggio (nel modello contabile e nel correlato modello del bilancio).
Il soggetto destinatario del messaggio, il soggetto fruitore dell’informazione deve essere in grado di cogliere pienamente i contenuti del messaggio → deve riconoscere quell’insieme di relazioni tra le parti del messaggio che evidenziano il contenuto intrinseco del messaggio stesso. Per richiamare il concetto di chiarezza, non parliamo mai di leggibilità, parliamo sempre di comprensibilità in quanto: un messaggio è leggibile, ma non necessariamente comprensibile; un messaggio non è leggibile, dunque non è nemmeno comprensibile.
LEGGIBILITÀ → condizione necessaria, ma non sufficiente per poter comprendere il contenuto di un messaggio.
Per poter parlare di chiarezza, è necessario che il messaggio che viene ad essere erogato non sia soltanto leggibile, ma sia anche comprensibile, nel senso che i suoi contenuti, le parti che compongono quel messaggio, le relazioni tra le parti di quel messaggio vengono ad essere pienamente percepite e comprese.
CORRETTEZZA
Aderenza, rispetto di un insieme di regole che ci vengono imposte o che ci diamo all’interno di una comunità.
Con riferimento al modello contabile e al modello di bilancio, siamo corretti dunque rispettiamo regole, nel momento in cui aderiamo ad un insieme di regole che vengono definite all’interno di quel modello contabile e di quel modello di bilancio → regole di secondo e terzo livello: principi generali e principi particolari o applicativi.
Questo principio presenta un termine di riferimento puntuale (presenza di regole), i suoi contenuti sono facilmente determinabili. Le ambiguità, le discrezionalità che si possono riconoscere nell’identificazione dei contenuti di chiarezza, correttezza e verità sono maggiori nel momento in cui andiamo a prendere in esame chiarezza e verità, sono inferiori nel momento in cui prendiamo in esame la correttezza. Questo perché a livello di correttezza ho un insieme di regole e quindi posso dire di essere corretto o non corretto rispetto a quelle regole: il termine di riferimento è puntuale. A livello di chiarezza e verità mi trovo davanti a parametri di riferimento poco puntuali.
VERITÀ
Rappresentazione fedele dei fatti che riguardano la gestione aziendale. Rispetto della realtà, aderenza ai fatti che investono una determinata impresa. Esiste verità ogni qualvolta noi rispettiamo la realtà, rappresentiamo in maniera fedele i fatti, i fenomeni, le condizioni che contraddistinguono la vita di una determinata impresa. Complicazioni: non tutti i fenomeni che sono oggetto di rappresentazione sono semplici nella loro rappresentazione, ci sono fenomeni complessi che richiamano interventi di stima, di congettura → in questo caso l’aderenza alla realtà, non va ricercata essenzialmente sul dato numerico rilevato, ma va ricercata sulle condizioni che sono alla base per poter rilevare quel dato.

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