Analisi del Bilancio (per flussi)

Materie:Appunti
Categoria:Economia Aziendale
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Data:24.05.2005
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Testo

ANALISI PER FLUSSI
FONDI, FLUSSI E RENDICONTI FINANZIARI
Il bilancio d’esercizio non è uno strumento idoneo a far percepire e a spiegare le modificazioni di carattere finanziario verificatesi durante il periodo amministrativo al quale esso si riferisce.
Fondo: valore assunto in un dato momento da un insieme più o meno ampio di risorse finanziarie; può avere come oggetto:
- denaro in cassa e presso banche;
- attività monetarie nette;
- capitale circolante netto
- risorse finanziarie totali.
Flusso: movimento, ossia variazione in aumento o in diminuzione che un determinato fondo ha subito in un certo periodo di tempo; la variazione può farsi risalire:
- alla gestione reddituale corrente;
- a variazioni nei debiti a medio e lungo termine;
- a investimenti e disinvestimenti di attività immobilizzate;
- ad apporti e riduzioni del capitale proprio.
Le analisi finanziarie sono solitamente rivolte a i flussi di capitale circolante netto e i flussi di liquidità.
Rendiconto finanziario: è un prospetto che raggruppa i flussi dei fondi manifestatisi in un dato periodo di tempo, correlando fra loro le fonti e gli impieghi.
FLUSSI DI CAPITALE CIRCOLANTE NETTO
Il capitale circolante netto è costituito dalla differenza tra il totale dei valori delle attività correnti e il totale dei valori delle passività correnti; è quindi formato da un insieme di elementi patrimoniali che sono o che presumibilmente diventeranno liquidi entro un breve periodo di tempo.
Il capitale circolante netto è perciò assunto come indice della solidità finanziaria dell’azienda nel breve termine; le sue variazioni esprimono la capacità della gestione di generare liquidità, e l’analisi dei relativi flussi è essenziale per comprendere le ripercussioni che gli andamenti economici della gestione hanno avuto sulla situazione finanziaria dell’azienda. Le variazioni di capitale circolante netto possono essere causate da variazioni connesse:
- alle passività consolidate;
- all’attivo immobilizzato;
- al capitale proprio;
- al sistema dei costi e dei ricavi d’esercizio.
VARIAZIONI FINANZIARIE E NON FINANZIARIE
A seconda che le operazioni aziendali determinino delle modifiche o meno all’entità del capitale circolante netto, possiamo avere:
- variazioni finanziarie: coinvolgono elementi del capitale circolante netto e una o più delle rimanenti classi di valori patrimoniali o uno o più componenti di reddito;
- variazioni non finanziarie: si ricollegano alle operazioni che non hanno effetti sul ccn, in quanto si risolvono in spostamenti che rimangono nell’ambito del lungo termine.
Le variazioni si distinguono anche in:
- variazioni reddituali se riguardano i costi e i ricavi d’esercizio;
- variazioni patrimoniali se riguardano gli elementi del patrimonio.
VARIAZIONI FINANZIARIE REDDITUALI: si ricollegano alle operazioni che danno luogo alla manifestazione di costi e ricavi monetari.
VARIAZIONI FINANZIARIE PATRIMONIALI: sono quelle che mettono in relazione il ccn e una o più delle restanti classi di valori patrimoniali.
VARIAZIONI NON FINANZIARIE PATRIMONIALI: derivano da operazioni che non producono effetti sul capitale circolante netto.
- ricavi monetari: sono componenti positivi di reddito ai quali si associano variazioni positive in uno o più elementi del ccn;
- costi monetari: sono costi relativi a impieghi in fattori produttivi a breve ciclo di utilizzo che causano variazioni negative in uno o più elementi del ccn;
- ricavi non monetari: sono componenti positivi della gestione reddituale che non generano flussi di ccn, in quanto si ricollegano a movimenti nelle attività immobilizzate o nelle passività consolidate;
- costi non monetari: non esprimono impieghi di risorse finanziarie perché trovano contropartita essenzialmente in variazioni dell’attivo immobilizzato e delle passività consolidate
RENDICONTO FINANZIARIO DELLE VARIAZIONI DI CCN
Il rendiconto è un documento che integra le informazioni che il bilancio d’esercizio non riesce a dare; infatti:
- mostra le cause che hanno determinato la variazione complessiva del capitale circolante netto;
- analizza le variazioni interne allo stesso rendiconto.
Il rendiconto finanziario è un documento suddiviso in due parti:
- sezione I, nella quale sono esposti le fonti e gli impieghi della variazione di ccn; esso mostra in quale misura e per effetto di quali operazioni la gestione ha generato o assorbito risorse finanziarie a breve;
- sezione II, nella quale si espongono le variazioni interne al capitale circolante netto, cioè subite da attività e passività correnti;
- sezione III, (non è detto che c’è) che riguarda le non fund transactions, ossia operazioni patrimoniali che generano contemporaneamente un fonte e un impiego, senza produrre effetti sul ccn.
FLUSSO DI CCN GENERATO DALLA GESTIONE REDDITUALE
I flussi di risorse possono essere generati oppure possono essere consumati dalla gestione reddituale (operazioni connesse al processo di produzione del reddito d’esercizio) e dalla gestione patrimoniale (operazioni che determinano movimenti circoscritti ai valori dell’attivo e passivo a lungo termine).
Risultato finanziario della gestione reddituale: si ottiene sottraendo dalle risorse finanziarie prodotte dal conseguimento dei ricavi monetari il complesso delle risorse consumate per il sostenimento dei correlativi costi monetari.
Esistono due differenti modi per calcolarlo:
- procedimento analitico o diretto: si fa la differenza tra i ricavi monetari e i costi monetari;
- procedimento sintetico o indiretto: si sommano al reddito d’esercizio i costi non monetari e si sottraggono i ricavi non monetari.
Il flusso della gestione reddituale esprime l’autofinanziamento in senso lato, ossia la capacità dell’azienda di coprire internamente, con le risorse generate dalle normali operazioni di gestione, il fabbisogno finanziario connesso agli impieghi di capitale.
VARIAZIONI FINANZIARIE PATRIMONIALI
Le fonti di risorse si ricollegano a decrementi di attività immobilizzate o incrementi di passività permanenti, mentre gli impieghi di risorse si ricollegano a incrementi di attività immobilizzate o decrementi di passività permanenti.
La procedura con cui si tende a individuare le fonti e gli impieghi di ccn che si collegano ai movimenti patrimoniali si fonda su uno schema grafico bilanciante con cui si ricostruiscono e si rappresentano le variazioni dei valori e i movimenti contabili della gestione extra-reddituale, analizzate nell’ottica delle fonti e degli impieghi di risorse.
Questa metodologia si basa su due principi:
- qualunque movimento patrimoniale che abbia come contropartita un elemento del ccn rappresenta un impiego oppure una fonte e concorrerà alla sezione I del rendiconto finanziario;
- qualsiasi operazione che si concretizzi in una variazione patrimoniale non finanziaria è da escludere dal rendiconto, in quanto non origina ne impieghi ne fonti di risorse.
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Esempio



  


  1. marco

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