I COSTI E LA CONTABILITà ANALITICA

Materie:Riassunto
Categoria:Economia Aziendale

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Testo

IL SISTEMA DI PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO NELLE IMPRESE INDUSTRIALI

Affinché l’azienda possa mantenere l’economicità di gestione, le decisioni del management devono essere il frutto di un sistematico processo di programmazione e di controllo della gestione basato su quattro fasi:
- La previsione dei futuri mutamenti delle condizioni ambientali.
- La programmazione dell’azione aziendale.
- L’organizzazione dell’attività produttiva, commerciale e amministrativa.
- Il controllo della conformità dei risultati ottenuti.

I rendimenti di un fattore produttivo è dato dal rapporto tra la quantità di prodotto ottenuto e la quantità di prodotto impiegato.

La contabilità analitica è un complesso di scritture riguardanti la determinazione preventiva, la rilevazione consuntiva, il raggruppamento, l’analisi, la dimostrazione e il controllo dei costi e dei ricavi aziendali e persegue i seguenti scopi:
- Consentire una corretta osservazione economica dei costi e dei ricavi.
- Fornire un supporto informativo ai processi decisionali.
- Permettere la programmazione e il controllo della gestione aziendale.

Differenze COGE e COAN:
- Oggetto: nella COGE l’oggetto sn i fatti d esterna gestione nella COAN qll di interna
- Scopo: nella COGE il reddito di esercizio e nella COAN la corretta osservazione economica della gestione
- Momento di rilevazione dei costi: nella COGE al momento del loro accertamento contabile, nella COAN al momento dell’utilizzo di fattori produttivi.
- Classificazione dei costi: nella COGE a seconda della loro origine, nella COAN della loro destinazione.
- Riferimento temporale delle rilevazioni: nella COGE solo dati storici, nella COAN anke i dati preventivi
- Obbligatorietà: COGE obbligatoria, COAN facoltativa.

I costi:
- Costi consuntivi: si riferiscono ad una produzione già attuata
- Costi preventivi: si riferiscono ad una produzione futura
- Costi speciali: sono oggettivamente misurabili e riferibili all’oggetto di calcolo dei costi
- Costi comuni: sono sostenuti indistintamente per più oggetti
- Costi fissi: sono indipendenti dalla quantità prodotta
- Costi variabili: sono legati da un rapporto di proporzionalità diretta con la quantità prodotta

Le principali configurazioni di costo caratteristiche delle imprese industriali sono:
- Costo primo: tutti i costi direttamente imputabili all’oggetto considerato (materie prime, mano d’opera diretta e costi speciali diversi)
- Costo industriale: costo primo + quota di costi generali industriali
- Costo complessivo: costo industriale + quota di costi commerciali, amministrativi e generali aziendali
- Costo economico-tecnico: costo complessivo + quota oneri figurativi.

Metodologia del calcolo dei costi
La determinazione dei costi è una complessa elaborazione le cui fasi sono:
➢ Raccolta e localizzazione dei costi: la raccolta è effettuata dalla contabilità generale mentre la contabilità analitica ne riprende i valori per le fasi successive, mentre la localizzazione attribuisce i costi elementari ai centri di costo, unità organizzative aziendali che svolge una precisa attività di carattere tecnico commerciale amministrativo per la rilevazione e il controllo dei costi. La localizzazione permette di controllare l’efficienza dei singoli centri operativi. I centri di costo si dividono in centri produttivi(lavorazione prodotto), ausiliari (forniscono servizi ai centri produttivi) e funzionali (costi commerciali e amministrativi).
➢ Imputazione dei costi: consiste nell’attribuzione dei costi a un determinato oggetto di calcolo e può essere su base unica aziendale, l’intero complesso dei costi indiretti viene attribuito ai vari oggetti di calcolo in base a un unico criterio; e imputazione su base multipla aziendale, i costi indiretti vengono divisi in gruppi omogenei, applicando ad ogni gruppo un appropriata base di ripartizione.

Alcuni problemi di convenienza
Per risolvere i problemi di scelta che comportano calcoli di convenienza economica si procede al calcolo del costo suppletivo, rappresentato dal costo di un dato incremento di produzione e si ottiene dalla differenza fra il costo complessivo della produzione base e il costo complessivo che si verrebbe a sostenere per produrre in aggiunta a quella una ulteriore quantità.
Il costo suppletivo può essere utilizzato per le seguenti scelte:
➢ Acquistare all’esterno o produrre internamente
➢ Eliminare o meno dalla produzione un certo prodotto
➢ Incrementare o meno la produzione

Il direct costing
Il direct-costing è una metodologia alla quale si imputano all’oggetto di calcolo solamente i costi variabili mentre i fissi sono attribuiti in modo indistinto all’insieme delle produzioni.
Il margine lordo di contribuzione indica la capacità di quella produzione di assorbire i costi fissi e si calcola facendo la differenza tra Ricavi di Vendita – Costo variabile del venduto (costi variabili del periodo + esistenze – rimanenze). La conoscenza del margine lordo consente di identificare i prodotti più redditizi anche se la redditività va valutata in termini relativi: margine lordo/ ricavo di vendita * 100.
Se l’azienda produce più beni allora si procederà al calcolo del margine semilordo di contribuzione sottraendo alle singole produzioni i costi fissi specifici. L’analisi del margine semilordo può essere utile per valutare le conseguenze economiche che deriverebbero dal venir meno di una data produzione in quanto non si sosterrebbero più costi variabili ne ricavi di quel prodotto.

La Break even analysis
Il breack even point è quel punto dove i ricavi di vendita e i costi si eguagliano e può essere calcolato in due diversi modi:
- matematicamente: si calcola la quantità prodotta e venduta che corrisponde al breack. La formula è: Costi fissi / Prezzo – Costi variabili.
- Graficamente: il breack corrisponde al punto di incontro tra la curva dei costi e la curva dei ricavi.

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