Il governo e la giustizia nel terzo reich

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Testo


“IL GOVERNO NEL TERZO REICH”

Sebbene la Repubblica di Weimar fosse stata abbattuta, la costituzione di Weimar non fu mai ufficialmente abrogata da Hitler.In effetti, e per ironia, Hitler basava la “legalità” del suo governo sulla disprezzata costituzione repubblicana. Perciò migliaia di decreti legge (non vi erano altre tipologie di leggi nel Terzo Reich) fecero esplicito richiamo al decreto presidenziale di emergenza del 28 febbraio 1933 “per la protezione del popolo e dello Stato”, che Hindenburg aveva firmato in base all’articolo 48 della costituzione. (E’ da ricordare che il presidente fu indotto con l’inganno a firmare il decreto il giorno successivo all’incendio del Reichstag, quando Hitler lo assicurò che vi era il pericolo di una rivoluzione comunista)
Il decreto, che sospendeva tutti i diritti civili, rimase in vigore per tutta la durata del Terzo Reich, permettendo al Führer i governare con una specie di continua legge marziale.
Il secondo pilastro della “costituzionalità” del governo di Hitler fu la legge che il Reichstag aveva votato il 24 Marzo 1933 con la quale cedeva al governo nazista le sue funzioni legislative. Questa legge fu da allora regolarmente rinnovata ogni 4 anni da un Reichstag esautorato: mai pensò infatti Hitler di abolire questa istituzione un tempo democratica ma solo a renderla non-democratica. Il Reichstag si riunì solo 12 volte prima della guerra ,promulgò soltanto 4 leggi fra le quali le 3 leggi di Norimberga (15 Settembre 1935) e non tenne mai dibattiti o votazioni.
Dopo i primi mesi del 1933 cessarono nel gabinetto le discussioni importanti e dopo il febbraio del 1938 il gabinetto non venne mai convocato.Il consiglio segreto di gabinetto (Geheimer Kabinettrat), istituito con grande clamore nel 1938, esistesse solo sulla carta infatti non si riunì mai.Il consiglio di difesa del Reich (Reichsvertidigungrat), istituito nei primi tempi del regime in qualità di comitato per i programmi di guerra; sotto la presidenza di Hitler, si riunì ufficialmente solo 2 volte.
Molte delle funzioni del gabinetto furono delegate a speciali sezioni, quali l’Ufficio del sostituto del Führer, l’Ufficio dei plenipotenziari per l’economia di guerra e l’amministrazione e l’Ufficio del delegato per il piano quadriennale.
Inoltre vi erano quelli noti col nome di “uffici supremi del governo” e “uffici amministrativi nazionali”, molti dei quali erano organizzazioni superstiti della Repubblica. Vi erano in tutto circa 42 uffici esecutivi del governo nazionale sotto la diretta giurisdizione del Führer.
Le diete e i governi dei singoli stati della Germania furono aboliti, come abbiamo visto, durante il primo anno di regime nazista, quando il paese fu accentrato, e le amministrazioni degli Stati, ridotti a province, furono nominate da Hitler. L’autogoverno locale, l’unico campo in cui era sembrato che i tedeschi stessero facendo reali progressi verso la democrazia, fu pure abolito. Una serie di leggi, emesse tra il 1933 e il 1935, privarono le municipalità della loro autonomia locale, ponendole sotto il diretto controllo del ministro degli Interni del Reich, che nominò i loro sindaci e le riorganizzò in base al principio autoritario. Nelle città inferiori ai 100 000 abitanti, i sindaci venivano nominati dai governatori provinciali. A Berlino, Amburgo e Vienna Hitler concesse il diritto di nominare propri borgomastri.
Gli uffici attraverso i quali Hitler esercitava i suoi poteri dittatoriali consistevano in 4 cancellerie: la cancelleria del presidente (sebbene il titolo cessasse di esistere dopo il 1934), quella del cancelliere (titolo abbandonato nel 1939), quella del partito, e una quarta conosciuta come la cancelleria del Führer, che si occupava dei suoi affari personali e adempiva compiti speciali.
In verità Hitler si annoiava delle piccole e monotone incombenze del governo e, dopo aver consolidato la sua posizione in seguito alla morte di Hindenburg, le lascio largamente ai suoi aiutanti.A vecchi compagni di partito come Göring, Goebbels, Himmler, Ley e Schirach fu data carta bianca per crearsi sfere di potere personale e, quasi sempre, di profitto.
Tale era il governo del Terzo Reich, organizzato da cima a fondo in base al cosiddetto principio dell’autorità del Führer (Führerprinzip). La sua vasta e ipertrofica burocrazia aveva ben poco dell’efficienza di solito attribuita al popolo tedesco:avvelenato com’era dalla corruzione , assediato da una costante confusione e reso spesso impotente dal terrore della Gestapo. Alla sommità di questa struttura gerarchica stava Hitler, ad eccezione di Stalin, il più potente dittatore del mondo.In Germania esisteva una sola autorità ossia quella del Führer.
Con questa autorità Hitler aveva rapidamente distrutto coloro che gli si opponevano, unificato e nazificato lo stato, irreggimentate le istituzioni e la cultura del paese, soppresso la libertà individuale, abolito la disoccupazione e messo in movimento le ruote dell’industria e del commercio.

“LA GIUSTIZIA NEL TERZO REICH”
Fin dalle prime settimane del 1933, quando cominciarono gli arresti arbitrari di massa, le bastonature e gli assassini da parte di coloro che avevano preso il potere, la Germania nazionalsocialista cessò di essere una società basata sulla legge.”Hitler è la legge” proclamavano orgogliosamente i luminari del diritto della Germania nazista, e Göring sottolineò questa frase quando disse ai magistrati prussiani, il 12 Luglio1934, che “la legge e la volontà del Führer sono una cosa sola”. Nei giorni della Repubblica, la maggior parte dei giudici, come pure del clero e dei docenti universitari, avevano detestato il regime di Weimar e con le loro sentenze, secondo l’opinione di molti, avevano contribuito alla sua caduta. Ma almeno, sotto la costituzione di Weimar i giudici erano indipendenti, soggetti solo alla legge, protetti da trasferimenti arbitrari, e tenuti, almeno in teoria, in base all’art.109, a salvaguardare l’uguaglianza di fronte alla legge.La maggior parte dei giudici simpatizzava con il nazionalsocialismo, ma non erano molto preparati che fu loro riservato sotto il nuovo regime. La legge sul servizio dello stato del 7 Aprile 1933 fu dichiarata applicabile a tutti i magistrati, e subito dall’ambiente giudiziario non solo gli ebrei, ma tutti coloro la cui fede nel nazismo era giudicata dubbia. La successiva legge sul servizio di stato del 1937 ordinava infatti il licenziamento di tutti i funzionari, compresi i giudici che “non dessero affidamento in campo politico”.Inoltre, tutti i giudici vennero obbligati ad iscriversi alla lega dei giuristi nazionalsocialisti tedeschi.Alcuni giudici, per quanto antirepubblicani, non risposero con sufficiente entusiasmo alle direttive del partito.
Per risolvere il problema, Hitler e Göring nel 1934 stabilirono che il diritto di giudicare casi di tradimento, che fino ad allora era stato sotto l’esclusiva giurisdizione della corte suprema, venne trasferito ad una nuova corte, la Volksgerichtshof, la Corte del Popolo, che presto divenne il più temuto tribunale del paese.Esso era rappresentato da due giudici di professione e da 5 altri altri scelti tra i funzionari del partito, delle SS e delle forze armate, per assicurare a questi giudici la maggioranza dei voti.Non c’era appello alle decisioni e sentenze di questa corte. Ancora prima della Corte del Popolo era stato istituito il Sondergericht, il Tribunale Speciale, che si riservava, togliendole ai tribunali comuni, le cause per crimini politici. I tribunali speciali erano composti da 3 giudici, sempre fidati membri del partito, senza giuria.Hitler, e per un certo periodo di tempo Göring, avevano il diritto di sospendere la procedura penale.
Rudolf Hess, “sostituto del Führer, fu invece autorizzato ad “agire senza pietà” nei riguardi degli accusati che a suo giudizio erano usciti dal processo con condanne troppo lievi.Gli veniva inviato un resoconto di tutte le condanne inflitte ai colpevoli di attentati contro il partito, ed egli, se giudicava la condanna troppo mite, poteva decidere se mandare l’imputato in un campo di concentramento e se farla uccidere.
Talvolta, infatti, i giudici del Sondergericht dimostravano troppa devozione alla legge, e per questo era necessaria la figura di Hess o di quella della Gastapo.
Anche la Gestapo, come Hitler, rappresentava la legge. Essa era stata istituita dapprima da Göring nel 1933, in sostituzione della vecchia polizia politica prussiana. Göring intendeva in un primo tempo designarla semplicemente dipartimento di polizia segreta (Geheimes Polizei Amt), ma le iniziali tedesche GPA rassomigliavano troppo alle russe GPU, quindi venne suggerito che si chiamassero Geheime Stattpolizei ovvero “polizia segreta dello stato”.
Da principio la Gestapo era poco più di uno strumento personale di terrore di cui Göring si serviva per arrestare e assassinare gli oppositori del regime.Fu solo nell’aprile 1934 che la Gestapo cominciò ad espandersi come braccio delle SS.
Già nel 1935, la corte suprema prussiana di amministrazione, in seguito a pressioni naziste, aveva decretato che gli ordini e le azioni della Gestapo non fossero soggette a revisione giudiziaria.La legge speciale per la Gestapo, promulgata dal governo nel 1936, poneva l’organizzazione della polizia segreta al di sopra della legge.I tribunali non erano in alcun modo autorizzati a interferire nella sua attività.
Fu data una veste di “legalità” agli arresti arbitrari e alle incarcerazioni nei campi di concentramento; la definizione era Schutzhaft (custodia protettiva) e l’attuazione era basata sulla legge del 28 febbraio 1933 che, come ho precedentemente detto, sopprimeva le clausole della costituzione che garantivano le libertà civili.
Collegato alla Gestapo era il Servizio di sicurezza, il Sicherheirdienst. Creata originariamente da Himmler nel 1932 come ramo di informazione della SS e posta sotto la direzione di Renhard Heydrich, la sua funzione iniziale era stata quella di sorvegliare i membri del partito e riferire ogni loro attività sospetta. Nel 1934 divenne anche l’organo d’informazione per la polizia segreta, e nel 1938, una nuova legge le attribuì questa funzione nei riguardi dell’intero Reich.
Il servizio di sicurezza, sotto la mano esperta di Heydrich, allargò subito la sua rete sull’intero paese, spiando i movimento di ogni cittadino del paese e riferire ogni attività o commento che si potesse giudicare ostile al regime.
Uno dei compiti del Sicherheitdienst era quello di accertare chi votava “no” ai plebisciti di Hitler.

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