Osservazione al microscopio delle cellule di patata

Materie:Altro
Categoria:Biologia

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Testo

18/10/2002 3°A s.t. Dusso Pietro
OSSERVAZIONE AL MICROSCOPIO DELLE CELLULE DI PATATA
Scopo: osservare delle cellule di patata evidenziando le parti più importanti usando i reattivi di Lugol e il blu di metilene.
Materiale utilizzato: microscopio ottico monoculare, vetrino porta oggetti, vetrino copri oggetti, spruzzetta con acuqa (H2O), lametta da barba, reattivo di Lugol, blu di metilene e una patata.
PROCEDIMENTO
Per la prova viene ritagliata una foglia di Elodea Canadensis e con questa si prepara un vetrino per l’osservazione al microscopio. Il campione viene posizionato su un vetrino porta oggetti, bagnato con una goccia d’acqua e ricoperto dal vetrino copri oggetti per essere dunque pronto all’osservazione al microscopio.
Questo verrà osservato con gli ingrandimenti 4X, 10X e 40X.
Quesiti
1)Fornisci tre motivi dell’utilità del vetrino copri oggetti.
2)Da quanti strati di cellule è formato lo spessore della foglia?
3)Qual è la forma della cellula? Le cellule aderiscono fra di loro o no? Descrivi.
4)I corpuscoli verdi, si chiamano cloroplasti, qual è la loro funzione? I cloroplasti si muovono all’interno della cellula come? Come si chiama questo movimento?
5)Riuscite a distinguere il nucleo? Che forma ha? E dove si trova nella cellula di Elodea?
6)Come si chiama la parte centrale bianca della cellula?
7)Spiega la differenza tra ingrandimento e potere di risoluzione.
8)Il potere di risoluzione dell’obiettivo dipende dall’apertura numerica (N/A) dell’ingrandimento, è migliore con una apertura numerica alta (N/A) o bassa?
Risposte
1) a- protegge il campione da agenti esterni
b-appiattisce il campione facilitando l’osservazione
c-impedisce lo spostamento del campione in seguito a un contatto con le lenti dell’obiettivo(es 40X e 100X).
2)La foglia a noi affidata aveva 3 strati di cellule sovrapposti tra loro, questi si sono resi visibili dopo un laborioso lavoro di messa a fuoco con vite macrometrica.
3)La forma della cellula vegetale ai noi proposta era rettangolare e smussata sugli angoli. Le cellule erano aderite tra loro e formavano tipo una struttura a mattoncini analoga a quella di un muro.
4)La funzione dei cloroplasti nelle cellule vegetali è quella di produrre l’energia necessaria per la sopravvivenza della cellula stessa. Senza questa energia non potrebbero aver luogo la maggior parte delle funzioni cellulari. Il movimento che interessa i cloroplasti è un movimento rotatorio e viene chiamato ciclosi. In realtà questo movimento è causato da citoplasma all’interno della cellula, che però di conseguenza trasporta passivamente nel suo movimento i cloroplasti.
I cloroplasti sono degli organuli particolari formati da una complesso sistema di membrane interne, questo sistema di membrane forma dei sacchetti appaiati e interconnessi detti tilacodi nei quali avviene la produzione dell’energia.
5)La individuazione del nucleo nella cellula è stato difficoltoso perchè l’ingrandimento massimo utilizzato non permetteva di individuare perfettamente il nucleo. Comunque abbiamo dedotto che il nucleo si trovava nella parte periferica della cellula, questo grazie all’osservazione della ciclosi. Infatti i cloroplasti durante il loro movimento ad un certo punto cambiavano direzione verso l’interno della cellula come per evitare un “ostacolo” e poi ritornavano sulla loro direzione iniziale. Questo fatto ci ha fatto dedurre che “l’ostacolo” era molto presumibilmente il nucleo. Il nucleo doveva avere una forma circolare, forse con del blu di metilene saremmo stati in grado di apprezzare meglio la sua forma.
6)La parte centrale bianca della cellula si chiama vacuolo. Questo è una cavità citoplasmatica circondata da una membrana piena d’acqua e soluti che diventano il principale elemento di sostegno per la cellula. Il vacuolo inoltre svolge una funzione strutturale nelle cellule vegetali poiché queste non posseggono quasi citoscheletro.
7)L’ingrandimento è il rapporto tra una dimensione dell’immagine di un oggetto data da uno strumento ottico e la corrispondente dimensione dell’oggetto, invece il potere di risoluzione di un sistema ottico consiste nella capacità di distinguere due punti dell’oggetto che stiamo osservando come due punti distinti fra di loro. L’occhio umano non può distinguere due punti separati da meno di 0,1 mm. Impiegando il microscopio ottico il potere risolutivo sale a 0,2 mm ed usando il microscopio elettronico si arriva a 0,0004 mm.
8) Siccome l’apertura numerica è il rapporto tra il diametro della lente e la sua distanza focale, più alta è questa e meglio sarà il potere di risoluzione della lente per osservare particolari che risultino nitidi.
Osservazioni - conclusioni:Durante l’osservazione al microscopio con l’ingrandimento 4X (disegno 1) della foglia di Elodea si poteva già notare la struttura a mantoncelli tutti aderiti tra loro tipica delle cellule vegetali e anche qualche impurità presente nel campione che si presentava sotto forma di puntini neri.
Con l’ingrandimento 10X (disegno 2) si capisce ancora meglio la struttura a mattoncini delle cellule, si vede ben delineata la parete cellulare che divide le cellule tra loro e si intravedono inoltre i cloroplasti che con questo ingrandimento risultano solo dei minuscoli punti verdi all’interno delle cellule. Sono presenti ancora nel campione delle impurità che ostacolano maggiormente la visone rispetto all’ingrandimento 4X.
Con l’ultimo ingrandimento, 40X (disegno3), si notano i particolari più interessanti della cellula: si notano bene i cloroplasti ed il loro movimento (ciclosi), la parete cellulare crea un divario netto tra una cellula e l’altra, le impurità non disturbano più la visione del campione probabilmente perchè siccome l’ingrandimento è alto si concentra su un’unica serie di cellule infinitamente più piccole dell’impurità. Non si riesce a distinguere il nucleo molto probabilmente perchè l’ingrandimento da noi adottato non è sufficiente, forse con del blu di metilene si riuscirebbe a distinguerlo. Comunque la posizione del nucleo si può dedurre dallo spostamento dei cloroplasti che ad un certo punto deviano la loro direzione verso l’interno della cellula per poi tornare verso l’esterno come a formare una piccola sacca sulla parete cellulare. Molto probabilmente in quel punto si trova il nucleo. Si riesce a notare anche il vacuolo, la parte centrale della cellula che rafforza la sua struttura e fornisce nutrimento sotto forma di sali minerali ed acqua.
Con l’ingrandimento 40X e una messa a fuoco precisa si riesce anche ad osservare i tre diversi strati di cellule che si trovano sulla medesima foglia.
Quindi in conclusione nelle cellule che abbiamo osservato riusciamo solo a distinguere nettamente il vacuolo, i cloroplasti con i loro movimenti e la membrana cellulare. Il nucleo invece non si vede ma si riesce a dedurre la sua posizione.
Possiamo quindi dire che la prova è stata eseguita senza errori e che tutti gli scopi di questa ultima sono stati coseguiti.
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