Istologia

Materie:Appunti
Categoria:Biologia

Voto:

2.5 (2)
Download:253
Data:13.03.2007
Numero di pagine:8
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
istologia_2.zip (Dimensione: 10.78 Kb)
trucheck.it_istologia.doc     47 Kb
readme.txt     59 Bytes



Testo

Giovanni Castagner
appunti di III e Liceo G. Marconi
II. ISTOLOGIA
Negli animali si distinguono tre livelli di organizzazione strutturale superiori al livello cellulare:
➢ TESSUTO: Un insieme di cellule con stessa origine embrionale, specializzate ad una stessa funzione, aventi medesima struttura (forma) e legate da relazioni fisiche, scambi chimici di informazioni (attraverso ormoni, enzimi,..) e di sostanza nutritive.
In base alla loro origine embrionale e alla loro funzione, i tessuti si distinguono in:
• Tessuto Epiteliale o di Rivestimento
• Tessuto Connettivo
• Tessuto (con proprietà) Contrattile o Muscolare
• Tessuto Nervoso
➢ ORGANO: Un insieme di tessuti diversi che concorrono ad un funzione specifica.
➢ APPARATO e SISTEMA: Un insieme di più organi che concorrono ad una funzione comune. Nel sistema gli organi presentano omogeneità nei tessuti mentre nell’apparato gli organi si diversificano per tipo di tessuti costituenti.
II.1 Tessuto Epiteliale
Pur essendo classificati in modo diverso, tutti i tessuti epiteliali hanno in comune il compito si rivestire ininterrottamente tutte le superfici esterne (ad es. l'epidermide) ed interne (ad es. l'epitelio del tubo digerente) del corpo. In questo tipo di tessuto le cellule sono disposte in maniera compatta. La funzione svolta è quella di proteggere l'organismo da lesioni, abrasioni, usura e dall'invasione di organismi patogeni; regola inoltre la traspirazione e la temperatura corporea. Altre funzioni sono la traspirazione, l'assunzione di sostanze nutritive, la protezione da radiazioni ultraviolette.
Una superficie dello strato epiteliale poggia sempre ad uno strato sottostante, detto membrana basale. Questa membrana è costituita da un polisaccaride fibroso prodotto dalle stesse cellule epiteliali.
Gli epiteli si diversificano a seconda della disposizione cellulare in:
• Monostratificati (o semplici): nel caso in cui le cellule sono disposte in un unico strato.
• Pluristratificati (o composti): nel caso in cui le cellule sono disposte su più strati.
• Pseudostratificati: nel caso i cui i nuclei sono disposti su due o più livelli, sembrando quindi stratificati, ma tutte le cellule sono unite alla membrana basale.
Gli epiteli si possono anche classificare a seconda della struttura cellulare:
• Pavimentasi (o squamosi) : nel caso in cui la lunghezza e la larghezza cellulare prevalgono sullo spessore. Solitamente adibiscono ad una funzione protettiva.
es.
1. Pav. Monostratificato: l’endotelio dei vasi capillari. Le cellule pavimentose monstratificate grazie alle loro caratteristiche permettono la diffusione dei gas e delle sostanze nutritive in modo veloce nonché la separazione dall’ambiente esterno del capillare.
2. Pav. Pluristartificato: l’epitelio cheratizzato (cornificato, unghie e capelli). L’epitelio più esterno prende il nome di epidermide ed è formato da cellule morte. La cheratina essendo idrofobica, rende le cellule maggiormente resistenti agli agenti esterni; associata alle ghiandole riesce dunque a formare una “barriera” impenetrabile. Le cellule dello strato basale o germinativo producono per mitosi strati successivi di cellule che migrano verso la superficie per poi cornificarsi. La velocità con cui avviene la sostituzione delle cellule dipende dall’età dell’organismo.
• Cubici (o a struttura tridimensionale): nel caso in cui le tre dimensioni siano ugualmente proporzionate. Solitamente adibiscono a funzioni di rivestimento e di attività chimica.
es.
1. Cub. Pluristratificato: generalmente le mucose.
• Cilindrici: nel caso in cui l’altezza è maggiore rispetto alle altre dimensioni. Generalmente sono monostratificati. Tale epitelio insieme alla funzione di rivestimento ha anche altre funzioni, quali quelle di assorbimento e di secrezione
es.
1. Cilnd. Ciliato:
Come è stato esemplificato, i vari tipi di epiteli adibiscono a funzioni diverse e proprio per questo motivo vengono classificati in:
• Epiteli di rivestimento: che svolgono funzione protettiva, salvaguardando gli organismi dai danni provenienti dall'esterno.
• L'epiteli ghiandolari (o secernenti): adibiti alla secrezione di particolari sostanze attraverso cellule epiteliali specializzate che prendono il nome di ghiandole.
Le ghiandole si distinguono essenzialmente in due tipi:
- G. Esocrine che riversano i loro prodotti all'esterno tramite condotti escretori.
- G. Endocrine che producono ormoni che vengono raccolti dal torrente circolatorio che le trasporta a varie parti del corpo.

Ghiandole Esocrine:
G. Mucipare: Sono formate da un'unica cellula epiteliale modificata e adibite alla produzione di
muco, una sostanza acquosa densa, in cui sono sciolti dei polisaccaridi ( zuccheri
complessi associati a molecole non glucidiche, generalmente AA) La funzione del
muco è di tipo protettivo anche verso sostanze chimiche (es. ulcera gastrica).
G. Sudoripare: Hanno forma tubolare e hanno compito di secernere il sudore, sostanza acquosa costituita da acqua, sali minerali, molecole organiche e scorie del catabolismo. La loro funzione è di far perdere liquidi all’organismo in modo tale da mantener costante la temperatura corporea, smaltire le scorie e regolare i sali.
G. Sebacee: Hanno forma a sacchetto e si trovano nel derma (sotto l’epidermide) concentrate in modo scostante e sono associate (nei mammiferi) ai peli. Sono adibite alla secrezione del sebo, una miscela di acidi grassi organici, che riversano nell’epidermide cheratizzato. La funzione del sebo è di rendere impermeabile la pelle per bloccare (grazie alla sua idrofobicità) un eccessiva perdita di liquidi e di agire da barriera chimica grazie al PH acido di tale sostanza, che quindi risulta poco ospitale ai batteri.
G. Mammarie: Si sono specializzate nella secrezione di un alimento: il latte, un sistema eterogeneo denominato emulsione, formato da acqua, sali minerali (sodio, potassio, calcio ma manca di ferro), vitamine liposolubili (A e D) immunoglobuline, proteine ( gli 8 AA essenziali) e zuccheri (galattosio e glucosio = lattosio)
II.2 Tessuto Connettivo
Il tessuto connettivo ha la funzione di fare da supporto, unire e proteggere gli altri tipi si tessuti. E’ dotato di una matrice, un sostrato dentro il quale si trova la componente cellulare che è a sua volta costituita da cellule specifiche ( eritrociti, leucociti,-citi). E’ un tessuto rinnovabile.
Il t. connettivo viene classificato in:
• Tessuto connettivo propriamente detto:
• Lasso: La matrice (o sostanza fondamentale) è molto fragile ed è prevalentemente costituita da collagene (trimero ad α-elica). Principalmente è adibita ad avvolgere gli organi e a separarli da quelli vicini.
• Fibroso: La matrice è molto più densa ed è costituita da collagene, elastina e in % maggiore fibrina (due proteine) cha la rendono resistente ed elastica. E’ una struttura di sostegno e collegamento tra osso e muscolatura (es. I Tendini).
• Elastico: In questo caso prevale in % l’elastina che quindi conferisce a questo tessuto particolari proprietà elastiche. (es. I legamenti).
• Tessuto connettivo di sostegno:
• Cartilagineo: Le cellule che lo formano sono chiamate: condrociti. La matrice è semi solida, molto viscosa ma comunque elastica. Le principali funzioni:
- sostegno
- riempimento
- cuscinetti ammortizzanti: (articolazioni; dischetti intervertebrali)
- rendere elastiche alcune parti del corpo (es. padiglione auricolare, naso)
• Scheletrico: E’ composto da osteociti, osteoblasti e osteoclasti (cellule in grado di sciogliere e ricostruire la matrice ossea). La matrice contiene osseina ed è di tipo minerale (formata da fosfato di calcio e magnesio). La struttura istologica del tessuto osseo è l’osteone formato da osteociti, circondati da lamelle ossee concentriche di matrice.
• Tessuto connettivo fluido: caratterizzato da una matrice fluida.
• Sangue: (matrice: plasma) con funzione di collegare tutte le parti del corpo. formato da:
- Globuli rossi (eritrociti) che hanno la funzione di trasportare l’ossigeno e sono ricchi di emoglobina.
- Globuli bianchi (leucociti) che prendono nomi diversi a seconda della funzione che svolgono. La funzione è comunque legata a quella del sistema immunitario.
- Piastrine (tronbociti)che grazie alla trombina (proteina) consentono la coagulazione sanguigna. (tappo piastrinico.
• Linfa: ha come matrice una sostanza lipidica, attraverso la quale vengono distribuiti i lipidi e i globuli bianchi.
• Tessuto adiposo: ha una matrice ridotta in quanto è occupata dagli adipociti. Ha funzione isolante, ammortizzante e di riserva energetica (trigliceridi).
II.3 Tessuto muscolare
Le cellule del tessuto muscolare, oltre a saper rispondere agli impulsi, si contraggono (cioè sono capaci di accorciarsi attivamente e poi di allungarsi passivamente). Le cellule, che sono di forma allungata, hanno strutture particolari: sincizzi (insieme di cellule con un'unica membrana e tanti nuclei); tra i nuclei ci sono filamenti di actina e miosina. Le cellule di questo tessuto non sono rinnovabili e quindi il numero è predefinito. E’ però possibile un aumento volumetrico delle fibre (con l’allenamento)
Si classifica in:
• STRIATO ROSSO E VOLONATRIO (t. muscolare scheletrico). E’ responsabile del sostegno del corpo e del suo movimento ed è caratterizzato da:
- Un pigmento respiratorio che lo colora di rosso: mioglobina.
- Strutture ordinate e ripetitive di actina e miosina che creano delle striature. La struttura istologica fondamentale è il SARCOMERO. Un insieme di sarcomeri forma la miofibrilla che a sua volta si organizza in fibre (collegate dal tessuto connettivo) i cui fasci formano il muscolo.
- Controllo da parte del sistema nervoso centrale volontario grazie ai motoneuroni.
- Associato ed ancorato al tessuto scheletrico, leva rigida che permette il movimento.
• LISCIO INVOLONTARIO la sua attività è connessa al mantenimento dell’omeostasi interna e involontaria. E’ caratterizzato da:
- Piccoli sincizzi appiatti e allungati, legati tra di loro da membrane; non esiste l’organizzazione in sarcomeri.
- L’innervazione riguarda il sistema nervoso autonomo vegetativo simpatico e parasimpatico.
- Minore capacità contrattile ma di maggior durata.
• CARDIACO: (t. muscolare scheletrico striato rosso ed involontario) è caratterizzato da:
- Sincizzi piatti e dischi intercalari
- Mioglobina
- L’innervazione riguarda il sistema nervoso simpatico e para simpatico. (rispettivamente accelerante e rallentante)

II.4 Tessuto Nervoso
La funzione del tessuto nervoso è il trasporto di uno stimolo elettrico. L’unita funzionale di questo tessuto è il neurone, una cellula capace di convertire un messaggio chimico in impulso elettrico. Questo, grazie ad un potenziale di membrana dovuto ad un flusso di ioni attraverso le pompe sodio-potassio.
Le principali funzioni del tessuto nervoso sono:
- collegamento elettronico
- integrazione di segnali esterni ed interni
- elaborazione di risposte ad uno stimolo
Differentemente dal sistema endocrino il sistema nervoso è caratterizzato da una velocità di collegamento e di risposta.
Il neurone si presenta come una cellula asimmetrica poiché ad una estremità riceve lo stimolo dall’altra lo trasmette. I neuroni sono cellule dalle caratteristiche morfologiche e funzionali molto particolari. Hanno un corpo cellulare, detto soma o pirenòforo, dal quale si dipartono uno o più prolungamenti diversi, i dendriti e i neuriti, che si distinguono per alcune particolarità morfologiche e soprattutto per la direzione secondo cui viaggia in essi l’impulso nervoso: nei dendriti viaggia in senso centripeto (verso il pirenoforo), nei neuriti viaggia in senso centrifugo. Tutti i neuroni hanno un solo neurite, ma possono avere anche molti dendriti. Su questa base si distinguono tre tipi di neuroni: unipolari se possiedono il solo neurite e nessun dendrite; bipolari se possiedono il neurite e un solo dendrite, e multipolari se, oltre al neurite, posseggono più di due dendriti. I neuroni sono organizzati in catene neuronali, cioè prendono contatto gli uni con gli altri per mezzo delle estremità dei neuriti, dove si trovano particolari giunzioni dette sinapsi. Le cellule gliali hanno funzioni trofiche e di sostegno nei confronti dei neuroni, oltre a partecipare alla loro attività.

Esempio



  



Come usare