I mammiferi

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Categoria:Biologia

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I Mammiferi

I Mammiferi sono Vertebrati omeotermi in grado di mantenere costante la loro temperatura corporea. La caratteristica principale di questa classe è la presenza nelle femmine delle ghiandole mammarie che consentono di nutrire i piccoli col latte materno, il numero varia da specie a specie. Il corpo dei mammiferi è rivestito da peli, in alcuni casi formano una folta pelliccia, in altri casi sono molto ridotti o raccolti. I mammiferi marini ne sono completamente privi. L'apparato circolatorio, con circolazione doppia e completa, è costituito dal cuore a 4 cavità, da vene e da arterie. Il sistema nervoso presenta un grande sviluppo dell'encefalo con grossi emisferi cerebrali.
La maggior parte dei mammiferi possiede quattro arti; gli animali saltatori hanno le zampe posteriori più sviluppate, gli animali atti alla corsa hanno sviluppato le unghie su cui poggiano, trasformandole in zoccoli, i cetacei hanno gli arti trasformati in pinne, i pipistrelli hanno sviluppato le dita dell’arto anteriore per sostenere il patagio, membrana alare che consente loro di volare; il dugongo e il lamantino sono completamente privi degli arti posteriori.
Anche la dentatura si è modificata a seconda del tipo di alimentazione: i carnivori hanno grossi canini; gli erbivori grossi molari, i roditori grossi incisivi e gli onnivori tutti i diversi tipi di denti.
La gamma delle dimensioni dei mammiferi è straordinariamente ampia; il più grande, la balenottera azzurra supera spesso i 30 metri di lunghezza, mentre le specie più piccole (toporagni, topi, pipistrelli) sono lunghe meno di 5 cm, coda esclusa.
Per quanto riguarda la riproduzione, la maggior parte dei mammiferi si sviluppa grazie alla placenta (mammiferi placentati) come avviene anche per l’uomo. Fissata alla parete dell’utero e collegata al feto per mezzo del cordone ombelicale, la placenta consente gli scambi di ossigeno e sostanze nutritive dirette al feto e le sostanze di rifiuto del feto.
I mammiferi placentati partoriscono piccoli completamente formati, tuttavia, questi hanno ancora bisogno della cure materne e si nutrono, per qualche settimana o qualche mese, del latte materno. Il grado di sviluppo raggiunto al momento del parto varia da specie a specie: mentre gli erbivori già poche ore dopo la nascita sono in grado di camminare, i carnivori nascono con gli occhi chiusi e non si reggono sulle zampe, per non parlare del cuccioli d’uomo che raggiungono l’autonomia dopo parecchi mesi dalla nascita.
Non tutti i mammiferi sono placentati: i più primitivi sono ovipari, attualmente rappresentati solo dall’ordine dei monotremi, di cui fa parte l’ornitorinco e l’echidna. I monotremi hanno veri denti solo durante i primi stadi dello sviluppo embrionale. Dopo la schiusa delle uova, i piccoli sono indifesi e, nel caso dell'echidna, vengono portati in sacche poco profonde sull'addome della madre. I giovani monotremi non hanno una bocca adatta per succhiare; pertanto, il liquido prodotto dall'organo mammario privo di capezzolo viene leccato direttamente dal pelo del ventre materno. Un altro gruppo di mammiferi non placentati è quello dei marsupiali; questi sono animali vivipari che non producono uova con guscio ma mantengono l’uovo fecondato nell’utero dove si sviluppa derivando il nutrimento direttamente dall’organismo materno. Immediatamente dopo la nascita i cuccioli entrano nel marsupio della madre, oppure, nelle specie che ne sono sprovviste, si attaccano semplicemente ai capezzoli che sono fatti in modo da trattenere il piccolo fino a quando non è in grado di trovare il cibo da solo. Nell’ordine dei marsupiali troviamo i canguri e i koala, animali australiani, e l’americano opossum, oltre che a ratti, topi, talpe e formichieri marsupiali.
I mammiferi placentati vengono suddivisi in numerosi ordini, qui i principali:
Carnivori (cani, lupi, gatti, tigri…)che si nutrono di carne e hanno canini molto sviluppati.
Ordine di mammiferi che riunisce specie di varie dimensioni, con coda di forme diverse, pelame fitto. Hanno piedi con 5 o 4 dita. Posseggono da 3 a 5 paia di mammelle. La dentatura è adatta a dilaniare e a masticare la carne: gli incisivi sono piccoli e deboli, i canini invece lunghi, robusti, acuminati e leggermente uncinati. I molari portano punte triangolari taglienti nei margini. Gli occhi brillano nell’oscurità. La pupilla ha di solito una fessura verticale. Lo stomaco è semplice, l’intestino non lungo. La prole è inetta alla nascita, ma si sviluppa rapidamente. Hanno senso ottimi e molta facilità d’apprendere; sanno assalire e difendersi con accanimento. Si cibano di preda viva, ma anche morta, o di vegetali. Notturni o diurni, solitari o talvolta gregari sono diffusi dall’estremo nord fino a latitudini molto a sud. Molti forniscono carne, moltissimi pelliccia. Si dividono in sei famiglie:
i FELINI: leone, tigre, pantera, leopardo, giaguro, puma, lince, gatto.
i CANIDI: cane, lupo, volpe, sciacallo.
le IENE.
i MUSTELIDI: ermellino, puzzole, donnola, lontra, tasso.
i VIVERRIDI: zibetto, topo di faraone, mungo.
gli ORSI.

Roditori (topi, ratti, scoiattoli, castori…) che hanno due incisivi a scalpello molto sviluppati in ogni mascella.
I Roditori o ROSICANTI sono un ordine di mammiferi di dimensioni piccole o medie, forme e attitudini varie, testa grande o piccola. Gli arti sono brevi o lunghi, quelli posteriori talora lunghissimi e adattati al salto, in genere con 4 dita quelli anteriori, 5 i posteriori; le unghia hanno forma di artiglio, raramente di zoccoletti piatti. La coda può avere forme differenti, talora prensile dorsalmente, talaltra adattata al nuoto. Il rivestimento va dal tipo morbidissimo sericeo fino a quello con aculei grossi e robusti, ma esistono anche forme nude. La dentatura è formata da 2 incisivi superiori e inferiori, arcuati, senza radice e per questo in costante accrescimento; i canini sono sempre assenti. Hanno l’olfatto, l’udito, il tatto molto sviluppati, variabile l’acutezza visiva. Vivono in quasi tutti gli ambienti; molti costruiscono nidi e complicate abitazioni in cui accumulano provviste per l’inverno. Partoriscono molti piccoli, 4-6 volte l’anno. Sono vivaci, intraprendenti, ma di scarsa intelligenza. Da ricordare il coniglio, la lepre, i topi, le cavie, la marmotta, lo scoiattolo, il ghiro, l’istrice, il castoro. Si dividono in due sottordini: Duplicidentati o Lagomorfi e Simplicidentati.

Lagomorfi (conigli, lepri…) con 4 incisivi a scalpello per mascella.
Insettivori (porcospini, talpe…) si nutrono di insetti e hanno dentatura completa.
Ordine molto ampio e piuttosto primitivo di mammiferi. Sono animali di piccole dimensioni e di aspetto vario, in relazione con le abitudini e con l’ambiente di vita. Alcuni camminano e saltellano, altri sono agili saltatori, rampicatori, arboricoli, nuotatori, scavatori. Il rivestimento del corpo va da una fittissima peluria vellutata fino a una corazza di aculei aguzzi. Gli arti, di solito brevi e pentadattili, hanno pollice non opponibile e unghie ad artiglio. Il capo è allungato con muso appuntito, spesso in forma di proboscide. La dentatura è costituita da 30 fino a 44 denti, caratterizzati da punte aguzze atte a trafiggere la preda. Hanno cervello di struttura assai primitiva con emisferi lisci. Non socievoli, diffidenti, sono molto voraci, predatori di insetti, vermi, molluschi, piccoli vertebrati, non disdegnano la frutta e i vegetali. Rifuggono alla luce: escono dalle loro tane solo di notte per andare a caccia. Abitano le zone temperate e calde, eccezionalmente quelle fredde. Comprendono tra gli altri la talpa, il riccio, il toporagno.

Sdentati (xenarti) (armadilli, formichieri) mancano completamente di dentatura o hanno dentatura molto ridotta.
Proboscidati (elefanti) hanno zanne al posti degli incisivi e una proboscide prensile che deriva dalla fusione del naso col labbro superiore.
Ordine di mammiferi ungulati, che comprende gli elefanti. Sono animali di grossa mole, pesanti, dalla testa assai voluminosa, collo breve, tronco massiccio, arti colonnari dritti. Posseggono una caratteristica lunga tromba, la proboscide, prolungamento del naso e del labbro superiore, delicato strumento tattile, per il fiuto, per la presa degli alimenti ma anche come organo di offesa e di difesa. La pelle è verrucosa, spesso con rado rivestimento di peli. Gli incisivi superiori sono diventati zanne, a crescita indefinita, costituiti esclusivamente di dentina e avorio, molto ricercate dall’uomo. I canini mancano, i molari sono adatti a masticare l’erba. Sono erbivori con stomaco non compartimentato. L’ordine comprende attualmente la sola famiglia degli Elephantidae con due sottofamiglie. Oggi vivono l’Elefante africano e l’Elefante asiatico.

Ungulati provvisti di zoccolo e divisi in due ordini:
Perissodattili (cavallo, zebra, asini, rinoceronte…) numero dispari di dita
Ordine di mammiferi Ungulati, caratterizzati dal fatto che il dito medio di ciascun arto è preminente sulle altre dita. L’asse dell’arto passa cioè per il terzo dito o “dito principale” che supera le altre dita in dimensioni ed è diviso in due metà simmetriche del piano antero-posteriore dell’arto. Posseggono incisivi superiori e inferiori, canini piccoli o assenti. Hanno stomaco semplice. Le forme viventi dei Perissodattili sono riunite nelle tre famiglie: Rinoceronti, Tapiri e Cavalli o Equini. Sono tutti erbivori.

Artiodattili numero pari di dita divisi in:
Pachidermi (suini, ippopotami)
Ruminanti : Camelidi (cammelli), Cervidi (cervi…), Cavicorni (bovini…)
Ordine di mammiferi Ungulati i quali, nei piedi anteriori e posteriori hanno il 3O e 4 dito su cui grava il peso di tutto il corpo, più sviluppati del 2 e del 5 , ridotti o addirittura assenti; il 1, dito manca. Partoriscono neonati molto sviluppati e capaci. Mancano attualmente nel continente australiano e nella Nuova Zelanda. Essi si dividono nelle due grandi sezioni: non ruminanti e ruminanti. La prima con un solo sottordine omonimo, dentatura completa e stomaco semplice (il maiale e il cinghiale); l’altra con tre sottordini: Tilopodi, Traguliformi, Pecoriformi; la loro dentatura è per lo più incompleta, mancando gli incisivi superiori, lo stomaco è complicato. Vi appartengono i Camelidi (cammello, dromedario, lama), le Giraffe, i Cervidi (cervo, renna, alce, daino, capriolo), i Cavicorni (pecora, bufalo, capra, zebù, bue, bisonte, gnu, stambecco, gazzella, antilope, camoscio).E’ utile soffermarsi sull’apparato digerente dei ruminanti. Lo stomaco è diviso in quattro cavità denominate rumine la prima, che è la maggiore, reticolo la seconda, òmaso e abòmaso le altre due. L’animale, al pascolo, è occupato dall’inghiottire l’erba per riempire il rumine. Da questo, quando l’animale riposa, il cibo passa nel reticolo; poi, per contrazioni muscolari risale l’esofago e ritorna alla bocca. Qui viene insalivato, rimasticato e rimandato giù, ma questa volta all’omaso e poi all’abomaso, ricco di succhi digerenti. Quest’ultimo è quindi il vero stomaco. La ruminazione sarebbe una condizione d’adattamento: le aree pascolative in genere richiamano i carnivori dai quali i ruminanti si proteggono esponendosi al pascolo il tempo strettamente necessario a saziare il rumine. Sanno fruttare la cellulosa contenuta in ciò che mangiano meglio di qualunque altro erbivoro grazie a dei microrganismi simbionti ospitati nel rumine. I ruminanti inoltre riutilizzano l’urea, tipico prodotto di escrezione dei mammiferi, e la trasformano in proteine, anche qui grazie al lavoro dei microbi simbionti. In questo modo i ruminanti possono risparmiare l’acqua che sarebbe necessaria all’eliminazione dell’urea e perciò possono vivere anche in ambienti molto aridi e nutrirsi di erba secca.

Chirotteri (pipistrelli) arto anteriore trasformato in ala.
Sono l’unico ordine dei mammiferi atti a volare. Questa facoltà è data da una notevole trasformazione dell’arto anteriore: il braccio, l’avambraccio e le dita, tranne il pollice, sono lunghissimi e una membrana molto sensibile (patagio), tesa tra essi e le corte estremità inferiori, fa da ala. Liberi dal patagio restano il pollice e le dita dei piedi, che l’animale adopera quasi esclusivamente per sospendersi e, poco e male, per la deambulazione, lenta e faticosa. Il volo viene effettuato come negli uccelli, ma non riescono a sfruttare le correnti atmosferiche. Il loro colore è brunastro, grigiastro, talora con riflessi violacei, bluastri, olivastri, che ben si addicono alla vita crepuscolare o notturna che essi conducono. I sensi sono sviluppatissimi, principalmente il tatto, ma anche l’udito e la vista. Hanno inoltre la facoltà di emettere durante il volo degli ultrasuoni e sono in grado di percepirne l’eco quando questi vengono riflessi da qualche oggetto che si trova sulla loro via. La dentatura è permanente, e comprende fino a un massimo di 38 denti. La fecondazione avviene in primavera, ma l’accoppiamento è avvenuto in autunno. Prediligono grotte e caverne o le soffitte o costruzioni elevate. Si dividono in Megachirotteri e Microchirotteri.

Cetacei (balene, delfini, orche) hanno forma di pesci.
Ordine di mammiferi acquatici, pisciformi, con capo grosso, privo di collo, con tronco affusato, terminante con una pinna caudale. Hanno pelle liscia e lucida, priva di peli, occhi piccolissimi situati lateralmente; narici aperte dorsalmente nel capo con cavità nasali funzionanti da sfiatatoio. Gli arti anteriori sono corti e trasformati in pinne; quelli posteriori mancano. Hanno ossa della faccia molto allungate, mentre il cranio è piccolo e spesso asimmetrico. Possono essere privi di denti (Misticeti) oppure con una dentatura omodonte (Odontoceti). Sono i veri colossi del mare (possono raggiungere anche i 33 metri di lunghezza). Abili nuotatori, rimangono anche per un certo tempo sommersi; a terra muoiono. Negli ampi polmoni immagazzinano grande quantità di aria, che favorisce il galleggiamento. Questo è facilitato anche da un grosso strato di lardo cutaneo che conserva al corpo una temperatura costante. Ad ogni emersione i Cetacei compiono un atto respiratorio, espellendo violentemente dallo sfiatatoio una colonna di vapore acqueo che condensandosi è visibile anche a distanza come un pennacchio di parecchi metri. I Cetacei sono carnivori: gli Odontoceti si cibano di pesci; i Misticeti si nutrono invece di plancton. Vivono in società, le specie più piccole in vicinanza delle coste, le più grosse in oceano aperto. Le specie più grosse sono oggetto di attiva caccia specialmente per la quantità di olio e di altri prodotti che se ne possono ricavare. Da ricordare il delfino, il capodoglio, il narvalo e la balena.

Pinnipedi (foche, trichechi) adatte al nuoto, ma anche in grado di muoversi sulla terraferma.
Ordine di mammiferi, di dimensioni medie e grandi, dalla forma che li rende perfettamente adatti alla vita acquatica. Hanno testa relativamente piccola, muso breve, narici e padiglione dell’orecchio chiudibili ermeticamente durante il nuoto. L’occhio è grande; gli arti sono trasformati in pinne, gli anteriori atti alla propulsione, i posteriori a funzionare da timone. Le dita sono tutte riunite insieme. La coda è molto breve o rudimentale. La dentatura è completa e perfettamente corrispondente al regime di alimentazione piscivoro. Salvo poche eccezioni, i Pinnipedi sono animali molto intelligenti, agilissimi quando si trovano nell’ambiente acquatico, ma poco agili quando si trovano sulla terra. Sono per la massima parte gregari, vivono in branchi numerosi, costituiti talvolta da molte migliaia di individui. Moltissime specie compiono regolari migrazioni. Si portano sulle coste per la riproduzione e quando sono a terra per la loro poca agilità diventano facile preda dei cacciatori, che ricavano grasso, avorio, zanne, la pelle, molto pregiata. Abitano i mari freddi e temperati dei due emisferi. Vi appartengono la foca, l’otaria e il tricheco.

Sirenii (lamantini e dugonghi)
Primati (scimmie, pongidi, uomo) hanno zampe con 5 dita e pollice opponibile. Alcuni primati hanno acquisito la capacità di camminare sugli arti posteriori: andatura bipede.
Rappresentano l’ordine più elevato dei mammiferi per il grande sviluppo assunto dal cervello, che presenta numerose circonvoluzioni. Essi hanno arti pentadattili, prensili – almeno gli anteriori – con le dita munite di unghia piane, pollice opponibile; faccia appiattita e generalmente glabra; dentatura completa; un paio o talora due o tre paia di mammelle. Generalmente partoriscono un solo piccolo. Si dividono nei sottordini delle Proscimmie o Lemuroidea, dei Tarsi o Tarsioidea, delle Scimmie o Simioidea.

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