I batteri diventano immuni agli antibiotici

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Categoria:Biologia

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Testo

I batteri diventano immuni agli antibiotici

ABSTRACT: In this article take from the scientific magazine “Le scienze”, the scientists talk about some antibiotic that are becoming useless against some bacterium that are becoming strong every when the organism get an antibiotic.
The scientist are working to found new antibiotic, stronger against illness. There is now only one antibiotic that can defeat bacterium: the “vancomicina”, but this antibiotic will be defeat if it will be used in the wrong mode.

RIASSUNTO:
Uno dei fondamenti della medicina moderna sta per essere superato: medici e scienziati stanno scoprendo che più di 150 tipi di antibiotici, stanno perdendo efficacia. I batteri sopravvissuti all’attacco degli antibiotici hanno imparato dal nemico e sono diventati più resistenti: il risultato è un numero crescente di ceppi batterici che gli antibiotici non riescono a combattere. Infezioni come la tubercolosi, la meningite e la polmonite, che in passato venivano curate senza difficoltà attualmente risultano difficili da guarire con gli antibiotici. Avendo usato a sproposito o in eccesso core di antibiotici, abbiamo favorito lo sviluppo di batteri quasi invincibili. Si è stimato che circa la metà delle prescrizioni che riguardano i farmaci non siano necessarie. Si causa così la morte dei batteri più deboli, ma si favorisce il rafforzamento di quelli già robusti. Negli ultimi dieci anni ci si è resi conto che si doveva incrementare il settore delle ricerche sugli antibiotici. Nuovi antibiotici, vengono messi a punto utilizzando le informazioni provenienti dagli studi sul menoma e sulle proteine. Queste ricerche e il parallelo sviluppo di farmaci non costituiscono una barriera protettiva, ma se verranno affiancati da un uso responsabile di tutti gli antibiotici potranno offrire speranze concrete. Nell’aprile 2000 la F&D (Food & Drug administration)ha approvato il primo nuovo tipo di antibiotico dopo 20 anni: il linezolide e diversi farmacia esso derivati sono già in preparazione.
Quasi tutti gli antibiotici esistenti sono stati prodotti da sostanze presenti in natura e non di certo in laboratorio. La corsa alle creazione di antibiotici è iniziata con la scoperta da parte di Alexander Fleming della penicillina alla fine degli anni venti. Fleming osservò che la muffa Penicillium notatum era in grado di uccidere gli stafilococchi in coltura. Così nacquero gli antibiotici. In seguito provando se altre muffe avevano gli stessi effetti, i ricercatori individuarono un’intera gamma di antibiotici. Una delle più efficaci fra di esse si è rivelata la vancomicina identificata nel 1956. L’aver compreso il suo preciso funzionamento è un’impresa che ha richiesto trent’anni, ma ha permesso di far luce sul meccanismo di un’intera classe di antibiotici. Queste scoperte si stanno rivelando importanti perché la vancomicina è divenuta l’ultima spiaggia in fatto di antibiotici, l’unico farmaco veramente efficace contro la più micidiale fra le infezioni di natura iatrogena: quella provocata dallo Staphylococcus aurus resistente alla meticillina. E tuttavia, la stessa efficacia della vancomicina è in pericolo.
Nel 1998, un ceppo di Staphylococcus aurus resistente alla vancomicina è comparso in tre diverse località, e si teme che questi ceppi possano diffondersi, vanificando ogni possibilità di cura nei confronti di letali infezioni da stafilococco.
Comprendere il meccanismo della resistenza offre la possibilità di vincerla, cosicché gli scienziati si sono concentrati su un’altra specie di batteri che ha manifestato resistenza su questo potente farmaco dalla fine degli anni ottanta: gli enterococchi resistenti alla vancomicina (VRE).
Ricercatori hanno esaminato altri membri della classe di antibiotici glicopeptidici nella speranza che alcuni di essi agiscano con modalità che vancomicina potrebbe aottare contro i VRE. I ricercatori, dopo studi approfonditi, sono giunti a a creare un analogo della vancomicina chiamatoLY333328. Il farmaco è efficace contro i VRE ed è ora in fase di sperimentazione clinica.

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