Cattiva alimentazione e disturbi cardiocircolatori

Materie:Tesina
Categoria:Biologia

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Testo

Tesina di Biologia
Cattiva alimentazione e disturbi cardiocircolatori
di
Alaimo Cinzia

Esami di Stato - a.s. 2007/2008
Le malattie cardiache sono la prima causa di mortalità nei paesi industrializzati; uno dei principali responsabili di questo tipo di malattie è il colesterolo. Il colesterolo svolge numerosi ruoli molto utili nel corpo, come riparare le membrane cellulari; tuttavia, persone con quantità eccessiva di colesterolo nel sangue hanno alte probabilità di subire attacchi cardiaci. Il colesterolo, che come altri lipidi è insolubile nel plasma, è trasportato nell’organismo sotto forma di particelle formate da una parte centrale e da un “involucro” esterno formato da proteine idrosolubili. Questi grossi complessi sono presenti nel nostro corpo in due forme principali: lipoproteine a bassa densità (LDL) e lipoproteine ad alta densità (HDL). Le LDL (il cosiddetto colesterolo “cattivo”) hanno la funzione di trasportare il colesterolo degli alimenti e quello appena sintetizzato a varie destinazioni nel corpo. Le HDL (colesterolo “buono”), invece, sembrano avere più che altro la funzione di “spazzini”, trasportando il colesterolo in eccesso verso il fegato dove esso viene degradato ed escreto.
Un eccesso di LDL circolanti porta alla formazione di placche che, secondo le più recenti ricerche, si sviluppano e si accrescono dentro le pareti dei vasi, e più esattamente nella tonaca intima, e non sul loro rivestimento interno a contatto con il flusso sanguigno. Le arterie diventano meno elastiche, il loro volume si restringe e il sangue scorre in esse con maggiore difficoltà; la patologia che ne consegue è l’aterosclerosi, che facilita l’insorgenza di problemi cardiaci e disturbi, anche gravi, in molte parti del corpo.
Quando le dimensioni di una placca aumentano tanto da bloccare o quasi il flusso sanguigno in un’arteria, si può avere un’ischemia, una patologia dovuta al fatto che un organo, un tessuto o una parte del corpo non riceve una quantità di sangue, e quindi di ossigeno, sufficiente alle proprie esigenze.
Un’ischemia transitoria delle coronarie ( le arterie presenti nel muscolo cardiaco che portano ossigeno e sostanze nutritive al cuore) si manifesta con un episodio di angina pectoris, che colpisce soprattutto gli uomini fra i cinquanta e i sessant’anni. Il disturbo più tipico è la comparsa di una sensazione di peso, di oppressione o di fastidio, sintomo generalmente scatenato da uno sforzo fisico o da un’emozione, che tende poi a risolversi con il riposo.
Talvolta, invece, le placche si rompono e, immerse nel flusso sanguigno, facilitano la coagulazione e la conseguente formazione di un trombo. I trombi sono estremamente pericolosi perché possono ostruire completamente un vaso sanguigno.
Il trombo, inoltre, si può staccare dal punto nel quale si è formato e dare origine ad un embolo, che, viaggiando nella corrente sanguigna, può andare a ostruire vasi anche lontani dal suo punto di origine.
Se a essere ostruita è un’arteria coronaria si ha l’infarto del miocardio. Se la carenza di sangue si prolunga nel tempo, il tessuto muscolare cardiaco subisce un danno irreversibile che si conclude con la morte di quella regione cardiaca.
Quando l’ostruzione riguarda un vaso che porta ossigeno al cervello si ha un ictus. Il cervello è uno degli organi più sensibili alla carenza di ossigeno. Un ictus può causare danni cerebrali più o meno gravi a seconda della vastità dell’area interessata; se la funzionalità di parti del cervello è definitivamente compromessa si ha la perdita del controllo di alcuni muscoli (paralisi) o la perdita di altre funzioni, come per esempio il linguaggio (afasia).
Ogni anno l’aterosclerosi, e le sue conseguenze, angina, infarto e ictus, provocano più decessi del cancro; le cause dell’insorgenza dell’aterosclerosi sono varie: alcune di esse, come l’età, il sesso (gli uomini al di sotto sei 60 anni sono più a rischio delle donne) e la predisposizione genetica non sono modificabili, mentre altre lo sono.
Tra i fattori a rischio sui quali è possibile intervenire ci sono l’ipercolesterolemia, il fumo, l’obesità, la vita sedentaria e il diabete.
L’abbassamento dei livelli di colesterolo nel sangue riduce il rischio d’infarto e di malattie circolatorie e ritarda la progressione dell’aterosclerosi.
Il fumo è responsabile del 30-40% della mortalità coronaria poiché provoca vasocostrizione con conseguente aumento della pressione arteriosa e promuove l’infiammazione arteriosa inducendo aterosclerosi anche in individui con LDL nella media.
L’obesità è un fattore di rischio in quanto contribuisce ad aumentare la pressione arteriosa e costringe il cuore a lavorare di più fino a farlo ingrossare.
Anche il diabete (malattia nella quale le cellule del corpo non possono assorbire abbastanza glucosio dal sangue) aumenta di tre o quattro volte il rischiosi sviluppare malattie cardiocircolatorie.
Il grado di rischio dipende quindi in buona parte dal comportamento degli individui: un regolare esercizio fisico, per esempio, sembra aumentare il livello di HDL e proteggere dall’accumulo di LDL; una sana alimentazione di tipo mediterraneo, la rinuncia al fumo e la sorveglianza periodica di alcuni parametri, quali la pressione arteriosa e il controllo del peso e dei livelli di glucosio nel sangue, costituiscono senz’altro la migliore prevenzione contro le patologie del sistema cardiovascolare.
Per attuare una corretta alimentazione basta tenere presente la famosa “piramide alimentare”: pane, pasta, frutta e verdura devono essere la base della dieta; carne, pesce, formaggio, uova devono essere consumati con moderazione; condimenti e dolciumi devono essere limitati.
La piramide alimentare

Grassi, zuccheri e oli
Carne, uova, latte e derivati
Frutta e verdura
Pane, pasta e cereali

Esempio



  



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