Alimentazione e agricoltura nel reggiano

Materie:Appunti
Categoria:Agraria

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Testo

AMBIENTE E AGRICULTURA DEL REGGIANO.

Il terreno nella Pianura Padana si formò tramite la deportazione dei sedimenti, che sono il complesso di materiali deposti in seguito all’azione dei vari agenti atmosferici, che sono pioggia, vento, gelo; proprio per questo un terreno alloctono , cioè generato da terreni di trasporto, non provenienti dalla roccia madre nata sul territorio, quindi molto fertili, da distinguere da quelli autoctoni, generati sul territorio, ma però non propensi all’ uso agricolo.
Il territorio collinare era prevalentemente formato da coltivazioni , a quei tempi possedute per la maggiore dai signori, che lasciavano la lavorazione ai contadini (mezzadria).
I prodotti coltivati, erano il mais e il frumento;di questi cereali, è stata possibile la coltivazione
ad opere di bonifica , grazie alle quali la possibilità di irrigazione si realizzò, favorendo la lavorazione del terreno anche nei periodi di siccità. La Pianura Padana, infatti, è ricca di canali,
che favoriscono la produzione di foraggi.La maggior parte delle bonifiche, vennero apportate nelle zone di Bibbiano,Montecchio,S.Polo.
L’Appennino tosco-emiliano, è caratterizzato da alberi a foglia caduca quali il frassino, quercie e
olmi, nati parecchi anni fà (1200-1300);non solo questi ma anche faggi e faggete, sono note per la loro presenza già dal periodo medioevale;si trovano in massima parte in Val d’Asta, fino a Civago.
Il legno ricavato veniva prevalentemente utilizzato per utensileria, infrastrutture e uso domestico.

ALIMENTAZIONE

Nelle colline del reggiano la fauna che popolava i boschi era costituita da cinghiali, caprioli,cervi,daini, fagiani e lepri.buona parte di queste specie si estinsero, fino ad arrivare alla nullità nel settecento.Riconparvero poi nella collina medio bassa alla fine di quest ultimo secolo.
La selvaggina nel medioevo era quella suddetta, ma il suo possesso e sfruttamento era riservato
esclusivamente al ceto medio alto e ai grandi signori terrieri.La selvaggina veniva consumata con contorni poveri come legumi,piselli, rape e ortaggi di questo generte; pane e formaggi erano presenti durante il desinare.Per quanto riguarda le classi povere, le pietanze erano ricche di sali minerali e proteine in modo da riacquistare le energia persa durante il lavoro. Già dai quei tempi veniva lavorato il formaggio, grazie alle forme di piccola dimensione , che permettevano la produzione famigliare,ovvero all’interno della famiglia. Il latte che veniva utilizzato per la produzione del formaggio era quello di capra e pecora, ma anche di bovino.
Nella produzione casearia da ricordare il Parmigiano Reggiano, formaggio contenente sali, caseina e batteri organoretici particolari, che sono alla base costituente del formaggio che gli altri latticini similari non possiedono. La vacca rossa il cui latte è il più indicato per la produzione del parmigiano, ha come particolarità la presenza di grassi particolari che rendono unico il nostro formaggio. Purtroppo la vacca rossa si sta estinguendo, ed è sostituita da quella frisa olandese, meglio conosciuta come bianco nera. Dalla cultura contadina deriva un altro piatto da non dimenticare, la polenta. Piatto povero , costituito da farina di mais e acqua, acconpagnata solitamente da selvaggina.La selvaggina che si poteva trovare tra i contadini era solitamente abusiva, ricavata da bracconaggio sui terreni dei signori, con un alto rischio dato che se colti in flagrante, si rischiavano gravi pene compresa quella di morte.

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