Appunti di biologia

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Testo

Le Alghe Pluricellulari
Sono le piante acquatiche con struttura tallosa, le cui cellule costituenti non si conoscono normalmente allo stato libero.
Il tallo è il corpo di un vegetale le cui cellule presentano differenziamento scarso o assente.
Gli organismi che presentano questo tipo di
struttura si dà genericamente il nome di
Tallofite.
Il passaggio dalle alghe unicellulari a quelle pluricellulari si è attuato attraverso forme coloniali di tipo Volvox, oppure tramite organizzazione di tipo capsale.

Il tipo di assetto pluricellulare più semplice è l’organizzazione tricale: si tratta di un filamento di cellule poste una sull’altra.
Può accrescersi per divisione di tutte le sue cellule; un’ulteriore evoluzione è rappresentata dall’acquisizione di ramificazioni del tallo.
Un altro tipo di assetto è l’organizzazione sifonale, rappresentata da strutture, anche di discrete dimensioni, in cui esistono molti nuclei ma mancano totalmente le membrane divisorie tra le cellule.
Una via di mezzo è l’organizzazione sifonocladale, in cui esistono membrane divisorie tra cellule, ma ciascuna di esse è plurinucleata.
La più complessa tra tutte è l’organizzazione pseudoparenchimatica, in cui la divisione cellulare avviene in due direzioni, originando talli laminari.
Nelle alghe pluricellulari distinguiamo tre tipi principali di riproduzione:
la semplice propagazione vegetativa: quando una parte della pianta si distacca da essa per formare un nuovo individuo;
la riproduzione agamica:può avvenire mediante cellule durevoli (dalla trasformazione in organo di resistenza di un’intera cellula vegetativa), o per spore (mobili per mezzo di flagelli, zoospore, o prive di moti autonomi, aplanospore;
la riproduzione sessuata:avviene mediante la copulazione di due gameti per isogamia, anisogamia o oogamia.
I Funghi sono organismi eucarioti eterotrofi.
I più semplici sono unicellulari con organizzazione flagellata, rizopodiale o coccale.
Vi è una forte tendenza all’aggregazione ed al passaggio ad una condizione pluricellulare.
Si ha la formazione di grosse cellule polinucleate da cui evolvono forme pluricellulari con organizzazione sifonale.
Le cellule si sviluppano in particolare nel senso della lunghezza e prendono il nome di ife;
il corpo del fungo, costituito da un insieme di ife, è detto micelio.
I funghi non hanno pigmenti fotosintetici in quanto sono adatti alla vita eterotrofa.
Hanno un tipo di organizzazione simile a quella delle alghe , perciò sono chiamati anch’essi piante Tallofite.
Possono essere distinti in saprofiti, se si nutrono di sostanze organiche in decomposizione, parassiti se si nutrono di sostanze tratte da organismi viventi.
La maggior parte dei Funghi possiede una parete cellulare formata da un polisaccaride azotato detto micosina; fa eccezione il gruppo degli Oomiceti che hanno pareti cellulosiche.Le sostanze energetiche sono generalmente di natura lipidica.
Hanno di solito un nucleo piuttosto povero di DNA rispetto agli altri Eucarioti.
Nelle specie più semplici la mitosi presenta caratteristiche di primitività con permanenza della membrana nucleare ed ancoraggio dei cromosomi ad essa; negli altri è normale.
La riproduzione, come nelle Alghe, avviene per via:
➢ Vegetativa;
➢ Asessuata;
➢ Sessuata: può avvenire per isogamia, anisogamia o oogamia; in molte specie terrestri avviene per fusione addirittura di due gametangi (gametangiogamia).
I Funghi più primitivi vivono nelle acque dolci, ma la gran parte ha conquistato la terraferma vivendo in ambienti umidi come saprofiti o adattandosi alla vita parassitaria.
Perciò essi sono dannosi per l’agricoltura o anche direttamente per l’uomo.
Nell’economia generale della natura i Funghi hanno grande importanza come decompositori di sostanze organiche complesse e dividono quindi con i Batteri il compito del riciclaggio dei materiali.
Talune per ricavare sostanze utili.
RICORDA: ciò che solitamente noi chiamiamo “funghi” sono i corpi fruttiferi delle specie più evolute; i funghi senza corpi fruttiferi vengono di solito chiamati muffe.
LA POSIZIONE SISTEMATICA
La posizione sistematica dei Funghi è controversa:
➢ per alcuni sono vegetali adatti alla vita eterotrofa;
➢ per altri, proprio per questo, fanno parte di un regno a sé, distinto sia da quello animale sia da quello vegetale.
Sembrano derivati filogeneticamente dalle alghe per perdita della capacità fotosintetiche
Alcuni dicono che le Alghe derivino dai Funghi;
Probabile è che i funghi si siano originati in ambiente acquatico, spinti sulla terraferma come parassiti protetti dal corpo della pianta ospite dalle nuove condizioni ambientali e successivamente si siano adattati alla vita saprofita. Parassitismo poco specializzato.

La vita vegetale dopo essersi sviluppata in acqua, tentò anche la conquista della terraferma.
I motivi sono essenzialmente due:
Quest’ambiente si presentava vantaggioso perché offriva una maggiore disponibilità di CO2 per la fotosintesi;
Consentiva un più facile assorbimento della radiazione solare non filtrata dall’acqua.
Ma ai vantaggi, a volte, corrispondono anche degli svantaggi:
L’approvvigionamento d’acqua e l’impedimento alla sua dispersione;
Per sfruttare bene la luce occorreva mantenere un portamento eretto, che in acqua era garantito dall’azione idrostatica e da eventuali organi di galleggiamento.
Occorrevano perciò strutture specializzate per risolvere questi problemi:
Si è resa necessaria una protezione contro l’essiccamento, assolta dai tessuti di rivestimento;
L’assunzione d’acqua dal terreno ha reso necessario un tessuto di conduzione in grado di convogliarla ai tessuti fotosintetici, che, si svilupperanno ad una certa distanza dalle zone d’assorbimento;
La necessità di mantenere il fusto eretto sarà soddisfatta dalla comparsa di tessuti di sostegno.
Questo è ciò che si chiama differenziamento, condizione veramente necessaria per la formazione di un pluricellulare veramente efficiente.

Il differenziamento consiste in una progressiva specializzazione delle cellule embrionali, che via via assumono un aspetto ed una funzione caratteristici, dando origine a tessuti.
Le cellule che si specializzano ad una determinata funzione perdono generalmente la capacità di dividersi, arrivando ai casi estremi di completo riassorbimento del protoplasma.
Rimane però un tessuto che mantenga le caratteristiche embrionali e che sia in grado di provvedere all’accrescimento della pianta.
Distinguiamo i tessuti giovanili o meristemi dai tessuti adulti.
In queste piante distinguiamo anche gli organi:
Radice;
Fusto;
Foglie.
Quest’organizzazione è detta Cormo, e le piante che presentano questo tipo sono dette Cormofite.
Le piante terrestri comprendono quattro grandi gruppi:
Briofite;
Pteridofite;
Gimnosperme;
Angiosperme.
Un’ulteriore classificazione è data:
Archegoniate: le Briofite e Pteridofite: per la presenza di gametangi ben differenziati;
Spermatofite: le Gimnosperme e le Angiosperme: perché entrambe formano semi.
Le Briofite sono considerate la via di mezzo tra le alghe e le piante terrestri.Esse sono poco adatte alla vita terrestre. Fanno parte di questo gruppo Muschi ed Epatiche.
Non hanno radici, fusto e foglie. I filamenti che troviamo quando raccogliamo i muschi, non sono radici perché all’analisi al microscopio sono totalmente diverse.
Essi assorbono le soluzioni nutritive attraverso la loro superficie e formano sostanze organiche.
Le Pteridofite sono le prime vere e proprie piante terrestri perché hanno dei vasi conduttori: sono dette perciò PIANTE VASCOLARI. Fanno parte di questa categoria Felci, Equiseti, Licopodi.
Le Felci sono un gruppo che si sta riducendo perché più primitivo. Appunto per la loro primitività sono prive di fiori.
La loro riproduzione avviene nel seguente modo: producono delle spore, visibili sulla pagina inferiore della foglia, che non sono ottenute attraverso la meiosi. Queste cellule somatiche diploidi cadono sul terreno e germinano, producendo una pianticella detta protallo. Ora si uniscono i gameti e generano la nuova pianta Felce. Tutti questi procedimenti devono avvenire ancora alla presenza d’ambienti umidi.
Le Gimnosperme si sono perfettamente adattate alla vita terrestre: riescono, infatti, a riprodursi anche in assenza d’acqua.
Sono molto importanti perché producono il seme, una struttura contenente l’embrione della nuova pianta. Sono considerati per questo assieme alle Angiosperme, ma a differenza di queste ultime non producono un frutto che dia la protezione al seme.
La loro riproduzione è costituita da due generazioni:
1. Generazione 1°: SPOROFITO;
2. Generazione 2°: GAMETOFITO.
Queste generazioni sono individui diversi nelle felci, mentre nelle angio/gimnosperme si alternano ma rimangono nella stessa pianta. Il gametofito è protetto nel fiore dove avviene la meiosi.
Nelle piante Angiosperme il gametofito è il fiore, mentre il frutto ha la funzione di attirare gli animali e far scaricare loro attraverso le feci i semi, disseminandoli.
Tutti gli organismi animali, consumatori pluricellulari, sono detti METAZOI.
Metazoi sta proprio per animali pluricellulari.
L’evoluzione degli animali ha richiesto una più rapida ed efficiente organizzazione in tessuti ed organi già prima la conquista terrestre.
Ragione: l’eterotrofia, in altre parole la necessità di procacciarsi sostanze organiche sintetizzate da altri organismi.
Ottenute in due modi:
Restando immobili e filtrando grandi quantità d’acqua, da cui vengono trattenute le particelle in esse sospese;
Acquisendo mobilità ed andando attivamente a cercare il cibo.
Simmetria raggiata: gli animali più primitivi, poco mobili, possono essere tagliati idealmente da diversi piani, ciascuno dei quali li divide in due parti uguali.
Sono animali fissi al fondo oppure scarsamente dotati di una mobilità tale da contrapporsi al flusso dell’acqua marina, non sono in grado di cercare cibo: hanno perciò bisogno che si presenti su ogni lato.
Simmetria bilaterale: esiste un solo piano che divide l’animale in due parti uguali, si può distinguere una testa e una coda.
In relazione ad una progressiva evoluzione del sistema nervoso rappresentata da un progressivo addensarsi di cellule nell’estremità cefalica.
I primi sono detti Radiati, gli altri Bilaterali.
Gli animali sono tutti diplobionti, non si ha cambiamento del numero cromosomico.
Lo sviluppo dell’uovo fecondato mostra una prima distinzione in due foglietti di cellule:
Ectoderma: esterno, assume la funzione di mettere l’animale in contatto con il proprio ambiente;
Endoderma: interno, assume funzioni digestive.
Nei metazoi più primitivi ciò prevale in tutta la vita; nei più evoluti, si organizza tra i primi due un terzo foglietto, il mesoderma, che assolve funzioni di sostegno, movimento, ecc.
I primi sono detti Diblasteri, gli altri Triblasteri.
Primitivi: una sola apertura per tutta la vita.
Evoluti. Si forma una successiva apertura: il blastoporo, che può diventare bocca e poi ano e viceversa.
Si distinguono quindi:
Protostomi (prima la bocca);
Deuterostomi (seconda la bocca).
Ultima distinzione: la presenza o meno di una cavità corporea contenenti gli organi.
Tale cavità è detta celoma.
Gli animali privi di ciò sono detti Acelomati, quelli provvisti di una cavità più primitiva non tappezzata dal mesoderma Pseudocelomati, quelli provvisti di un vero celoma Celomati.

Si verifica una distinzione durante lo sviluppo embrionale tra animali propostomi e deuterostomi: nei primi il blastoporo dava origine alla bocca e nei secondi all’ano.
Questa differenza nelle modalità di sviluppo dell’embrione non è la sola:
Nei Protostomi i piani di segmentazione delle cellule embrionali sono obliqui rispetto all’asse longitudinale dello zigote individuato dalla prima divisione (segmentazione spirale), mentre nei Deuterostomi sono paralleli o perpendicolari a quest’asse (segmentazione radiale);
Nei Protostomi le cellule embrionali perdono rapidamente la loro totipotenza, mentre nei secondi la conservano più a lungo;
Il mesoderma si forma nei due casi con modalità un po’ diverse;
il sistema nervoso si sviluppa soprattutto ventralmente all’intestino nei Protostomi, dorsalmente nei Deuterostomi;
I Celomati propostomi però hanno generalmente una larva trocofora o affine ad essa, mentre i Deuterostomi hanno di solito una larva di tipo diverso, detta tornaria o dipleurula, caratterizzata da cingoli ciliati longitudinali e sinuosi invece che equatoriali.
Ciò significa che i Deuterostomi si separano dagli altri Celomati in uno stadio molto precoce della loro evoluzione.
I Deuterostomi comprendono due grandi phila che, seppure in modo diverso, hanno avuto un grande successo:
Gli Echinodermi (Ricci di mare, Stelle di mare, ecc.), campioni di longevità in senso geologico, sono considerati i nostri parenti più prossimi;
I Cordati (di cui fanno parte i Vertebrati), che hanno prodotto la più spettacolare evoluzione del regno animale: da semplici organismi vermiformi, infatti, sono arrivati in poche tappe all’Homo sapiens.
I Cordati sono organismi deuterostomi a simmetria bilaterale. Comprendono sia animali marini semplicissimi sia gli animali più evoluti del pianeta.
Il loro nome deriva da una caratteristica tipica di questo gruppo: la presenza della corda dorsale, un primitivo scheletro interno. Percorre il corpo dell’embrione in tutta la sua lunghezza in alcuni gruppi, in altri ha un’estensione più limitata; in alcune forme si conserva anche nell’adulto come unico tipo di scheletro.
Il corpo dei cordati, procedendo in direzione dorsoventrale, è percorso dai seguenti organi:
1. Sistema nervoso o neurasse;
2. Corda dorsale o notocorda;
3. Aorta, vaso sanguigno nel quale il sangue ossigenato circola dall’estremità cefalica a quella caudale;
4. Tubo digerente;
5. Vaso circolatorio ventrale.
Situazione schematica che si riferisce principalmente alla condizione larvale (o embrionale per quelli privi di larva), poiché, con l’ulteriore sviluppo, molte strutture si modificano o vanno perdute.
Da notare la disposizione dorsale del sistema nervoso, presente nei Deuterostomi in genere, e tipicamente accentuata nei Cordati.
Esiste uno stretto rapporto anatomico tra l’apparato digerente e quello respiratorio.
Negli organismi acquatici, le branchie sono rappresentate da fessure della faringe, tanto più numerose quanto meno è evoluto l’animale;
Negli animali terrestri, i polmoni si formano da un’estroflessione ventrale del tubo digerente.
I Vertebrati rappresentano il subphilum dei Metazoi che, pur avendo avuto origine nel mare ed essendovi ancora abbondantemente i rappresentanti, ha raggiunto la sua massima espansione sulle terre emerse.
Le prime tracce di vertebrati risalgono all’era Paleozoica.
Si distinguevano da tutti i Vertebrati che sarebbero comparsi poi per la bocca immobile priva d’articolazione mandibolare, quindi impossibilitata a chiudersi.
Vennero perciò chiamati Agnati in contrapposizione a tutti gli altri vertebrati detti Gnatostomi.
Per molti milioni d’anni, si sono evoluti in ambiente acquatico, marino e dulciacquicolo; in seguito comparvero gli Anfibi, organismi parzialmente adattati alla vita terrestre.
Le uova erano disposte in acqua ove si sviluppavano i piccoli; gli adulti però per muoversi sulla terra dovettero trasformare le pinne in quattro zampe.
Perciò tutti i Vertebrati terrestri sono detti Tetrapodi.
In seguito alcuni acquisirono la possibilità di deporre le uova sulla terra poiché l’embrione si sviluppava in una vescica di liquido contenuta nell’uovo, detta amnios.
Questi vertebrati vennero detti Amnioti in contrapposizione ai precedenti detti Anamni.
Infine alcuni gruppi riuscirono a mantenere la temperatura corporea costante indipendentemente dal valore della temperatura esterna (Omeotermi), mentre i gruppi precedenti non ne erano capaci (Eterotermi).
I pesci si distinguono in:
Pesci Cartilaginei (squali, ecc.);
Pesci Ossei (tutti gli altri).
I Dipnoi sono rappresentanti nella fauna attuale solo da tre generi, che abitano le acque dolci e possono considerarsi come forme di transizione fra i Pesci e gli Anfibi per, in particolare, la doppia respirazione.
Respirano normalmente con le branchie, ma possono assumere anche aria atmosferica perché sono provvisti di un polmone molto primitivo.
Hanno un corpo allungato, talora anguilliforme, coperto da squame considerate forme di transizione tra le cosmoidi e le cicloidi.
Lo scheletro è in parte cartilagineo e in parte osseo; persiste la corda dorsale; non hanno corpo vertebrale; l’encefalo si avvicina a quello degli Anfibi.
L’intestino è provvisto di una valvola a spirale; esiste una cloaca, nella quale si apre l’ano e sboccano gli orifizi genitali ed escretori.
L’apparato respiratorio consta, come negli altri pesci, di branchie e a queste si aggiunge la vescica natatoria, semplice nei Monopneumona e doppia nei Dipneumona, che si forma da un’estroflessione ventrale dell’intestino, come i nostri polmoni.
La circolazione si modifica di conseguenza e quindi nei Dipnoi è doppia e incompleta come negli Anfibi. Il cuore è, infatti, provvisto di un atrio diviso in due parti e di un ventricolo anch’esso in parte sedimentato; il sangue lo attraversa due volte: una volta carico di CO2, proveniente dal corpo (atrio destro) e l’altra volta, carico di O2, proveniente dagli organi respiratori (atrio sinistro); nel ventricolo il sangue venoso e quello arterioso si mescolano.
Le uova sono grandi e avvolte in un secreto gelatinoso che si gonfia a contatto dell’acqua, come avviene per quelle degli Anfibi, deposte fra le piante acquatiche o in nidi.
Anfibi: classe di Vertebrati, animali di piccole dimensioni, che vivono in acqua dolce o in terra, in prossimità di corsi d’acqua.
Il nome si riferisce alla loro duplice modalità di vita, acquatica e terrestre;durante gli stadi larvali vivono obbligatoriamente in acqua respirando per branchie come i Pesci, ma, una volta diventati adulti, vivono sulla terra respirando tramite i polmoni.
Restano comunque vincolati all’ambiente acquatico non solo per la necessità di deporvi le uova e di trascorrervi la vita larvale, ma ne sono in parte dipendenti anche da adulti.
Hanno, infatti, polmoni insufficienti a fornire tutto l’ossigeno di cui abbisognano e debbono integrarlo attraverso la respirazione cutanea. Ma una pelle che può assorbire l’ossigeno dall’aria non è in grado di impedire la perdita d’acqua corporea sotto forma di vapore.
D’altra parte una protezione che impedisse l’evaporazione impedirebbe parimenti il rifornimento di ossigeno.
Tutto ciò ha costretto gli Anfibi a vivere in ambienti costantemente umidi oppure a passare una gran parte della propria esistenza in letargo, sotto terra, nei rari casi di adattamento ad ambienti in prevalenza aridi.
Si suddividono, per la struttura esterna del corpo, in:
Anuri (Rane, rospi, ecc.);
Urodeli (Salamandre, Tritoni, ecc.);
Apodi (Cecilie).
La respirazione è branchiale nelle larve e nelle forme neoteniche, polmonare negli adulti. I polmoni degli Anfibi sono sacciformi e scarsamente con camerati cosicché la superficie respiratoria non è molto ampia; per questa ragione la respirazione polmonare è in parte integrata da quella cutanea. L’efficienza polmonare è limitata dalla conformazione toracica.
La circolazione nelle larve è semplice ed il cuore è diviso in due parti: un atrio e un ventricolo; negli adulti diventa doppia ma incompleta poiché il cuore è diviso in tre cavità: due atri e un ventricolo; in quest’ultimo si ha la miscelazione del sangue arterioso con quello venoso, che erano rimasti separati nei due atri.
Il fatto che i vari organi del corpo ricevano sangue non perfettamente ossigenato comporta una limitazione nell’efficienza del metabolismo e quindi nella produzione di energia disponibile.
Perciò gli Anfibi sono eterotermi, cioè la temperatura corporea varia secondo la temperatura ambiente.
I Rettili sono i primi che riescono a liberarsi del tutto dall’ambiente acquatico.
La conquista della terraferma fu possibile perché l’uovo dei rettili subì una modificazione: la comparsa dell’amnios.
Membrana delimitante una cavità piena di liquido che circonda l’embrione entro l’uovo e quindi ne permette lo sviluppo, pur essendo le uova deposte in ambiente aereo, come se fossero nell’acqua.
Questa modificazione è considerata uno dei più importanti risultati dell’evoluzione.
La respirazione è sempre polmonare. I polmoni variano la loro complessità da gruppo a gruppo: nei più evoluti cominciano ad assumere l’aspetto spugnoso presente negli Uccelli e nei Mammiferi (polmone parenchimatoso). La superficie respiratoria, in ogni modo, è sufficiente al fabbisogno dell’animale.
La circolazione è doppia e incompleta ed il cuore presenta due atri ed un ventricolo incompletamente sedimentato.
Sono perciò eterotermi ed il loro metabolismo è legato tanto strettamente alla temperatura ambiente (ott. 34°), che, quando questa si abbassa, diminuisce il ritmo delle funzioni vitali, finché sopraggiunge il letargo.
Vertebrati amnioti, adatti al volo grazie agli arti anteriori trasformati in ali, per cui solo gli arti posteriori servono alla deambulazione.
Derivano filogeneticamente da un gruppo di rettili Ornitischi (con il bacino da uccello), bipedi;
Il primo fossile che presenta caratteri da uccello ancora associati a caratteri rettiliani risale al periodo Giurassico.
La loro grande conquista evolutiva (parallelamente ai Mammiferi), rispetto ai Rettili, è l’acquisizione dell’omeotermia: sono in grado di mantenere costante la temperatura del loro corpo indipendentemente dalla temperatura ambiente.
Ciò è consentito dalla circolazione doppia e completa, determinata dalla formazione di un setto interventricolare completo.
Il cuore risulta diviso in 4 cavità: due atri e due ventricoli; il sangue venoso e quello arterioso, quindi, non si mescolano mai. L’arco dell’aorta, emergente dal ventricolo sinistro, è rivolto verso destra, a differenza di quello dei Mammiferi, rivolto verso sinistra.
L’apparato respiratorio è caratterizzato da polmoni piccoli e spugnosi (parenchimatosi), cui sono annesse ampie sacche aurifere che si espandono in tutto il corpo fino a penetrare nelle cavità delle ossa (ossa pneumatiche).
Queste, soggette alla compressione dei muscoli del tronco e degli arti, agiscono da ventilatori dei polmoni specie durante il volo.
Alla biforcazione della trachea nei due bronchi si trova un organo speciale, detto siringe (copie la funzione che nell’uomo è svolta dalla laringe), che serve per il canto; contiene pieghe della mucosa che producono la vibrazione ed è munita di una specie di cassa di risonanza.

Sono considerati i più evoluti tra i Vertebrati e presentano come caratteristiche esclusive la presenza di peli e di ghiandole mammarie.
Derivano dai Rettili Terapsidi.
La loro evoluzione, parallela a quella degli Uccelli, ha portato alla conquista dell’omeotermia, e ad un notevole sviluppo del cervello, che raggiunge livelli di complessità non paragonabili a quelli di nessun altro taxon.
Alla capacità di nutrire i piccoli, tramite una secrezione da loro stessi prodotta (latte), si è poi aggiunta nei gruppi più evoluti (dal Cretaceo in poi) una struttura in grado di nutrire la prole anche durante lo sviluppo embrionale intrauterino: la placenta.
L’apparato respiratorio è caratterizzato da polmoni grandi e parenchimatosi che offrono un’enorme superficie agli scambi gassosi.
Questi sono ulteriormente facilitati dalla presenza del diaframma, un muscolo che divide la cavità toracica (contenente il cuore ed i polmoni), da quella addominale (contenente l’apparato digerente, urinario e genitale), e che partecipa attivamente a creare la dilatazione e la compressione della cassa toracica stessa.
La circolazione è doppia e completa. Il cuore è diviso in quattro cavità; a differenza degli Uccelli, l’arco aortico curva verso sinistra.
La riproduzione è generalmente vivipara, ad eccezione dei Monotremi che sono ovipari.
I Mammiferi vivipari sono suddivisi in Placentati e Aplacentati (Marsupiali).
Questi ultimi sono considerati ovovivipari poiché l’embrione è solo incubato nel ventre materno e non si nutre attraverso esso.
In relazione alla modalità di sviluppo del piccolo, I Mammiferi si distinguono in:
Prototteri con il solo ordine dei Monotremi;
Metateri con il solo ordine dei Marsupiali;
Euteri in cui sono compresi tutti gli ordini dei Mammiferi placentati.

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